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TERRORISMO INTERNAZIONALE: SIAMO IMMUNI MA CERCHIAMO ROGNA. di Antonio de Martini

 

Evocare fantasmi è uno sport molto  pericoloso e i magistrati di Milano incriminando un povero squilibrato senzatetto per ” Terrorismo internazionale” stanno evocando le forze degli inferi.   Presunzione e ignoranza sono una coppia che provoca quel che si teme.

Un quesito già questo pericoloso,  è il tema  riaffiorante  che riguarda la possibilità che qualche terrorista si sia infiltrato tra i migranti clandestini o meno non importa. Molti nostri cittadini che in buonafede pongono questa domanda fanno in realtà il gioco di chi auspica distrarre l’attenzione dei terroristi dal proprio territorio indirizzandoli da noi. Questa malevola disinformazione viene regolarmente da Londra che teme – a giusto titolo – attentati storicamente meritati. Da noi  non vengono. Non verranno. Continua a leggere

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L’ITALIA E IL TERRORISMO MEDIORIENTALE. QUALI RISCHI CORRIAMO E PERCHE’. di Antonio de Martini

Tempestivo l’intervento della polizia belga che ha debellato una banda che stava per colpire. Un autentico peccato che ci siano sempre morti o fuggiaschi che impediscono di portare a fondo interrogatori suscettibili di individuare i mandanti.

Come è noto, i mandanti possono essere diversi da quelli cui intuitivamente va il pensiero della pubblica opinione e/o degli analisti-

A riprova, possiamo citare un fatto recente: l’ex senatore democratico USA, Bob Graham, ha organizzato una conferenza stampa assieme a due deputati in carica,  il repubblicano Walter Jones e il democratico Stephen Lynch e la co-presidente dell’associazione delle vittime dell’attacco alle due torri ( vittime e sopravvissuti) Terry Strada.

All’epoca dell’attacco alle due torri, Graham era presidente della commissione intelligence del Senato.e co-presidente della commissione di indagne conoscitiva della commissione stessa sul luttuoso evento. George Bush jr segretò 28 pagine della commissione d’inchiesta sull’11 settembre. All’epoca, Joe Biden, Hillary Clinton e John Kerry chiesero invano  di togliere il segreto per mettere in imbarazzo l’amministrazione repubblicana e adesso Graham, con un comitato bipartisan, chiede che le pagine vengano desegretate, forse perché la campagna elettorale si avvicina a grandi passi e si vuole imbarazzare Jeb Bush ( anche Graham è ex governatore della Florida).la cui famiglia è da anni in affari coi Ben Laden.

Il segreto posto dall’allora presidente verterebbe sul fatto ,  già raccontato da ” il corriere della collera”,( non sapevo fosse segreto)   che la moglie dell’ ambasciatore saudita ( principe Bandar bin Sultan ” Bush”)  avrebbe finanziato uno degli attentatori delle due torri, nel quadro delle attività di beneficenza che ogni musulmano è tenuto a fare annualmente. Apparentemente nulla di illegale, ma probabilmente si ritenne che non si dovesse coinvolgere la famiglia reale saudita. Bandar Bush fu spedito in Egitto in esilio per un periodo per poi approdare alla direzione dei servizi segreti.

Come si puo vedere da questo episodio, i mandanti di un attentato possono cambiare col variare delle situazioni politiche.

Veniamo a noi.. Può l’Italia essere obiettivo di un attacco di estremisti musulmani arabi?  Ritengo di no.

1) Fin dal tempo delle crociate, gli italiani ebbero fama di gente con cui potersi “arrangiare” I primi riscatti vennero alla luce ai tempi di Saladino ( in un momento di calma pubblicherò un testo sull’argomento), l’ultimo riscatto è di ieri. Non si colpisce la gallina dalle uova d’oro, nemmeno se ogni tanto un uovo giunge a destinazione già succhiato.

2) E’ un fatto incontrovertibile che il piano di pace della U..E. ancora formalmente non smentito, fu approvato al vertice U.E. di Venezia in cui Aldo Moro diede scacco a Margaret Tatcher che si trovò isolata. Il piano prevede il riconoscimento dello Stato Palestinese e la restituzione dei territori conquistati da Israele nella guerra del 1967. I palestinesi stipularono in cambio una tregua che escludeva ogni azione militare sul territorio italiano e hanno mantenuto la parola. ( leggasi ” viaggio segreto di Nemer Hammad  ambasciatore di Arafat in Italia”. autore Alberto La Volpe, edito da Editori Riuniti  2002).

