RILEGGERE LA NOSTRA STORIA: DIFESA CIVILE E INTELLIGENCE: PERCHÉ NON FUNZIONANO PIÙ E COSTANO TANTO DI PIÙ ? di Antonio de Martini

Il genovese Beppe Grillo chiede a gran voce che l’Esercito si occupi di non ben definiti personaggi ( legati alla Difesa Civile?).
Il Sindaco di Genova, Doria, ha attuato una difesa molto innovativa visto che ormai il diluvio è ormai una tradizione: da ligure purosangue ha colto il destro per aprire un numero di conto corrente e incassare qualche bajocco sull’onda della emotività nazionale e ricorda a tutti l’esistenza del Premio Bordighera con l’annunzio di una assoluta grande innovazione burocratica: ” l’autocertificazione con un minimo di dati”.
Le ” convergenze parallele” sono ormai rottamate.

Dicono che la Difesa Civile, questa volta, non abbia diramato alcun allarme. Pare credere che se l’avesse fatto, tutte le omissioni degli ultimi venti anni in termini di sistemazioni idrogeologiche sarebbero state sanate nel giro di 24 ore.
In realtà politici tecnici e imprese erano da anni impegnati in una guerra di carte da bollo per il controllo dei fondi che li ha resi ciechi e sordi alla realtà .

Gli allarmi degli ultimi venti anni – regolarmente infondati- sono invece una prerogativa del nostro intelligence ormai indistinguibile da un normale menagramo: prevede disastri apocalittici senza altro briciolo di fondamento che un generico timore di una eventualità negativa futura.
Le relazioni semestrali al Parlamento ( Copasir) sono prive di ogni carisma di realtà e sembrano un breviario con cui si masticano le solite litanie.

Si tratta di due strutture molto costose che, per legge, possono spendere senza dar conto a nessuno e possono anche assumere (e licenziare) chi vogliono, nell’interesse dello Stato
.
Insomma, sono due istituzioni ideali per evitare controlli sui criteri con cui vengono amministrate e pertanto la loro conduzione dovrebbe essere affidata a persone dotate di elevati standard morali e competenza tecnica.

La necessità di utilizzare per entrambi i compiti persone psicologicamente orientate sull’obbiettivo e non centrate su di se, ha da secoli orientato ogni sorta di governi a ricorrere a uomini dotati di educazione militare,
Il modello organizzativo non poteva che essere di tipo militare, ossia svincolato da ragionamenti economicistici basti sulla convenienza personale o amministrativa.

Ia coincidenza di interessi tra il PD ( all’epoca distinto da altra sigla, ma rappresentato negli incontri in USA dall’on Minnitti) e il governo degli Stati Uniti condusse alla smilitarizzazione di entrambe le strutture, complice la DC, al loro affidamento a persone di scarse virtù civiche al vertice, ha condotto al disfacimento per contaminazione di innumeri strati portanti della società civile italiana con cui questi enti erano a contatto.

LA DIFESA CIVILE
formalmente affidata al ministero dell’interno da sempre, funzionava come l’arma dei carabinieri: per l’addestramento e la disciplina dipendeva dal ministero della Difesa e per l’impiego dal ministero dell’interno. Una sola paga, due funzioni; con sani criteri sabaudi e piemontesi.

La prima grande prova – anni 50 – fu l’alluvione del Polesine, la seconda l’alluvione di Firenze. In questa città fin dall’inizio il generale de Lorenzo, era capo di SM dell’Esercito e anche ingegnere, fece affluire 16.000 militari e salvo la città .

Gli studenti furono utilizzati per salvare e catalogare libri e opere d’arte, mentre i coscritti spalavano e i mezzi anfibi e di movimento terra furono affidati all’ organizzazione militare.

Poi, fu la stagione dei terremoti : Belice, Irpinia, Friuli. Si creò una organizzazione stabile dipendente dall’interno e con a capo un militare ( come i CC la GDF) riconoscendo implicitamente la necessità di integrazione con uomini e mezzi delle FFAA.

Gradatamente, i politici penetrarono la struttura fino ad ottenere anche la nomina del vertice, coi risultati che si sono visti in occasione del sisma all’Aquila. Nel solo caso dell’Irpinia, l’inchiesta su come vennero spesi i 70.000 miliardi ebbe risultati tali che il presidente della Repubblica decise di seppellirli per rinviare la crisi della Repubblica.

Questa formula organizzativa ha prodotto un grave ritardo nell’utilizzo dei militari per i soccorsi e il loro non utilizzo nella prevenzione, un moltiplicarsi delle procedure ( ad esempio per usare una caserma per ospitare le persone colpite) e delle spese ( acquisto di mezzi ad uso esclusivamente civile mentre mezzi militari analoghi giacciono in caserme assieme a personale già specializzato, l’utilizzo di ” volontari” che volentieri rilasciano interviste TV elogiative del sindaco di turno e la necessità di negoziati per far affluire rinforzi da altre regioni.

L’INTELLIGENCE

Anche qui negli anni 50 e 60 una crescita costante ( si ricominciava da zero…) , integrazione nell’occidente con “reti” miste in zone importanti quali il Medio Oriente, successi professionali ( es: rapida chiusura del dossier ” Alto Adige” e oggi vediamo come sia difficile bloccare organizzazioni terroristiche, unico servizio occidentale ad aver anticipato lo sganciamento di Tito dall’URSS, il colpo di stato militare turco del 1960, la rottura dell’Unione Siro egiziana) .

L’arrivo del generale Giovanni de Lorenzo diede un forte impulso all’organizzazione, ma fu anche l’inizio di un rapporto improprio con la politica.

Anche qui, penetrazione progressiva, smantellamento, sostituzione con elementi inaffidabili fino a perdere la fiducia degli alleati e ridursi a un centro di riciclaggio di denaro per i potenti di turno.
Si giunse al punto di creare un secondo servizio ” civile” a dotare il centro di controspionaggio di Roma del 50% del bilancio ( col 50% restante si occupavano del resto del mondo…).

Lo scandalo del SISDE in cui il servizio risulto dominato da una segretaria e un appaltatore intraprendente, provocò una battuta d’arresto con la designazione di militari per evitare che si continuasse con la befana dei prefetti, ma il trend fu inarrestabile e, peggio, inizio a coinvolgere l’arma dei carabinieri e la GDF. che oggi sono diretti da elementi provenienti dai ranghi che sanciscono il trionfo di cordate interne, mentre prima erano soggette a periodiche verifiche esterne di un capo super partes.

Entrambe queste strutture portanti dello Stato si decise di depotenziarle , sottrarle ai militari e ” democratizzarle” facendole controllare al Ministero dell’interno. Per inciso la pubblicazione dell’archivio Mitrokhin successivo al crollo dell’URSS mostra che era proibito agli Agenti russi cercare di reclutare informatori in quel ministero e nessuno si chiede perchè….
Una disposizione SISMI decise l’avvicendamento di tutti gli addetti al servizio con più di venti anni di attività : è come demolire il Colosseo per favorire la viabilità.

Un solo esempio: se il commissario Nicola Callipari avesse avuto un minimo di educazione militare e addestramento anti guerriglia , liberato l’ostaggio e dovendo muovere in zona di guerra, avrebbe chiesto una scorta di un autoblindo.
Lo hanno premiato con una medaglia d’oro “al Valor Militare” e tacitato la moglie con alcuni milioni di euro e un seggio senatoriale nel PD.
Il premiare un civile con una onorificenza militare e considerare un errore un atto eroico è un elemento caratteristico dei tempi che il destino ci ha assegnato.

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