CHI PUÒ RISOLVERE LA CRISI IN ITALIA? RISPOSTA: I CONTRIBUENTI. CONTINUANDO A PAGARE, OPPURE…… di Antonio de Martini

Non credo ci sia bisogno di scomodare David Thoreau e il suo rifiuto di avallare lo schiavismo o la guerra al Messico per affermare che la Democrazia ” col diritto al mugugno” basta a chi ha mentalità accomodante , ma non si addice a uomini liberi.
Un cittadino è tale quando non solo conosce i suoi diritti, ma anche li esercita.
Quando c’è democrazia, c’è anche la libertà , ma quando c’è libertà , non è detto che ci sia democrazia e questa è la situazione che viviamo in questo momento politico.

Siamo tutti liberi di protestare a patto che queste non producano conseguenze apprezzabili.

La gente è disinformata e la stampa è asservita al potere in cambio del soddisfacimento dei propri bisogni.
La Presidenza del Consiglio dei ministri – chiunque la guidi – continua a finanziare i media con somme arbitrariamente concesse in misura superiore al gettito che i giornali ricavano dalle vendite reali in edicola e , da quando c’è la crisi economica, spesso anche della pubblicità .

Oltre a ragioni di libertà, sbandierata da tutti e difesa da nessuno, motivi di protesta non mancano, ma trovare forme di rivolta non rifiutate dal comune sentire non è impresa semplice.

Bisogna identificare una forma di lotta che si sostanzi in una protesta esprimibile in forma di una azione politica accettabile dai più.
A mio avviso, tra queste forme di resistenza c’è la disobbedienza civile.

Su questo tema, ci sono almeno due scuole di pensiero: c’è chi, come Gic, ritiene che si tratti di una azione inutile e senza domani e chi invece la ritiene un pericolo per la democrazia quale la conosciamo: ” parlate e poi faccio come mi pare” ( De Mita col suo ironico ” parliamone” e il duo Fornero-Monti con il motto, ” abbiamo già deciso, ma dite pure”).

La disobbedienza civile è una azione non violenta, pubblica e corale, mirante a negare legittimità ad una delibera governativa, da parte di cittadini che non condividono la scelta per motivi di una certa importanza etica.

Di fronte a questo ritiro della delega democratica da parte dei cittadini, l’autorità sovente perde la testa e risponde con provocazioni per ottenere un salto di qualità verso la violenza che consenta al potere di vestire nuovamente i panni della legittimità.
Così è successo con la protesta dei coloni americani contro la dogana della corona inglese a Boston, dei patrioti lombardi contro il monopolio di stato austriaco dei tabacco nel 1848, di Ghandi , contro l’impero inglese ed il suo monopolio del sale in India, dei lavoratori polacchi di Danzica contro la monopolizzazione dell’attività del sindacato da parte del potere che era anche il datore di lavoro.

In Italia siamo in presenza di un potere senza volto – ne ha una ventina – senza regole – se le crea e cambia a piacimento – che mantiene dal 1964 il monopolio della politica in tutte le sue espressioni.

Il Movimento del 1968 vi si oppose con chiassosa violenza , le Brigate rosse con “violenza scientifica”, il Movimento del ’77 con moti irrazionali, l’opinione pubblica del 1992/3 con un moto di indignazione popolare.
Il potere rispose offrendo capri espiatori – da Moro a Andreotti e Craxi – ma restando sostanzialmente in sella.
È arrivato il momento di tagliar loro i viveri a colpi di istanze e carte bollate e costringerli alla resa.

Come sapete, ogni anno paghiamo le tasse in anticipo rispetto al reddito.
Come sapete, la legge consente di rateizzare quanto dovuto fino a 72 rate mensili in piena legittimità .
Come sapete , se anche un solo milione di persone decidesse di pagare in anni quel che abitualmente paga in contanti, il potere si piegherebbe a ridurre i suoi proventi, ridurrebbe la manomorta e razionalizzerebbe le sue spese.
Scegliete.

