Archivi delle etichette: Tunisia

CRISI ENERGETICA PER SPAGNA, PORTOGALLO E MAROCCO

L’ultraventennale contenzioso tra Marocco e Algeria sul controllo del Sahara Occidentale ( ricco di fosfati che vengono usti sia come fertilizzanti in agricoltura che come componenti per fabbricare munizioni) ha spinto l’Algeria a decidere che a partire dalla scorsa domenica 31 ottobre il gasodotto Maghreb- Europa ( GME) – 11 miliardi di metri cubi annui- non sarà più in esercizio.

La decisione fa seguito alle recenti provocazioni marocchine rese forse più audaci dall’appoggio USA a seguito della “ pace di Abramo” , ossia l’ufficializzazione degli antichi ottimi e consolidati rapporti segreti con Israele.

Il GMA parte dall’Algeria per giungere al comune di Zahara de los Azetunes ( in provincia di Cadice) e da li essere distribuito in Spagna e Portogallo, anch’esso vittima collaterale dello scontro che mira al Marocco, obbiettivo principale della decisione algerina.

Esiste un Gasodotto minore ma diretto ( evita il Marocco) che sbocca ad Almeria ( in Andalusia) che portava 4 miliardi annui e verrà portato al massimo di otto, ma resta un deficit spagnolo di quattro miliardi di metri cubi globali che saranno trasportati via mare, sempre che si riesca a noleggiare navi metaniere – coi noli in aumento come é già accaduto per il gas- sempre che si riesca in tempi brevi a governare il processo liquefazione- rigasificazione dato che il gas le navi ( tutte da trovare) lo trasportano in forma liquida, ma poi per essere distribuito via terra deve tornare allo stato gassoso.

L’Algeria, che da quando c’é stata la secessione del Sud Sudan é diventato lo stato più grande del continente africano, é il nostro fornitore più antico e privilegiato grazie a una rete di gasdotti ( il principale dei quali si chiama Enrico Mattei) che attraversano Algeria e Tunisia per giungere alle nostre industrie e caloriferi che proprio oggi vengono accesi inaugurando la stagione fredda.

Il più colpito é il governo Spagnolo che non può litigare con nessuno dei due paesi, in quanto uno condiziona l’ esportazione del gas e l’altro detiene il rubinetto dei migranti. Uno deve stare il più aperto possibile e l’altro chiuso…

CHOTT EL JERID, IL DESERTO CHE VUOLE VIVERE di Antonio de Martini


Mi sono accorto di due cose: la prima è che c’è un disturbo sull’internet che ostacola l’accesso al sito   http.www.medinsahara.org  da parte di un tizio che ha fatto un sito  che ha chiamato medin sahara ( che non vuole dire nulla in nessuna lingua). Esiste il nome METIN, un nome turco ma le tre foto messe a far credere che il sito sia operativo mostrano una faccia da culo, probabilmente malese e certamente ignaro. Non ci sono contenuti e il nome è falso. Aspettiamo l’intervento di Facebook che dice di non tollerare nomi falsi e della polizia postale poiché la disinvoltura estorsiva di questa gente deve trovare un limite. Altrimenti lo trovo io. Continua a leggere

TUNISIA: NUOVO SANGUINOSO ATTENTATO ALLA STAGIONE TURISTICA. SI ACCELERA IL PROGETTO DELLA LEGA ARABA DI COALIZIONE MILITARE CONGIUNTA.

Un attacco nella zona di Port El Kantaoui, ( Tunisia centrale)  zona turistica di massa costruita , come numerosi altri insediamenti, non in zona abitata dai locali.

L’attacco in spiaggia da parte di un isolato – forse una diversione- ha fatto numerosi morti e feriti, mentre l’attacco principale condotto da un gruppo di fuoco e mirante ad insediarsi in un albergo vicino, è fallito.

Probabilmente l’attaccante singolo- forse preso da ansia –  ha preceduto l’attacco principale invece di seguirlo e questo ha messo in allarme la sicurezza dell’albergo che ha sventato il colpo di mano.

L’obbiettivo è lo stesso dell’attacco dello scorso  18 marzo al museo del Bardo: rovinare la stagione turistica che, assieme all’esportazione delle olive e derivati, costituisce la principale fonte di valuta pregiata del paese.

Introiti sicuri consentono l’erogazione di prestiti a condizioni migliori e consentono minori garanzie ( collaterals)  verso le banche.

Il luogo scelto , minori controlli che nella zona di Tunisi è abbastanza lontano dalla zona del passo   Dove c’è una forte presenza di truppe antiguerriglia, mostra l’esistenza di una intelligenza tattica oltre alla intelligenza strategica che ha scelto di colpire il settore merceologico potenzialmente  più florido nel momento in cui i turisti europei cercano un luogo per le vacanze estive.

Il premier francese Manuel Valls ha emesso un Twitter in cui parla di terrore cieco. Errore, i terroristi vi vedono benissimo. Sono gli occidentali che non sono in grado di prevedere alcuna mossa per mancanza di cultura militare  adeguata  alla guerra rivoluzionaria  ( che invece i terroristi mostrano di possedere).

Per favore, ci risparmino le manifestazioni  intermediterranee col cartello ” je suis Ali” e pensino di affidare le contromisure a ufficiali di Stato Maggiore capaci di declinare le note della guerra rivoluzionaria, diano la competenza per questi reati ai tribunali militari e promettano ufficialmente l’impunità alla truppa. Avvolgano i corpi dei caduti avversari da seppellire in pelli suine e si appostino nei dintorni.

