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UCRAINA-UNGHERIA 1 a 0

LE “RETTIFICHE” ALLA FRONTIERA TRA I BLOCCHI EST-OVEST HANNO OTTANTA ANNI, MA ORA NIENTE NEO REALISMO E C’E’ UNA ATTENTA REGIA.

Vorrei oggi limitarmi a fare una breve comparazione tra la rivolta ungherese del 1956 e la guerra attuale tra Russia e Ucraina. “

In entrambi i casi, si è trattato di governi legittimi. Il governo ungherese era stato insediato regolarmente ed il governo ucraino ugualmente legittimato da una votazione popolare anche se folkloristico-televisiva e finanziata da un oligarca proprietario della rete TV 1+1. 

 L’avversario in entrambi i casi era ed è la Russia. Patriottica, rozza e contadina. Contro: I DRONI .

E in entrambi i casi, il difensore del diritto internazionale erano gli Stati Uniti d’America e i paesi europei. 

Nel 1956. A parte alcune organizzazioni private- all’epoca non esistevano le ONG – nessuno si sognò di inviare aiuti di armi o anche di viveri agli eroici ungheresi: i più coraggiosi si limitarono ad aspettarli alla frontiera austriaca per offrire ospitalità nei propri paesi a un Capitale umano ben Istruito.

 Le Nazioni Unite, bloccate dal solito veto, non si sognarono di organizzare assemblee per aggirare le regole e condannare i rei. Avrebbero dovuto condannare anche Israele, Francia e Gran Bretagna che avevano assalito il povero Egitto e lanciato l’operazione ” Nutting” per assassinare il presidente egiziano Gamal And el Nasser…

Vedemmo tutti, nei cinegiornali, i russi che – dopo avere catturato e fucilato il presidente Imre Nagy e il ministro della Difesa Pal Maleter attirati in trappola col pretesto di negoziare- si lanciarono con centinaia di carri armati contro la popolazione civile facendo in due giorni migliaia di vittime. 

E appena il caso di notare che. Nel caso ungherese, abbondarono le fotografie e i servizi filmati di combattimenti. Furono diffusi appelli per la raccolta di sangue negli ospedali. Si vedevano i carri armati sparare sugli abitanti e i cittadini armati che combattevano per le strade. Abbiamo visto anche i morti. 

Il fatto che non ci sia stata una reazione immediata del mondo libero, è un sintomo del fatto che la rivolta ungherese fu spontanea non prevista e non pilotata e meno che mai dall’estero.

Il solito romantico, Indro Montanelli, compose un dramma ” I sogni muoiono all’alba” che per breve tempo ebbe qualche successo. Erano veri sogni di veri giornalisti.

Fummo tutti incapaci di una reazione tempestiva, anche per via della contemporanea crisi di Suez provocata dagli anglofrancesi (con la complicità israeliana) che miravano a riconquistare il canale di Suez nazionalizzato dal colonnello Nasser e che furono fermati dal presidente USA Dwigt Eisenhower, di tempra ben diversa dalla mummia attuale.

Nel caso ucraino, invece, abbiamo visto che non c’è stato nulla di tutto questo, anzi, era tutto previsto.Tranne forse che gli ungheresi avrebbero simpatizzato con i russi. Probabilmente ( anche senza probabilmente) i codici russi stati decifrati e gli angloamericani hanno avuto il tempo di decidere il da farsi, decidendo di far pagare un prezzo salato a Putin che li aveva surclassati nel Vicino Oriente e aveva mire egemoniche.

Assieme a grossi rifornimenti di armi hanno mandato addestratori-combattenti inglesi e canadesi( per evitare la gaffe all’afgana dei mezzi senza combattenti) ed è stato predisposto un apparato propagandistico di prim’ordine che ha operato per colpevolizzare ed escludere persino tennisti russi da tornei minori in corso, già al secondo giorno dei combattimenti.

Una passerella di capi di organizzazioni internazionali ( da Ursula Van Der Leyen a Jens Stoltenberg e Antonio Guterres imitanti il defunto senatore John Mc Cain che andò a dichiarare guerra ai russi a Maidan nel 2014)per rendere plasticamente la solidarietà del mondo occidentale e nutrire i telegiornali di immagini strappalacrime alle signore.

