RIPUBBLICATA L’ANTOLOGIA SU MAZZINI

SCRITTI SU MAZZINI DI LUIGI STURZO, ALCIDE DE GASPERI, FRANCESCO DE VITA,GIOVANNI CONTI, ARCANGELO GHISLERI, ALDO SPALLICCI, SUN YAT SEN, BAKUNIN, ERNESTO BONAIUTI LEON TROTSKY ED ALTRI…

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Il miracolo compiuto da Randolfo Pacciardi è che ha reso digeribile a tutti gli scritti, non sempre facili , di Giuseppe Mazzini facendoli commentare a- in due riprese- a personaggi noti dell’epoca: nel 1925 poco prima di fuggire in esilio inseguito dalla polizia fascista e al ritorno nel 1949. Chiese , impudicamente forse, al compagno d’esilio Don Sturzo di commentare il mangiapapi, Giuseppe Mazzini. Ferruccio Parri e Ivanoe Bonomi, due ex primi ministri della nuova Italia, parteciparono volentieri alla redazione.

Anche il baciapile De Gasperi non riuscì a sottrarsi alla richiesta del suo vice. Vi pubblico , ingrandita, la copertina perché possiate leggere i nomi. E’ una selezione ottima per trasmettere ai vostri discendenti un pò di italianità e quel tanto di europeismo e cosmopolitismo infusi dal rispetto del mondo intero per questo italiano d’Europa che il mondo ci invidia.

L’INFORMAZIONE CORRETTA GLI ITALIANI L’HANNO UCCISA DA TEMPO E CON LEI LA DEMOCRAZIA. AD ESEMPIO….

ECCO COME I DC FECERO SCOMPARIRE IL RICORDO DI UN UOMO DALLA STORIA D’ITALIA PERCHE’ NON PIACEVA A PRETI E AMERICANI.

Immagino stia succedendo anche in Ucraina oggi : quando si trattò di combattere fu il primo tra i primi. I libri sulla Resistenza al fascismo si dividono in due categorie: le chiacchiere da bar, e i libri dello storico Paolo Palma che raccontano le imprese di Randolfo Pacciardi dall’altra.

Fu – lo dicono i rapporti di polizia dell’epoca- Randolfo Pacciardi la mente degli unici attentati alla vita del dittatore, fu l’unico – assieme ai decorati al valore raccolti in Italia Libera– a contestarlo fin sotto il balcone di Piazza Venezia; fu lui a fornire il passaporto falso a Sandro Pertini per permettergli l’attività clandestina; fu lui al comando del battaglione ” Garibaldi” in Spagna a fermare le divisioni fasciste a Guadalajara. Fu lui a ottenere l’assoluzione de ” La voce repubblicana” dall’accusa di diffamazione mossa da Italo Balbo per l’assassinio di Don Minzoni, dimostrandone, in tribunale, il coinvolgimento con un colpo di scena alla Perry Mason.

Una delle innumero censure fatte contro Pacciardi: La foto che il maestro Arturo Toscanini gli dedica ” Caro Pacciardi, i miei voti e i miei pensieri la seguiranno ovunque. Viva L’Italia!! ” da me consegnata all’Archivio della Camera, é stata espunta dalle foto nel libro pubblicato per l’occasione. Alla Biblioteca della Camera, la pagina del settimanale “ Folla” contenente una proposta di compromesso presentata da Andreotti, ( elezione diretta se dopo le tre tornate iniziali il presidente non ottiene la maggioranza qualificata), è stata tagliata. La promessa del presidente della commissione di vigilanza RAI ( Delle fave) di ammetterci alle tribune politiche TV nelle elezioni politiche del 1968 se ci fossimo presentati in almeno metà delle circoscrizioni, fu rimangiata. Moro scrisse auna lettera personale a tutti i direttori dei giornali chiedendo di non nominarci. E Fanfani disse a Pacciardi che protestava ” mica voglio che mi spacchi il partito”.La CIA mi mandò un loro agente a fingere di essere interessato.Volevano sapere dei rapporti ( inesistenti) con De Gaulle. Avevano dimenticato che fu mio padre a farglielo reclutare… Al 50* della guerra di Spagna, il presidente RAI, Quaroni, chiese come mai non avessero intervistato Pacciardi. Gli risposero che era malato. Bugia.

Se questa é la democrazia che volete difendere, difendetevela da soli.

