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DAL NOSTRO AGENTE A LONDRA. IL VOTO È STATO ” SELF HARMING” ( ovvero: il dispetto del marito). GLI AGRICOLTORI CHE HANNO VOTATO CONTRO, SENZA CONTRIBUTI DALL’EUROPA.

Ecco un memorandum sulla scissione inglese stilato da un italiano da venti anni attivo sulla piazza di Londra.  Lo pubblico integralmente per lasciare intatta  la fragranza . Le sottolineature in rosso sono mie.

1. Naturalmente qui hanno giocato molti fattori, interni ed esterni, in particolare ”last but not least” la incredibile lentezza dell’azione europea degli ultimi anni (vedi economia ed immigrazione) troppo dominata da merkelismo e visione basata sulle regole. Continua a leggere

GUERRA DI SIRIA: ERRORI ED OMISSIONI. GLI ULTIMI FUOCHI PRIMA DEL GRANDE BUSINESS. di Antonio de Martini

All’indomani della prima Guerra Mondiale, anche un bambino di dieci anni avrebbe capito che imporre condizioni di pace troppo onerose alla Germania avrebbe provocato a breve una nuova guerra.

Il solo che sembrò capirlo veramente fu John Maynard Keynes ( l’inventore della macroeconomia) che si dimise dalla delegazione inglese in polemica con le decisioni draconiane prese contro i tedeschi e consegnò i suoi pensieri, nel dicembre 1919, ad un pamphlet dal titolo provocatorio ” Le conseguenze economiche della pace” tradotto e pubblicato in Italia da Adelphi.( reperibile).

Egli illustrò la concatenazione di scelte suicide e ipocrite che portarono, appena venti anni dopo, al bagno di sangue più copioso della storia dell’uomo.
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CHI VUOLE DESTABILIZZARE LA CINA? di Paolo Raimondi e Mario Lettieri

In Cina il fuoco che si nasconde sotto la cenere è molto più pericoloso della fiammata che si è vista di recente nella borsa di Shanghai. I media hanno riportato il fatto eclatante del crollo delle quotazioni e dei titoli sospesi senza cercare di rispondere alle inevitabili domande: Qual è la causa? Chi lo ha provocato? E perché?Certamente è stato un evento potenzialmente sconvolgente. Dal 12 giugno al 9 luglio il mercato azionario cinese ha perso il 30% cancellando circa 3 trilioni di dollari di capitale. È da evidenziare che dopo l’intervento delle autorità monetarie con l’immissione di nuova liquidità per circa 200 miliardi di dollari, la borsa è risalita del 17%. Sono anche in corso indagini per individuare gli speculatori che hanno giocato a breve sulla caduta della borsa.
Ovviamente il fuoco non è stato estinto in modo sicuro e definitivo. Le varie bolle finanziarie dei settori privati dell’economia sono il problema numero uno della Cina. Essa ha un debito pubblico – il 43% del pil – contenuto se paragonato a quello dei Paesi occidentali. Ma il debito delle imprese private (corporate) è pari al 160% del pil nazionale, che è di circa 11 trilioni di dollari. Si stima che nei prossimi 4 anni la Cina potrebbe avere bisogno di piazzare titoli di debito, tra nuovi e vecchi da rinnovare, per oltre 20 trilioni di dollari.
Anche la bolla immobiliare, come rivelano le tante città fantasma costruite e non abitate, potrebbe diventare una bomba ad orologeria. Sono situazioni di indubbia pericolosità ma minore rispetto a quella americana. Infatti il livello totale del debito cinese, pubblico e privato, è inferiore a quello statunitense, a quello giapponese e a quello di tante altre economie europee.

Vi è una differenza sostanziale nell’andamento dell’economia reale che in Cina, nonostante una riduzione rispetto ai livelli altissimi degli anni passati, fa ancora registrare una crescita intorno al 7% del pil. I dati del commercio estero cinese sono straordinariamente positivi. Solo nei primi sei mesi di quest’anno il surplus commerciale nel settore della produzione di beni è stato pari a 260 miliardi di dollari, un vero boom se lo si raffronta con i 100 miliardi dello stesso periodo del 2014.

