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UCRAINA: LA RUSSIA VA ALL’ATTACCO DELL’EGEMONIA DEL DOLLARO E TROVA ALLEATI NEI PAESI BRICS ?

BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA e SUD AFRICA E, DA OGGI IRAN, CERCANO DI CREARE UNA NUOVA VALUTA INTERNAZIONALE.

La guerra guerreggiata é la parte folcloristica dello scontro che é sempre più scontro tra USA e Russia. La proxy war non protegge gli USA dallo scontro diretto. Videointervista al sottoscritto di Arnaldo Vitangeli.

GLI U.S.A. DELUSI DAL SOFT POWER USANO LA STRATEGIA DELL’INSICUREZZA E MIRANO AI SOLDI.

VEDIAMO ALL’OPERA LA CREAZIONE DEL BISOGNO DI UNO SCERIFFO. MA IL METODO NON PIACE A NESSUNO, NEMMENO AGLI AIUTANTI.

Come la morte di Stalin nel 1953 diede uno stop allo sviluppo del processo di integrazione europea, così la morte dell’URSS nel 1991 ha dato un colpo mortale all’interesse degli europei verso il potenziamento della N.A.T.O.

Questo fatto non inaspettato ha innescato negli Stati Uniti una fase di pensiero strategico iniziata col concetto di New World Order lanciato dal Presidente George Bush senior nello stesso anno 1991 ( prima guerra irakena) e un ulteriore sviluppo pratico nell’attacco all’Irak nel 2003 ( seconda guerra irakena) in cui si ebbe conferma che in assenza di un Grande Nemico una coalizione militare difensiva ha maggiori difficoltà a tenere assieme i partners e che più ci si allontanava dalla data della scomparsa dell’URSS, più le coalizioni a guida USA diventavano incerte con adesioni simboliche quando non addirittura ambigue.

L’esperimento in Afganistan fu deludente fin dall’inizio, al punto di voler associare all’azione militare NATO persino truppe degli Emirati Arabi Uniti e l’attacco alla Libia fu ancor meno rassicurante: due importanti partners della NATO si dichiararono contrari all’intervento ( Germania e Turchia), mentre un altro partner NATO – l’Italia – dovette essere richiamato all’ordine in maniera energica perché mettesse le proprie basi a disposizione per l’operazione e facesse volare qualche aereo.

Le coalizioni strategiche e militari che in passato sussistevano anche in presenza di singoli importanti contenziosi economici interstatali, hanno cominciato a indebolirsi politicamente e perdere slancio di fronte alla mancanza di utilità marginale reale in cambio dei sacrifici richiesti.
Perché coalizzarsi e sacrificare i propri interessi nazionali quando non si ottiene che qualche posizione di parcheggio per politici scomodi in Patria? 

Dopo una prima fase di economia euforica succeduta alla caduta dell’URSS, la mancanza di un limitatore di corsa rappresentato dalla minaccia di una sempre possibile crisi internazionale e la opportunità di sfruttare per la produzione industriale occidentale il sistema schiavistico di organizzazione del lavoro creato nei paesi a cultura socialista, ha sconvolto il commercio mondiale e creato il potenziale per la rinascita di microconflittualità interstatali che si credevano consegnate ai libri di storia.

La prima a prender vigore agli occhi del mondo è stata la Questione d’Oriente nome sotto il quale serpeggiarono e serpeggiano oggi, una miriade di problemi politici economici ed etnico-culturali nell’area balcanica e nel Levante.

La parte balcanica della questione è stata ” sistemata” con tre guerre, infiniti crimini di guerra, centinaia di migliaia di morti, di profughi e la creazione della più grande base militare USA fuori degli Stati Uniti in un territorio privo di identità, affidandolo a un mezzo bandito in cui i presidi di truppe straniere durano da anni e le chiese sono presidiate.

La crisi siriana, incistata nella crisi iraniana a sua volta avvolta nella rivalità falso-amichevole russo americana che condiziona lo svolgimento dei rapporti tra Stati Uniti e Cina, consente alcune riflessioni importanti per la nostra comprensione degli eventi internazionali.

La nascita dei concetti di guerra asimmetrica ( tra un forte e un debole) e di guerra senza limiti ( specie di settore e di intensità ) consente al paese o all’ideologia – o religione – che decida di resistere ad una aggressione e impostare la propria difesa strategica, una gamma di risposte di tale flessibilità da consentire una guerra indefinita e indefinibile o , se preferite, una guerra senza confini di tempo e di spazio.