Fu Pacciardi a partecipare attivamente alla Resistenza francese in Algeria e fu sempre lui – alla presenza di Enrico Fermi, Luigi Sturzo, Arturo Toscanini, Gaetano Salvemini, a pronunziare, al Carnegie Hall il 16 ottobre 1943, a nome di tutti i fuoriusciti italiani ,le gravi parole che lo segnarono: ” Avevate promesso, in caso di rivolta, non solo la pace giusta e onorevole per l’Italia, ma l’ingresso d’onore nella famiglia delle nazioni europee. Permettete invece che tutti gli avvoltoi internazionali calino sul corpo disfatto del nostro povero paese e razzolino tra i suoi brandelli sanguinolenti.”

Eminenti scrittori come Ernest Hemingway ( che parla di lui nel romanzo ” Di la dal fiume, tra gli alberi”) scrisse ai suoi lettori ” Quest’anno avete visto combattere il battaglione Garibaldicosicché sapete che ci sono ancora dei buoni combattenti italiani. Li avete visti calmi, sereni e valorosi, truppe brillantine mai ve ne furono; e Pacciardi allegro e bello nell’azione, come deve essere stato Ney.”

G A Borgese (che sposò Elisabetta, la figlia di Thomas Mann) ebbe una cattedra di letteratura all’Università di Chicago dopo aver scelto anch’esso l’esilio, dice di Randolfo: ” La prima delle sue idee è che la libertà è azione, e che, suprema delle azioni, quando l’ora scocca, è la battaglia. Randolfo Pacciardi, quest’uomo di legge e di lettere, dal viso gentile e dalla parola elegante, crede fortemente nella Milizia e a questa credenza ha dedicato la vita. Egli crede che il destino del popolo italianodipende in gran parte dalla stima che gli italiani avranno di sei dalla stima che gli altri popoli riterranno dovuta all’Italia. Da questa credenza sorge un compito difficile…..

…. Pacciardi é uno che ha affrontato il compito. Egli si batte alla testa di quelli che si battono. Tutti sanno che la battaglia di Guadalajara fu perduta dagli italiani di Mussolini. Pochi sanno che la battaglia di Guadalajara fu vinta con gli italiani di Pacciardi. Ma ciò che egli ha fatto verrà in crescente luce:ciò che egli farà, se gli sarà concesso di fare, dissiperà molto di ciò che rimane nell’ombra. E’ sua convinzione che non vi può essere restaurazione se non nell’onore della lotta. E’ sua certezza che gli italianiste si sono dati da sé la servitù, da sé si devono dare la libertà.”

Tornato dall’esilio dopo venti anni e divenuto il vice di Alcide De Gasperi nei governi della Ricostruzione, si accorse ben presto che non era quella la Repubblica per amore della quale aveva buttato al vento la sua giovinezza. Propose una serie di correzioni e completamenti alla Costituzione e nel giro di una notte divenne fascista…

Fu allora che si mise in moto la macchina del fango, con comunisti e fascisti – ciascuno per i suoi motivi- a coalizzarsi contro di lui, mentre i DC tiravano un sospiro di sollievo. Si erano accorti che era diventato un pericoloso maestro di democrazia e decisero di sabotarlo.

L’Osservatore Romano ( in realtà il fratello di Biagio Agnes , DG della Rai), riuscì a infilare un trafiletto che dichiarava inaccettabile la nascita di un secondo partito cattolico ( cinquanta deputati DC, più nove PSDI e tre PRI volevano votare contro il primo Governo Moro e costituire un gruppo).

Desistettero tutti tranne Pacciardi che mise agli atti della Camera la sua protesta contro l‘intervento del Vaticano: ” Signor Presidente, desidero soltanto richiamare l’attenzione della Camera su un fatto nuovo che mi pare eccezionalmente grave, avvenuto in questi ultimi giorni, direi anzi in queste ultime ore, L’organo di uno statiche almeno come stato deve essere considerato estero, ha indotto con una pressione scoperta, un gruppo di deputati che avevano già dichiarato che non avrebbero votato la fiducia al Governo, a cambiare parere ( proteste al centro)

Presidente: Onorevole Pacciardi, siamo in sede di dichiarazione di voto.

Pacciardi: Si, lo so. Questo è uno degli elementi che motivano il mio voto. Vi è stata- dicevo- una scoperta pressione morale verso un gruppo numeroso di colleghi che avevano già dichiarato che non avrebbero votato la fiducia al Governo. Invece, dopo la dichiarazione la intimazione del giornale ricordato, hanno cambiato parere e voteranno a favore del Governo. E’ singolare che ciò avvenga durante la prima esperienza di un Governo a partecipazione socialista.

Io penso però che questi gesti, questi interventi avviliscono la dignità del Governo, della Camera, e anche della nazione libera e indipendente. Perciò, elevando la mia protesta, dichiaro di votare, come avevo annunciato, contro il Governo. (Applausi, Commenti).

