Archivi Categorie: Unione Europea

LA GERMANIA E LA RUSSIA SEGUONO LA POLITICA DI BISMARK, NON LE SANZIONI. I LANDER VANNO A MOSCA PER FARE AFFARI. di Antonio de Martini

La politica delle sanzioni impedisce al presidente della DUMA, il Parlamento russo, Sergey Naryskin,  di viaggiare ed essere ricevuto in occidente.

Per questa ragione, gli occidentali vanno da lui. In processione. Tedeschi in testa.               Naryschin, ha appena ricevuto una  folta rappresentanza di deputati  eletti tedeschi molto nutrita alla quale ha assicurato che l’Ucraina non è nelle mire russe ” altrimenti la occuperemmo in quattro giorni”. Continua a leggere

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PASQUA DI RISURREZIONE ANCHE PER LA SIRIA E L’IRAK? COMINCIAMO A PARLARE DI RICOSTRUZIONE? CHI SE NE OCCUPERA’? di Antonio de Martini

La quantità di disinformazione che viene paracadutata quotidianamente sulla pubblica opinione, specie italiana, è impressionante. La maggior parte del tempo cerco di non leggere per non scoraggiarmi e lasciar perdere.

Oggi, Pasqua, ho deciso di leggere i giornali sperando in una tregua, ma – tranne un pezzo del “Corriere della sera”che pettegolava su Auun Su Ky  o come cavolo si chiama quella che definisco da sempre ” l’Arpia Birmana”, per il resto mal me ne incolse. Continua a leggere

LA GEOPOLITICA DELLA CHIESA CATTOLICA E I SUOI PROTAGONISTI. CONTRO I PROVOCATORI. di Antonio de Martini

 

BONIFICARE LA GEOPOLITICA NEL WEB: L’ANTEFATTO

Nei giorni scorsi sono inciampato per caso in un articolo in lingua inglese  ( ma con indicazione su come andare alla traduzione americana, francese, italiana, spagnola e  russa, edita da un autodefinitosi “Think Tank” a nome Katheon , scritto da un  anonimo con pretesa di filosofeggiare e con un titolo ” some remarks on the geopolitics of the Catholic Church“, infarcito di scemenze che un tempo si sarebbero somministrate solo alle sartine, come “l’imminente fine della Chiesa cattolica ” e ” questo è l’ultimo Papa secondo la profezia di Malachia”.

seguono informazioni ( meglio disinformazioni) sul “think tank” che dichiara interesse per i paesi BRICS e la SCO e su come la Chiesa cattolica sia alla pari con i protestanti nella conquista delle anime dell’Africa subsahariana, nonchè una serie di altre amene considerazioni offerte con una malignità tipica  di persone dalla sessualità contorta, spacciata per filosofia e con un approccio ala multipolarità giusto per poter dare alla Russia la responsabilità di queste frasi confuse e passare alla cassa.
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LIBRI DA LEGGERE E REGALARE  PER IL PERIODO FESTIVO

Libro Consigliato:

Il climatismo: una nuova ideologia

Mario Giaccio

Edito a Roma da 21esimo Secolo

LA DITTATURA DEL CLIMATISMO

Marco Respinti
Il tempo cambia senza chiedere permesso all’uomo. A Parigi è in corso la 21sima Conferenza sul Clima (COP21) per decidere che caldo farà, ovvero trovare un accordo mondiale che dal 2020 subentri alla famosa piattaforma di Kyoto. Il must, ripetuto come un mantra, è la temperatura media superficiale del pianeta non superi i due gradi rispetto ai livelli preindustriali. Ma, osserva Uberto Crescenti, professore Emerito di Geologia Applicata nell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara, «se si fa un confronto con il Periodo Caldo Medioevale, in cui le temperature erano di circa 2-3 gradi superiori a quelle attuali, si propone, in pratica, che il riscaldamento debba essere limitato tanto che la temperatura risulti inferiore a quella già verificatasi nel Medioevo (e in molte epoche precedenti) quando non sono avvenute tutte le catastrofi che puntualmente ci vengono preannunciate». Continua a leggere

