LA CRISI INTERNAZIONALE DIVENTA DI CIVILTÀ E AFFIORA NELLE MANIERE PIÙ IMPENSATE . ECCO DUE ESEMPI. di Antonio de Martini

Due fatti nuovi affiorano dal marasma geopolitico creato dalla disinformazione di questi tempi.

Il primo , giunto sotto i nostri occhi grazie – si fa per dire –  al terremoto del Nepal è bicefalo: gli israeliani usano il Nepal come serbatoio di uteri in affitto. Nessun dubbio che siano gli uteri meno costosi e che la logica della globalizzazione imponga di andare in giro in cerca del prezzo più basso, ma questa trovata assume un aspetto umoristico da barzelletta antisemita  se non ci fossero anche altri elementi su cui meditare attentamente.

I comunicati dei media  israeliani distinguono tra donne incinte a favore di donne israeliane ( il cui numero è ignoto) e donne che hanno appena partorito ( 25). Tralascio gli aspetti etici della vicenda e passo a chiedermi il perché di questa scelta e il e come venga realizzata, dopo aver notato che il governo israeliano ha inviato un ospedale da campo con ottanta addetti “capace di assistere venti persone al giorno” e una squadra di soccorritori forte di ben 260 persone. Quando furono inviati soccorritori per il terremoto in Turchia – all’epoca amica e vicina da coccolare- il numero dei soccorritori fu molto modesto rispetto a questo inusuale stanziamento di uomini e mezzi.

Accanto a questa notizia, il Figaro di ieri 29 aprile – un giornale certamente non antisraeliano –  scrivendo del sisma in Nepal rivela un altro aspetto sfuggito agli altri media e ne fornisce una spiegazione non richiesta senza indicare la fonte..

I “turisti” israeliani presenti al momento del terremoto erano tra i 700 e gli 800 soggetti, tutti in età di leva. Il Jewish Journal di Los Angeles mostra anche la foto di un baldo giovinotto accolto dalla mamma in aeroporto. Donne niente. Coppie niente.

La spiegazione offerta dal giornale è che molti giovani israeliani per “decomprimersi” , immediatamente dopo il servizio militare, usano andare in Nepal per un periodo sabbatico.

Plausibile ma non probabile.

Ci si può decomprimere a Barcellona come a Atene o a Cipro senza spendere cifre considerevoli per il trasporto aereo e senza andare in un paese dove si mangia in modo orripilante ( in una sola settimana io persi quattro chili e tornato in India, letteralmente mi abbuffai, tanta era la fame arretrata). Inverosimile anche che il governo israeliano non ostacoli l’attrazione dei suoi giovani per l’ hascish  sola altra motivazione che giustifichi la permanenza in quel luogo oltre al fascino delle avventure di Indiana Jones.

E’ una storia da seguire con attenzione e la segnalo agli amici portati alla ricerca per gli sviluppi che certamente avrà.

Certo le ipotesi da fare su questo fenomeno che vede un numero di turisti israeliani sette volte superiore a quello degli italiani che hanno un numero di abitanti dieci volte superiore, non può rimanere inesplicato.

Il secondo fenomeno socio-geopolitico che vedo affiorare è costituito dal crescendo negli Stati Uniti di un rinnovato emergere del radicalismo nero che fu stroncato da una serie di omicidi negli anni settanta.

Mentre durante la presidenza  di  W.Bush abbiamo assistito allo smantellamento  – senza che vi fosse resistenza –  della cultura nera che è seguito all’alluvione di New Orleans e dintorni ed alla pulizia etnoculturale che ne è seguita grazie alla non ricostruzione delle strutture e usanze  (fortemente ridotta tra l’altro, la percentuale dei diplomati) adesso invece assistiamo a manifestazioni seguite da una rivolta semi-armata ad ogni uccisione di un cittadino di colore da parte delle forze di polizia.  Il fenomeno è coordinato tanto che ci sono manifestazioni contemporanee in più città.

Pare che negli USA muoiano per mano delle forze dell’ordine 700 persone all’anno in media. Le statistiche non ci dicono quanti di questi siano di colore, ma certamente la proporzione rispetta quella dei detenuti o degli incriminati per reati vari.

Anche qui non mi voglio dilungare in analisi o ipotesi “cattive”, ma noto appena che col crescere e l’organizzarsi della protesta nera nelle città americane si assiste ad una progressiva messa in sordina della crisi ucraina.

Di qui a ricordare ai lettori la recensione che feci del libro ” La guerra senza limiti” dei due colonnelli cinesi Quiao Liang e Wang Xiangsui, pubblicato in Italia dalle edizioni goriziane con una prefazione del generale Mini, non c’è che un passo.