Poi, per tenere separati, almeno pubblicamente, i DC( Scalfaro, D’Amato, Gonella; Bettiol, Pella, Vedovato, Scelba, Alessi,Buffone,Zolla, ecc e i PSDI capitanati da Paolo Rossi, si inventarono ben tre fantasiose storie storie di Golpe, rapimenti ecc. che finirono nel nulla ma servirono per ghettizzare Pacciardi e i suoi amici.

Unica a prendere posizione per difenderlo anche pubblicamente, fu la figlia di De Gasperi, Maria Romana.

La nuova era delle bugie, che oggi dilagano ovunque, fu inaugurata con la nazionalizzazione dell’energia elettrica e il contemporaneo aumento delle tariffe elettriche. Se non ricordo male, il 30%. In cambio tremila pugliesi della circoscrizione elettorale dell’on Moro furono assunti nel nuovo ente. Sono andati , tutti, in pensione nel 2000. Sono giunti a sessanta anni di età senza affanni e preoccupazioni e senza nemmeno dover votare per il loro benefattore che ha avuto il fatto suo anzitempo.

Dopo questa breve vicenda che ha occupato la vita politica intera, vi meravigliereste se vi dicessi che la censura con cui Facebook mi ha colpito con risibili pretesti ( e mi ha ripetutamente impedito di presentare ricorso), mi lascia indifferente?

La metterò nel cassetto delle esperienze fasulle e delle ipocrisie inutili. Come la Chiesa cattolica, il giorno in cui scoprii il settimanale Nuova Repubblica affisso tra i giornali messi all’indice all’ingresso della chiesa di Bagnoregio una domenica in cui un amico era riuscito a trascinarmi. Gliene sono ancora grato.

UNA CONVERSAZIONE SULL’UCRAINA RIPRESA DA VISIONE TV

TRE PARERI A CONFRONTO

LA GUERRA DELL’INFORMAZIONE IN OCCIDENTE E IN ORIENTE HANNO UN CREDO IN COMUNE.

TRA LA COMUNICAZIONE DI MASSA E L’INDIVIDUO, ORA C’E’ LA TRIBU’ E I SUOI CAPI. I GRANDI MEDIA USCIRANNO SCONFITTI.

DA LEGGERE:UNO DEI RARI TITOLI IMPORTANTI EDITI DALLA ERI, L’EDITRICE DELLA RAI TV. DOPO MEZZO SECOLO ANDREBBE RISTAMPATO DATA L’ATTUALITÀ’ PROVOCATA DALLA GUERRA UCRAINA E LA BELLA INTRODUZIONE DEL PROFESSOR FERRAROTTI.

Elihu KATZ insegnava sociologia alla Università di Chicago e Paul LAZERFELD alla Columbia, entrambi di origini europee e quest’ultimo considerato il miglior sociologo del suo tempo.

All’indomani dello sbarco di Normandia ( 5 giugno 1944) seimila soldati USA furono sottoposti a un questionario che sostanzialmente mirava ad appurare come mai un giovanotto dell’Oklahoma avesse affrontato ostacoli e pallottole per sbarcare su una spiaggia di cui nemmeno conosceva il nome. Indagavano sul mistero dell’obbedienza…

Le risposte, una volta codificate, lasciarono tutti di stucco.

Alla domanda ” chi te lo ha fatto fare”, le risposte non si rifacevano mai alle comunicazioni ufficiali: Niente crociata contro il nazismo, meno che mai lotta per la Democrazia o liberazione dell’Europa.

Nessuno che abbia citato il Presidente e nemmeno il generale Eisehnower.

Ogni singola risposta di ogni G.I: si rifaceva a una sorta di piccola tribù entro la quale il soldato ritrovava la sua vita e le sue sicurezze: ” ammiravo molto il mio capitano, lui ha detto avanti, ragazzi ! ed io ho obbedito”. Oppure :” il mio sergente é un uomo molto tosto; temevo , disobbedendo, che mi prendesse a calci davanti a tutti”. Meglio ancora: “negli ultimi mesi sono sempre stato assieme al mio compagno di branda, lanciatosi lui, l’ho seguito”: stava nascendo, dalla guerra, la “ teoria degli opinion leaders” che trovò la sua prima applicazione pratica nel campo della moda. Poi, a seguire, cinema, beni di consumo domestici e infine, affari pubblici.

La differenza tra la tribù del paleolitico e quella moderna é che, un tempo, il capo era l’opinion leader per ogni cosa: dalla caccia al cibo, agli accoppiamenti, alla medicina.