Date un’occhiata a queste foto:

Tranquilli, non é un bimbo ucraino, lì dove infuria la guerra da 67 giorni. E’ un piccolo profugo siriano, paese che ha dovuto lasciare assieme a 5 milioni di connazionali per vivere – si fa per dire- una vita da mendicante in Turchia, dove può pascolare nel deserto. Abbiamo, noi Unione Europea, pagato i turchi ( 3 miliardi annui) perché non venissero a rubare il posto agli ucraini.In Siria, la guerra – promossa dagli Stati Uniti, Arabia Saudita, Turchia, Francia, Inghilterra e EAU, dura da solo 4015 giorni ( quattromila quindici giorni, ma la RAI e Mediaset non hanno ancora potuto mandare una troupe a intervistarli.

Con tanti ospedali bombardati. Io, che sto ancora piangendo sulla Siria e sul Libano e gli afgani ( gli ospedali di Aleppo, Kabul e di Emergency …) ho il ciglio asciutto per questo esodo di belle ragazze, ben truccate, che si apprestano a passare l’estate sulla riviera romagnola.

SU QUESTA PICCOLA PROFUGA SIRIANA LACERA, ABBANDONATA E TRISTE IN UN CAMPO RIFUGIATI, NESSUNO HA PIANTO. Lei ha già pianto le lacrime di una vita, dimenticata da tutti.

Sul Sito del Senato americano la legge “affitti e prestiti” già utilizzata per appoggiare l’Inghilterra in guerra con Hitler, reca la data del 19 gennaio, quando l’attacco russo è avvenuto il 24 febbraio, un mese dopo.

LA PROPOSTA DI FINANZIAMENTO DEL SENATO USA AGLI UCRAINI, HA LA DATA DEL 19 GENNAIO.

Vabbè. Oggigiorno se ti presenti a dire che qualcosa era stata predisposta, vieni accusato di essere un cospirazionista e i socialisti di sinistra (chiamati “carristi” da quel giorno) e i comunisti che difesero accanitamente le ragioni dei russi sono stati sostituiti dai fascisti che odiano tutto ciò che è americano, tranne i dollari.

Prima o poi anche di questo bisognerà parlare.  In Italia, si sono comprati all’ingrosso interi partiti politici e schieramenti del nostro Parlamento, senza suscitare il benché minimo scandalo.

Se mi danno un ministero approvo anch’io, in toto, quel che vi pare. Ma, sia chiaro: prima il ministero.

SALVARE IL SOLDATO RYAN?

DOPO VENTI ANNI DI DISPETTI ALL’EUROPA, VOLUTI E NO, GLI U.S.A. HANNO BISOGNO DI NOI CONTRO LA RUSSIA. COSA CONVIENE FARE ?

A partire dall’ anno 2000, l’Europa e l’Italia sono state confrontate a una serie di crisi, una più insidiosa dell’altra, a cominciare dal 2001, anno in cui entrato in funzione l’euro: la nuova moneta che ha suscitato una serie di invidie e cupidigie che sono all’origine di  più di una crisi successiva. 

Il crack finanziario del 2008;  l’euro nella tormenta conseguente; la recessione economica strisciante; gli attentati islamisti seguiti alla guerra irachena del 2003; l’ondata migratoria che ha colpito in particolare l’Italia;   l’espansionismo russo in Medio Oriente che ha innervosito gli Stati Uniti e la NATO;  la guerra di Libia che ci ha privato di un cliente, di una diga anti immigrazioni clandestine e di una fonte energetica importante (2011); la guerra di Siria; l’espansionismo turco verso la Mesopotamia e il Mediterraneo; la nuova crisi libanese, ci hanno messo in difficoltà in tutto il Levante distruggendo in maniera quasi completa le economie di tutti questi paesi di cui l’Italia era il maggior fornitore di beni e servizi.

 A questi fattori di crisi  economica e di credibilità, si è aggiunta la pandemia di Covid 19 che ha buttato una luce cruda sull’ aumento dei pericoli che si manifestano nel nostro  pianeta nel nuovo secolo.