3) Ci furono due eccezioni: un attacco alla Sinagoga di Roma  nel giorno del Sukkot che causò la morte del piccolo Stefano Tasché ( due anni) e il ferimento di 37 persone a cura della banda di Abu Nidal, una gang che in odio a Arafat delinqueva al servizio miglior offerente.                                    Il secondo attacco, sempre con lo stesso protagonista, fu fatto all’aeroporto di Fiumicino. I nostri furono avvisati dai servizi segreti algerini, sempre leali e ben informati. Per non allertare i terroristi, si decise di non sostituire le sentinelle con tiratori scelti. La conseguenza furono due morti di troppo. L’Italia tenne i nervi saldi e non ruppe gli accordi come auspicato da alcuni. La pace dura da oltre un trentennio, fu causa dello scontro tra Craxi e gli USA. Gli ufficiali del ” servizio” che se ne occuparono vennero insidiati più volte.

Se Moro fu vittima di una ritorsione, la pista da seguire è questa, non altre. Ci fu anche un tentativo di scacciare dal servizio  il colonnello  Stefano Giovannone  ( capocentro a  Beirut)  a cura del comandante dell’ufficio UCSI (poi trovato nell’elenco P2) che rilasciava i Nulla Osta di segretezza NATO, ma l’iniziativa non andò in porto a causa della ferma opposizione dell’ufficiale officiato alla bisogna ( ex capo centro Medio Oriente) che rifiutò sdegnosamente un accordo personalmente  molto vantaggioso.

L’altro ufficiale responsabile dell’accordo, il colonnello Armando Sportelli, fu eliminato dal grande gioco grazie a un provvidenziale avviso di garanzia emesso dal giudice Carlo Mastelloni ( fratello di un teatrante, emise un mandato di cattura contro Arafat e espresse il desiderio di incontrare  la cantante Mina, ma non si spinse fino al mandato di comparizione…) di Venezia che aprì una inchiesta per la scomparsa dei “giornalisti” Toni e De Palo in Libano. L’ufficiale si dimise per non portar pregiudizio al servizio. L’inchiesta durò sette anni e si concluse con un nulla di fatto. Negli anni successivi, si provvide a mutare il DNA del servizio segreto, annacquandolo con la dipendenza dal Ministero dell’interno e con l’immissione di civili raccomandati  ( spesso figli di giornalisti e magistrati) e guardie di Finanza ( gestione Pollari). L’operazione smilitarizzazione dei servizi ebbe il beneplacito degli USA e fu coordinata con l’on Minniti, braccio destro dell’atuale candidato  silente alla Presidenza, Massimo D’Alema. 

4) L’Arabia Saudita ottenne ,dal premier  Giulio Andreotti, la sospirata autorizzazione a costruire una Moschea a Roma in cui ha investito oltre sessanta milioni di dollari in località viciniore alla sede della Brigata Corazzata dei carabinieri di Roma ( Monte Antenne). E’ la più grande d’Europa. Un gioiello d’architettura ( Portoghesi) e di artigianato ceramico marocchino. Non fu chiesta la reciprocità con la Mecca, dato che in quella città non ci sono cristiani e la Santa Sede acconsentì e non fece richiesta di ottenere una costruzione che sarebbe rimasta vuota.

5) Gli arabi sono stati sempre trattati discretamente bene dagli italiani che hanno avuto molte più ragioni di scontro con gli albanesi o i romeni o i latino americani ( specie ecuadoregni).

6) Se proprio dovessero progettare un attentato, questo verrebbe portato a termine nel Nord Italia ( tra Padova e Brescia)  e non a sud di Firenze, dove gli arabi sentono di essere di casa.  Altri mandanti potrebbero ricorrere a Pakistani o di altre etnie con minoranze islamiche ( es Filippini di Mindanao). Ho incontrato un arabo a Brescia che, pur non lamentando alcun cattivo trattamento  in loco ( casomai notava fredda correttezza di rapporti interpersonali) ricordava i suoi anni a Frosinone come il periodo migliore della sua vita e non ha mai menzionato l’Egitto natio.  si è trasferito a nord per ragioni economiche e si sente solo come un calabrese a Gallarate.

Ovviamente ci sono elementi di rilevanza penale in molti comportamenti individuali, ma la maggior partedei carcerati stranieri sono tunisini accusati di vendere Hashish e casomai litigano per il controllo dei giardinetti.

7) L’esperienza con le Brigate rosse  (e quella più recente con l’area antagonista) ha inoltre contribuito non poco a rendere anche il grosso delle nostre forze dell’ordine più ricettive e  avvertite circa la capacità di sorveglianza di persone dall’aria sospetta, la verifica degli affitti e il censimento delle località abbandonate e dei varchi di frontiera.  anche in tema di penetrazione nelle comunità gli italiani sono favoriti dalla somatica e dalla esperienza.

