Tag Archives: NATO

N.A.T.O. : RIFORMARSI O PERIRE. di Antonio de Martini

Il professor Giulio Sapelli , che molto  opportunamente “Il Messaggero” di Virman Cusenza ha sostituito ad Alessandro Orsini nell’opera di divulgazione della crisi mediorientale, ha nel fondo di oggi – ancora troppo timido –  adombrato il problema dei problemi :  ” l’incapacita americana sia al dominio che all’egemonia” che sta creando gravi intralci al vivere civile dei popoli mediterranei e innumere vittime. Continua a leggere

MAMMA LI TURCHI: CONTRORDINE FRATELLI, ASSAD E’ BUONO E ERDOGAN CATTIVO. di Antonio de Martini

Dopo un momento di stordimento dovuto al blitzkrieg di risposta di Tajip Erdogan che ha preso il mondo in contropiede, potete vedere la reazione dei differenti paesi NATO nei confronti del “fedele alleato” che fu strenuamente difeso quando , violando lo spazio aereo sovrano della Siria abbatté senza ragione  un aereo russo e che adesso viene svillaneggiato  per aver profferito ambigue minacce di morte  ( finora solo questo) nei confronti dei militari golpisti e dei loro complici. Continua a leggere

CRISI TURCA: MA SIAMO SICURI CHE ERDOGAN E’ UN CLERICALE? di Antonio de Martini

La maggior parte dei lettori si diletta anche, magari solo per vedere i programmi cinematografici, con altri giornali e qui a Roma il giornale locale ( detto il Massaggero per via degli annunzi nella piccola pubblicità) è il Messaggero.

Un giornale che ha avuto direttori importanti, l’ultimo dei quali è stato Luigi Barzini jr. sul finire degli anni sessanta.

“Tra i suoi collaboratori esterni c’è un certo Alessandro  Orsini che pare sia un ” sociologo del terrorismo” . Lo cito per scusarmi di averlo denominato Olivi. Una smemoratezza. Ne riparlerò. Continua a leggere

TURCHIA: E’ ARRIVATO L’EREDE E CONTINUATORE DI ATATURK di Antonio de Martini

Se il Putsch militare sia stato autoprodotto o provocato dalla polizia oppure dagli USA o da altri è ininfluente.                                                                                                                                          Se i filo russi sperano di vedere la Turchia allearsi con Putin e se i filo occidentali sperano che il putsch serva ad innescare una più ampia manovra, mostrano tutti una scarsa conoscenza della storia in generale e di quella Turca in particolare. Accettata nell’Europa militare ma rifiutata in quella civile banche paese fondatore del Consiglio d’Europa, il governo turco ha scelto di rompere gli indugi.

Quel che accadde ed accadrà è una diretta conseguenza del rifiuto della Unione Europea ( Francia e Germania) ad includerla nello spazio geopolitico europeo. Continua a leggere

LIBIA: GHEDDAFI JUNIOR LIBERATO. VERSO UN CAMBIO DI PASSO? di Antonio de Martini

La notizia è di quelle che vengono definite “game changer” tra gli addetti ai lavori.

Saif el Islam Gheddafi, secondogenito e delfino politico del colonnello laureatosi alla London school of Economics, prigioniero da quasi cinque anni  delle milizie di Zintan che non hanno mai voluto “cederlo” ai governi centrali che si sono succeduti a Tripoli, è a piede libero.       Avete capito bene: non solo non è prigioniero e nemmeno posto in residenza sorvegliata. Continua a leggere

OBAMA E IL BREXIT, OVVERO ECCO L’ALTERNATIVA DEL DIAVOLO di Antonio de Martini

Molti lettori chiedono come mai il governo degli Stati Uniti sia tanto silenzioso in occasione di questa crisi britannica. Trovate la risposta in questa analisi storico-politica pubblicata nel maggio 2014 ( e ribloggata nel marzo 2015) dedicata alla crisi ucraina, ma in realtà, dalla riunificazione tedesca in poi, ogni crisi è una crisi europea.                                      Per chi volesse l’originale del testo, gli basterà battere nella finestra di “cerca”  il titolo ” Si scrive Ucraina ma si legge Germania.”

