TERRORISMO E TURISMO. UNA RELAZIONE INTIMA. di Antonio de Martini

Il Mediterraneo gode di due grandi esclusive mondiali: l’olio d’oliva (92% della produzione mondiale) e il patrimonio archeologico ( 90% , mia stima personale).

Oggi mi limito al turismo ( archeo e balneare) che frutta circa 75 miliardi di dollari annui ai paesi della riva sud del Mediterraneo, nel Vicino Oriente.
I grandi detentori di beni archeologici nella zona, sono la Siria, l’Egitto e la Turchia. Potenzialmente anche l’Iran, ma lo considero fuori zona ( è MEDIO ORIENTE) e a causa del sabotaggio subito dagli occidentali, poco sfruttato.
Benché ci sia carenza e sottoutilizzo di infrastrutture, questi 75 miliardi annui rappresentano il 10% della intera rendita petrolifera dell’area e sono la fonte di valuta dei paesi in cui il petrolio scarseggia.
La Turchia, paese quasi interamente circondato da zone petrolifere, ma privo di questa rendita ( ha solo attraversamenti di oleodotti tra Caucaso e Mediterraneo) riceve annualmente 15 milioni di visitatori che procurano valuta pregiata per 14 miliardi annui.
L’Egitto incassa circa 5 miliardi di dollari annui di valuta e fa lavorare 200.000 persone in questa industria, anche se praticamente tutta la popolazione vive di turismo in un modo o nell’altro.
La Tunisia, che sfrutta più il potenziale balneare che quello archeo, nel 2015, l’anno dei due attentati al museo del Bardo ed a Sousse, ha avuto un calo del 35% del flusso rispetto al 2014 che già era stata una cattiva annata. 3 miliardi di rendita. 
Gli addetti tunisini sono passati da 300.000 a 200.000 con un crudele taglio di posti di lavoro in un periodo già carente di opportunità.
La Turchia, grazie all’intelligence ( che ha 150 anni di vita in zona) alla polizia e a metodi efficaci, ha stroncato abbastanza rapidamente i periodici tentativi di sabotare la stagione delle prenotazioni turistiche con gli attentati. 
Il giovanotto catturato a inizio anno, state certi che sta rivelando anche quel che non sa. I mandanti non ci riproveranno. In più ha diversificato la clientela rivolgendosi al mercato asiatico ( Indonesia, Australia).
Meno “fortunato” l’Egitto che ha flussi turistici occidentali un po’ fifoni e una intelligence che ancora risente dalla mancanza del generale Soliman deceduto nel 2012.
Questa riduzione di flussi valutari, ha reso Al Sissi tributario verso l’Arabia Saudita e gli USA, per una serie di prestiti che sappiamo tutti verranno rimborsati più in natura che in valuta.
La Tunisia, il paese meno strutturato militarmente, è stato il più facile da colpire ed ha subito i danni maggiori in proporzione, dato il livello medio-basso della clientela, timorosa anche perché incapace di valutare le situazioni politiche e guidata dai media.
Questi attacchi al turismo nell’area, sono particolarmente fruttuosi per i terroristi, perché colpiscono gli Stati nel portafoglio e , in contemporanea, gli occidentali con effetti di amplificazione media.
Tirando le somme, 
A) esistono cinque aspiranti al ruolo di “potenza regionale egemone” nel Levante: Arabia Saudita, Egitto, Iran, Israele e Turchia.
B ) Privare o ridurre la rendita turistica nei vari paesi privilegia chi dispone della rendita petrolifera ( Arabia Saudita, Emirati, Iran) ed è nell’interesse di chi dispone dei mezzi finanziari per indebitare i bisognosi ( USA, FMI, UE).
C) Chi ha beneficiato principalmente dello sviamento dei flussi turistici estivi sono i paesi UE ( Italia, Spagna, Grecia) 
D) L’Iran è quasi certamente innocente dati gli ottimi rapporti con la Turchia che l’ha aiutato a vendere il petrolio in tempi di embargo.
E) Il Katar è stato recentemente accusato dai sauditi di ” finanziare il terrorismo” , ma poi le richieste fatte ( rompere i rapporti con l’Iran e accettare ispettori nel paese, invece che sugli investimenti a Wall street) hanno mostrato la corda.