È il conflitto per il possesso di tutte la stazioni di quella che fu un tempo “la via della seta” e che oggi notiamo quasi coincidere con la via delle risorse energetiche verso l’Europa intese come energia atomica, gas, petrolio e mano d’opera a basso costo.

La strategia di costruzione del secolo americano presuppone la necessità di acquistare questi beni al minimo costo, averne il controllo di vendita nel mondo ed imporre le transazioni nella moneta USA  ormai svincolata dall’obbligo di rapportarsi all’oro o a qualunque altro parametro che comporti la cessione di ricchezza reale a terzi.

Questa strategia geopolitica e geoeconomica incontra necessariamente ostacoli di varia capacità di  resilienza ( chiedo scusa per l’anglicismo) che vanno dalla Cina che aspira a distribuire e vendere le merci che produce ( su progettazione altrui) e vuole creare e proteggere le sue rotta commerciali; alla Russia che non vuole essere spossessata dell’ Asia e delle sue materie prime; alla Germania che insiste nel voler rifondare il valore delle monete sull’oro; ai Paesi emersi ( India, Brasile, Pakistan, Sud Africa, Indonesia ) ciascuno in uno dei settori prescelti ( es. il Pakistan nel nucleare, l’India nel software), specializzandosi nei subappalti di servizi e produzioni a costo infimo.

Accanto a questa politica Imperiale, una serie di clientes composti da alleati tradizionali un tempo egemoni o pari ( Francia, UK, Australia, Canada) e paesi le cui ambizioni geopolitiche inadeguate furono sconfitte in precedenza ( Germania, Giappone, Italia, ) che vivono ai margini di questa strategia raccogliendo le briciole politiche, ma rimasti ( finora) economicamente satolli.

Per reagire a questa tendenza a farsi la guerra tra paesi minori e disturbare la pax americana, gli Stati Uniti cercano di imporre regole di condotta dalle quali però si autoescludono in virtù della strampalata teoria  dell’eccezionalismo americano in virtù della quale si autoassolvono d’ogni colpa, dal genocidio dei pellerossa, allo sfruttamento del lavoro schiavistico dei neri, al conflitto per aprire e privatizzare il canale di Panama, alla guerra di Cuba, al lancio delle atomiche sul Giappone, al Vietnam, al tentativo di ridurre il troppo esuberante indice di natalità degli arabi, alle mire sul canale di Suez, all’esautoramento dell’ONU quando non conviene far votare il gregge.

Il problema geopolitico da risolvere per gli americani non è tanto la ricerca della supremazia militare che già hanno, ma la durata – auspicabilmente indefinita – e lo sfruttamento economico ottimale di questa supremazia. 

La soluzione è non imporre d’iniziativa il proprio dominio politico sul mondo, ma provocare una tale atmosfera di insicurezza, squilibri e difficoltà a livello internazionale fino al punto di essere invocati a gran voce come equilibratori del globo ed accolti come salvatori.

Con questo espediente,Edward Luttvak promette che l’impero avrà una durata ottimale e non ha torto.

L’obiettivo prioritario è, ” dal momento che ad ogni egemonia imposta corrisponde prima o poi una reazione di rigetto, rinviare il piu possibile questo momento”.
Il comunismo, durato settanta anni in Russia, non è riuscito a sradicare la religione ortodossa.
Quindi la durata deve essere di almeno un secolo e superare la soglia delle tre generazioni di dominio con la prospettiva di allevare le nuove generazioni nell’ignoranza del concetto di indipendenza geopolitica nazionale, sostituita dal principio federalista di sussidiarietà ( “bevuto” per un periodo anche dalla CEI e inserito nel progetto di riforma del titolo V della Costituzione italiana del 2000, non andato in porto).

Il principio di sussidiarietà consiste nel ” risolvere i problemi al livello in cui si pongono”.
Il difetto sta nel fatto che si sono messi da soli in cima alla piramide decisionale.
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Noi potremo scegliere il tracciato della Roma-Civitavecchia, i francesi quello della TAV e loro la grande politica e le scelte economiche fondamentali.

Alcune tattiche politiche – ad esempio il brinkmanship – sono state mutuate  dall’impero romano d’Oriente, che Luttvak, nel suo bellissimo libro “La grande strategia dell’impero Bizantino” si ostina a chiamare Bizantino e non romano ( come d’altronde le Thermae le hanno chiamate ” bagno turco”): non sopportano di doverci tutto.