“Per capire come mai la rana ucraina- un paese senza arte, parte e identità sul cui suolo passano dei gasodotti- venga gonfiata fino all’inverosimile dai principali media del mondo e perché gli Stati Uniti premano tanto sulla U.E. perché sanzioni la Russia inimicandosela, bisogna fare un breve corso di storia e di geopolitica di cui anticipo le conclusioni in corsivo per chi non avrà la pazienza di leggere l’intero testo e che ci porterà a constatare come la geopolitica tedesca, da Bismarck in poi, non abbia mai cambiato direzione se non durante la parentesi della costruzione europea post 1945. Esistono forti correnti economiche e di pensiero che pensano di cambiare registro e gli USA si preoccupano di eventuali scelte geopolitiche indipendenti tedesche. Continua a leggere

RASSEGNA STAMPA INTERNZAZIONALE DEL 10 MAGGIO 2015  a cura di Gianni Ceccarelli

NOTIZIE DAL MONDO, 4-10 MAGGIO 2015

 

In questa settimana settanta anni fa finiva la II guerra mondiale, almeno in Europa. Mi pare interessante iniziare questa breve rassegna riportando di conseguenza una piccola notizia connessa, dopo tanti anni, a quei tragici momenti. In questi giorni a Velletri – la cittadina dei Colli Albani- in zona piazza Garibaldiall’incrocio con via dei Cappuccini, sono stati sottratti allo strato di terra che li ha celati per 70 anni i resti di un soldato tedesco che era stato seppellito in quel punto da altri soldati, statunitensi, due genieri e un fante. Lo sconfitto aveva ricevuto, dopo la sua morte, un gesto di umanità da chi lo stava ricacciando indietro o lo cacciava per ucciderlo. Anche se quel tratto di strada, in quel momento storico era troppo importante perché quel soldato marcisse sulla carreggiata (l’Appia era un transito continuo di gente in fuga e soldati anch’essi in fuga), il fatto che così si decise per una degna sepoltura resta un segno di umanità. Il ritrovamento si deve, con la collaborazione di archeologi e altri cittadini, a un ex pilota militare che abita da sempre proprio sul punto in questione e che nei suoi ricordi di bambino aveva impressi chiaramente quei momenti.

http://www.lanotiziaoggi.it/ visitato 8 maggio

 

In questa settimana il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che lascia liberi i singoli Stati membri di decidere circa la coltivazione o il bando dei cosiddetti OGM (organismigeneticamente modificati).

Il nuovo regolamento diventa effettivo dalla prossima primavera e permette la costituzione, nell’ambito dei singoli Stati, di zone di protezione tali che gli OGM non possano oltrepassare i confini degli Stati in cui essi siano proibiti.

In base ai nuovi regolamenti, i singoli Stati possono restringere o proibire nel loro territorio la coltivazione di specifici OGM anche se essi siano approvati dalla Autorità Europea a ciò deputata (la European Food Safety Authority).

Sono nove i Paesi europei che si oppongono alla coltivazione di OGM (Austria, Bulgaria, Francia, Germania, GreciaUngheria, Italia, Lussemburgo e Polonia) mentre i Governi del Regno Unito e dell’Olanda sono OGM favorevoli.

La notizia viene dall’Ungheria, che sta promuovendo un accordo tra i membri della UE al fine di rifiutare l’uso di OGM in tutto il territorio dell’Unione.

www.thedaily.hu/ vis 7 mag. 15

 

Il periodo di deflazione dovrebbe terminare in Polonia entro gennaio 2016, secondo la previsione del Governatore della Banca centrale di quel Paese, Marek Belka che si è detto ottimista sulle condizioni dell’economia del suo paese: “La nostra economia sta ricuperando posizioni –ha affermato- e sta accelerando significativamente verso una situazione moderatamente tranquilla”.

http://www.thenews.pl/ vis 7 mag. 15

 

