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MEDITERRANEO, UN MARE DI NOSTALGIE: DA GHEDDAFI A MUBARAK A BERLUSCONI. ARRIVA IL SOGNO DI UNA EUROPA DALL’ATLANTICO AGLI URALI O L’INCUBO DELL’EUROPA COLONIZZATA ? di Antonio de Martini

Stiamo tornando all’epoca dei protettorati di ottocentesca memoria e c’è chi vuole applicare l’idea anche all’Europa.
La Libia a oltre un anno dalla conclusione ufficiale delle operazioni N.A.T.O. , non ha ancora trovato la pace e la via della concordia nazionale che adesso spera di trovare con la creazione di una società petrolifera nazionale con direzione a Tripoli e robusta sede decentrata a Benghazi .
La governance sarà a sorveglianza britannica.

L’Egitto, nei suoi millenari annali, non aveva mai

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EUROZONA: CHI DEVE COSA. PRONTUARIO DEI DEBITI E CREDITI DELL ITALIA.

Il sito della BBC ha fatto il regalo, pubblicando una serie di dati oggetto di commenti di tutta la stampa italiana , ma raramente – o mai- indicati cifra per cifra. Poiché’ non sono capace di far funzionare il mio IPad fino al punto di fare uno specchietto , li metto come posso, ripromettendomi di far fare un lavoro decente e ripubblicarlo se utile.
Come fonti la BBC ha citato la Banca dei regolamenti internazionali ( BRI) , la Banca Mondiale e la divisione popolazione delle Nazioni Unite. i dati del FMI li metterò’ nello specchietto che faremo poi, perché’ non li ho capiti.
Il dato che considero più’ interessante , e’ l’esercizio fatto, di spalmare il debito sugli abitanti del paese interessato. Si tratta a mio avviso di un indice che meriterebbe maggiore diffusione. I tedeschi stanno peggio di noi ( sospetto che sia questa la ragione della pubblicazione dei dati da parte della BBC ).
Qualcuno mi scrive dicendo che il debito non esiste ecc..
Noto che quando si accetta di giocare al tavolo dei bari,( lItalia lo ha fatto coi governi dal 1967 in poi), poi non si ha il diritto di protestare quando le cose non vanno per il loro verso. Meglio cercare di capire per non ricascarci, ma sopratutto cercare di uscirne.
Ultima considerazione, l’Europa ha elogiato la sua capacita’ di risollevare le economie dei paesi aderenti quali l’Irlanda e Portogallo. Sara’ bene rivedere alcune politiche europee.

Debito per abitante. Rapporto debito PIL. Rapporto debito estero GDP

FRANCIA. 66.508. 87%. 235%

SPAGNA 41.366. 67%. 284%

PORTOGALLO 38.081. 106%. 251%

ITALIA 32.875. 121% 163%

IRLANDA 390.969 109%. 1.093%

GRECIA 38.073 166%. 252%

GIAPPONE 15.934. 233%. 50%

GERMANIA 50.659. 83%.*. 176%

U K 117.580. 81%. 436%

U S A 35.156. 100%. 101%

I dati sono in euro e bastano pochissime considerazioni. La prima e’ che lo sbilancio del debito estero, specie inglese e irlandese e’ dovuto alle attività’ finanziarie che vengono segnate a debito ed aiuta a capire dove si annidano le attività’ finanziarie che stanno creando le turbolenze.
La seconda e’ che se consideriamo il debito in capo ad ogni cittadino penso che abbiamo un indice più’ attendibile di altri quanto a solvibilità’. Ultima: peccato manchi la Cina
* asterisco alla Germania, per ricordare che se mettessero il bilancio della loro cassa depositi e prestiti nel bilancio della stato – come abbiamo fatto noi- il loro rapporto debito/PIL passerebbe al 97%.

Anticipo l’elenco dei creditori dell’Italia.

Deve: Alla Francia. 309 miliardi
Alla Germania 120
A. U K 54.7
A. Giappone. 32.8
A. U S A. 34.8
A. SPAGNA. 29.5

L’elenco debitori dell’Italia, abbiamo cioè’ comprato Bond

Alla Francia 37.6
Alla Germania 202,7
Agli USA. Nulla
Alla Grecia. 2.8
Alla Spagna 22.3
All’Irlanda. Nulla
Al Giappone. Nulla
Al Portogallo 2.9

Considerazioni: se l’Europa andasse incontro a problemi, noi saremmo i meno colpiti. Se noi facciamo default ( termine “moderno ed europeo” per fallimento) la Francia avrà’ dei gran dolori di testa e Sarkosy non verrebbe rieletto. Ammetto che la tentazione sarebbe per me irresistibile.
I criteri seguiti da Bankitalia sono stati improntati alla massima prudenza e ciò’ e’ lodevole solo in linea di principio. Abbiamo comprato 200 miliardi che rendono il 2% ai tedeschi che comprano da noi incassando interessi al 7% e vogliono anche che si dica grazie permettendosi di dubitare della nostra solvibilità’ quando , guardando alla storia, gli unici che han fatto fallimento sono loro nel primo dopoguerra mondiale.

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