La protezione offerta dalla Turchia che ha rafforzato la propria base militare a Doha portando gli effettivi a un reggimento, è un’altra prova di innocenza.
F) Restano in lizza, come sospetti paesi di provenienza dei terroristi, l’Arabia Saudita e Israele, peraltro sempre più vicini e collaborativi, benché formalmente ancora in stato di guerra.
In più , l’Arabia Saudita, tramite il Crownprince Mohammed ben Salman, ha annunziato un mega investimento ( 50 miliardi) in infrastrutture turistiche nel paese ” dove le donne potranno andare in bikini”.  
Questi posti già esistono, ma sono accessibili unicamente ai sauditi e nemmeno a tutti.

Vuol far cessare l’ipocrisia, fare la concorrenza o cerca un alibi?

COSA FARA’ TRUMP NEL MONDO. RAZIONALIZZERA’ O RIVOLUZIONERA’? di Antonio de Martini

American Management: Prebius non ha tenuto insieme il partito al voto sull’Obamacare. Licenziato. Tutti avvertiti.

IL CORRIERE DELLA COLLERA

Il Presidente è ora nella pienezza dei suoi poteri, ha nominato il governo e i capi del Consiglio di sicurezza nazionale assieme alla nuova capa della delegazione all’ONU.                                                                                                         I primi atti , c’era da aspettarselo, sono stati il mantenimento delle promesse elettorali più eclatanti. Il motto AMERICA FIRST comincia a risuonare nelle orecchie di tutti.

Israele è il più preoccupato, dato che il motto di Trump presuppone che il miglior piazzamento accessibile agli estranei sia il secondo posto, ma anche questo è stato occupato dall’Inghilterra.

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LA MEDIAZIONE FRANCESE SULLA LIBIA AI LIMITI DELL’UMORISMO di Antonio de Martini

Intrigante l’interesse suscitato dalle prime azioni pubbliche  del Presidente francese Emmanuel Macron che ha inizato il suo mandato con una serie di azioni di politica estera incontrando Trump. Putin e chiunque altro  fosse disposto a fare una gita a Parigi.

I francesi, più smaliziati di noi, lo hanno sanzionato togliendogli immediatamente dieci punti percentuali di popolarità nel solo primo mese di governo. Hanno capito di aver preso un granchio e lo hanno classificato come Hollande: un arrivista che li ha giocati grazie a una buona comunicazione. Continua a leggere

MARCO TULLIO CICERONE E TAJIP ERDOGAN. DEMOCRAZIE GEMELLE CON SUGGERIMENTI PER NOI. di Antonio de Martini

Marco Tullio Cicerone, nel pieno della confusione creata dalla congiura di Catilina, prese una decisione “antidemocratica” che oggi farebbe rabbrividire quei campioni di ipocrisia anglosassone di Amnesty International.

Diede ordine, in spregio alla legge romana, di strangolare i senatori Lentulo e Cetego che si sapeva essere la quinta colonna di Catilina in città.

Questo gesto fece capire ai romani che Continua a leggere

diciotto luglio 1936 , Addis Abeba. Etiopia.

 

Il sergente maggiore Francesco de Martini si vide convocato al quartier generale di Addis Abeba conquistata da appena cinque settimane.

Il Generale Italo Gariboldi, Governatore di Addis Abeba, gli affidava il compito di proteggere la ritirata delle truppe italiane con la sua banda irregolare appena costituita con elementi della ex guardia imperiale di cui era stato per anni il comandante prima della conquista italiana.

Gli etiopici, che non avevano abbandonato le armi, stavano investendo la città con quasi cinquemila uomini e il generale Gariboldi aveva deciso di evacuare per evitare rappresaglie sui “nazionali” in caso di protrarsi dei combattimenti.

Con 500 uomini appena reclutati e i due cannoni rimasti in Addis, mio padre si mise al lavoro.

