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L’ ACQUA VARRA’ PRESTO PIU’ DEL PETROLIO. L’ITALIA ASSIEME ALL’ALBANIA SONO LE IDROPOTENZE DEL MEDITERRANEO.

E LA STORIA CHE L’ACQUA DELLE TUBATURE SI PERDE E’ UNA FANDONIA. TORNA NEL CIRCOLO DELLE FALDE ACQUIFERE.

Con un attacco nucleare si può mettere in ginocchio  anche un  grande paese in trenta giorni.  Con la Bomba A ( alimentare) una nazione  crolla in una settimana. Se privata di acqua, bastano due giorni.

Secondo un rapporto dell’UNICEF   (“population without improved drinking water sources by region in 2002“WHO/UNICEF,2004), 1,1 miliardo di persone nel mondo  non ha accesso all’acqua e 2,6 miliardi ha accesso ad acque non potabili.

I continenti più problematici sono l’Asia e l’Africa  e il maggior consumatore di acqua è l’attività agricola ( utilizza  il 70% della disponibilità mondiale). L’allevamento fa la parte del leone dato che serve una quantità 15 volte maggiore per produrre un chilo di bovino, rispetto a quella necessaria per produrre un chilo di grano.

Secondo un rapporto del programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo ( PNUD) , il 90% degli abitanti del Medio Oriente  nel 2025 vivranno in aree di penuria idrica grave, lo Yemen in particolare, mentre analoga penuria riguarda in Africa, il Marocco.

Ecco perché le guerre dell’acqua sono già cominciate e colpiscono i più poveri.  Il Nilo viene conteso tra L’Egitto, il Sudanl’Etiopia, ma anche ( dal maggio 2010 hanno firmato un accordo e vogliono aggiungersi ) KeniaTanzaniaBurundi e Repubblica Democratica del Congo. Presto inizieranno i negoziati tra loro e si prevedono tensioni. 

Gli scontri etnici di Tigrini, Amhara e del fronte di liberazione Oromo, contro il governo ( Oromo , che é il nuovo nome dell’etnia Galla dei tempi dell’impero) sono probabilmente dovuti a aiuti sudanesi,egiziani ed eritrei irritati per le decisioni unilaterali etiopiche sul riempimento della grande diga del Rinascimento ( la Grand Renaissance Dam, costruita dall’Impregilo) che minaccia di ridurre il gettito del Nilo a valle.

Potrebbe effettuare il riempimento ( il terzo) con calma visto che la corrente eventualmente prodotta non potrebbe comunque essere trasportata vista la mancanza di palificazioni atte all’uopo…

Cina e Russia  hanno già avuto problemi per controllo del bacino del  fiume Amur,  ma per ora concentriamoci sulla zona calda di nostro interesse: Africa e Vicino Oriente.

TurchiaSiria e Irak e – presto  anche il kurdistan-  si contendono  il controllo dei bacini del  Tigri e L’Eufrate. Israele  che ha visto ridursi drammaticamente il bacino del Lago di Tiberiade ( dai 450milioni di metri cubi /anno di 20 anni fa , agli 87 milioni di oggi)  e ridursi a un rigagnolo maleolente il  fiume  Giordano, ha già fatto numerosi interventi militari per garantirsi l’uso delle acque del fiume Litani che ha le sorgenti in Libano, unico paese arabo che ha le sorgenti di un fiume nel proprio territorio.

 Tecnologicamente avanzatissimo, Israele ha  costruito 31 centri per la dissalazione delle acque e 9 centri per il riuso delle acque reflue. Israele applica il riuso delle acque al 67% , l’Italia all’8%.

Per “fabbricare” un litro di petrolio sono necessari 2,5 litri di acqua, mentre per produrre un litro di biocarburante  dai cereali, servono circa  mille litri di acqua per ottenerli e questo non ve lo ha mai detto nessuno.

Nella crisi siriana ,  anche l’acqua ha messo  lo zampino.Un ricercatore della George  Washington University  ( Murhaf Jouejati) specialista di  problemi siriani, ha calcolato che circa 200.000 persone sono affluite nella zona da Deraa  ( dove ci sono stati i primi disordini) negli ultimi anni a causa delle restrizioni unilaterlamente imposte agli agricoltori dell’est siriano dal sistema di  dighe turche che regolano il flusso dell’Eufrate, in palese violazione degli accordi sottoscritti nel 1987 che assicuravano alla Siria un minimo di 500metri cubi al secondo. La politica di riempimento dei bacini  del GAP ( vedi più sotto) ha bloccato queste acque per mesi, provocando il fallimento del progetto di bonifica affidato alla società Bonifica ( gruppo IRI).

