Monthly Archives: luglio 2013

STATI UNITI D’AMERICA. CENTO ANNI DI SOLITUDINE: DALL’ISOLAZIONISMO ALL’ISOLAMENTO POLITICO. di Antonio de Martini

La grande differenza tra gli Stati Uniti e l’Italia è che mentre la legittimità di governo italiana per ragioni geopolitiche non può prescindere dalla politica estera, quella statunitense – per ragioni storiche si basa unicamente sulla politica interna e anche se la storia degli USA è costellata di interventi esteri, questi hanno in se sempre una motivazione di politica interna e qualche volta vi sottende addirittura una mera logica elettorale.
Questo legame con le problematiche interne americane stanno sempre più portando gli Stati Uniti all’isolamento politico internazionale.

Se date un’occhiata alla storia degli interventi militari USA degli ultimi anni, ne calcolate diciassette.

Il primo intervento ( del nuovo periodo, perché dalla guerra di secessione in poi, ne contiamo tredicimila classificati in tre gruppi: overt, covert e clandestine) fu a Granada, una piccola isola caraibica identificata come un pericoloso focolaio comunista caraibico che era necessario debellare, anche a richiesta di una non più vista o sentita ” Associazione degli Stati dei Caraibi Orientali”.

I morti – 19 – furono a un dipresso le perdite subite durante una manovra del ” fuoco amico” in una tranquilla esercitazione nel Nevada.

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UN ANEDDOTO MESOPOTAMICO E UN LIBRO CINESE CI SPIEGANO COSA STA SUCCEDENDO E A COSA SERVONO LE SOMMOSSE ISLAMICHE DI QUESTI GIORNI di Antonio de Martini

Plus ca change et plus c’est la même chose.

IL CORRIERE DELLA COLLERA

Un somaro e un leone si trovarono in Mesopotamia a dover attraversare i due fiumi.
Il Leone propose di attraversare il Tigri sulla groppa del somaro, promettendogli la reciprocità al passaggio dell’Eufrate.
Il somaro fece buon viso alla non respingibile, autorevole, proposta.
Per aggrapparsi, il Leone, con gli artigli aguzzi, ferì dolorosamente il somaro che riuscì comunque a guadare il fiume.

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L’ANNIVERSARIO DEL BOMBARDAMENTO DI ROMA ( 19 luglio 1943) NEL RICORDO DI GiC. ( E in assenza del sindaco) È UN PRETESTO PER RICORDARE LA STORIA DI UNA ITALIA RISORTA DALLA GUERRA E ROVINATA DAI FAMELICI CHE CONOSCIAMO E CHE CHIAMARONO IL LORO ASSALTO ALLA DILIGENZA “APERTURA A SINISTRA.”

Carissimi, come sapete il 19 luglio sono stati 70 anni dal primo bombardamento di Roma, un ricordo in me vivo per i racconti che ne faceva mia mamma. Nella mostra fotografica che celebrava l evento c-era un tram a viale Regina Margherita, ridotto a uno scheletro, vicino al luogo dove morirono due ufficiali dei carabinieri e a quello che era ed e l istituto Superiore di sanita, se non ha cambiato anche lui nome. Quella foto, a due passi dall Universita dove ora lavora mio genero come direttore del dipartimento di matematica, mi ha spinto a inviargli due paginette che vi unisco. Se volete commentare anche voi, malgrado il caldo ve ne saro gra
Giovanni Ceccarelli
Medico

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ALESSANDRO PANSA SI È FERMATO A EBOLI. FATECELO TORNARE.

Non tutti possono permettersi letture impegnative a complemento della istruzione pubblica, ma in una democrazia semiborgatara come l’Italia questa lacuna non è mai stata di ostacolo a carriere apicali.
Ad esempio Sergio Cofferati ha rivelato in una intervista che legge le avventure di TEX WILLER e questo non gli ha impedito di diventare il capo della CGIL e sindaco di Bologna, anche se altre piu corpose letture o frequentazioni gli avrebbero forse consentito migliori performance ed evitato il ritiro anzitempo.
In fondo, ci sono ottomila comuni e qualche sindaco sicuramente non legge nemmeno i fumetti.