Quasi tutti  i governi si sono trovati  sprovvisti di mezzi di difesa idonei,  soprattutto sul piano sanitario, quello economico e, ovviamente, quello  strategico. Ossia quelli che assicurano la sopravvivenza e per cui accettiamo il mistero dell’obbedienza.

La responsabilità originaria di tutte queste difficoltà incontrate dall’Europa risiede in altri continenti:  quello americano per l’economia e quello asiatico – le cui responsabilità sono tutte da accertare- per la sanità.

 Dopo il questo primo ventennio tanto travagliato, ci siamo trovati una bella mattina a dover affrontare in Ucraina la realtà di una crisi militare, che covava dal 2014, quando la Russia per rimediare a un vecchio errore amministrativo di Kruscev, commise un errore politico occupando la Crimea, manu militari.

 Come al solito durante le crisi, gli italiani si sono divisi in due fazioni: una favorevole a difendere i diritti dell’’Ucraina e l’altra pronta a combattere per le buone ragioni della Russia. tutti apparentemente ignari che si tratta di una partita tra Russia e Stati Uniti lungamente preparata come documentato dall’intelligence report 2021 americana ( e dall’assenza di ogni riferimento in quella del22, segno che la tempesta era imminente.

https://www.dni.gov/files/ODNI/documents/assessments/ATA-2021-Unclassified-Report.pdf

Nessun italiano, di governo o della strada, che si interessi, almeno sui media e in televisione, di quali possano essere gli interessi nazionali italiani. Come non esistessero.

Questa tendenza esterofila è probabilmente legata ai cinque secoli di servaggio vissuti dagli italiani o se preferite dagli abitanti della penisola italica, dal 1498 anno della prima invasione dei francesi In Italia.  La contesa più recente é quella russo-cinese con gli USA, qui a Roma.

A oggi,  il gran numero di potenze straniere che si è impadronita di uno o più parti d’Italia indica l’interesse suscitato dalla posizione strategica, dalla ricchezza e dal clima del nostro paese. 

Non perderò tempo a cercare di spiegare quali possano essere le motivazioni più o meno oscure dei paesi a noi più vicini: la Francia, l’Inghilterra, Gli Stati Uniti, la Germania.

 Possiamo soltanto pregare che le opposte rivalità evitino il prevalere dell’uno o dell’altro e possiamo solo sperare che se non l’intelligenza, la furbizia, dei nostri governanti li porti a giocare sulle sugli interessi contrastanti  di questi governi che hanno fatto della geopolitica il loro principale mezzo di sostentamento da quando hanno perso le colonie e da quando hanno resuscitato il gigante addormentato, la Cina, mettendo cosi in crisi gli apparati produttivi nazionali e distruggendo il loro proletariato con l’eterna scappatoia del ricorso al lavoro schiavistico, salvo prenderne le distanze a bottino razziato.

La sovraesposizione mediatica fatta dalla NATO in occasione dello scoppio della crisi Ucraina, ci consente di approfittare dell’ondata di panico sparsasi in Europa – Intontita da quasi 80 anni di pace e benessere – per far prendere consapevolezza a tutti i cittadini che il livello minimo esistenziale per una grande potenza capace di farsi rispettare è ormai quello continentale.

Il secondo punto da capire e divulgare in tutta Europa è che, mentre per fare l’amore bisogna essere in due, per creare dei contrasti di interesse tra paesi, stati e nazioni, basta che ce ne sia uno.

Nel nostro caso ci sono almeno  quattro entità. che competono col vecchio continente e sono tuttepoco disposte nei nostri confronti: L’Inghilterra che ha scelto di puntare alla creazione di una comunità transatlantica con gli Stati Uniti e a ad arroccarsi con quella parte dei dominions britannici che ancora accettano un rapporto di amicizia/ parentela Con le isole britanniche.

Gli USA che stanno andando incontro ha sempre maggiore velocità alle conseguenze dell’aver rinunziato alla parità del dollaro con l’oro ( 1971) senza però rinunciare all’ambizione di voler rimanere col dollaro USA come moneta di riferimento del commercio internazionale.

La Russia, che uscita dalle secche del crollo dell’Unione Sovietica ha ripreso la via della della rinascita a livello planetario invece che il vecchio imperialismo sui paesi dell’est Europa che erano più un fardello che un vantaggio.