Mentre gli Usa, nella prima metà del 2015, registrano un deficit nella bilancia commerciale (beni e servizi) di circa 250 miliardi. È sul fronte geoeconomico e geopolitico che la Cina sta operando profondissimi cambiamenti e innovazioni, soprattutto nel contesto dell’alleanza dei BRICS.

Forse non è un caso che il crollo della borsa di Shanghai sia avvenuto mentre la nuova Asian Infrastructure Investment Bank apriva ufficialmente i suoi uffici e le sue attività a Pechino. Si ricordi che l’AIIB, con un capitale iniziale di 100 miliardi di dollari, diventa il principale istituto di credito per promuovere la modernizzazione e la infrastrutturazione dell’intero continente asiatico, cominciando con la realizzazione del progetto della Nuova Via della Seta.

Nel frattempo, mentre gli Usa, con una troppo accondiscendente Unione europea, conducono una destabilizzante campagna di sanzioni economiche contro la Russia, la Cina mantiene un atteggiamento indipendente e completamente differente.

La prova più eclatante è l’accordo trentennale di acquisto di gas russo per una valore di 400 miliardi di dollari, da regolarsi non più in valuta americana ma nelle loro monete nazionali. Secondo noi il cambiamento più profondo è la decisione cinese, silenziosa e non discussa dai grandi media, di rivedere progressivamente la composizione delle sue riserve monetarie e di ridurre l’ammontare dei titoli americani in suo possesso. Nel mese di giugno ha acquistato 600 tonnellate di oro mentre si stima che nel secondo trimestre 2015 le sue riserve in valuta estera siano scese di 140-160 miliardi di dollari, come dimostra il freno agli acquisti cinesi di nuovi Treasury bond USA.

Tutto ciò spiegherebbe l’intento di qualcuno di frenare il nuovo corso della Cina con un avviso a non uscire dai vecchi binari e dai vecchi accordi. Perciò occorre capire meglio chi ha promosso e cavalcato l’onda della succitata speculazione.

La Jp Morgan City e la Goldman Sachs hanno riconosciuto pubblicamente che la Cina da un po’ di tempo ha abbandonato la consueta regola di acquistare con il suo surplus commerciale i titoli di stato americano.

Le agenzie di rating, a cominciare con la Standard & Poor’s, parlano di «rapida crescita del debito, opacità del rischio, alta percentuale tra debito e pil, azzardo morale» in Cina. Sono le classiche «parole in codice» usate anche altrove, sempre poco prima di una attacco speculativo.

La Banca Mondiale ha parlato del mercato cinese come «squilibrato, represso, costoso da mantenere e potenzialmente instabile». Un giudizio poco dopo ritirato, asserendo che la sua pubblicazione era il frutto di un errore.

Una cosa è certa: giocare allo scontro o solo alla speculazione contro la Cina potrebbe avere degli effetti devastanti sull’intero sistema finanziario mondiale, potenzialmente maggiori della crisi del 2007-8. Una ragione di più per definire in sede internazionale accordi stringenti per regolamentare il sistema finanziario, almeno i suoi aspetti deteriori, quelli fortemente speculativi che incidono non solo sulla stabilità sociale ed economica di interi Paesi ma anche sugli assetti geopolitici mondiali.

PAPA FRANCESCO: NON SONO LE FAMIGLIE NUMEROSE A PROVOCARE POVERTÀ , È IL SISTEMA ECONOMICO ! CI VOLEVANO DUEMILA ANNI PER DIRLO? di Antonio de Martini

La prova che le persone di buona volontà esistono è data dalla notizia che un gruppo di famiglie mussulmane dell’Ile de France ha dato vita al primo asilo musulmano gestito col metodo Montessori.
Gli altri continuano a sfilare da una parte e dall’altra. Continua a leggere