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BLACK HAWK DOWN E FINMECCANICA PURE. PER FEDELTÀ ALLE ALLEANZE ( o per mazzetta già incassata) COMPRIAMO DAGLI USA. LORO COMPRANO GLI ELICOTTERI DALLA RUSSIA. IL CONTO NON TORNA. di Antonio de Martini

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Il Dipartimento della Difesa americano ha acquistato – a valere sul bilancio 2012 – trenta elicotteri Mi 17 alla russa Rosoboronextport per circa 572 milioni di dollari, per equipaggiare l’aeronautica afgana.
Questo artifizio contabile ha aggirato un blitz congressuale USA che proibisce, a partire da questa settimana e a valere per il bilancio 2013, acquisti dalla predetta società russa con la motivazione che i suoi prodotti vengono venduti anche al governo siriano che – secondo la proponente Rosa De Lauro deputata repubblicana del Connecticut – vengono usati per realizzare ” stermini di massa”.

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TUNISIA: ARRIVA IL SECONDO OMICIDIO POLITICO A SANGUE FREDDO. LEGITTIMERÀ L’INTERVENTO? di Antonio de Martini

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Dopo la semina di tanto odio sotto l’etichetta di “democrazia” gli Stati Uniti e gli alleati a loro più affini, iniziano a raccogliere gli effetti devastanti della “campagna umanitaria di democratizzazione” in Nord Africa.” Così iniziava il post del 7 febbraio scorso ( ore 12,45) sulla situazione tunisina.

Era evidente che partiti politici vissuti in clandestinità avessero più dimestichezza con le armi che con le schede elettorali.
Ieri, il secondo assassinio di un esponente politico contrario ai Fratelli Mussulmani e favorevole a una cultura della tolleranza: Mohammed el Brahimi.

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IN EGITTO IL PREMIO È SUEZ, NEL LEVANTE IL NUOVO GIACIMENTO, IN MEDIO ORIENTE L’ACCESSO DIRETTO DELLA CINA AL PETROLIO IRANIANO, PERCHÈ LO SCOPO FINALE È SEMPRE LA CINA E IL CONTROLLO DI UN POSSIBILE “REGIME CHANGE” CHE FA PAURA. di Antonio de Martini

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Riassumo e commento una stagione intera nota come “Primavera araba” ( non è stata ne l’una ne l’altra), ma in realtà parlo della Cina.

l’analisi é ripartita in capitoletti per agevolare la lettura.

L’EGITTO E SUEZ

Per lo Yemen ( Salah), la Tunisia ( Ben Ali), la Libia ( Gheddafi) la Siria ( Assad) l’argomento instaurazione della Democrazia agli inizi era difendibile. Difendibilissimo.
Si trattava di regimi polizieschi duri e di durata.
Per il povero Mohammed Mursi, eletto democraticamente appena un anno fa, gli USA dovranno trovare un’altra motivazione, dato che quella di impopolarità tende a sgretolarsi dopo le reazioni di piazza – ad onta dello stillicidio di morti e di arresti – a favore del prigioniero che minacciano addirittura di provocarne il ritorno.

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UN NUOVO GIACIMENTO E UN NUOVO PIPELINE COMPLICANO IL GIOCO MESOPOTAMICO. di Luca Tribertico

Il ministro iraniano Mohammad Aliabadi e i colleghi iracheno Abdelkarim al-Luaybi e siriano Sufian Allaw si sono incontrati lunedì 22 luglio al porto di Assalouyeh. Siamo nella zona economica speciale Farsi dell’Iran, provincia di Bushehr, golfo Persico del sud. Chi si tuffa in quella zona non nuota soltanto in acqua salata. Nuota in acqua gasata. E nuota nell’oro.
I tre ministri hanno firmato un protocollo d’intesa per la costruzione di una grande pipeline per il trasporto di gas naturale.

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IL BRACCIO ARMATO DI HEZBOLLAH INSERITO NELL’ELENCO DELLE ORGANIZZAZIONI TERRORISTE. LA CIA NON C’È BENCHÈ LO AMMETTA . di Antonio de Martini

Inghilterra, Francia e Olanda con un forcing finale hanno ottenuto di poter considerare ” organizzazione terroristica” non l’Hezbollah, ma il suo ” braccio armato”.
Un po’ come in Irlanda l’IRA e il Sinn Fein.

Con questa decisione farisaica l’Unione Europea dimostra ancora una volta di non essere in grado di prendere decisioni univoche che non siano frutto di compromessi. È di continuare ad ispirarsi a quel capolavoro di ambiguità che è la risoluzione 1701 delle Nazioni Unite a seguito della quale un corpo di spedizione italo-spagnolo bivacca nel sud Libano da sette anni.