La Cina che ha saputo affrancarsi dal ruolo ancillare/produttivo affidatole dagli USA utilizzando il plusvalore realizzato a spese della propria forza lavoro investendo sulle sue capacità tecnologiche, commerciali e militari.

In pratica Gli Stati Uniti volendo vincere su tutti i fronti col vecchio ” divide et impera”sono riusciti a coalizzare contro gli interessi nordamericani l’intera Asia – In particolare la Cina la Russia l’India l’Indonesia– ed ora stentano a capire che uno scontro con questo gigante demografico, economico e militare cui guardano con interesse anche il Pakistan, le repubbliche centroasiatiche, Brasile e Sud Africa, potrebbe solo affrettare la fine dell'” American Century”, specie se l’Europa, tanto avversata nello scorso ventennio, non dovesse schierarsi dalla loro parte. 

Penoso l’argomento secondo cui, dato che ci salvarono dallo stupro hitleriano ottanta anni fa, adesso abbiano loro il diritto di fotterci.

E risibile la dichiarazione di tale Sisci, della università privata LUISS ( é di proprietà diConfindustria e deriva dalla Università PRO DEO fondata dal domenicano Padre Felix Morlion , belga , già condannato a morte nel suo paese per collaborazionismo ) che ” se non ci fosse stata la NATO, oggi l’Europa sarebbe già in guerra”. Argomenti da chiromante ebbro, schiavo dei suoi bisogni.

Per andare al cuore del problema, l’Europa – non sto parlando della UE- si trova di fronte a un bivio: se appoggiare la controffensiva USA-UE che vuole alimentare l’esercito ucraino contro la Russia per debilitarla o se ” chiamarsi fuori” dalla contesa rafforzandosi al contempo militarmente e politicamente creando strutture capaci di resistere alle pressioni dei contendenti e alle rappresaglie commerciali dell’escluso.

Va chiarito che qualsiasi passo in un senso o nell’altro va contrattato per ottenere vantaggi che ci sono stati lungamente negati o centellinati e che questo deve avvenire sia a livello Europa geografica che a minor livello.

Visto che non vogliamo un mondo uni o bipolare, dobbiamo adattarci a un pianeta multipolare in cui nessuno fa niente per niente, nemmeno per gli amici, adeguiamoci.

SIRIA: L’ESERCITO REGOLARE RESPINGE L’ISIS DA PALMYRA E DINTORNI. I SIRIANI E IL SITO ARCHEOLOGICO SONO AL SICURO di Antonio de Martini

Mamun Abdulkarim conservatore del museo e delle rovine all’aperto di Palmyra – oggi la città nuova si chiama Tadmor – e il governatore della provincia Talal Barazi hanno rassicurato il mondo, messo in subbuglio dal solito cialtrone del sedicente “Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ”  e che viveda sempre comodamente a Londra,  con due dichiarazioni convergenti che riferiscono di “pericolo superato” e di ” attacco respinto”.

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RELIGIONE E POLITICA NELL’ISLAM MEDIORIENTALE E IN QUELLO EUROPEO. ( video intervista in due tempi) PINO GERMINARIO INTERVISTA ANTONIO de MARTINI

Quanta è l’influenza della religione in Medio Oriente?  Quali le differenze tra Turchi, arabi e persiani?  Perché tanti scontri e tutti in quelle zone?  Chi ha fomentato discordie sopite da secoli e perché?  A queste domande risponde Antonio de Martini  con la sincerità e perizia abituale.

L’intervista del centromediano di ” Conflitti e Strategie” ,per ragioni tecniche, è stata divisa in due parti di durata quasi uguale, e fa luce su molti aspetti geopolitici rimasti nell’ombra.


A CHI SERVE L’ASSEDIO DI KOBANI ? di Antonio de Martini

Fin dai primi giorni di guerra quando fu chiara la portata della ” ribellione”, la strategia adottata dal governo siriano è consistita nel presidiare principalmente Damasco ed i suoi dintorni con il grosso delle Forze Armate. Chi ha Damasco ha la Siria.