A proposito di cinesi, il governo cinese ha ufficialmente minacciato di sostenere il neonato  movimento indipendentista delle Hawaii ( di cui gli USA si impossessarono con un colpo di stato) se gli USA continueranno a rifornire di armi l’Isola di Taiwan ( Formosa) che essi sperano, presto o tardi, di riunire alla madrepatria  senza colpo ferire.

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Commenti

  • Alberto  On aprile 30, 2015 at 8:51 am

    caro Antonio, sempre interessanti gli spunti che offri.

    che fanno scaturire la ovvia considerazione come il livello di complessità delle cose del mondo sia infinitamente grande.

    ogni diversa nazione guarda al resto del mondo dalla sua prospettiva particolare.

    ma, poiché così fan tutte, la palla delle dinamiche mondiali rimane al centro del groviglio di sforzi ed interessi contrapposti continuando a rotolare, sballottata un po’ di quà, un po’ di là.

    lassù nel cielo gli dei dell’Olimpo si devono divertire assai ad osservare l’agitazione e le continue zuffe di quelle piccole formichine umane che si agitano laggiù, ognuna attorno al suo formicaio.

  • alterego1977  On aprile 30, 2015 at 12:09 pm

    L’ha ribloggato su Alter Ego.

  • Francesco  On aprile 30, 2015 at 12:15 pm

    forse in questo post si sopravvaluta la generazione di israeliani che vanno in Nepal o, soprattutto, in India a svagarsi. il prezzo e la qualità delle droghe, e il fatto che l’India conservi sempre quell’alone di spiritualità particolare, rende quella meta sicuramente più interessante per quelli in cerca di esperienze “estatiche” che quelle da Lei menzionate. in India soprattutto il turismo dei giovani israeliani è particolarmente noto (esempio Goa), soprattutto agli albergatori e commercianti che non li vogliono tra i piedi visto che questi turisti sono maleducati e finiscono spesso per creare problemi (quando non si limitino a distruggere le camere dove albergano).
    in più si consideri che il Nepal è ambito per gli uteri in affitto soprattutto da parte delle coppie israeliane gay. e questo spiega l’assenza di donne. se ne parla anche su Haaretz e sul Time

    • antoniochedice  On aprile 30, 2015 at 4:52 pm

      Domanda: il seme viene importato o prodotto in loco? La portatrice è nepalese? Come la mettiamo col fatto che per essere ebrei, deve esserlo la madre? Già la capisco. Il Nepal molto meno. Ed è più caro.

      • kho  On aprile 30, 2015 at 5:53 pm

        Le cose certe sono 2: 700 (circa) militari israeliani maschi di leva, e l’ospedale da campo.
        Valutando molto iperbolicamente la questione prettamente semitica (ovvero seme israeliano, mi dovete scusare ma non ho resistito):
        – il campo serve a far morire i nascituri? in questo caso, non credo che il governo si prenda la briga di fare dei campi col sol scopo di eliminare le tracce dei focosi militari in licenza)
        – o a farli nascere? nel caso degli uteri in affitto si pone la questione che non nascerebbero ebrei…anche se i gay protestando in nome della libertà individuale sarebbero capaci di combattere per il diritto ad essere ebrei anche col seme e non solo con l’utero. In più una cruda ipotetica cattiveria che non posso evitare di pensare : e se quei bambini sostituissero i bambini che spariscono ogni anno in tutto il mondo come portatori d’organi? se c’è un mercato di questa spregevole e inumana pratica vuol dire che c’è domanda e se c’è domanda esistono “enti” che la soddisfano!

        Come seconda e forse più semplice opzione potrebbero essere operazioni militari con supporto ospedaliero in loco.

      • Francesco  On aprile 30, 2015 at 7:33 pm

        non tutti gli israeliani sono legati alle norme halakiche, tanto meno i gay. e suppongo che per un buon periodo anche lo stato se ne sia infischiato (pur di avere cittadini ovviamente). la donna surrogata può dare gli ovuli e può riceverli. così tanto nel caso di gay che di etero l’ebraicità dipende dagli ovuli. ma ora pare che il rabbinato abbia da ridire anche sull’ebraicità di figli portati in grembo da nepalesi anche se gli ovuli sono ebrei. comunque si legge che una gravidanza portata avanti da madre surrogata costa 6000 dollari in Nepal. può chiarire la sua associazione tra i 700 israeliani in età di leva e l’operazione israeliana in Nepal?