EUROPA:  DOPO I FALLIMENTI IN LIBIA, EGITTO, IRAK, SIRIA, AFRICA E CRISI FINANZIARIA MONDIALE, RIPENSARE LA CIVILTÀ EUROPEA E SOSTITUIRE I CAPI NAZIONALI TUTTI.   di Antonio de Martini

Ove non bastasse la dimostrazione di insipienza e inettitudine dimostrata da tutti i governanti dei principali paesi europei ( Inghilterra, Francia, Germania in testa) con la crisi greca e  l’happening dei migranti in giro per i Balcani come – a itinerari invertiti- i primi  crociati di mille anni fa, approfitto dell’attenzione attirata sulla Siria per tornare sull’argomento che rafforzerà tutti i cittadini del continente nella convinzione che il sistema democratico non può funzionare così com’è strutturato e che alcune funzioni chiave  di governo ( Esteri, Difesa, Finanza) non possono essere affidate a soggetti presentati da lobbies, solo per l’intestardimento a voler venerare una forma di governo sperimentata 2700 anni fa in un borgo greco di qualche migliaio di abitanti. Continua a leggere

COME FUI DICHIARATO PERSONA  NON GRATA DAGLI AYATOLLAH MENTRE ERO IN AFRICA.  di Maurizio Moreno

l’Amasciatore Maurizio Moreno  ci regala un’anteprima della sua avventurosa biografia.

Vorrei ricordare una disavventura capitatami durante la mia lunga carriera : una vicenda imprevista ed imprevidibile, scaturita inaspettatamente in una dichiarazione di « persona non grata » presa nei miei confronti…

Ero Ambasciatore nel Senegal, dove fui chiamato a presenziare alla cerimonia d’apertura dell’ atteso

Vertice dei Capi di Stato dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI) , svoltosi a Dakar nel lontano dicembre 1991. 

Seguii da vicino i lavori, nel ricordo di un altro evento cui avevo potuto assistere nel 1969 a Rabat (come allora Primo Segretario dell’Ambasciata) : l’OCI era stata infatti creata nell’occasione , su impulso del Re del Marocco, Hassan II, per la salvaguardia dei luoghi sacri dell’Islam ed il sostegno della causa palestinese, rappresentata da Yasser Arafat. Tale incontro storico era giunto all’indomani dell’incendio criminale della Moschea di al-Aqsa a Gerusalemme.
Il Summit di Dakar, un’ennesima Conferenza di una grande portata, si rivelo’ deludente e inconcludente, per molti aspetti. Meno della meta’ dei Paesi membri era stato infatti rappresentato da Capi di Stato : presenti solo cinque leaders di Paesi arabi (su ventuno) , con all’ordine del giorno la spinosa controversia Iraq-Kuwait.

Mi accingevo, in chiusura dei lavori del Summit, a riferire al Ministero, quando appresi nel tardo pomeriggio dell’11 dicembre una brutta notizia, attraverso un lancio diffuso da Parigi dall’ Agence France Presse sotto il titolo “Italiane lanciano uova contro il Presidente iraniano Akbar Ali Hashemi Rafsanjani”.

Mi misi immediatamente in contatto con il Capo del Protocollo del Presidente senegalese, Abdou Diouf, che mi confermo’ l’accaduto , attirando la mia attenzione su un comunicato appena rilasciato sul versante dei « Mujaheddin » del Popolo iraniano. 
Egli stesso mi fece i nomi delle due ragazze direttamente coinvolte nella vicenda : si trattava di Patrizia Fiocchetti, cittadina italiana e di Hélène Lambrosio, cittadina francese. Entrambe compagne di due « Mujaheddin » ( attivi combattenti di opposizione al regime teocratico insediatosi in Iran ) erano riuscite ad introdursi nell’albergo, dove si svolgevano i lavori della Conferenza islamica, usando un « laissez-passer » giornalistico. Mentre le delegazioni si preparavano a lasciare la sede del Summit, le due ragazze, coperte dal tradizionale velo islamico , il « niqab », avevano tentato di colpire il Presidente Rafsanjani , lanciandogli delle uova , al grido di “assassino”. Un clamoroso gesto di protesta contro il regime degli Ayatollah.