La Turchia,  approfittando della debolezza politica dell’Irak, ha ridotto  del 40% la quantità  di acque che passano in Siria e Irak, creando una “quasi emergenza umanitaria ” a detta degli esperti. 

L’ isola di Cipro ha problemi di stress idrico ( meno di mille metri cubi per abitante/anno) importanti a causa del flusso di turisti che in estate  invade le sue spiagge.

L’area di Cipro Nord  – protetta da un contingente di truppe turche – è rifornita ( 6 milioni di metri cubi/anno)  dalla Turchia col sistema dei “sacchi medusa” che , rimorchiati, trasportano ingenti quantitativi. Malta e Creta hanno lo stesso problema.

Il sistema dei sacchi medusa è stato usato tra Turchia e Israele  per alcuni anni, ma a causa della tensione politica ( e dell’appoggio israeliano ai Kurdi)  è stato sospeso, mi pare, nel 2006.

Con 22 dighe e 19 centrali elettriche capaci di produrre  30 miliardi di KWh/anno, la Turchia è l’idropotenza del Medio Oriente.

La sola diga ATATURK   si estende su 800km quadrati per 140 metri di profondità e irrigherà 1,7 milioni diettari di terreno anatolico con 22 miliardi di metri cubi/anno assicurando alla Turchia l’autosufficienza alimentare.

La zona , essenzialmente cerealicola, grazie all’acqua potrà assicurare la rotazione delle colture, precedentemente impossibile.

Certo, i nove dipartimenti turchi coinvolti nel progetto GAP ( progetto del sud est anatolico)  sono abitati in maggioranza da Kurdi  che parlano una loro lingua indoeuropea, occupano territori centrali in Iran , Irak, Siria e sono circa 30 milioni di persone. II trattato di Sevres alla fine della prima guerra mondiale ne riconobbe l’indipendenza e il diritto a un loro stato, ma  la riconquista di Ataturk mise fine al sogno. 

Il sistema delle acque  creato dalla Turchia con una spesa di 30 miliardi di dollari  le da uno status di superpotenza  regionale  se non internazionale e solo la miopia della UE può cercare di emarginarla.

 La presenza di questo investimento strategico  in territorio Kurdo  limita le possibilità dei kurdi  ( che il governo Erdogan chiama “turchi della Montagna”)  ed è stato la ragione principale dell’accanimento militare nella repressione  del movimento indipendentista. I kurdi irakeni non possono aiutare i connazionali a pena di perdere le risorse idriche che li fanno vivere. Il ricatto dell’acqua è potente.

Anche la guerra Iran -Irak ( oltre 300mila morti )  durata otto anni ,è dovuta anche al desiderio di controllo dello Shatt el Arab, la confluenza -estuario di Tigri e Eufrate.

L’acqua è dunque preziosa  quanto e più del petrolio, presto avrà un costo ( non vuol dire che dovrà essere privatizzata, anzi.) e il paese più ricco  di acque del bacino mediterraneo è l’Albania.  Non solo , ha anche i maggiori dislivelli naturali rispetto al livello del mare.

Con le sue acque ed un buon progetto, si può produrre  energia pari a quella di quattro centrali nucleari,  un acquedotto che disseti il sud Italia  e  le fornisca energia a meno di metà del prezzo attuale. 

Nel 1990/91 l’ENI fece un convegno su questo tema, poi qualcuno mise la sordina. Portare l’elettricità dall’Albania avrebbe ridotto i costi in maniera eccessiva permettendo alla Puglia di diventare la California d’Italia.

Personalmente, ho approntato un pre-progetto in Tunisia per frenare la desertificazione ( che é la inevitabile conseguenza della carenza d’acqua ) per creare un mare grande come l’Umbria ( dodici volte il lago di Ginevra) nel deserto del sahara utilizzando una depressione detta ” Chott el Djerid”.

Di questi chott ne esistono, tipici del nord Africa, il più noto dei quali é quello di ”el quattara” in Egitto all’altezza di El Alamein.

Chi volesse saperne di più può vedere il sito medinsahara.org attualmente in stand by a causa dei sommovimenti politico-istituzionali dell’ultimo triennio in quel paese.

Per impedire emigrazioni di massa, desertificazione e salinizzazione dei territori che diventano incoltivabili, l’arma vincente, sapendola usare, é l’acqua. Ma bisognerebbe aver studiato la geografia invece di aver frequentato banche e bettole.

medinsahara.org

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INTERVISTA COL CUSTODE DI TERRASANTA IL FRANCESCANO PIERBATTISTA PIZZABALLA REDUCE DA UN VIAGGIO IN SIRIA. ” NON E’ UNA GUERRA DI RELIGIONE”. di Daniele Rocchi.