La tribù moderna si è parcellizzata: l’opinion leader dell’eleganza è Filippo, ma quello per gli investimenti è l’amico che lavora in banca, al quale mai ci sogneremmo di chiedere consigli per la salute…

Si constatò che il mondo intero è costituito da microentità di cento/centocinquanta persone , diverse per ogni ramo dello scibile che per le loro decisioni, scelte, acquisti, fanno riferimento a un ” capo” – detto ormai leader d’opinione- al cui parere si rimettono spesso fideisticamente.

Avviene anche in politica e , a maggior ragione, in tempi di guerre e/o calamità. Ma funziona?

Col tempo si è constatato che la situazione ideale si ha quando i mass media e gli opinion leaders remano nella stessa direzione, mentre, se queste due correnti di pensiero si contrastano – contro ogni previsione della vigilia- prevale l’avviso degli opinion leaders, anche se per esplicare al massimo la loro influenza serve molto più tempo. A livello planetario circa quindici anni.

Ecco che, alla luce dei recenti avvenimenti, prendono significato i toni isterici dei mass media che tendono a supplire con la quantità alla mancanza di credibilità. La narrativa dei mass media iniziata nel 2011, resisterà al massimo fino al 2026 per poi soccombere al crescendo critico dei capi tribù che la contrastano.

Il paradosso politico cui stiamo assistendo dal 1947 é che i due concorrenti alla leadership mondiale si sono scambiati più volte i ruoli: prima la Russia puntava sulla comunicazione di massa e gli Stati Uniti sugli opinion leaders. Ora si sta verificando il contrario: in molti casi: gli USA gestiscono l’86% ( Brezinsky dixit)della comunicazione mondiale mentre il blocco orientale punta sugli influencer ( nuovo termine) per indicare ipotetici capi tribù virtuali.

In pratica, ognuno finisce per non credere nelle scelte che ha fatto e dopo un certo periodo di tempo, tenta una nuova strada…

Già, adesso la sfida é se il capo tribù virtuale abbia la stessa influenza di uno reale. Facebook crede di si e punta tutto il suo sviluppo in questa direzione. Io credo di no ed è per questa ragione che ho ripreso a scrivere su questo blog. Credo negli individui, e non nella massa, credo nella realtà e non nel virtuale. Credo negli uomini e non nelle macchine. Compratevi il libro ( su amazon.it magari lo trovate ancora) , leggetelo e sappiatemi dire.

PER CHI NON AVESSE SEGUITO FIN DAL 2014 LA CRISI UCRAINA ECCO QUALCHE ANTEFATTO

SETTE “LINKS” CHE TI RIPORTANO A OTTO ANNI FA E ALLA CRISI LASCIATA CRESCERE

ANALISI STRATEGICA DEL CONFLITTO IN UCRAINA.

INTERVISTA DI VITANGELI A DE MARTINI SUGLI ASPETTI MILITARI DELLO SCONTRO IN ATTO

TUNISIA: VERSO LA NUOVA REPUBBLICA. CON SLANCIO.

IL PRESIDENTE KHAIS SAIED PROSEGUE LA RIFORMA AD ONTA DELLE RESISTENZE MINORITARIE

La Tunisia sembra senza pace, ma si avvicina l’ora delle riforme ragionevoli e il ripudio del nazional-islamismo massimalista di Ennahda.

Ormai i giochi sono fatti. Classe 58, professore di diritto a Tunisi, salito al potere nel 2019 grazie alla sorpresa di una elezione popolare che ha spiazzato i favoriti dei sondaggi, e coltivando sapientemente una immagine ambigua tra il democratico e il decisionista, Il presidente Khais Saied, ha usato l’arma del decisionista e la carota delle riforme indilazionabili in un paese che le aspetta da decenni.

Forte di una correttezza che nessuno gli contesta, il presidente affronta ogni avversario enunziando, con un cipiglio ragionieristico le cifre che lui o il suo partito ha rubato. Poi, forte dell’appoggio di polizia e forze armate, prosegue nel suo disegno di allontanare dalla politica attiva della Tunisia, ogni zelota islamista alla ricerca di suffragi con l’appoggio delle moschee e anche laici disinvolti alla ricerca dell’audience alla Berlusconi.

Per evitare comparaggi ai piani inferiori, ha nominato primo Ministro una donna, sua coetanea , Najla Ramadan, nata a Khairouan, sede della più prestigiosa università islamica del Maghreb, ingegnere, esperta della Banca mondiale che seguiva le problematiche dell’istruzione.

Un identikit che sembra essere ideale per affrontare le riforme e in primo luogo quella istituzionale, senza la quale ogni altra riforma fallisce.

Gli occidentali osservano perplessi la liquidazione di Ghannouchi, amico della Francia anche se islamista, consapevoli del fatto che un fallimento del tentativo Saied aprirebbe la via a una repubblica islamica dura sulle rive del Mediterraneo ( mentre la riuscita segnerebbe un esempio forte per la Libia).