L’Hezbollah, partito di Dio, nasce da una iniziativa assistenziale a favore dei ragazzi di strada , i cosiddetti ” chicklets boys” poveri bambini che vivevano vendendo gomme americane in formato mono.

Non si tratta nemmeno una iniziativa mussulmana: nacque per un’intesa sul terreno tra l’Imam Moussa Sadr ( poi ucciso da Gheddafi per un finanziamento andato a male) e Gregoire Haddad arcivescovo greco cattolico ( figlio di genitori protestanti) originario di souk el gharb , un villaggetto vicino a Aley, sulla via di Damasco.

Il crescere del numero di questi diseredati a causa della guerra e l’intensificarsi dell’attività di patronato – insolita, almeno su vasta scala, in un paese del Levante – ha fatto crescere il fenomeno e, una volta finito il finanziamento di Gheddafi ( che pare sia costato la pelle al Moussa Sadr), assunse caratteristiche piu marcatamente politiche con l’arrivo dei finanziamenti iraniani e con l’invasione israeliana del Libano( 1982) ed il successivo rifiuto ad abbandonare una ennesima fascia di sicurezza di circa 20km alla frontiera libanese, che Israele affidò a un ” maggiore Haddad” comandante di un ” battaglione”.

La creazione di questa ennesima fascia di sicurezza inibita all’esercito regolare libanese e ” presidiata” dal battaglione Haddad rifornito da Israele, ha creato un movimento di resistenza mano a mano sempre più attivo che al momento del ritiro israeliano si vestì delle penne del pavone, cantando vittoria.
L’inconsistenza militare non ha mai impedito lo sfruttamento politico degli eventi.

La vera affermazione di Hezbollah si ebbe per la costanza con cui seppe utilizzare gli interessi politici iraniani e di altri per spillare denari ed utilizzarli per dispensari, assistenza agli anziani e istruzione ai piccoli.

Nei fatti, pochi e mal diretti missili artigianali contro le fattorie della Galilea che hanno sempre fatto danni materiali minimi e di prestigio notevoli. Una ottima scusa per chiedere aiuti alla diaspora e agli americani, entrambi stanchi di decenni di aiuti inefficaci.

Oggi, dopo un confronto militare diretto con gli israeliani nel 2006 ( più demerito del generale incapace che guidò gli israeliani che merito loro) e la cooptazione di una ristretta e combattiva élite intellettuale di origine comunista che naufragò da quelle parti alla caduta dell’URSS, il movimento Hezbollah ha assunto caratteristiche di partito politico e raccoglie quasi il 50% dei voti alle lezioni politiche libanesi.
Hezbollah, si è ormai accreditato in Libano e nel Levante come un movimento politico che ” dice quel che fa e fa quel che dice” . Non è da tutti.

Lascio la parola al generale Saverio Cascone in una relazione fatta ai granatieri di Sardegna in data non sospetta ( dic 2006):

“Il Partito di Dio salì agli onori della cronaca a seguito delle seguenti attività:
– attacco all’Ambasciata USA di Beirut nell’apr. ’83 (63 morti), quello alla
caserma USA dei Marines (241 morti) e a quella dei paracadutisti francesi (58
morti) sempre a Beirut;
– attentati contro l’Ambasciata d’Israele in Argentina nel 1992 (29 morti) e al
Centro Culturale Ebraico di Buenos Aires nel 1994 (85 morti).

In particolare, 18 anni di impegno militare di Hezbollah contro l’occupazione israeliana nel sud Libano hanno portato nel 2000 al ritiro delle forze israeliane dal Paese.

Per quanto si riferisce alla dirigenza del Partito di Dio, al primo Segretario Generale Sceicco Subhi al-Tufayli è succeduto Abbas al Mussawi, ucciso nel 1992 dagli israeliani; a questi è succeduto l’attuale Segretario Generale Hassan Nasrallah. Nel 2005 si registra la prima partecipazione di parlamentari Hezbollah al governo libanese.

In sintesi, Hezbollah, nato come corrente religiosa, si è trasformato dapprima in un movimento di resistenza alquanto disorganizzato e poi in un organico movimento combattente; si propone dagli anni ’90 come vero e proprio partito politico.”

Ora che è diventato un vero e proprio partito politico, dimenticando che la risoluzione 1680 dell’ONU chiedeva il disarmo di tutte le milizie ( anche cristiane e di Amal), adesso vogliono che venga disarmata solo la milizia che ha dimostrato efficacia.
Credo sia il modo più facile per far affluire anche cristiani nel Partito di Dio.