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LA VASTA COALIZIONE ANTITERRORE FA UN’ALTRA VITTIMA: IL LIBANO di Antonio de Martini

Nell’ansia di reclutare terroristi, ci sono figuri senza scrupoli che reclutano bambini.

John Kerry, ha reclutato il Libano nella coalizione antiterrorismo internazionale, al solo fine di far vedere che qualcuno aderisce alla coalizione mirante a “indebolire e distruggere” Abu Bakr al Baghdadi, che sta a 700 km da li. L’accusa di mancanza di scrupoli si basa su una serie di fatti: Continua a leggere

LA SFIDA USA RUSSIA PER L’UCRAINA. INTANTO PAGANO I PAESI BRICS CON SVALUTAZIONI SELVAGGE ( Brasile, India, Cina , Sud Africa) di Antonio de Martini

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Ho maturato il convincimento che alcuni circoli politici degli  Stati Uniti che insidiano Barak Obama abbiano ormai deciso che tra i due avversari principali  ( Russia e Cina) , quello da abbattere  per primo – e presto – sia la Russia e desiderano farlo partendo dal teatro europeo e usando le armi che i russi padroneggiano meno e loro al  meglio: la moneta e i Media.

In tre post consecutivi spiegherò su cosa fondo questa mia  analisi e perché l’Europa, a rigore anche  la sola Italia , debbano restare fuori dal conflitto, sia che assuma forma di “guerra senza limiti“, sia che volga allo confronto  militare diretto o indiretto, come guerra civile vecchia maniera,  in Ucraina o in  Moldova. O entrambe. Continua a leggere

GUERRA DI SIRIA: TRE FALSE NOTIZIE PER BLOCCARE I NEGOZIATI DI GINEVRA II E FARNE USO PROPAGANDISTICO di Antonio de Martini

Le grottesche bugie, ripetute dal segretario di Stato John Kerry  e che i media  riecheggiano, sono:

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TESTO SULLA SIRIA, GLI ATTACCHI ( I PRIMI) COL GAS, LE REAZIONI E LE PROVE ( insufficienti). LE NUOVE PROVE SONO LE VECCHIE RIGONFIATE. QUESTO POST È MIO, DEL 1 MAGGIO. di Antonio de Martini

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Più di un amico mi ha espresso dubbi circa la mia analisi della attuale fase della crisi siriana.
” Dici che i militari siriani hanno vinto la partita sul terreno e la tregua è vicina, ma i recenti attacchi dinamitardi a Damasco e le dichiarazioni di Obama di ieri, fanno pensare il contrario.
Se gli Americani intervengono in forma diretta, per la Siria è la fine.”
So per esperienza che se tre persone ti fanno una obiezione, gli obiettori sono cento.

Come sempre quando c’è uno scontro militare tra una forza armata che dispone di aerei ed una che non li ha, la prima prevale anche se la seconda dispone di importanti sponsors che non mettono ” The boots on the ground”.

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IN EGITTO IL PREMIO È SUEZ, NEL LEVANTE IL NUOVO GIACIMENTO, IN MEDIO ORIENTE L’ACCESSO DIRETTO DELLA CINA AL PETROLIO IRANIANO, PERCHÈ LO SCOPO FINALE È SEMPRE LA CINA E IL CONTROLLO DI UN POSSIBILE “REGIME CHANGE” CHE FA PAURA. di Antonio de Martini

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Riassumo e commento una stagione intera nota come “Primavera araba” ( non è stata ne l’una ne l’altra), ma in realtà parlo della Cina.

l’analisi é ripartita in capitoletti per agevolare la lettura.

L’EGITTO E SUEZ

Per lo Yemen ( Salah), la Tunisia ( Ben Ali), la Libia ( Gheddafi) la Siria ( Assad) l’argomento instaurazione della Democrazia agli inizi era difendibile. Difendibilissimo.
Si trattava di regimi polizieschi duri e di durata.
Per il povero Mohammed Mursi, eletto democraticamente appena un anno fa, gli USA dovranno trovare un’altra motivazione, dato che quella di impopolarità tende a sgretolarsi dopo le reazioni di piazza – ad onta dello stillicidio di morti e di arresti – a favore del prigioniero che minacciano addirittura di provocarne il ritorno.

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