Tag Archives: guerra di Libia

LIBIA: GHEDDAFI JUNIOR LIBERATO. VERSO UN CAMBIO DI PASSO? di Antonio de Martini

La notizia è di quelle che vengono definite “game changer” tra gli addetti ai lavori.

Saif el Islam Gheddafi, secondogenito e delfino politico del colonnello laureatosi alla London school of Economics, prigioniero da quasi cinque anni  delle milizie di Zintan che non hanno mai voluto “cederlo” ai governi centrali che si sono succeduti a Tripoli, è a piede libero.       Avete capito bene: non solo non è prigioniero e nemmeno posto in residenza sorvegliata. Continua a leggere

GUERRA DI SIRIA: SITUAZIONE DISPERATA MA NON SERIA. ARRIVA LA GUERRA DEI DUE MOHAMMED. di Antonio de Martini

La guerra di Siria non cessa di crearne altre. Gli intensi bombardamenti russi in Siria, oltre alla definitiva liberazione di Homs, hanno avuto come sottoprodotto la ritirata in Cirenaica di quel che resta dei volontari libici ( e tunisini) che dopo l’avventura anti Gheddafi si erano trasferiti in Siria, via Turchia nel 2011. Continua a leggere

ECCO, PUBBLICATE DAL WASHINGTON POST LE MAIL DI HILLARY CLINTON SULLA VICENDA LIBICA E LA MORTE DELL’ AMBASCIATORE STEVENS A BENGHAZI.

http://www.washingtonpost.com/graphics/politics/read-hillary-clinton-email/#email/2086127-c05739594

Clikkando sul link soprastante troverete le prime trecento mail pubblicate dalla commissione di inchiesta sui fatti di Benghazi che portarono alla morte dell’Ambasciatore USA  Stevens.

Due sole considerazioni:

A) dopo la ” direttiva Renzi” che ordinava di togliere il segreto di Stato su lontani eventi risalenti agli anni ottanta ed oltre, stiamo ancora elaborando le procedure di accesso ai documenti…..

Negli Stati Uniti dove il Parlamento conta, la decisione di rendere pubblici i documenti privati di un ministro, è stata presa da una commissione parlamentare. Da noi è stato un,inascoltato, gesto del Principe perché il vero principe è la burocrazia che ci costa il 60% del prodotto nazionale e in cambio ci da i peggiori servizi del mondo civile.

B) Dalle mail  finora pubblicate risultano chiaramente sia il fatto che gli USA erano pienamente informati ( fin dal 3 marzo 2011)  che in Libia sarebbe scoppiato un conflitto di fazioni di lunga durata, sia che la Clinton riteneva probabilmente di essere intercettata, perché da questi documenti non appare presa nessuna decisione di rilievo, nemmeno quelle che sappiamo furono prese. Cercavano il caos, non la democrazia e queste mail non sono l’unico veicolo di comunicazione da indagare per capire cosa è successo e perchè.

Se gli Stati Uniti vorranno scegliere questa anziana a guidare le sorti del loro paese è – in buona parte – affar loro. Diventano affari di tutti se invece alla pubblicazione del resto delle mail dovesse risultare che ha fatto scoppiare e seguito una guerra  con la stessa attenzione che a dedicato a un barbecue o un week end per piazzare la figlia.

Longanesi diceva ” ci salveranno le vecchie zie“. ( leggetelo) , ma costei non è una zia: è una ex moglie che vorrebbe dirigere il mondo per supplire alla mancanza di una vita affettiva.

INTERMINABILE INTERVISTA VIDEO FATTAMI DAL BLOG “CONFLITTI E STRATEGIE” SUL MONDO ARABO E LA CRISI LIBICA . I POST RIPUBBLICATI STAMATTINA RICORDANO LE RESPONSABILITA’ DI CIASCUNO.

Il blog ” Conflitti e Strategie” mi ha fatto una intervista sulla crisi libica. Chattando via web la cosa si è estesa, ma Pino Germinario  che è il centromediano della iniziativa, ha deciso che andava bene così. Continua a leggere

ALCUNI ELEMENTI DELLA INCHIESTA SULL’ATTENTATO DI PARIGI CHE NESSUNO VUOLE VEDERE. È LA STESSA PISTA INGLESE E FRANCESE CHE TENTÓ IL COLPO DI SUEZ ( 1956) E FECE IL GOLPE IN LIBIA ( 2011) . di Luca Tribertico

Roland Dumas, già ministro degli affari esteri francese, ebbe a rivelare in un’intervista che verso la fine del 2010 a Londra gli venne presentato da alcuni personaggi inglesi un vecchio generale siriano, da sostituire a Bashar al-Assad.
Le operazioni sarebbero dovute iniziare con una rivolta di matrice popolare, sostenuta da inglesi e da altri soggetti del medioriente.