      • antoniochedice  On aprile 30, 2015 at 7:52 pm

        È una associazione mentale nata dal fatto che in occasione del terremoto in Turchia

      • antoniochedice  On aprile 30, 2015 at 8:02 pm

        Vedo che le ipotesi sono numerose e fantasiose in maniera superlativa e si prestano a ragionamenti antisemiti fine a se stessi. La cosa migliore da fare è indagare per capirne di più .
        Allo stato ci sono indizi ” strani” e insufficienti. Penso che presto giungeranno spiegazioni più plausibili che non il prezzo basso o la fornitura di nuovi cittadini per contrastare l’incremento demografico palestinese.
        Per ora la storia dei gay è insoddisfacente, quella di coppie in cerca di discendenza non sufficientemente ampio (25), quello della decompressione post servizio militare inverosimile.
        Aspettiamo.

  • abrahammoriah  On aprile 30, 2015 at 8:31 pm

    30 aprile 2015

    Siamo gli ultimi anche per quanto riguarda la crisi di civiltà: da noi si confeziona una schifezza di legge elettorale vendendola come fosse l’inizio di un nuovo rinascimento e la più alta carica dello stato confeziona un’ ‘altissima’ perla di filosofia politica affermando che i vincitori erano migliori di coloro che furono sconfitti. Un paese da operetta che pensa di sopravvivere su un palco dove si svolgono postatomiche tragedie recitando vecchie e logore battute da avanspettacolo che tutti i personaggi del nuovo surreale e violento scenario internazionale (almeno in ciò molto assennati) ignorano… Massimo Morigi

  • abrahammoriah  On maggio 1, 2015 at 6:10 am

    1 maggio 2015

    Q.E.D: Ieri sera in una nota (ancorché , more solito, non profonda) trasmissione politica televisiva un noto giornalista, che per non fargli l’immeritato favore di diffondere ulteriormente attraverso il presente blog il suo ridicolo nomen omen, lo cito con le lettere finali, LLO, del suo cognome, ieri sera dicevo l’ineffabile LLO ha affermato che se fosse per lui si dovrebbe cancellare il nome del poco benemerito Benito Mussolini dai monumenti e dalle opere pubbliche lasciateci dal Ventennio. A peggiorare la tristezza della scenetta televisiva, nessuno degli altri invitati che l’ascoltava ha emesso un’omerica risata. Si continua con le battute da avanspettacolo e il puro e demente nonsenso ad illudersi, come in una sorta di fischiettare sul fare della notte e al margine di una landa dove dimorano le bestie feroci, che il mondo potrà risparmiare una nazione che sta letteralmente perdendo il lume della ragione e della decenza… Massimo Morigi

  • kho  On maggio 1, 2015 at 11:05 am

    Cosa ci si attende da una generazione educata al pragmatismo, alla distra(u)zione, al denaro, al tornaconto finanziario, al falso umanesimo? E da politici che chiamare imbecilli è solo un complimento dato che non sono altro che prostitute? (la prostituzione non è quando qualcuno offre soldi, ma esiste nel momento in cui l’altro accetta)
    Vogliamo discutere di etica ?(la sola unità di misura, il resto è fuffa….anche se le parole hanno aria di scienza, ma sempre fuffa è)
    Assolutamente no! parliamo di cose serie!!!…con un po’ di retorica certo, ma….Gli affari sono affari!! Non si scherza su questo.
    Ci ritroviamo alla fine ad essere circondati, a parlare di numeri coi numeri e domani prontamente ad essere smentiti coi numeri da voci su cui dobbiamo valutarne non l’indipendenza ma il grado di corruzione….e giriamo giriamo intorno……é il concetto di numero che bisogna superare e anche che la quantità corrisponda a qualità….ma nella cultura del profitto che ha già vinto sei liquidato come utopista fuori dal mondo…e non insistere perchè sennò sei terrorista.
    é vero nell’Olimpo si fanno grandi risate!
    E non ho manco paura che domani le bestie feroci ci mangeranno. Vuoi dire al leone di non mangiare la gazzella dopo che il leone ha preparato la trappola per secoli?? é giusto… è la catena!
    Alla gazzella non resta che scappare…ah già ma parte della trappola era lasciare che la gazzella s’ingrassasse!!
    Non è detto che un po’ di fame sia educativo!

    ps. Dato che la mia fantasia a quanto pare è buona, ma i miei criteri di ragionamento sono sterili dal punto di vista pragmatico, prometto di non intervenire più in maniera superficile o gratuita (dato che i post occupano spazio e tempo)se non per fare domande approfittando della ragionevolezza e lucidità del dott. DeMartini e degli altri ospiti del blog. Cordiali saluti, Nicola.

    • antoniochedice  On maggio 1, 2015 at 12:02 pm

      Fantasioso e permalosetto. Non fare solo domande. La fantasia è più importante della ragione a volte.

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