Dal 2011 in poi l’obbiettivo di comunicazione internazionale Israeliano non è più stato Hamas – abbondantemente infiltrato – ma Hezbollah, con accuse continue e nessuna prova concreta.
Non basta che un’azione antisraeliana riesca per addebitarla a Hezbollah, ci sono anche i siriani gli iraniani ed altri…

In realtà si tratta di una dichiarazione – quella europea – ambigua, strappata grazie al caldo e durante un fine settimana con la sola critica di MALTA, mandata avanti da chi non ha voluto apparire per non compromettere i buoni rapporti che non ha con Francia, Inghilterra e Olanda.

È una sorta di indennizzo per aver escluso dai programmi di aiuto della UE tutti i territori che Israele deve cedere dopo averli unilateralmente annessi e sfruttati per quasi mezzo secolo.

L’ULTIMO DEI SAUD VUOLE ESSERE RE E FORSE HA UN VECCHIO PIANO: MUQRIN BEN ABDEL AZIZ AL SAUD 67 ANNI MIRA AL TRONO E A DARE SCACCO AI CLERICALI. CAMBIA LA CARTA DEL MONDO ARABO? di Antonio de Martini

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i media di tutto il mondo invitano a puntare lo sguardo verso Londra dove starebbe per nascere l’erede del principe William che è a sua volta l’erede del Principe di Galles Carlo, erede presuntivo al trono di Gran Bretagna e Irlanda.
l’Inghilterra continua a sedere nel G20 col contegno di una zia squattrinata che guata il buffet, mentre chi ha un forte potere contrattuale è l’Arabia Saudita, che dopo aver soppiantato l’Egitto nel consesso grazie al PNL, vi rappresenta i popoli arabi e i loro interessi.
Ossia, Islam, petrolio, grane, Israele

Il fondatore della dinastia regnante dei Saud, Abdel Aziz classe 1902, ha sparso i suoi quarantadue figli sul globo, come un patriarca biblico e fatto un patto di alleanza con gli Stati Uniti ( Roosevelt) nel 1945 che dura ancor oggi ed assicura agli uni il petrolio e all’altro la protezione militare.

Cinque dei figli di Abdel Aziz ( Saud, Faisal, Khaled, Fahd, Abdallah) hanno regnato dopo di lui sulla penisola araba meritando anche loro il titolo di custodi dei luoghi santi della Mecca e di Medina, tolto alla dinastia Haschemita ( la famiglia del profeta Maometto) che ora regna in Giordania con re Abdallah II figlio di Hussein bin Talal e di una inglese, allevato all’Accademia di Sandhurst e sposato con una americana di lontana origine palestinese.

Re Abdallah ben Abdel Aziz al Saud , è morto ufficialmente la notte del 30 maggio nella sua residenza preferita in Marocco e dopo cinquantadue giorni di sede vacante non ha ancora un successore.

La situazione è tanto più delicata, in quanto i tre grandi alleati degli USA nella regione ( Arabia Saudita Katar e Bahrein) sono – i primi due – in una fase di transizione del potere autocratico e il terzo – dove la sesta flotta USA ha la sua base – è in rivolta contro il re che si appoggia ai carri armati sauditi per resistere.

Opportuno quindi il dirottare l’attenzione verso l’innocuo infante britannico e opportunissima la discrezione con cui il principe Muqrin ( lo chiameremo così abbreviando il nome) sta puntando ad impossessarsi del potere reale.

I suoi dati biografici e le sue ambizioni le abbiamo descritte nel post del 1 febbraio scorso segnalando l’irritualità della sua nomina a vice crownprince., ossia principe ereditario del principe ereditario che all’epoca era già in avanzato stato di demenza senile.

Muqrin è stato per lunghi anni inviato personale di re AbdAllah di cui godeva la piu completa fiducia e capo del servizio segreto interno – il puntello del trono – fino a che non fu scalzato da Bandar Bush , il principe Sultan col soprannome americano , vittima, pare, di un attentato un paio di giorni dopo l’insediamento.

Scomparve per quattro e più mesi, per poi ricomparire un paio di setimane fa a Parigi in un negoziato riservato con il presidente transalpino Hollande in veste di ” tecnico”.