Intanto, il 2 novembre dello stesso anno, Francia e Regno unito sottoscrissero la Dichiarazione di Lancaster House, per una cooperazione militare franco britannica intensa e di lunga durata.

Pochi mesi dopo (il 15 marzo 2011), infiammò la primavera araba siriana. Ma gradualmente, tra il 2011 e il 2012, agli oppositori locali si affiancarono e si sostituirono, prendendo in mano il comando della rivolta, gruppi armati provenienti da Inghilterra e Francia. Continua a leggere

PANORAMICA DEGLI INTERVENTI MILITARI USA SIMILI A QUELLO CHE VOGLIONO FARE IN SIRIA. UNA SERIE DI CANTONATE E DI ATTACCHI ALLA CIECA. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
ecco una carrelata di azioni militari intraprese dagli Stati Uniti sotto i vari presidenti
La caratteristica principale è che la legalità è stata spesso considerata un optional e il numero dei compagni di avventura diminuisce in proporzione diretta al ben fondato delle iniziative.

Con la Siria, la situazione è che note lobbies interne ed esterne cercano attivamente di compromettere il dialogo distensivo col nuovo presidente iraniano Rouhani , cercando di stringere Barak Obama nelle tenaglie del dilemma: se non bombarda, manca alla parola data sulla linea rossa. Se bombarda, rompe il filo del dialogo con l’Iran. Ha un giorno ancora per impostare una soluzione che salvi capra e cavoli.

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STATI UNITI D’AMERICA. CENTO ANNI DI SOLITUDINE: DALL’ISOLAZIONISMO ALL’ISOLAMENTO POLITICO. di Antonio de Martini

La grande differenza tra gli Stati Uniti e l’Italia è che mentre la legittimità di governo italiana per ragioni geopolitiche non può prescindere dalla politica estera, quella statunitense – per ragioni storiche si basa unicamente sulla politica interna e anche se la storia degli USA è costellata di interventi esteri, questi hanno in se sempre una motivazione di politica interna e qualche volta vi sottende addirittura una mera logica elettorale.
Questo legame con le problematiche interne americane stanno sempre più portando gli Stati Uniti all’isolamento politico internazionale.

Se date un’occhiata alla storia degli interventi militari USA degli ultimi anni, ne calcolate diciassette.

Il primo intervento ( del nuovo periodo, perché dalla guerra di secessione in poi, ne contiamo tredicimila classificati in tre gruppi: overt, covert e clandestine) fu a Granada, una piccola isola caraibica identificata come un pericoloso focolaio comunista caraibico che era necessario debellare, anche a richiesta di una non più vista o sentita ” Associazione degli Stati dei Caraibi Orientali”.

I morti – 19 – furono a un dipresso le perdite subite durante una manovra del ” fuoco amico” in una tranquilla esercitazione nel Nevada.

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PUTANT QUOD CUPIUNT O SEMPLICEMENTE BISCHERI ? di Antonio de Martini

Libia: la città di Beni Walid è data per conquistata – prima dai ribelli e poi dai nuovi governativi – per la terza volta. Ieri sono ripresi i combattimenti in zona, subito dopo una incursione di una banda proveniente da Misurata.
Restando in Libia, Khamis Gheddadi, il militare di famiglia, lo hanno dato per morto ben quattro volte. In una altra occasione , un portavoce più sobrio, comunicò che aveva perso una gamba in combattimento, senza specificare se la destra o la sinistra. Politically correct. Continua a leggere

L’ ASSASINIO STEVENS E IL DILEMMA USA: MEDITARE O BOMBARDARE ? di Antonio de Martini

L’assassinio dell’Ambasciatore americano casualmente in visita a Bengazi, ci permette di fare una riflessione più ampia, tralasciando gli elogi funebri in corso per l’infelice diplomatico che possono solo contribuire alla ripetizione dell’evento eccitando gli animi degli attentatori, per l’effetto di comunicazione raggiunto.

Un gruppetto di politologi a Washington , all’indomani dell’attacco alle due torri del World Trade Center, disse che

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GLI STATI UNITI STANNO APPARECCHIANDOSI DA SOLI UN ALTRO 11 SETTEMBRE. STANNO COMBATTENDO IN AFGANISTAN LE STESSE PERSONE CON CUI SONO ALLEATE IN SIRIA. di Antonio de Martini

Se  guardiamo ai fatti, notiamo che  il governo OBAMA  ha stravolto le posizioni tradizionali dell’America e  che ne aveva fatto il leader del mondo libero.

Non dovrebbe lamentarsi se alcuni alleati di sempre  come  Spagna, Germania, Francia, Vaticano  e , nel mio piccolo anch’io,  stiamo passando da un atteggiamento passivo ad uno sempre più scettico, quando non di aperta critica. Continua a leggere

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