IL PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA NON ESISTE E L’ECONOMIA NON È UNA SCIENZA. STORIA DI UNA BRILLANTE DOPPIA IMPOSTURA. di Antonio de Martini

Il prossimo 10 dicembre, anniversario della morte di Alfred Nobel, i media di tutto il mondo consacreranno un’altra coppia di americani ( o similcultura) annunziando l’assegnazione del “premio Nobel” per qualche studio economico del tipo di quelli dei due premiati del 1997 Robert Merton e Myron Scholes che ottenuto il premio e creato un Hedge fund ( il Long Term Capital Management) basato sulle loro teorie, fallirono un anno dopo. Fu la prova generale di quel che poi è accaduto a livello mondiale – grazie anche allo sviluppo informatico –  con la crisi che stiamo tutt’ora subendo.

I premi istituiti con i fondi della Fondazione Nobel hanno iniziato ad essere erogati nel 1901 e, secondo la volontà del legatario, riguardavano unicamente premi destinati a scienziati per studi e scoperte scientifiche, più pace e letteratura.
L’economia – mai universalmente riconosciuta come scienza – non c’era nelle volontà testamentarie.

Nel 1969, dopo che il presidente francese Charles De Gaulle, influenzato dall’economista Jacques Rueff, aveva contestato la credibilità del sistema di Bretton Woods e dubitato della solvibilità americana circa la convertibilità del dollaro con l’oro presentandosi ben due volte alla cassa per esigere il cambio;
 Dopo che lo stesso presidente francese ebbe superato il tentativo di indurlo alle dimissioni con l’ondata del maggio francese ’68;                                                                                                             Poco prima che il governo americano dichiarasse ( agosto 1971) la non convertibilità tra dollaro USA e oro che ha distrutto il sistema di Bretton Woods togliendo all’America la leadership del “mondo libero” che ora persegue in campo militare ;

Il governatore della Banca Centrale Svedese, nel 1969 decise di istituire un ” premio per l’economia in memoria di Alfred Nobel” addossando alla preesistente data di premiazione ( ottobre) la data di erogazione del premio suo ( il 10 dicembre).
Da allora, innumeri i fraintendimenti. Si è trattato di una brillante operazione di PR come ebbe modo di dichiarare con una garbata polemica la famiglia per voce dell’avvocato Peter Nobel, paladino svedese dei diritti umani.

Alfred Nobel non è mai stato uno scienziato e meno che mai un economista, solo un imprenditore di successo nel campo degli esplosivi che rese maneggiabile la nitroglicerina ed altri composti realizzando una fortuna colossale con brevetti e forniture militari.

In un libro di recente pubblicazione in lingua francese sullo spionaggio dal 1870 al 1989 ” Dans les archives inedites des services secrets. Un siécle d’espionnage francais” ( Gallimard 2014) potete leggere a partire da pagina 47 la storia della sorveglianza di cui fu oggetto quando si scoprì che cercava di capire le caratteristiche della polvere da sparo senza fumo dello stabilimento di Sevran  e durante il suo soggiorno furono distribuiti manifestini anonimi che offrivano agli operai paghe piu alte all’estero. Altro che scienziato. Nel 1891 fuggì in Italia poco prima di essere arrestato.
Questa fortuna comunque acquisita, come tutte le orfanelle, ha trovato dei tutori che hanno integrato la volontà del fondatore a fini di orientamento della comunità scientifica mondiale e, nel caso della economia, per mantenere una certa egemonia culturale essendo terminata quella di fatto con la fine del privilegio di fissare il prezzo mondiale dell’oro.

Fin dagli inizi della storia del “premio per le scienze economiche in onore di Alfred Nobel” nacque un forte sodalizio con l’Università di Chicago, lontana dalla capitale – altro necessario posizionamento di PR per evitare il sospetto di collusioni politiche-   il premio è stato spessissimo appannaggio degli USA,  tre assegnazioni a Canada e Inghilterra, due a Israele e URSS , una in Francia e  Germania.  Italia, Giappone e Cina , zero.

Quanto alla mia asserzione circa la non scientificità dell’economia, credo che ormai tutti convengano, l punto che i difensori dell’indifendibile hanno usato l’opzione Pannella:  stanco di ricevere querele per le accuse di fascismo date a questo e a quello,  ricorse alla dizione plurale fascismi, in maniera da poter sfuggire alla sede giudiziaria. La dizione adesso, infatti è le scienze economiche.  Non male.

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Commenti

  • gicecca  On ottobre 13, 2014 at 7:16 am

    Neanche la medicina è in senso stretto una “scienza”; ai miei tempi, molti aspetti della medicina erano definiti “artistici” dai miei maestri. Ciò non toglie che ci sia il Nobel per la Medicina, quest’anno assegnato tra l’altro a degli psiconeurologi che non credo abbiano mai curato un malato. GiC

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