Gli avversari occidentali criticano invece la misera riuscita di un referendum on line sui temi della riforma che ha raccolto solo il 6% dei cittadini, in un paese nel quale, conquistare un pezzo di pane é un’impresa. Manco fossimo in Svezia e i computer abbondassero…

D’altra parte, la manovra alla De Gaulle verso una repubblica presidenziale che stabilizzi finalmente il potere mettendo fuori legge gli islamisti, é una prospettiva rosea che nessuno si sente di demonizzare. Non a Tunisi. Non oggi.

La Banca Mondiale osserva ansiosa per finanziare la sua beniamina. Inchallah !

UCRAINA-UNGHERIA 1 a 0

LE “RETTIFICHE” ALLA FRONTIERA TRA I BLOCCHI EST-OVEST HANNO OTTANTA ANNI, MA ORA NIENTE NEO REALISMO E C’E’ UNA ATTENTA REGIA.

Vorrei oggi limitarmi a fare una breve comparazione tra la rivolta ungherese del 1956 e la guerra attuale tra Russia e Ucraina. “

In entrambi i casi, si è trattato di governi legittimi. Il governo ungherese era stato insediato regolarmente ed il governo ucraino ugualmente legittimato da una votazione popolare anche se folkloristico-televisiva e finanziata da un oligarca proprietario della rete TV 1+1. 

 L’avversario in entrambi i casi era ed è la Russia. Patriottica, rozza e contadina. Contro: I DRONI .

E in entrambi i casi, il difensore del diritto internazionale erano gli Stati Uniti d’America e i paesi europei. 

Nel 1956. A parte alcune organizzazioni private- all’epoca non esistevano le ONG – nessuno si sognò di inviare aiuti di armi o anche di viveri agli eroici ungheresi: i più coraggiosi si limitarono ad aspettarli alla frontiera austriaca per offrire ospitalità nei propri paesi a un Capitale umano ben Istruito.

 Le Nazioni Unite, bloccate dal solito veto, non si sognarono di organizzare assemblee per aggirare le regole e condannare i rei. Avrebbero dovuto condannare anche Israele, Francia e Gran Bretagna che avevano assalito il povero Egitto e lanciato l’operazione ” Nutting” per assassinare il presidente egiziano Gamal And el Nasser…

Vedemmo tutti, nei cinegiornali, i russi che – dopo avere catturato e fucilato il presidente Imre Nagy e il ministro della Difesa Pal Maleter attirati in trappola col pretesto di negoziare- si lanciarono con centinaia di carri armati contro la popolazione civile facendo in due giorni migliaia di vittime. 

E appena il caso di notare che. Nel caso ungherese, abbondarono le fotografie e i servizi filmati di combattimenti. Furono diffusi appelli per la raccolta di sangue negli ospedali. Si vedevano i carri armati sparare sugli abitanti e i cittadini armati che combattevano per le strade. Abbiamo visto anche i morti. 

Il fatto che non ci sia stata una reazione immediata del mondo libero, è un sintomo del fatto che la rivolta ungherese fu spontanea non prevista e non pilotata e meno che mai dall’estero.

Il solito romantico, Indro Montanelli, compose un dramma ” I sogni muoiono all’alba” che per breve tempo ebbe qualche successo. Erano veri sogni di veri giornalisti.

Fummo tutti incapaci di una reazione tempestiva, anche per via della contemporanea crisi di Suez provocata dagli anglofrancesi (con la complicità israeliana) che miravano a riconquistare il canale di Suez nazionalizzato dal colonnello Nasser e che furono fermati dal presidente USA Dwigt Eisenhower, di tempra ben diversa dalla mummia attuale.

Nel caso ucraino, invece, abbiamo visto che non c’è stato nulla di tutto questo, anzi, era tutto previsto.Tranne forse che gli ungheresi avrebbero simpatizzato con i russi. Probabilmente ( anche senza probabilmente) i codici russi stati decifrati e gli angloamericani hanno avuto il tempo di decidere il da farsi, decidendo di far pagare un prezzo salato a Putin che li aveva surclassati nel Vicino Oriente e aveva mire egemoniche.

Assieme a grossi rifornimenti di armi hanno mandato addestratori-combattenti inglesi e canadesi( per evitare la gaffe all’afgana dei mezzi senza combattenti) ed è stato predisposto un apparato propagandistico di prim’ordine che ha operato per colpevolizzare ed escludere persino tennisti russi da tornei minori in corso, già al secondo giorno dei combattimenti.