Il brinkmanship consiste nel muovere truppe con grande dispiego di mezzi e aggressività come se si volesse muovere guerra senza negoziare , ma si spera segretamente di vincere senza combattere piegando psicologicamente l’avversario.

Scriveva Clausevitz ” l’aggressore è amante della Pace, egli vorrebbe conquistare le nostre case senza sparare un sol colpo”.( CAP V della superiorità della Difesa strategica).

Nei casi iracheno, libico e siriano la tecnica intimidatoria non ha funzionato perché – sono affezionato alla metafora – gli USA si sono trovati di fronte ad altrettanti ” portieri ( di calcio) che parano i rigori perché non capiscono le finte” come dice il mio amico Mottironi.
Una concausa degli inconvenienti incontrati è stata provocata dalla necessità di subappaltare ai satelliti alcune incombenze militari per rigide ragioni di bilancio.

Lo strumento di dominio e predominio del New World Order è la tecnologia elevata a Moloch, alla quale sacrificano tutto e dalla quale si aspettano tutto.
Finora sono sempre riusciti ad essere i primi, magari comprando tecnologie altrove ed attraendo ogni possibile giovane talento con politiche di remunerazione e incentivi interessanti. ( i personal computer erano una creazione italiana).

L’attuale presidente Barak Obama, è stretto tra impegni inconfessabili presi per ottenere il reincarico, i vincoli di bilancio impostigli dall’ala dura dei ” tea party” che vogliono distruggere l’Obama care per rafforzare gli stanziamenti militari, tallonato dall’AIPAC ( la lobby filo Israele) che lo sospetta di simpatie filo islamiche, irritato per una serie di smacchi nord africani che attribuisce alla Clinton ( altra cambiale elettorale), ridicolizzato dalle superiori capacità manovriere di Putin, mal consigliato dallo staff della Casa Bianca in cui non c’è nessuno con esperienza militare e di strategia, sta distruggendo la propria immagine e ridicolizzando il conferimento del premio Nobel che la sua ambizione gli ha suggerito di ottenere e che assomiglia sempre piu al serto di lauro da poeta conferito a Claudio Nerone.

Parlo di Nerone a ragion veduta perché i paralleli con il mondo imperiale romano – anch’esso razionalista e materialista – sorgono ormai spontanei.
Anche Roma visse di tecnologia e di prepotenza.
La stessa crisi siriana è tutta impostata sulla necessità proclamata dallo stesso Obama in questi giorni di farsi obbedire a suon di bombe.

Non vi ricorda il romanissimo ” parcere subjectis et debellare superbos” ?

L’impero romano si infranse poi sullo scoglio spiritualistico e irrazionale del Cristianesimo, ossia con l’affermarsi di una corrente di pensiero e scelte di vita assolutamente diverse e risolutamente difese anche contro quanti tra gli israeliti – come Saulo, diventato poi San Paolo – si avventuravano fino a Damasco per lapidare gli ” ebrei dissenzienti.”
Saulo, credendo i cristiani una eresia ebraica aveva sottovalutato il fenomeno.

Il mondo angloamericano – protestante nella sua élite – ha percepito il pericolo demografico e cattolico rappresentato dagli ispanici che minacciano di diventare maggioranza nel paese, ha iniziato verso le altre tendenze religiose ( tranne i buddisti considerati positivamente) una campagna euroamericana di laicizzazione, flessibile nelle forme e nei contenuti : dalle iniziative fortemente mediatizzate anti pedofilia, al taglio dei fondi alle organizzazioni cattoliche americane operanti in Africa, alle critiche continue ( non completamente immeritate) sulle attività finanziarie dello Stato sovrano del Vaticano reo ( anche) di aver tolto i suoi fondi ( 8 miliardi e fischia) dalla borsa inglese, alle insinuazioni personali individuali a ogni livello.

Il nuovo Papa, giunto inaspettatamente ( stavo per dire provvidenzialmente) è stato un vero e proprio game changer che ha già iniziato a prendere in mano la situazione con decisione e capacità comunicativa fuori del comune.

Barak Obama per ora è sulla difensiva indiretta e finge di non vedere i milioni di persone che Francesco sta mobilitando contro “qualsiasi guerra”. (ma son tutte sue….)

Prima o poi Obama dovrà reagire in forma diretta o rinunziare alla irrinunciabile  strategia della instabilità, probabilmente credendo di limitarsi a rinunziare a una singola posta in pallio sia la Siria o Gerusalemme.
Il suo approccio pragmatico all’americana potrebbe far sottovalutare il problema anche a lui.