Dal sito del Patriarcato Latino di Gerusalemme Di Daniele Rocchi 5 maggio 2015

«Ho visitato Latakia, Aleppo e Damasco.

A Latakia la situazione più tranquilla dal punto di vista dei combattimenti. Qui la guerra si avverte soprattutto per la carenza dei beni di prima necessità. Nel centro di Damasco, rispetto a sei mesi fa, si vive leggermente meglio, Continua a leggere

COSA PENSANO GLI AMERICANI COINVOLTI NELLE OPERAZIONI IN IRAK?  ” To do nothing is not an option” di Antonio de Martini

Il generale di Brigata Kurt Crytzer è il vice comandante del comando delle operazioni speciali presso il Central Command USA.

Martedì scorso ha tenuto una conferenza a Tampa , in Florida alla ” Special Operation Forces Industry Conference” un appuntamento annuale tra i leaders delle Special Operations e i rappresentanti delle industrie americane interessate a questo settore. Continua a leggere

CRIMINI “BUONI” CONTRO L’UMANITÀ : IL BLOCCO NAVALE E L’EMBARGO.

Abbiamo già scritto che l’arma della fame è molto più potente di un  conflitto condotto con armi nucleari.

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UNA STRATEGIA ARABA PER BARAK OBAMA. di Antonio de Martini

Lo scorso giovedì il presidente Barak Obama ha preso personalmente la parola per fissare due elementi importanti della politica estera americana:

a) non ci sarà guerra per l’Ucraina, gli USA non la faranno. Avremo un crescente inasprimento di sanzioni proporzionale alla invasività russa o russofona e su questo si è assicurato il concorso preventivo della Germania.

b) sul possibile atteggiamento verso la Siria, ” gli Stati Uniti non hanno ancora scelto una strategia” e questo è suonato agli osservatori come una sconfessione dei boatos messi in circolazione da numerosi papaveri del Pentagono in questo periodo.

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BARTALA ( IRAK) , PAPA FRANCESCO E LA SIGNORA PINOTTI. di Antonio de Martini

Bartala  è un villaggio di 30.000 anime, interamente cristiano, a 20 Km da Mossul, in Irak.     In questo villaggio si sono rifugiati anche abitanti sfollati da Mossul con parenti in loco o famiglie costrette a fuggire a piedi per mancanza di auto o di carburante. Continua a leggere

LA CONFERENZA DI PACE SULLA SIRIA E’ ARRIVATA. ARRIVERA’ ANCHE LA PACE? NON PER ADESSO. SERVONO ALTRI MORTI E UN’ALTRA GINEVRA, LA TERZA. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

NO IRAN, NO PARTY.

Basta dare un’occhiata al fittissimo calendario degli impegni internazionali  fissati  in questo periodo, per capire che quasi nessuno si aspettava la convocazione della conferenza di Pace sulla Siria.

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TRE SMAGLIATURE NELLA POLITICA AMERICANA IN MEZZA GIORNATA SPIEGANO IL TESTO PRECEDENTE SULLA IGNORANZA COME OSTACOLO ALLA COMPRENSIONE DELLE SITUAZIONI IN ORIENTE. di Antonio de Martini

PER DARE UNA IDEA DELLA COMPLESSITÀ DELLE PROBLEMATICHE CHE TOCCANO IL LEVANTE, ECCO LE NOVITÀ DI QUESTA MEZZA GIORNATA, CHE SI CONCLUDE CON TRE BUCHI NELL’ACQUA. TUTTI MADE IN USA. TUTTI DOVUTI ALL’APPROSSIMAZIONE ED ALL’ANSIA DA PERFORMANCE.

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ORO: chi lo ha comprato . di Maurizio Barbero ( quello che mi riproduce sempre senza citare il blog)

Il World Gold Council ha reso note le statistiche relative ai principali acquisti di riserve d’oro nell’anno appena terminato: non mancano le sorprese, a partire dal primo posto conquistato dalla Turchia.
In tempi non sospetti, Virgilio definì esecrabile la brama di oro: in realtà, il biondo metallo continua ad esercitare un notevole fascino, come confermato Continua a leggere

REPRINT: Shimon Peres si dichiara contrario ad attaccare l’Iran senza la partecipazione USA ( questo post l’ho pubblicato il 19 agosto e lo ripubblico a riprova della nocività di Netanyahu anche per i suoi compatrioti). di Antonio de Martini

Scoppia una bomba atomica sulla testa del duo Netanyahu-Barak: il presidente della Repubblica di Israele e ultimo dei padri della Patria ancora vivente, ha reso alla TV israeliana alcune dichiarazioni che hanno distrutto il castello di bugie pazientemente messo assieme

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