L’ultima esperienza francese in materia di terrorismo fu la guerra contro l’OAS e la fecero con i corpi paralleli del tenebroso Foccart tenendo indenne la polizia che , come abbiamo visto, attraversa oggi  una crisi profonda. L’esperienza inglese si limita all’Irlanda e quella americana  si concentra sulla tecnologia. Sanno, fotografano e intercettano tutto, ma non è detto che siano in grado di capire la mentalità, le iperboli tipiche della lingua e provvedere in tempo.  E’ il problema di chi si affida unicamente a Big Data, invece che all’intelligenza culturale.

8) i soli rischi che corriamo consistono nei rapimenti, su cui i nostri servizi ( e quelli francesi) fanno volentieri la cresta. Specie da quando questi riscatti  rappresentano le uniche fonti di approvvigionamento sicure per gruppi di banditi e di ribelli politici che vedono progressivamente ridotte dalle ricerche USA le donazioni di denaro a fini benefici attuate dalle pie donne a nome dei mariti.

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CHI PUÒ RISOLVERE LA CRISI IN ITALIA? RISPOSTA: I CONTRIBUENTI. CONTINUANDO A PAGARE, OPPURE…… di Antonio de Martini

Non credo ci sia bisogno di scomodare David Thoreau e il suo rifiuto di avallare lo schiavismo o la guerra al Messico per affermare che la Democrazia ” col diritto al mugugno” basta a chi ha mentalità accomodante , ma non si addice a uomini liberi.
Un cittadino è tale quando non solo conosce i suoi diritti, ma anche li esercita.
Quando c’è democrazia, c’è anche la libertà , ma quando c’è libertà , non è detto che ci sia democrazia e questa è la situazione che viviamo in questo momento politico.

Siamo tutti liberi di protestare a patto che queste non producano conseguenze apprezzabili.

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VINCENZO GIOBERTI E L’IDENTITÀ NAZIONALE. di PIERO LAPORTA

http://corrieredellacollera.com

Prosegue, a rilento, il dibattito sulla identità italiana che ho lanciato tre mesi fa.  Questo è l’intervento di Piero Laporta.

”    Il 5 aprile ricorre il 213esimo della nascita di Vincenzo Gioberti, nella sabauda Torino del 1801.
Per una curiosa coincidenza questo anniversario si colloca nell’intervallo fatale che va dal 16 marzo, anniversario del rapimento di Aldo Moro, al 13 maggio, anniversario dell’attentato a Giovanni Paolo II. La presenza in questo segmento temporale di Vincenzo Gioberti, altro illustre cattolico – detestato e tradito dalla Curia vaticana del suo tempo – è quanto mai significativo e coerente con la presenza delle altre due grandi personalità, Aldo Moro e Giovanni Paolo II, altrettanto detestati in talune stanze del potere, quanto amati dal popolo.

http://www.pierolaporta.it/vincenzo-gioberti-e-lidentita-nazionale/

RICOMINCIA LA SOLFA SU MORO A 36 ANNI DALLA MORTE. INTERVENTO DI PIEROPORTA CONSULENTE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE MITROCHIN.

Da quando una commissione su Aldo Moro è alle viste, impazzano notizie tanto suggestive quanto inattendibili, più di quelle sulla Crimea.
Non c’è da stupirsi, visto che Renato Schifani, tuttora stupito di non avere la popolarità di papa Francesco, quando fu balbettante presidente del Senato, rimise il segreto di Stato sul carteggio depositato in Parlamento.
Viene da chiedersi segreto di quale Stato?
Il segreto tutela certamente gli interessi dello Stato che ebbe parte nella morte dello statista pugliese; anzi più che uno Stato è legittimo pensare a un club i cui soci contribuirono in varia misura.
Stati Uniti e Gran Bretagna sono dentro sino al collo sino a prova contraria. Vediamo perché.

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GRECIA: DA QUI ALL’ETERNITÀ. L’EX MINISTRO DELLA DIFESA GRECO AKIS TSOCHASTOPOULOS CONDANNATO PER ILLECITO ARRICCHIMENTO A VENTI ANNI E PENSIERINO SUGLI ULTIMI FUOCHI I DI QUESTO REGIME. di Antonio de Martini

http;//corrieredellacollera.com
Ogni tanto giungono prove ontologiche dell’esistenza di un Dio.
Akis Tsochatzstopoulos ministro PASOK ( socialisti) della Difesa dal 1996 al 2001 è stato trovato colpevole di riciclaggio per essersi rifiutato di rivelare l’origine della sua ricchezza e condannato a venti anni di imprigionamento, di cui uno e mezzo già fatto.

La moglie Vikis a dodici anni, l’ex moglie a sei, altri diciotto coimputati a pene tra gli undici e i sedici anni.
Durante il suo mandato – va però ricordato che dal 2001 al 2005 è stato anche ministro dello sviluppo – alla Difesa, il budget del ministero aveva raggiunto vette insperate dell’8% del bilancio dello Stato.