Fece mettere in abiti ” civili” una ventina dei suoi ascari più fedeli e li spedì nella zona di Addis Abeba già occupata dai ribelli:

Atteggiandosi a messaggeri del comando etiopico, gridarono a tutti i nuclei di soldati che già stavano dedicandosi al saccheggio, che bisognava addossarsi alle pendici del monte Entotto ( che sovrasta la Capitale etiopica),
La manovra riuscì.

Mio padre, assecondato da un brigadiere del CC , Antonio Cambule, un sardo dal cuore generoso che era rimasto con l’amico, iniziò un intenso bombardamento a distanza ravvicinata delle posizioni etiopiche

Disorientati dalla gragnola di proiettili gli etiopici si videro assaliti dalla baionetta dai loro vecchi commilitoni e si ritirarono.

Il brigadiere Cambule inforcò la motocicletta e raggiunse la colonna in ritirata per richiamarla. Sulle prime rifiutarono di credere alla vittoria.

Poiché il regime fascista non poteva ammettere che un mese dopo la proclamazione dell’impero stavano per perdere la Capitale e l’avevano recuperata grazie a truppe indigene, si mise la sordina all’episodio.

A mio padre – che aveva già in corso una proposta di promozione a ufficiale per merito di guerra, diedero una medaglia d’argento ” sul campo”, ma non altro.

C’era infatti una relazione dei CC che lo definiva negativamente, ” moralità indebolita da anni di vita in Colonia”) definiva la famiglia di mia madre ( all’epoca fidanzata e definita una poco di buono che aveva una relazione con mio padre) come antifascista e riferiva di tre etiopici che sarebbero stati alleggeriti da pochi talleri dai suoi ascari vittoriosi. La relazione concludeva dando anche parere sfavorevole alla promozione a ufficiale.

Mia nonna fu deportata vicino Lagonegro in Calabria e il solo vantaggio che mio padre ebbe dal suo status, fu di farla fermare a Napoli ” temporaneamente per accertamenti”. Li nacqui io quattro anni dopo.

Poco dopo il viceré Rodolfo Graziani diede ordine di trasferire l’ingombrante de Martini, perché alla domanda ” Lei che conosce il paese, come le sembra che io stia facendo” mio padre rispose ” continui così e le faranno la pelle”.

A Novara – al 31 carri della Centauro- fece amicizia con un altro sottufficiale che meritò anch’egli una medaglia d’oro al Valor Militare in Africa settentrionale : Pietro Mittica.

Anche Cambule fu decorato con la Medaglia d’argento al  V. M.  Concluse poi la carriera come Capitano e presidente della Associazione Carabinieri della Sardegna.

A far tornare in Africa  mio padre aspettarono che Graziani se ne andasse e  la vigilia della guerra.

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IL CORRIERE DELLA COLLERA N 5: Come abbiamo fatto a ridurci così ?

Nei film Western cambiavano solo i cavalli, non le trame. Nella politica italiana cambiano solo i somari, non gli avvenimenti che si ripetono sempre più stancamente.

IL CORRIERE DELLA COLLERA

Dopo la fase più dura della ricostruzione (1945 – 1954)

( Il periodo, per intenderci di Einaudi, Sforza, De Gasperi, Pacciardi, Pella, Scelba, Merzagora,  Carli,Menichella, La Malfa…) iniziò l’arrembaggio degli ambiziosi. Da Fanfani a Pannella.

Fanfani,l’ennesimo brevilineo che punteggia le patrie sventure, per risalire la corrente ( quando presentò il suo primo governo durato 15 gg, nessuno si iscrisse a parlare a favore né contro), cambiò lo statuto del partito, eliminando la clausola di NON candidabilità alle elezioni dei segretari provinciali che erano impiegati stipendiati. Questi, comprensibilmente, gli si affezionarono e , progressivamente, si impossessarono dei seggi. Il nano si impossessò del partito e gli gnomi dell’Italia.

Un esempio per tutti: Il senatore di ROMA CENTRO era un medico famoso e stimato da tutti: Il senatore Bonadies. L’impiegato di partito che venne eletto in sua vece, il senatore SIGNORELLO.