Una passerella di capi di organizzazioni internazionali ( da Ursula Van Der Leyen a Jens Stoltenberg e Antonio Guterres imitanti il defunto senatore John Mc Cain che andò a dichiarare guerra ai russi a Maidan nel 2014)per rendere plasticamente la solidarietà del mondo occidentale e nutrire i telegiornali di immagini strappalacrime alle signore.

Date un’occhiata a queste foto:

Tranquilli, non é un bimbo ucraino, lì dove infuria la guerra da 67 giorni. E’ un piccolo profugo siriano, paese che ha dovuto lasciare assieme a 5 milioni di connazionali per vivere – si fa per dire- una vita da mendicante in Turchia, dove può pascolare nel deserto. Abbiamo, noi Unione Europea, pagato i turchi ( 3 miliardi annui) perché non venissero a rubare il posto agli ucraini.In Siria, la guerra – promossa dagli Stati Uniti, Arabia Saudita, Turchia, Francia, Inghilterra e EAU, dura da solo 4015 giorni ( quattromila quindici giorni, ma la RAI e Mediaset non hanno ancora potuto mandare una troupe a intervistarli.

Con tanti ospedali bombardati. Io, che sto ancora piangendo sulla Siria e sul Libano e gli afgani ( gli ospedali di Aleppo, Kabul e di Emergency …) ho il ciglio asciutto per questo esodo di belle ragazze, ben truccate, che si apprestano a passare l’estate sulla riviera romagnola.

SU QUESTA PICCOLA PROFUGA SIRIANA LACERA, ABBANDONATA E TRISTE IN UN CAMPO RIFUGIATI, NESSUNO HA PIANTO. Lei ha già pianto le lacrime di una vita, dimenticata da tutti.

Sul Sito del Senato americano la legge “affitti e prestiti” già utilizzata per appoggiare l’Inghilterra in guerra con Hitler, reca la data del 19 gennaio, quando l’attacco russo è avvenuto il 24 febbraio, un mese dopo.

LA PROPOSTA DI FINANZIAMENTO DEL SENATO USA AGLI UCRAINI, HA LA DATA DEL 19 GENNAIO.

Vabbè. Oggigiorno se ti presenti a dire che qualcosa era stata predisposta, vieni accusato di essere un cospirazionista e i socialisti di sinistra (chiamati “carristi” da quel giorno) e i comunisti che difesero accanitamente le ragioni dei russi sono stati sostituiti dai fascisti che odiano tutto ciò che è americano, tranne i dollari.

Prima o poi anche di questo bisognerà parlare.  In Italia, si sono comprati all’ingrosso interi partiti politici e schieramenti del nostro Parlamento, senza suscitare il benché minimo scandalo.

Se mi danno un ministero approvo anch’io, in toto, quel che vi pare. Ma, sia chiaro: prima il ministero.

CHI ANDRA’ALLA FIERA DELL’EST ? BOICOTTANO LA RUSSIA SOLO IN UNA TRENTINA E NON TUTTI SINCERI…

Questo é il tabellone del voto dell’ONU che illustra con un + i paesi che hanno votato a favore della censura alla Russia; con un X gli astenuti e con il colore rosso i contrari. Il quadratino nero – se preferite, vuoto, contraddistingue i paesi che hanno marinato la votazione e mancano i paesi sospesi dal diritto di voto come il Venezuela.

Sembra tutto molto facile da capire, ma esistono una serie di paesi che dopo aver riconosciuto e deplorato l’aggressione russa, si sono defilati e si premurano a dichiarare che non adotteranno altre sanzioni che quelle morali già comminate.

Qualche altro, come la Serbia, ha dichiarato per bocca del suo presidente di aver votato sotto minaccia di sanzioni troppo letali per il suo paese. Altri – come L’India, il Pakistan e la Bosnia Erzegovina – sono oggetto di battaglia di influenze perché adottino una posizione o l’altra.

Chi ha riassunto in maniera analitica lo stato delle sanzioni , diviso tra sanzioni militari ed economiche e articolato anche per società che hanno deciso il ritiro dagli affari coi russi, é l’agenzia Reuter che non ha bisogno di presentazioni:

https://graphics.reuters.com/UKRAINE-CRISIS/SANCTIONS/byvrjenzmve/

In buona sostanza, si tratta di una trentina di paesi che l’Agenzia ha trifolato a diverse creando un data base interattivo molto bello, ma serve sopratutto a chi voglia sostituirsi ai boicottato per decidere dove rivolgersi per sostituirli.

I paesi che per ora hanno apertamente rifiutato di comminare sanzioni alla Russia sono: Cina, Messico, Georgia, Egitto, Serbia, Moldova, Kazakistan, UAE, Arabia Saudita,Sud Africa, Nicaragua, Bolivia, El Salvador e Argentina.