Questo articolo é del 28 maggio 2013 in questo blog ( cfr col “cerca”). L’ho ripreso, cambiando solo il titolo senza aggiornamenti completando la comprensione della situazione attuale ma evitando di abbellire col senno di poi.

E’ appena il caso di notare che negli ultimi dieci anni abbiamo visto svolgersi la STRATEGIA DELLA INSTABILITA’ e lo scontro felpato tra USA da una parte e Chiesa cattolica e paesi europei – separatamente- dall’altra. Se non si trova il modo di riunirli, saremo tutti perdenti.

LA RASSEGNA DELLA STAMPA INTERNAZIONALE DI SABATO 7 MARZO a cura di Gianni Ceccarelli

Su “Nature”- una delle maggiori riviste scientifiche mondiali- è riferita la notizia secondo cui il mese scorso si è avuto uno dei maggiori successi della medicina rigenerativa: per la prima volta al mondo una Agenzia di controllo (la European Commission per i farmaci) ha autorizzato la vendita di una terapia con cellule staminali  (Holoclar) per l’impiego nella cecità da ustioni. La cosa interessante, e che non mi pare sia stata sottolineata nella stampa italiana, è che Holoclar  è stato elaborato e prodotto da un piccolo laboratorio italiano che ha sede a Modena; “Nature” sottolinea naturalmente che il nostro Paese è finora piuttosto noto solo per  il suo “lack of support” nel campo della ricerca scientifica e per la vicenda di Stamina Foundation; ma è comunque, e forse suo malgrado, costretta a registrare la notizia.

Nature, 3 marzo

Da giugno 2014 a oggi il prezzo di un barile di grezzo (West Texas Intermediate, WTI) è calato del 57%; simili riduzioni si sono verificate già altre volte negli ultimi trenta anni e la velocità di ricupero del prezzo è stata diversa ogni volta, ma un ri-apprezzamento si è sempre verificato. Senza dubbio, la produzione è aumentata (la tecnica del “fracking” –fratturazione idraulica- ha messo a disposizione quantità prima impensabili di petrolio e di gas naturali); ma la produzione non è l’unico fattore che determina il prezzo, ovviamente, e si è assistito anche a un aumento della richiesta; l’aumento di produzione sembra essere quindi anche in rapporto con l’aumento della domanda, il che fa pensare all’autore del rapporto che stiamo citando che  il periodo di prezzi bassi non si protrarrà molto a lungo. La ripresa dei prezzi non sarà immediata ma si può ritenere abbastanza logicamente che nei prossimi anni si avrà un graduale incremento di tale fattore.

Mercopress.com, 5 marzo.

La Banca centrale del Brasile ha aumentato il suo “benchmark interest rate” al 12,75%, il livello più alto da sei anni; la misura è tesa al controllo dei prezzi, un fattore che risente delle crescita economica ridotta e delle perturbazioni politiche.

I casi di overdose da eroina sono drammaticamente aumentati negli ultimi anni, soprattutto dal 2000; rispetto a quell’anno l’aumento è stato del 400%. Nello stesso periodo le intossicazioni mortali da abuso di antidolorifici sono rimaste pressoché inalterate, mostrando addirittura una lieve riduzione. L’eroina costa poco e si trova facilmente e si sono verificati casi di abuso della droga anche in zone che ne erano tradizionalmente esenti. La causa di tale fenomeno sembra essere il fatto che chi è dipendente da farmaci “etici” (quelli da prescrizione medica, non di libera vendita) difficilmente è capace di interromperne l’uso; se il farmaco diventa, per motivi medici o legali, meno disponibile, il soggetto ricorre facilmente a qualcos’altro. Il Centro USA per le statistiche riferisce che fra il 2000 e il 2013 la percentuale, corretta per l’età, di morti da eroina è arrivata nel 2013 a 2,7 per centomila abitanti (la popolazione USA è stimata sui 320 milioni di abitanti).