Che c’entra Pannella ? direte voi. C’entra eccome.Cominciò a…

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COSA SUCCEDERA’ COL NUOVO ASSETTO SAUDITA? DIPENDERA’ DALLA SOLUZIONE DEL PROBLEMA PALESTINESE. di Antonio de Martini

Tre teocrazie classiche  si interessano degli avvenimenti del Levante e tra queste, la più debole è la casa reale saudita che dispone di immense ricchezze , è la custode dei luoghi santi della religione mussulmana che esercita influenza  su un miliardo e trecento milioni di mussulmani.

Evidentemente non gode di divino afflato perché da un certo numero di anni a questa parte non ne sta azzeccando una e credo  che le fortune della giovane  ( dal 1927) dinastia siano ormai agli sgoccioli.

L’altra teocrazia è quella concorrente rappresentata dall’Iran Sciita e Persiano che è in sorprendente rimonta da quando pochi mesi fa ha mostrato solidità istituzionale cambiando, senza scosse, regime , dotandosi di un nuovo Presidente Hassan Rouhani appoggiato dall’Ayatollah Ali Khamenei che rappresenta la continuità religiosa e statuale con grande  compostezza ed è il leader morale  di 200 milioni di sciiti nel mondo: il nuovo governo ha aperto all’Occidente e ha intavolato trattative che possono allentare le tensioni internazionali in quasi tutte le aree a rischio del pianeta e sta dimostrando di non essere interessato alle armi nucleari.

Non così l’Arabia Saudita. Continua a leggere

PER FARSI TOGLIERE DALL’ELENCO DELLE ORGANIZZAZIONI TERRORISTICHE, BASTA FARE QUALCHE OMICIDIO SU COMMISSIONE IN IRAN PER CONTO DELLO ZIO SAM E DEL CUGINO BENIAMINO. di Antonio de Martini

IL CORRIERE DELLA COLLERA

L’organizzazione MEK, (Mujahiddin E-Khalk) una organizzazione di, un tempo giovani, comunisti iraniani guidata da Massoud Rajavi e dalla moglie Maryam, è stata tolta – dal governo USA – dall’elenco delle organizzazioni terroristiche e ammessa nell’olimpo democratico con una conferenza stampa cui è stata conferita una certa solennità.
Si tratta di una ex organizzazione giovanile semi autonoma del partito comunista iraniano, il Tudeh, assieme al quale collaborò alla lotta per il rovesciamento dello Scià Reza , in cui il vincitore fu l’Ayatollah Khomeini.

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LA GEOPOLITICA DELLA CHIESA CATTOLICA E I SUOI PROTAGONISTI. CONTRO I PROVOCATORI. di Antonio de Martini

IL CORRIERE DELLA COLLERA

BONIFICARE LA GEOPOLITICA NEL WEB: L’ANTEFATTO

Nei giorni scorsi sono inciampato per caso in un articolo in lingua inglese  ( ma con indicazione su come andare alla traduzione americana, francese, italiana, spagnola e  russa, edita da un autodefinitosi “Think Tank” a nome Katheon , scritto da un  anonimo con pretesa di filosofeggiare e con un titolo ” some remarks on the geopolitics of the Catholic Church“, infarcito di scemenze che un tempo si sarebbero somministrate solo alle sartine, come “l’imminente fine della Chiesa cattolica ” e ” questo è l’ultimo Papa secondo la profezia di Malachia”.

seguono informazioni ( meglio disinformazioni) sul “think tank” che dichiara interesse per i paesi BRICS e la SCO e su come la Chiesa cattolica sia alla pari con i protestanti nella conquista delle anime dell’Africa subsahariana, nonchè una serie di altre amene considerazioni offerte con una malignità tipica  di persone dalla sessualità contorta…

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L’ANTITERRORISMO EUROPEO ADOTTA ” LA TECNICA DE LORENZO” di Antonio de Martini

Agli attacchi terroristici in quel di Londra, Teresa May, ex ministro dell’interno ed ora Primo Ministro in bilico, ha iniziato a rispondere “all’inglese”, ma , come per numerose iniziative britanniche , ha copiato dagli italiani, rifacendosi al precedente altoatesino gestito dal generale Giovanni de Lorenzo. Oggi che è San Giovanni, ho deciso di raccontarne un po perché è ora che spetti a ciascuno il suo. Continua a leggere

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