Una notiziola divertente: in un pub di Bucarest, suonando alcuni motivi al pianoforte lo strumento “produce” determinati drinks. Il pianococktail -inventato da due ragazze romene di 27 anni,Antonia Dumitrescu e Raluca Macalet– è capace di emettere cinque tipi diversi di cocktails, quali –ad esempio-  il BloodyMary, il Manhattan e il Planter’s Punch (un long drink fatto di solito con ghiaccio, arancio, succo di limone, rum scuro e granatina; l’origine è lontana nel tempo –se ne parla già nella seconda metà del XVII secolo ed è ovviamente giamaicana). Ogni “brano musicale” produce un cocktail diverso e gli ingredienti vengono mescolati mentre suona un’altra pianista, Sandra Popescudi 26 anni, 

http://www.romaniantimes.at/

 

Si assiste negli ultimi tempi a un certo dinamismo dei rapporti tra gli Stati Scandinavi e Baltici, da un lato, e la Russia. Dieci nazioni appartenenti alla NATO e la Svezia hanno lanciato delle manovre programmate nel Mar del Nord, a partire dai primi giorni di maggio. Lo scopo è quello di migliorare le loro potenzialità antisommergibili. Contemporaneamente la Finlandia, che non è un membro NATO, ha cominciato a inviare lettere a circa 900 mila riservisti informandoli dei loro possibili ed eventuali ruoli in una ipotetica situazione di crisi. Sempre allo stesso momento, il ministro degli esteri svedese ha formalmente protestato verso i Russi, dichiarando che navi russe hanno disturbato i lavori di posa di cavi nelle acque tra la Svezia e la Lituania, asserendo che si tratta dell’ultima di una serie di azioni non amichevoli. Infine, in questi giorni, i ministri degli esteri svedese e lituano hanno incontrato a Chisinau (la città più popolosa della Moldavia) alcuni leaders moldavi filo occidentali. Tutto ciò sembra confermare che gli Stati Baltici e Scandinavi stanno lavorando per incrementare misure comuni in relazione alla supposta attività militare russa nella regione. 

Stratfor, visitato il 5 maggio

 

Il Turkmenistan possiede grandi riserve di gas (si situa al quarto posto mondiale da questo punto di vista), il che dovrebbe far tutti felici in quel Paese. Ma per quel lontano Paese centroasiatico trasformare in realtà operativa questa situazione si dimostra da tempo estremamente difficile. La scorsa settimana MarosSafcovic, vice presidente della commissione europea per l’energia,in una sua visita a Ashgabat (la capitale del Turkmenistan) si è espresso positivamente anche se in maniera piuttosto vaga circa il progetto da oltre 5 miliardi di dollari di un gasdotto attraverso il Caspio che dovrebbe pompare qualcosa come 30 miliardi di metri cubi di gas prodotto nel Paese verso i mercati europei. Il progetto dovrebbe essere operativo per il 2019. Ma c’è anche un altro progetto – di cui sempre Safcovic ha parlato- che intriga gli analisti: un gasdotto attraverso l’Iran. Attualmente la Cina importa qualcosa come 35 miliardi di mc (bcm) all’anno dal Turkmenistan e il Paese vende altri 4 bcm alla Russia e circa 10 bcm all’Iran, ma nella attuale situazione c’è sempre una minaccia di riduzione di tali acquisti. Mentre Safcovic parlava del gasdotto transcaspico, il presidente afgano Ashraf Ghani metteva sul tavolo un altro progetto vitale per le ambizioni del Turkmenistan: il TAPI o gasdotto che dovrebbe connettere TurkmenistanAfghanistanPakistan e India, progetto che risale a quasi venticinque anni fa,  il cui costo dovrebbe ora aggirarsi sui 10 miliardi di dollari, ma che si è arrestato sia per la situazione in Afghanistan sia per mancanza di fondiGhani lo ha in un certo qual modo risuscitato, addirittura parlando del 2020 come possibile data di operatività. Tutto questo ha aumentato l’ottimismo a Ashgabat. Ma va considerato che la Russia e l’Iran sono due Stati che danno sul Mar Caspio e hanno detto molto chiaramente che bisognerà dettagliare al massimo i loro diritti sul fondo di quel “mare” che alcuni considerano un “lago”. Si tratta di un problema che oscura l’ottimismo turkmeno.

http://www.eurasianet.org/ 7 mag. 15 

 