Muqrin anni 67 è l’ultimo dei figli del fondatore della dinastia che si è trasmessa da un fratello all’altro ignorando – fino a che ha potuto – i discendenti delle generazioni successive.
Da poco, ma i due figli di Nayaf ( ex ministro dell’interno,morto) governano rispettivamente la Difesa e la provincia orientale e il figlio di re Abdallah comanda la guardia nazionale. Tre voti e centri di potere decisivi.

In base alla consuetudine il Consiglio di famiglia , presieduto dal principe Mishaal, 86 anni figlio del fondatore – ma di una madre diversa, una Armena dunque cristiana in origine a nome Shadida , dovrebbe scegliere tra tre designati dal re, ma questa prassi darebbe troppo peso alla componente clericale del Consiglio ( semplificando, la famiglia Saud è composta da due tronconi uno di guerrieri-principi e una di dotti in diritto coranico hanbalita-Wahabita) e fino a che i clericali avranno un peso decisivo, i salafiti otterranno tutti i fondi che vorranno.

La manovra di Muqrin è consistita finora nel tessere una serie di alleanze con la giovane generazione già citata, promettere posizioni e alleanze ai rami ” trascurati” della famiglia e soddisfare altre ambizioni e ambiziosi, su, su, verso la maggioranza, ma preferirebbe saltare il passaggio ” democratico”.

Per farlo, tende a valorizzare i suoi buoni rapporti con la Siria ( e le numerose missioni riservate presso Assad svolte fino al 2009) ma con alcune importanti novità:

a) l’Egitto del generale Al Sisi , per distinguersi da Morsi, ha deciso di riprendere le relazioni diplomatiche con la Siria rotte clamorosamente poche settimane fa.

b) la Giordania ( con un sospiro di sollievo) ha annunziato di approvare la svolta egiziana in toto, quindi anche quella verso Assad.

c) In Bahrein la polizia ha sciolto alle spicce una manifestazione di solidarietà verso il deposto presidente egiziano, che marciava verso ( contro) l’Ambasciata Americana.

d) la lega araba ha chiosato che la sospensione della Siria dalla Lega non significa automaticamente l’assegnazione del seggio ai ribelli siriani e quindi la sedia deve essere intesa come vuota, non come occupata da altri…

e) il governo libanese ha chiesto ufficialmente alle Nazioni Unite di non considerare Hezbollah ” una organizzazione terrorista” atteso che rappresenta ” larga parte del popolo libanese”

f) l’Unione Europea ha comunicato ufficialmente al governo israeliano che non prenderà in considerazione alcun programma che coinvolga territori che prima del 1967 appartenevano a paesi arabi ( Golan, Cisgiordania, Gerusalemme).

g) le Nazioni Unite hanno informato Israele che dovrà pagare i danni ( 1,1 milione di dollari) per aver bombardato una casermetta delle Nazioni Unite, distruggendola.

h) John Kerry annunzia che Israele e Palestinesi sederanno per l’ennesima volta al tavolo dei negoziati dopo un intervallo di un quarto di secolo.

Insomma pare che la ” primavera” si stia calmando e che il vecchio motto di Isaac Rabin “in fondo la pace si fa coi nemici” abbia trovato ascoltatori.
Netanyahu è ridotto al silenzio, i leader arabi sono impossibilitati a presentare un fronte di opposizione dal disordine imperante.

Bene, se la politica di recupero dei rapporti nel Levante e in particolare con la Siria portata avanti nel silenzio da Muqrin vince in tutto il Levante che conta, “il secondo vice primo ministro” Muqrin ben AbdelAziz non può essere messo in ballottaggio proprio quando la sua iniziativa politica vede la luce e non sarebbe opportuno mostrare la spaccatura in seno al Consiglio di famiglia con una votazione. Scacco al clero.

L’eccesso di liquidità mondiale consentirebbe un nuovo piano Marshall per lo sviluppo delle aree numerose aree depresse e se Assad volesse far partecipare la Siria, non ha che da andarsene spontaneamente.

In pratica Muqrin tenta di scalare il trono con una proposta di accomodamento generale appoggiata dai principali protagonisti, banchieri inclusi.
Si avvera – se riescono – la profezia di Gamal Abdel Nasser che negò validità alla politica dei piccoli passi chiedendo un accordo globale che non ebbe mai.

Dei famosi ” amici della Siria” che pretendevano la resa incondizionata dei siriani filo governativi e volevano armare al Kaida, Al Nusra e aspiranti martiri vari, restano silenziosi Netanyahu, Erdoghan e la Emma Bonino che potrà però consolarsi coi successi che otterrà in Kazakistan e in India .

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