IL PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA NON ESISTE E L’ECONOMIA NON È UNA SCIENZA. STORIA DI UNA BRILLANTE DOPPIA IMPOSTURA. di Antonio de Martini

Il prossimo 10 dicembre, anniversario della morte di Alfred Nobel, i media di tutto il mondo consacreranno un’altra coppia di americani ( o similcultura) annunziando l’assegnazione del “premio Nobel” per qualche studio economico del tipo di quelli dei due premiati del 1997 Robert Merton e Myron Scholes che ottenuto il premio e creato un Hedge fund ( il Long Term Capital Management) basato sulle loro teorie, fallirono un anno dopo. Fu la prova generale di quel che poi è accaduto a livello mondiale – grazie anche allo sviluppo informatico –  con la crisi che stiamo tutt’ora subendo.

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IN ARRIVO IL PAGAMENTO DEI DEBITI DELLA P.A. MA NON RIMETTERÀ IN FUNZIONE L’ECONOMIA E NON SALVERÀ L’OCCUPAZIONE. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
Chiunque abbia avuto dei crediti verso la Pubblica Amministrazione lo sa: appena arrivano i pagamenti, i fondi vengono usati per restituirli alle banche che li hanno anticipati in varie forme e l’utile viene ” mangiato” dagli interessi passivi nel frattempo maturati.

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COME OTTENERE NUOVI CAPITALI SENZA VENDERE IL PATRIMONIO: BASTA CHE UNA AGENZIA LO OFFRA IN GARANZIA: PAROLA DI PAOLO SAVONA.

Riprendo da ” La finanza sul web” diretta dal Giornalista Giorgio Vitangeli ( l’unico che nel 2007 ha scritto nel suo libro ” Dove va la Finanza italiana ” che l’intero sistema finanziario italiano era ” Finanza Casinò” e non sarebbe durato a lungo) un intervento del prof Paolo Savona  sulle cause della crisi in ITalia.

Savona, ex Bankitalia, ex ministro, Cattedratico, Attualmente presidente del fondo di garanzia interbancario,  non piace al “sistema Italia”  perché Continua a leggere

L’INGHILTERRA HA EMANATO UNA LEGGE PER TAGLIARE LE UNGHIE ALLE BANCHE E ACCELERA L’ITER. LA FRANCIA RACCOGLIE IN DIECI GIORNI LE FIRME DI CENTOMILA CITTADINI PER IMITARLA. SOLO DA NOI CONTINUA LA VAMPIRIZZAZIONE DEI CITTADINI NELLA GENERALE COMPLICITA’ DEI SOLITI NOTI ANNIDATI NELLE BANCHE, SEGRETERIE DI PARTITI E PARROCCHIE DI VARIO COLORE, MA MEDESIMO ODORE. di Antonio de Martini

Quella che segue è la traduzione del testo di un appello in quindici punti che un drappello di intellettuali francesi da Edgar Morin ( ex comunixta) a Michel Rocard ( ex primo ministro) a Dominique Meda ( sociologa di vaglia)  hanno lanciato due settimane fa via WEB. Hanno già raccolto centomila firme Continua a leggere

ASIA-AMERICA . POSSIBILE CHE GLI USA NON CI ARRIVINO ? COMUNQUE BUON COMPLEANNO. di Antonio de Martini

Oggi è la festa dell’indipendenza americana e non me la sento, complice il caldo, di infierire, ma …

Il primo di luglio scorso, nel post “da Damasco a Islamabad a Shanghai gli Stati Uniti sono in affanno ….” descrivevo la ritirata americana in Siria ottenuta dalla Russia a Ginevra ( hanno lasciato la grana in subappalto agli inglesi ) e la figura da ingenuotti fatta in Pakistan, dove, credendosi soli , hanno usato il sistema delle ripicche a seguito dell’ incidente – a novembre – che è costato la vita a 24 militari pakistani.

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DUE” SBIRRI” PER BENE. ( DAL BLOG DI STEFANO BISI, SENESE.)

Come sarebbe bello un mondo senza eroi e, invece, non è così. Continua a leggere

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