Un’altra piccola notizia: il Takasakiyama Nature Zoo nella provincia di Oita in Giappone sta ripensando al nome assegnato dopo un referendum tra il pubblico a una scimmietta nata al suo interno: il referendum era stato a favore di Charlotte. In seguito però alla decisione di dare lo stesso nome alla piccola principessa inglese, nata negli stessi giorni, la direzione dello zoo è stata subissata di proteste. 

http://www.japantoday.com/ 7 mag

 

I ministro delle finanze giapponese Taro Aso durante un incontro dell’Asian Development Bank (ADB) si è detto favorevole ad aumentare gli investimenti in infrastrutture nel continente asiatico, ma senza specificarne l’entità. Tale decisione potrebbe contrastare l’analoga decisione della Cina che anch’essa vuole intervenire nel settore. Aso intende promuovere una nuova cooperazione finanziaria tra la ADB e la Japan International CooperationAgency allo scopo di favorire uno sviluppo di alto profilo della regione. La ADB aveva tenuto il suo incontro annuale a Baku, in Azerbaijan. 

Un altro problema interessante è come la ADB coopererà con la Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) a guida cinese. La Cina ha reso noto che finora 57 Nazioni hanno firmato come membri fondatori della AIIB, ma gli USA hanno deciso di restarne fuori, mantenendo la oro posizione preminente nella Banca Mondiale. Anche il Giappone, con un ruolo importantissimo nella ADB, non ha aderito alla AIIB, giustificando questa decisione col fatto che alcune procedure in quest’ultima appaiono poco “trasparenti”

http://www.japantoday.com/ 5 mag

 

Aceh è un “territorio speciale” dell’Indonesia, situato sull’estremità settentrionale dell’isola di Sumatra, con oltre 4.700.000 abitanti ed è la sola provincia indonesiana (il Paese ha la più vasta popolazione musulmana al mondo) in cui è consentito seguirerigidamente e implementare la legge islamica; di conseguenza nella provincia l’omosessualità, il gioco e l’assunzione di alcool sono già puniti con la bastonatura. La situazione legale deriva da una speciale forma di autonomia ottenuta dalle autorità centrali di Jakarta nel 2001, in seguito a una lunghissima vertenza in favore di un separatismo ancor maggiore. Le ultime novità al riguardo, secondo però quanto viene riferito da una fonte britannica, riguarderebbero la proibizione di corse in moto; mentre già in atto è la norma secondo cui le donne non possono stare a cavalcioni di una moto guidata da maschi, ma debbano in tal caso sedersi in un sidecar. Altre norme approvate di recente nella regione riguardano la proibizione di performances musicali dal vivo e la separazione dei sessi nelle scuole.

http://www.telegraph.co.uk/ 4 mag

 

ECCO IL LIBRO BIANCO DELLA DIFESA  ITALIANA. APERTO AI COMMENTI.


CONTINUAZIONE DEL POST CHE PRECEDE

La politica militare del mondo intero sta subendo una improvvisa accelerazione: il capo del PKK, ( partito kurdo dei lavoratori, gia appoggiato dall’URSS) languente in una prigione turca da oltre un decennio, grazie ai buoni uffici dell’on D’Alema,  ha scritto una lettera di cui è stata data lettura di fronte a duecentomila militanti, in cui chiede ai suoi di sospendere le ostilità contro l’esercito turco. Continua a leggere

DOPO LA SIRIA E L’UCRAINA LA ” GUERRA SENZA LIMITI” FARÁ ALTRI PROSELITI ? INTANTO SI TIRANO LE SOMME DI TRE ANNI DI STRAGI AL CONTAGOCCE. di Antonio de Martini

Quando si stabilisce una tregua d’armi fissandola tra X giorni, è ovvio che saranno giorni di combattimenti intensi volti a farsi cogliere dal cessate il fuoco su posizioni favorevoli. Succede così da sempre.
Il giorno di San Valentino 2015 finirà probabilmente negli annali accanto alla notte di San Bartolomeo ( agosto 1572).
Probabile anche che i media diranno che è stata salvata la pace in extremis. I pessimisti faranno il parallelo con Monaco (1938),
temo che invece il parallelo vada fatto con Dieppe(1942). Continua a leggere

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