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Commenti

  • abrahammoriah  On novembre 29, 2014 at 8:15 am

    29 novembre 2014

    Senza tanti giri di parole, sull’idea di De Martini di ‘ostruzionismo fiscale’: finalmente una proposta concreta, molto concreta, per iniziare la demolizione dell’attuale sistema oligarchico politico-finanziario (un unico appunto sul suo post: non sono proprio molto sicuro che la condizione italiana si possa definire di libertà ma senza democrazia: le condizioni economico-sociali del nostro paese, per non parlare della condizione cavernicola dell’informazione, fanno sì che per larghi strati della popolazione la libertà, intesa come libertà concreta e non astrattamente proclamata, sia solo un vuoto enunciato buono solo come mezzo di ‘distrazione di massa’ – ma l’ ‘ostruzionismo fiscale’, se diffusamente praticato dai cittadini, le reazioni da parte del sistema ben presto farebbero a tutti aprire gli occhi sulla qualità della nostra libertà … ).

    Massimo Morigi

    • antoniochedice  On novembre 29, 2014 at 9:32 am

      Temo tu abbia ragione abramhorriah sulla libertà : c’è stato chi ha elogiato Orban, ma nessuno che abbia commentato Renzi per questi risultati.
      È proprio vero che per fare una politica di destra ci vuole un uomo di sinistra…..

  • gicecca  On novembre 29, 2014 at 8:35 am

    Chiamato in causa per una antica riflessione sul tema, preciso solo che per me non é che l’idea sia inutile, dico solo che non si troverà mai in Italia non dico un milione di contribuenti che seguiranno l’idea. Non se ne troverà mai neanche un decimo e neanche un millesimo (che sarebbero, mi pare, mille persone motivate e disposte a subire e a contrastare le eventuali conseguenze di un tale atto). Poi naturalmente, si può sempre far conto in qualche detto di Garibaldi o di Gioberti per sollevare le folle. E magari si può invocare le Divina Provvidenza. GiC
    Aggiunta breve: quando Amato fregò i miei (e di pochi altri fessi) soldi in banca, nel 1992, un mio collega di allora non se la prese con Amato ma mi disse: “Fesso tu, che ce li avevi lasciati, quella notte; io -cioè lui- lo avevo saputo e li avevo tolti”. Solidarietà di massa. Grazie.

    • antoniochedice  On novembre 29, 2014 at 9:25 am

      Bada che la rateizzazione del debito fiscale è un diritto pertanto non ci sarebbe nessuna conseguenza da subire. Quanto all’amico che ti ha dato del fesso per darsi del furbo, il gettito del 6 per mille di Amato parla da solo. Il tuo amico è piuttosto un bugiardo che un furbo….

  • gicecca  On novembre 29, 2014 at 9:49 am

    Non era un mio amico, ma solo un collega. I miei amici non sono, ahiloro !, né bugiardi né furbi. Ciao. GiC

    • antoniochedice  On novembre 29, 2014 at 9:51 am

      Grazie della correzione, amico mio.

  • Carlo Cadorna  On novembre 29, 2014 at 3:11 pm

    Attento che hanno già messo un limite alla rateizzazione ed anche alla compensazione: mi pare che non solo la democrazia, ma anche la libertà sia alla frutta. Bisognerebbe “essere pronti a tornare in montagna” come diceva mio Padre…

    • antoniochedice  On novembre 29, 2014 at 3:18 pm

      Sarei più portato per la guerra da corsa

  • Raphael Pallavicini  On novembre 30, 2014 at 7:41 pm

    L’ha ribloggato su Buseca ن!.

  • anapaola  On dicembre 2, 2014 at 7:53 am

    scusate ma, non riesco a capire il meccanismo. Io non pago per il primo anno l’intera cifra che dovrei e mi viene ratealizzata per un tempo tot, il secondo anno pure, già il terzo anno con le rate accumulate potrei già pagare una buona parte delle tasse che dovrei, senza considerare che i miei posteri dovrebbero finire di pagarle…mi sfugge qualche cosa, o alla fine non cambia niente, ossia allo stato sarebbe sufficiente aspettare 3/4 anni e potrebbe ricominciare come prima, visto che si limita a sputtanarli i soldi che gli vengono dati?

    • antoniochedice  On dicembre 2, 2014 at 9:06 am

      Se due milioni di contribuenti rateizzassero il dovuto, il vuoto nelle già magre casse sarebbe tale da metterli in crisi. La rateizzazione produce effetti sulle casse dello stato più che sul contribuente.

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