Gli altri , non compresi tra la trentina di “ossequianti” e gli “apertamente ribelli”, hanno deciso di tacere e far finta che nulla sia avvenuto. Nessuno ha contestato lo strumento sanzioni con l’argomento che Cuba, la Corea del Nord e l’Iran sopravvivono da decenni a sanzioni analoghe.Le critiche restano nel privato e si incentrano su Zalenski che é evidentemente sovraesposto.

Un uomo d’affari che ho incontrato, mi ha fatto questa considerazione: “Gran parte del gas che giunge in occidente, arriva tramite pipeline che transitano attraverso il territorio ucraino.

Zelenski potrebbe chiudere i rubinetti , ma preferisce lasciarli in funzione perché incassa fior di quattrini.

Comodo far la guerra a spese degli altri.” E poi mi ha girato la mappa delle basi USA che vengono rifornite di gas e petrolio proveniente dalla Russia. Ve la giro

Nella foto a fianco: Una mappatura delle basi NATO e USA in Europa alimentate in carburanti grazie alla rete proveniente dalla Russia. A questo punto dovremmo dire ” vai avanti tu che io ti seguo.”

SALVARE IL SOLDATO RYAN?

DOPO VENTI ANNI DI DISPETTI ALL’EUROPA, VOLUTI E NO, GLI U.S.A. HANNO BISOGNO DI NOI CONTRO LA RUSSIA. COSA CONVIENE FARE ?

A partire dall’ anno 2000, l’Europa e l’Italia sono state confrontate a una serie di crisi, una più insidiosa dell’altra, a cominciare dal 2001, anno in cui entrato in funzione l’euro: la nuova moneta che ha suscitato una serie di invidie e cupidigie che sono all’origine di  più di una crisi successiva. 

Il crack finanziario del 2008;  l’euro nella tormenta conseguente; la recessione economica strisciante; gli attentati islamisti seguiti alla guerra irachena del 2003; l’ondata migratoria che ha colpito in particolare l’Italia;   l’espansionismo russo in Medio Oriente che ha innervosito gli Stati Uniti e la NATO;  la guerra di Libia che ci ha privato di un cliente, di una diga anti immigrazioni clandestine e di una fonte energetica importante (2011); la guerra di Siria; l’espansionismo turco verso la Mesopotamia e il Mediterraneo; la nuova crisi libanese, ci hanno messo in difficoltà in tutto il Levante distruggendo in maniera quasi completa le economie di tutti questi paesi di cui l’Italia era il maggior fornitore di beni e servizi.

 A questi fattori di crisi  economica e di credibilità, si è aggiunta la pandemia di Covid 19 che ha buttato una luce cruda sull’ aumento dei pericoli che si manifestano nel nostro  pianeta nel nuovo secolo.

Quasi tutti  i governi si sono trovati  sprovvisti di mezzi di difesa idonei,  soprattutto sul piano sanitario, quello economico e, ovviamente, quello  strategico. Ossia quelli che assicurano la sopravvivenza e per cui accettiamo il mistero dell’obbedienza.

La responsabilità originaria di tutte queste difficoltà incontrate dall’Europa risiede in altri continenti:  quello americano per l’economia e quello asiatico – le cui responsabilità sono tutte da accertare- per la sanità.

 Dopo il questo primo ventennio tanto travagliato, ci siamo trovati una bella mattina a dover affrontare in Ucraina la realtà di una crisi militare, che covava dal 2014, quando la Russia per rimediare a un vecchio errore amministrativo di Kruscev, commise un errore politico occupando la Crimea, manu militari.

 Come al solito durante le crisi, gli italiani si sono divisi in due fazioni: una favorevole a difendere i diritti dell’’Ucraina e l’altra pronta a combattere per le buone ragioni della Russia. tutti apparentemente ignari che si tratta di una partita tra Russia e Stati Uniti lungamente preparata come documentato dall’intelligence report 2021 americana ( e dall’assenza di ogni riferimento in quella del22, segno che la tempesta era imminente.

https://www.dni.gov/files/ODNI/documents/assessments/ATA-2021-Unclassified-Report.pdf

Nessun italiano, di governo o della strada, che si interessi, almeno sui media e in televisione, di quali possano essere gli interessi nazionali italiani. Come non esistessero.

Questa tendenza esterofila è probabilmente legata ai cinque secoli di servaggio vissuti dagli italiani o se preferite dagli abitanti della penisola italica, dal 1498 anno della prima invasione dei francesi In Italia.  La contesa più recente é quella russo-cinese con gli USA, qui a Roma.

A oggi,  il gran numero di potenze straniere che si è impadronita di uno o più parti d’Italia indica l’interesse suscitato dalla posizione strategica, dalla ricchezza e dal clima del nostro paese. 