La Banca mondiale nel suo ultimo rapporto ha evidenziato come le prospettive economiche del Ghana appaiono promettenti nel breve periodo; si può prevedere che l’aumento del PIL nella regione si manterrà sui livelli del 2014 (4,7%) per l’anno in corso e potrebbe ancora crescere fino al 5,6% – 6% nei due anni a seguire. Il Ghana è ricco di risorse minerali –tipo oro e diamanti- ed è il secondo produttore al mondo di cacao, dopo la Costa d’Avorio. Il settore cruciale e primario, tuttavia, appare quello energetico, la chiave dello sviluppo a lungo termine del paese. Il Ghana è diventato negli ultimi anni anche un produttore di petrolio a causa della scoperta di un giacimento localizzato nella parte occidentale del Paese, alla profondità di circa 1000 metri, giacimento che si stima sia capace di riserve per 1,8 billion di barili.

http://www.eastonline.eu/ 7 mar

Ogni tanto una citazione anche non mazziniana può star bene: “Ci sono fasi storiche” , osserva Montesquieu nelle sue “Considerazioni sulle cause della grandezza e decadenza dei Romani”, “in cui alcuni paesi diventano eccezionalmente pericolosi per i propri vicini. E’ il caso, ad esempio, dei paesi in preda ad una guerra civile, dove non ci si scontra armée contre armée, ma faction contre faction, sicché alla fine la società civile scompare perché– “ogni uomo é o è costretto a diventare soldato”. E, nel non infrequente caso in cui due o più delle fazioni in lotta (siano esse ideologiche, religiose o addirittura culturali) esistano anche in altri paesi, lo scontro finisce inevitabilmente per traboccare oltre i confini, trasformando anche qui ogni uomo in soldato, e trascinando tutti nel suo implacabile gorgo”.

A volte le situazioni non cambiano molto in due o trecento anni.

www.geopolitica.info/ feb 15

Nelle settimane scorse si è qui riferito della condanna a morte per spaccio di droga di due australiani, poi redentisi. In Australia fa molto scalpore la dichiarazione di un tale Rush, un ventinovenne prima anch’egli condannato a morte al quale poi la condanna è stata tramutata in quella di trent’anni di detenzione (con speranza di una ulteriore riduzione a soli venti anni) che si è detto “scioccato e distrutto” (“heartbroken”) dall’imminente (sembra) esecuzione dei due. Il giovane ha detto: “Prego per loro e per tutti gli altri condannati a morte nella speranza di un perdono difficile da ottenere; invio loro e alle loro famiglie tutto il mio affetto e tutte le mie preghiere. Che il mio Dio li benedica”

http://www.dailytelegraph.com.au/

Pirelli ha l’intenzione di aumentare i propri investimenti in Egitto e al riguardo è stato siglato un memorandum tra la casa madre italiana e il Governo egiziano. Il CEO di Pirelli in Egitto ha dichiarato che l’investimento è di circa 100 m di dollari e ha lo scopo di aumentare di oltre 1 milione di pezzi la capacità produttiva della sede egiziana per quanto riguarda le gomme per auto, camion e bus. Oggi la produzione di Pirelli Egitto ammonta a 800 mila pezzi, oltre la metà dei quali per l’export e il rimanente venduto localmente. Lo studio connesso alla nuova espansione della compagnia deve essere finito entro quest’anno e i lavori per la costruzione dei nuovi stabilimenti occuperanno 24 mesi.

http://www.dailynewsegypt.com/ 6 marz

Facebook ha più di 18 milioni di sottoscrittori in Egitto (su circa 83 milioni di abitanti); nel 2015 è previsto un aumento del 15% nell’industria egiziana di prodotti digitali.

http://www.dailynewsegypt.com/

In un Forum tenutosi pochi mesi fa e promosso dalla Inter-American Development Bank (IADB), il Vice Presidente USA Joe Biden, ha indicato che il suo Paese intende essere un partner strategico nella messa in pratica del Piano per la prosperità nelle tre Nazioni del Triangolo del nord, costituito in America centrale da Guatemala, El Salvador e Honduras, piano presentato dai Presidente dei tre paesi. Biden ha parlato dell’interesse degli USA nell’aiuto e nel supporto di problemi di interesse comune, come la sicurezza regionale (ha ricordato l’investimento al riguardo di più di 800 milioni di dollari), il miglioramento dei sistemi giudiziari al fine di ottenere valori migliori esenti da corruzione e impunità; nei sistemi di raccolta delle tasse e nella lotta contro la povertà. Il problema che però sembra porsi è relativo al ruolo delle altre Nazione di quella zona, come il Nicaragua  e il Costa Rica che pure fanno parte del complesso regionale e hanno di fronte grandi problemi sociali e economico finanziari. Può essere ipotizzato che l’esclusione degli altri Paesi sia stata realizzata per favorire gli alleati regionali degli USA ? Quale è, nel piano, il ruolo di altre organizzazioni della società civile ? Questi problemi vengono discussi nel sito indicato.