Il Capo del Protocollo mi aggiunse che la Polizia senegalese era riuscita , non senza difficoltà , a prendere in custodia le due ragazze, sottraendole ai « Pasdaran », il c.d Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica, incaricati di garantire la sicurezza del Capo dello Stato iraniano , che avevano subito cercato di catturarle.

Ne informai tempestivamente per telefono la Farnesina, che mi chiese di accertare rapidamente dove le due ragazze fossero ed in quali condizioni di salute si trovassero.

Feci inutilmente il giro di diversi posti di Polizia e della stessa prigione di Dakar, senza riuscire nell’immediatoad a reperirle. Incrociai nel frattempo l’Ambasciatore iraniano, mio vicino di casa, che si era messo anche lui alla ricerca delle due fanciulle.

Decisi quindi di andare direttamente dal Presidente della Repubblica, Abdou Diouf – personalità colta, sensibile, intelligente – che mi ricevette sul campo. Mi informo’ che la Fiocchetti e la Lambrosio si trovavano ormai al sicuro nelle mani della Polizia senegalese. Erano state trasferite, prudentemente, presso l’Ufficio della Polizia per gli stranieri presso il Porto di Dakar.

Il Presidente Diouf ritenne subito di assicurarmi che era intendimento delle Autorità senegalesi di attenersi rigorosamente allo « stato di diritto », processandole ed evitando loro la prospettiva di una deportazione in Iran : lo stesso m’invito’ a prendere contatto a tal fine con il Ministro della Giustizia.

Giunsi poco dopo all’Ufficio della Polizia degli stranieri, facendo visita alle due ragazze. Mi dissero che avevano già incontrato poco prima di me l’Ambasciatore dell’ Iran, che le aveva minacciate con la pena di morte, attraverso la « fatwa », sulla base della legge coranica.

Vidi il giorno dopo il Ministro della Giustizia e l’Ambasciatore di Francia. Concordammo con quest’ ultimo di nominare congiuntamente l’avvocato di fiducia dell’Ambasciata d’Italia, a tutela degli interessi della Fiocchetti e della stessa Lambrosio ( d’origine italiana ), in vista del processo da tenere entro una settimana. Raccomandammo entrambi al Ministro di favorire una decisione di espulsione delle due ragazze rispettivamente in Italia e in Francia, dato che erano entrate in Senegal con il loro passaporto europeo.

Fummo nello stesso tempo informati del trasferimento delle due ragazze in una caserma isolata, pulita e protetta, dove mi fu consentito di fornire loro due pasti giornalieri , preparati dal mio  cuoco Cherif e portati puntualmente dal mio bravo autista Abdulaye.

Dichiarai nell’occasione pubblicamente alla stampa l’opportunità di escludere l’ estradizione delle predette, nel rispetto della legge in vigore in Senegal, Paese democratico per eccelenza.

A quanto fui in grado di accertare Patrizia ed Hélène stavano del tutto sommato bene, essendo in attesa di un equo processo, inteso ad evitare loro il rischio di essere estradate in Iran, dove sarebbero andate incontro alla piu’ severa delle punizioni.

Qualche giorno dopo il Ministro della Giustizia mi confermo’ che il Tribunale di Dakar aveva fissato per l’indomani un’udienza di comparizione delle due ragazze. Non avendo alcuna ragione di sospettare che avessero compiuto un qualsiasi reato, l’Autorita’ giudiziaria le avrebbe immediatamente allontanate dal territorio dello Stato senegalese, mediante un decreto di espulsione. Mi chiese quindi di prenotare per loro un aereo, impegnandosi personalmente a farle accompagnare nell’immediato alla frontiera di uscita all’Aereoporto di Dakar – Léopold Sedar Senghor.

Ne informai subito la Farnesina, che aveva fortuitamente già in programma di riportare in Senegal lo stesso giorno, a bordo di un aereo affittato ad hoc, un centinaio di migranti irregolari senegalesi che l’Italia aveva per la prima volta deciso di espellere.

L’Ambasciatore di Francia mi chiese da parte sua di imbarcare sul nostro aereo la cittadina francese, espulsa insieme all’Italiana.