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SPIE E SABOTAGGI : UN TRIBUNALE IN LUSSEMBURGO INDAGA SU GLADIO: AHI, AHI, C’È UN PENTITO. ITALIANI A BORDO? di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
Una magistrata lussemburghese Sylvie Conter, sta indagando su Gladio.
Difficoltà di traduzione mi impediscono di capire di quale magistratura si tratti( europea o lussemburghese) – c’è n’è più di una – ma tutte con sede in Lussemburgo.

Qualche affezionato lettore ricorderà come l’ex capo dell’intelligence lussemburghese accusò lo stesso Granduca di essere al soldo dell’intelligence Service britannico ( M I 6), ma naturalmente nessun media italiano riprese la notizia.( mio post datato 4 dicembre 2012 e ribloggato oggi 6 luglio.
È probabile che anche questa notizia non trovi spazio e sembri essere una risposta all’attacco subìto dalla casa regnante.
Di certo, volano bei nomi.

In Lussemburgo lo chiamano già il processo del secolo o anche Bommeleeër
( collocatori di bombe) e riguarda gli anni ottanta e la struttura N.A.T.O. ” Stay behind” una rete segreta stesa sul continente e destinata a compiere sabotaggi in caso di invasione dell’Europa da parte dei paesi del Patto di Varsavia.

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LO SCANDALO DEI RIMBORSI ELETTORALI . L’ULTIMA LEGGINA L’HA FIRMATA NAPOLITANO. ECCO IL MIO POST DI PROTESTA DATATO 9 APRILE 2012

” RUBA E DIMENTICA” PER L’ENNESIMA VOLTA, PREPARANO UNA LEGGE DI RIMBORSO SPESE ELETTORALI IN BASE ALL’ARTICOLO QUINTO ( chi c’ha i soldi in mano, ha vinto). SIAMO TUTTI CURIOSI DI VEDERE SE IL PRESIDENTE NAPOLITANO LA FIRMA O SE SI VERGOGNERÀ

Ricordo con precisione il primo grosso scandalo degli anni settanta: quello dei petroli in cui fu coinvolto il segretario di Aldo Moro , Sereno Freato.
Il Pretora di Genova, Adriano Sansa, che fece l’istruttoria, accertò le donazioni da parte di tutti i petrolieri, ma disse che non si trattava di corruzione, tanto e vero che non esisteva un rapporto rintracciabile tra le somme erogate e i favori eventualmente concessi. Continua a leggere

LA DISOBBEDIENZA IN DEMOCRAZIA. COME LIBERARSI DELLA PARTITOCRAZIA IN UN MESE E VIVERE FELICI. di Antonio de Martini

Non credo ci sia bisogno di scomodare Thoreau e il suo rifiuto di avallare lo schiavismo o la guerra al Messico per affermare che la Democrazia ” col diritto al mugugno” basta a chi ha mentalità accomodante o addirittura servile , ma non si addice a uomini liberi.
Un cittadino è tale quando non solo conosce i suoi diritti, ma anche li esercita.
Quando c’è democrazia, c’è anche la libertà , ma quando c’è libertà , non è detto che ci sia democrazia e questa è la situazione che viviamo in questo momento politico. Continua a leggere

IL GENERALE DALLA CHIESA E PIO LA TORRE UCCISI DALLA STESSA MANO E PER LA STESSA RAGIONE?

L’articolo che troverete clikkando sul link sottostante, offre un movente suggestivo per due “omicidi eccellenti”.
L’autore inquadra lucidamente una situazione che lo ha visto protagonista e aiuta a dipanare, almeno in parte, una delle matasse di storia patria che prima o poi qualcuno dovrà pur decidersi a scrivere.
Dopo la lettura dell’articolo – rifiutato da una importante testata benché citi nomi e intervisti autorevoli persone viventi virgolettando le risposte – mi sono posto un quesito: se Aldo Moro non fosse stato messo in grado di non nuocere dalle Brigate Rosse, gli Euromissili dove sarebbero stati posizionati e chi avrebbe avuto l’appalto dei lavori?
L’importo dei lavori della base di Comiso in Sicilia , ammontato ad oltre cinquemila miliardi , assomiglia anch’esso a un bel movente.
Certo, venti anni fa non avrei prestato attenzione alla cosa, bollandola come cospirazionismo, ma la posizione dell’autore , un generale, e gli avvenimenti cui siamo ormai adusi, mi inducono a non meravigliarmi più di nulla.
Buona lettura a tutti e consiglierei di far circolare il link in maniera da sottoporre a analisi critica il testo da parte di più persone.

http://www.pierolaporta.it/lassassinio-di-carlo-alberto-dalla-chiesa-e-di-pio-la-torre-2/

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