http://alainet.org/active/81144 27 feb 15

Piante transgeniche in grado di uccidere i parassiti senza bisogno di pesticidi sono state realizzate grazie a una sofisticata tecnica di ingegneria genetica. La piante esprimono particolari filamenti di RNA che interferiscono con l’attività di alcuni geni degli insetti nocivi, determinandone la morte ed evitando inoltre che sviluppino fenomeni di resistenza. La tecnica, elaborata da ricercatori del Max-Planck Institut per la fisiologia molecolare delle piante di Potsdam-Golm, in Germania, è illustrata in un articolo su “Science”. Ralph Bock, Jiang Zhang e colleghi hanno studiato il modo per arginare le devastazioni causate dalla dorifera della patata, un coleottero che infesta le solanacee, nel quale si sono già sviluppati casi di resistenza a tutti gli insetticidi noti.

Science. 2015 Feb 27;347(6225):991-4.

I PAESI BRICS IN DIFFICOLTA’ FINANZIARIE MOSTRANO LE FRAGILITA’ DI SEMPRE intervista a Paolo Raimondi esperto di economia

http://corrieredellacollera.com

http://www.youtube.com/watch?v=sfmSXnGA1ko

La grande massa monetaria avviata negli Stati Uniti ( 85 miliardi di dollari al mese) creata per alleviare la crisi economica interna e chiamata “quantitative easing”, sta per esaurirsi progressivamente secondo una programmazione precisa.
Una distorsione sta evidenziandosi e producendo effetti perversi in altri paesi, specie emergenti.
I capitali, partiti verso mercati atti a massimizzare gli investimenti, sono in buona parte stati investiti in paesi diversi dagli Stati Uniti.
Adesso che il trend sta riducendosi progressivamente, assistiamo al crearsi di una crisi di liquidità che ha effetti deflattivi in paesi ad economia fragile.  La Russia ha svalutato del 17% e il Brasile del 24%, per non citarne che due. Ce lo spiega Paolo Raimondi, collaboratore di Italia Oggi.

ORO: chi lo ha comprato . di Maurizio Barbero ( quello che mi riproduce sempre senza citare il blog)

Il World Gold Council ha reso note le statistiche relative ai principali acquisti di riserve d’oro nell’anno appena terminato: non mancano le sorprese, a partire dal primo posto conquistato dalla Turchia.
In tempi non sospetti, Virgilio definì esecrabile la brama di oro: in realtà, il biondo metallo continua ad esercitare un notevole fascino, come confermato Continua a leggere

DOMANI INIZIA IN MESSICO IL G 20. PARLERÀ DI PACE , SVILUPPO E PROSPERITÀ ‘ O DI GUERRA E DISTRUZIONI NEL MEDITERRANEO?

Domani e dopo domani si riunisce in Messico il G20 . Una sorta di direttivo auto convocato del condominio-mondo che serve a cercare di dare al pianeta la sensazione di essere rappresentato e governato con saggezza. I partecipanti sono:

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Finanza, Moneta, Economia : i tre elementi della tempesta perfetta. Il quarto cavaliere è la crisi geopolitico- militare. di Giorgio Vitangeli

Se fossimo in volo, dovrebbe già lampeggiare la scritta:”allacciare le cinture di salvataggio” ed il pilota dovrebbe almeno precisare: “stiamo avvicinandoci ad una zona di forti turbolenze”.Ma  i piloti dell’economia mondiale credono che “pensare positivo” equivalga a dire sempre al popolo sovrano: “tutto va ben, madama la marchesa”, ed anche quando si imbocca un tornado, come quello del 2007-2008, e l’aereo rischia di schiantarsi, tutto quello che arrivano a dire è che l’economia sta attraversando un periodo di “turbolenze”.

Qualche sobbalzo improvviso, insomma, magari un po’ di paura, ma  ben presto tutto passa, e si torna a volare tranquilli. Continua a leggere

Il duello USA Cina : combatteranno fino all’ultimo africano e fino all’ultimo Euro ( nostro). di Antonio de Martini

Il generale Piero Laporta ha pubblicato su Italia Oggi on line un articolo illuminante che indica alcuni elementi che sono sfuggiti alla maggior parte degli osservatori. Se a questi ne aggiungiamo altri presentati da questo blog ( vedere il post sulla Cina come obbiettivo dell’offensiva Africana ) abbiamo il quadro della situazione strategica complessiva .

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