Conclusosi rapidamente il processo celebrato per direttissima di fronte al Tribunale, con il collega francese ci unimmo al convoglio di vetture dirette, sotto stretta scorta, all’Aereoporto con le due donne da rimpatriare.

Che sorpresa, vedere arrivare l’areoplano !!! Su di esso viaggiavano ben venti poliziotti e soltanto tre clandestini senegalesi ! Il forte nucleo del gruppo, si era dato alla fuga al momento di prendere il volo…Vidi partire felicemente le due ragazze, grazie al nostro aereo, in allegra compagnia con i nostri agenti !

La Fiochetti e la Lambrosio mi scrissero qualche tempo dopo dalla Germania, facendomi pervenire una lettera di vivo apprezzamento, estendendo i loro complimenti alle Autorita’ senegalesi.

Peraltro, negli stessi giorni mi fu dato di apprendere dalla stampa iraniana, tramite la nostra Ambasciata a Teheran, di esser stato dichiarato « persona non grata » – persona non gradita, inaccettabile – da parte della Repubblica Islamica dell’Iran, senza motivare la sua decisione…

Non sono stato da allora piu’ in grado di tornare a Teheran, dove ci ero stato nel 1976… come Capo di una Delegazione della Commissione di Finanziamento della Farnesina, al suo primo viaggio all’estero ( ci accolse grandiosamente ed affettuosamente Arduino Fornara, nella sua qualita’ d’Incaricato d’Affari a.i.. .)

L’ Ambasciatore iraniano, che incontrai a Roma nel 2001 come Direttore Generale per i Paesi europei, mi confermo’ confidenzialmente ancora una volta, ch’ero tuttora sulla « lista nera », sulla « black list ». Pazienza..che bei ricordi ho tuttora di un grande Paese, come l’Iran !

Patrizia Fiocchetti ha fatto da allora molta strada, divenendo attivo membro del CISDA, nato nel 1999 come Coordinamento Italiano di Sostegno alle Donne Afghane, con sede a Milano.

Mi sia permesso di raccontare questo episodio, certamente critico, che rimane iscritto nella mia memoria e meriterebbe forse di essere ricordato.

Ginevra, 9 agosto 2015                                      

Guerra di Siria: la massoneria scende in campo  a Aleppo per salvare i suoi

l’ambasciata belga in Libano ha comunicato di aver ” esfiltrato” 244 cittadini di Aleppo che hanno ricevuto asilo in Belgio.

La notizia ha destato curiosità e interesse per la segretezza con cui è stata condotta a termine. Continua a leggere

GRECIA. UNA CRISI CHE NE CONTIENE ALTRE TRE O QUATTRO E QUELLA GRECA E’ LA MINORE, MA …. di Antonio de Martini

P.A.D.R.E.  è un acronimo di lingua inglese che sta per ” Politically Acceptable Debt Reduction in Eurozone .” Si tratta di uno studio pubblicato da un importante e qualificato istituto di ricerca che ho segnalato ai lettori di questo blog l’11 ottobre dello scorso anno. lo ribbloggherò a seguire questo scritto.

Lo studio spiega come si può abbattere senza traumi una consistente parte del debito pubblico di tutta l’Eurozona.       Oltre a questi ricercatori, l’idea è nata contemporaneamente al professor Mario Nuti, già  toscanissimo docente della London School of Economics. Continua a leggere

TURCHIA ELEZIONI. I MILITARI TORNANO IN GIOCO COME IN EGITTO   di Antonio de Martini

L’analisi fatta su questo blog venerdì scorso si integra con questo commento registrato oggi. Buona visione.
Erdogan perde la maggioranza: i militari stanno già pensando alla sua destituzione?

EMBARGO ALLA RUSSIA. A CHI NUOCE DI PIÙ? SI SALVA CHI AFFRONTA I NUOVI MERCATI ASIATICI.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Istat sul commercio con paesi extra-Ue, ad aprile 2015 le vendite di prodotti italiani verso la Russia hanno registrato una flessione del 29,5%. Sul crollo dell’export del Made in Italy pesa soprattutto l’embargo imposto da Mosca ad agosto 2014 su alcune categorie di prodotti provenienti dall’Ue. Continua a leggere

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