Non perderò tempo a cercare di spiegare quali possano essere le motivazioni più o meno oscure dei paesi a noi più vicini: la Francia, l’Inghilterra, Gli Stati Uniti, la Germania.

 Possiamo soltanto pregare che le opposte rivalità evitino il prevalere dell’uno o dell’altro e possiamo solo sperare che se non l’intelligenza, la furbizia, dei nostri governanti li porti a giocare sulle sugli interessi contrastanti  di questi governi che hanno fatto della geopolitica il loro principale mezzo di sostentamento da quando hanno perso le colonie e da quando hanno resuscitato il gigante addormentato, la Cina, mettendo cosi in crisi gli apparati produttivi nazionali e distruggendo il loro proletariato con l’eterna scappatoia del ricorso al lavoro schiavistico, salvo prenderne le distanze a bottino razziato.

La sovraesposizione mediatica fatta dalla NATO in occasione dello scoppio della crisi Ucraina, ci consente di approfittare dell’ondata di panico sparsasi in Europa – Intontita da quasi 80 anni di pace e benessere – per far prendere consapevolezza a tutti i cittadini che il livello minimo esistenziale per una grande potenza capace di farsi rispettare è ormai quello continentale.

Il secondo punto da capire e divulgare in tutta Europa è che, mentre per fare l’amore bisogna essere in due, per creare dei contrasti di interesse tra paesi, stati e nazioni, basta che ce ne sia uno.

Nel nostro caso ci sono almeno  quattro entità. che competono col vecchio continente e sono tuttepoco disposte nei nostri confronti: L’Inghilterra che ha scelto di puntare alla creazione di una comunità transatlantica con gli Stati Uniti e a ad arroccarsi con quella parte dei dominions britannici che ancora accettano un rapporto di amicizia/ parentela Con le isole britanniche.

Gli USA che stanno andando incontro ha sempre maggiore velocità alle conseguenze dell’aver rinunziato alla parità del dollaro con l’oro ( 1971) senza però rinunciare all’ambizione di voler rimanere col dollaro USA come moneta di riferimento del commercio internazionale.

La Russia, che uscita dalle secche del crollo dell’Unione Sovietica ha ripreso la via della della rinascita a livello planetario invece che il vecchio imperialismo sui paesi dell’est Europa che erano più un fardello che un vantaggio.

La Cina che ha saputo affrancarsi dal ruolo ancillare/produttivo affidatole dagli USA utilizzando il plusvalore realizzato a spese della propria forza lavoro investendo sulle sue capacità tecnologiche, commerciali e militari.

In pratica Gli Stati Uniti volendo vincere su tutti i fronti col vecchio ” divide et impera”sono riusciti a coalizzare contro gli interessi nordamericani l’intera Asia – In particolare la Cina la Russia l’India l’Indonesia– ed ora stentano a capire che uno scontro con questo gigante demografico, economico e militare cui guardano con interesse anche il Pakistan, le repubbliche centroasiatiche, Brasile e Sud Africa, potrebbe solo affrettare la fine dell'” American Century”, specie se l’Europa, tanto avversata nello scorso ventennio, non dovesse schierarsi dalla loro parte. 

Penoso l’argomento secondo cui, dato che ci salvarono dallo stupro hitleriano ottanta anni fa, adesso abbiano loro il diritto di fotterci.

E risibile la dichiarazione di tale Sisci, della università privata LUISS ( é di proprietà diConfindustria e deriva dalla Università PRO DEO fondata dal domenicano Padre Felix Morlion , belga , già condannato a morte nel suo paese per collaborazionismo ) che ” se non ci fosse stata la NATO, oggi l’Europa sarebbe già in guerra”. Argomenti da chiromante ebbro, schiavo dei suoi bisogni.

Per andare al cuore del problema, l’Europa – non sto parlando della UE- si trova di fronte a un bivio: se appoggiare la controffensiva USA-UE che vuole alimentare l’esercito ucraino contro la Russia per debilitarla o se ” chiamarsi fuori” dalla contesa rafforzandosi al contempo militarmente e politicamente creando strutture capaci di resistere alle pressioni dei contendenti e alle rappresaglie commerciali dell’escluso.

Va chiarito che qualsiasi passo in un senso o nell’altro va contrattato per ottenere vantaggi che ci sono stati lungamente negati o centellinati e che questo deve avvenire sia a livello Europa geografica che a minor livello.

Visto che non vogliamo un mondo uni o bipolare, dobbiamo adattarci a un pianeta multipolare in cui nessuno fa niente per niente, nemmeno per gli amici, adeguiamoci.

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