COME RISOLVERE IL PROBLEMA DELL’INVASIONE DAL SUD DEL MONDO. ( video di 16 minuti) OVVERO COME CREARE 40.000 POSTI DI LAVORO PER MIGRANTI E MILLE PER ITALIANI CHE LI INQUADRINO. GUADAGNANDOCI.

Come bloccare o ridurre sostanzialmente il flusso di questa invasione di popoli disarmati che qualcuno teme che cambino la composizione del nostro paese?  Con un approccio organico e radicalmente nuovo in tema di trasporti, lavoro e politica dei visti. Continua a leggere

IMMIGRATI: COME FARLI RESTARE IN AFRICA E RISPARMIARE DENARO PUBBLICO di Antonio de Martini

Nel link sottostante troverete un pre-progetto che ho predisposto qualche anno fa’. Per il progetto l’Unione Europea si dichiarò pronta a stanziare due miliardi di lire.

Un detenuto costa alla D.A.P. (Amministrazione Penitenziaria) 123 Euro al giorno. Quando feci il progetto costava 125.

Il secondo elemento costitutivo del progetto è che esiste nel Sud della Tunisia una depressione ( territorio sotto il livello del mare) – in Arabo Chott – grande quanto metà del Lazio: Chott el Djarid.

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TUNISI BEL SUOL D’AMOR, LA NUOVA COSTITUZIONE TUNISINA È MOLTO PIÙ CIVILE E DEMOCRATICA DELLA NOSTRA. IL CONFRONTO FA ARROSSIRE. di Antonio de Martini

Nessun media, nessun commentatore, nessun programma televisivo hanno speso una parola di commento sulla Nuova Costituzione della vicina a Repubblica di Tunisia. Ricorderete che era vicina anche per Catone duemilacentotrenta anni fa. Ho pensato che gatta ci cova e sono andato a dare un’occhiata.                             Ci covano sei gatti:

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TUNISIA: LA BANCA CENTRALE CHIEDE A STANDARD & POOR’S DI SOSPENDERE IL MONITORAGGIO DOPO UN DOWNGRADING E SI FA GARANTIRE 2 MILIARDI DI PRESTITI DA USA E GIAPPONE di Antonio de Martini

A seguito della primavera  – in realtà inverno – di tre anni fa, la Tunisia che, negli anni precedenti,  era riuscita faticosamente ad avere una qualifica di credito sovrano BB-  e aveva anche ottenuto di togliere il  segno negativo, lo scorso anno una ispezione della Standard &Poor’s era scesa di due gradini arrivata a B, con outlook negativo. Continua a leggere

SIRIA: VIGILIA DI NOVITÀ MENTRE DAVID CAMERON CHE ESCE PERDENTE POTREBBE DARE UN COLPO DI CODA. di Antonio de Martini

Non si vede ancora nessun passo concreto verso la messa in opera della progettata conferenza di pace congiunta russo- americana sulla Siria, prevista per fine mese, ma i vari paesi stanno prendendo posizione.
Per prima si è mossa la Svizzera offrendosi di ospitare l’evento con un ” Ginevra II” dove per Ginevra I si intende l’intesa Clinton-Lavrov del 30 giugno scorso. Una offerta svizzera da sempre credibilità.

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AFRICA: DAL DESERTO DEL MALI A QUELLO LIBICO PIOVE SUL BAGNATO. ARRIVANO LE LOCUSTE. A MILIARDI. di Antonio de Martini

Keith Cressman, responsabile FAO per la lotta alle locuste ( senior locust forecasting officer) ha lanciato l’allarme attraverso una intervista telefonica al New York Times: nel Sahel , il deserto di pietrisco dell’Africa Occidentale, si sono formati stormi di locuste di dimensioni quadruple rispetto alla grande devastazione del 2003/2005 che crearono un ‘emergenza umanitaria che l’allora Direttore Generale FAO Jacques Djouf – proveniente da quelle zone ( Senegal) – combatté con allarmi accorati e aiutato dal fratello Presidente del Senegal.
La ragione per cui c’é tanta abbondanza di locuste, è dovuta Continua a leggere

USCIRE DALL’EUROPA? CASOMAI DALLA N.A.T.O. SUPERATO E COSTOSO GIOCATTOLO DI MORTE ( replica del 13 aprile2011 per i nuovi lettori)

Uscire dall’Europa? Casomai dalla NATO. UE e Patto Atlantico sono scelte di civiltà, la NATO no ed è superata e costosa. di Antonio de Martini

Fin da piccolo sono stato abituato a non minacciare mai. La minaccia è una confessione di incapacità a immaginare cosa succederà e quindi ci si prefigura una reazione e , per scongiurarla, i deboli proferiscono minacce inattuabili.

La minaccia in genere è direttamente proporzionale alla paura che si ha dello scenario temuto.

Evidentemente , sia il presidente del consiglio Berlusconi che il ministro dell’interno Maroni, , temono molto l’arrivo dei nord africani ( in Frrancia vi sono oltre 200.000 tunisini, 600.000 algerini e più di un milione di marocchini) e non sapendo come negoziare e non fidandosi di Frattini ( gli dareste torto?), hanno lanciato la loro bomba atomica: uscire dall’Europa. Segno di un complesso di inferiorità. Non si esce dalla propria casa. Si chiama l’idraulico o i muratori. Continua a leggere

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