Tag Archives: Fondo Monetario Internazionale

I FONDI AVVOLTOIO CERCANO UN NUOVO DEFAULT ARGENTINO . dI Paolo Raimondi e Mario Lettieri

Non è un default. In Argentina si sta combattendo la fase decisiva dello scontro tra lo Stato sovrano e i fondi speculativi.

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GRECIA: TRIONFO DEI CONSUMATORI. L’OFFERTA SALE DEL 1,500% RISPETTO ALLO SCORSO ANNO. I PREZZI SCENDONO A VENTI/TRENTA EURO A SERVIZIO.

Si tratta,ovviamente, della prostituzione.
La ricerca, condotta dal Dipartimento di criminologia della Università

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CRISI ECONOMICA MONDIALE. E SECONDO IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE È ANCHE SECOLARE. ECCO UNA ANALISI DI RAIMONDI E LETTIERI CHE CITA IL DIR. GEN. DELLA BANCA DEI REGOLAMENTI INTERNAZIONALI DI BASILEA.

Sono passati più di 5 anni dall’esplosione della crisi finanziaria globale, ma l’economia globale sta ancora lottando per superare la debolezza cronica del dopo crisi». Una debolezza che si manifesta in tanti modi: trend deludenti della produzione e della produttività; disoccupazione oltre ai livelli pre-crisi; rischi di deflazione; crescita del 30% del debito privato dei settori non finanziari rispetto al Pil; un settore finanziario ancora in riassestamento; i mercati finanziari in crescita e sempre più dipendenti dalle banche centrali; deficit di bilancio crescenti mentre scendono gli introiti fiscali; una politica monetaria che ha raggiunto i suoi limiti.

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CRISI FINANZIARIA: IL FRONTE DEI PAESI CREDITORI DA SEGNI DI CEDIMENTO. di Antonio de Martini

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qualcosa sta cambiando e i paesi creditori stanno dando segnali di piccoli cedimenti.
il tempo ci dirà se sono segnali dovuti alla paura o se stanno allentando il cappio per far respirare i debitori per poi tornare a spremere senza pietà.
I segnali percepiti sono:

a) Argentina: l’avevamo lasciata , dopo che il FMI aveva mostrato ” il cartellino rosso” ed era iniziata la guerra delle due Cristine ( Lagarde e Kirchner) . Tra l’Argentina e un nuovo default stava solo la pronunzia di un tribunale americano cui la Kirchner aveva fatto ricorso e la sentenza era attesa per settembre. Continua a leggere

LE RIVOLUZIONI EUROPEE COMINCIARONO SEMPRE CON UNA RIVOLTA IN UNGHERIA. CHIUDE L’UFFICIO F.M.I. A BUDAPEST. di Antonio de Martini

Italia, Polonia e Ungheria sono tre paesi ” di passaggio” : l’Italia in senso nord-sud e gli altri due in senso ovest-est.
deve essere anche per questo comune destino che ricordiamo anche al ginnasio con piacere la partecipazione di volontari ungheresi,agli ordini di Stefano Türr ( 1848) e , György Klapka( 1859) alle nostre lotte per l’indipendenza e citiamo nel nostro inno nazionale ” il sangue polacco” che l’aquila bicipite ” bevè col cosacco, ma il cor le bruciò”.
Sempre nel 1848 oltre 1100 volontari italiani combatterono per l’indipendenza ungherese agli ordini di Alessandro Monti.

Sui bastioni di Buda c’è una lapide in memoria di un barone salernitano – di cui non ricordo ahimé il nome- che superò per primo i bastioni turchi per la liberazione della città.
Una amica polacca dell’ambasciata, mi ha assicurato che anche nell’inno nazionale polacco c’è un accenno diretto all’Italia e alle lotte comuni.

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LA RASSEGNA STAMPA DI GiC. Del 30 MARZO 2013

NEW YORK, 29. Il Segretario generale delle Nazioni Unite si è detto profondamente deluso per il mancato raggiungimento di un accordo unanime sul Trattato per il commercio delle armi convenzionali (Att). L’adozione per consenso, cioè all’unanimità dell’Assemblea generale dell’Onu, è stata bloccata ieri da Corea del Nord, Iran e Siria al termine di due settimane dell’ultima sessione di negoziati.

Le Nazioni Unite erano sembrate vicine allo storico accordo sul primo Trattato internazionale globale e vincolante sulla compravendita delle armi dopo la svolta data dal Presidente Barack Obama alla posizione degli Stati Uniti, finora contrari a vincoli internazionali sul proprio commercio di armi. Per ottenere il consenso sull’Att — pur ritenendolo debole su aspetti come il controllo dei proiettili e l’esclusione di armi come i droni — si erano spesi in particolare la maggior parte dei Paesi dell’Africa e dell’America latina.

NEW YORK, 29. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato ieri all’unanimità una risoluzione che prevede la creazione di una forza di combattimento speciale nella Repubblica Democratica del Congo, per un periodo iniziale di un anno e con il mandato di passare all’offensiva contro i ribelli.

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I GRECI DI CIPRO NON CEDONO E MOSTRANO CHE LA REGINA È IN MUTANDE. PER NON SUBIRE BASTA DIRE DI NO. di Antonio de Martini

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La ormai famigerata Troika composta dal Fondo monetario internazionale, Banca Centrale Europea e Unione Europea, mentre nel negoziato con la Grecia si è guadagnata la fama di sadica, ma onnipotente organizzazione, nella vicenda Cipriota ha mostrato tutti i suoi limiti, incassando una prima cocente sconfitta, imbellettata da accordo.
La disfatta principale la incassa l’immagine dell’Euro.
Fino a ieri nei paesi mediterranei ci si domandava se uscire o no dalla moneta unica, adesso il dubbio è su chi sarà il primo a farlo.

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ITALIA: NON È UN PAESE PER VECCHI E NEMMENO PER GIOVANI. È UN PAESE PER SMEMORATI E PER PARACULI. di Antonio de Martini

Il giornalista Mario tedeschi su ” IL BORGHESE” pubblicò – anni sessanta – nell’inserto fotografico delle pagine centrali della rivista, la fotocopia della richiesta inoltrata dal Monte dei Paschi di Siena negli anni 30 (35 o 36) in cui il Monte chiedeva alla Banca d’Italia l’autorizzazione a celebrare il cinquantenario dell’istituto.
Questa della Banca “operante da cinque secoli”, è comunque la panzana più veniale raccontata su questa vicenda dai contorni maleodoranti, ma è indicativa delle fiabe su cui si basa l’Italia di oggi.
L’aspetto più grave, casomai, è che nessuno si chieda quale impiego abbiano avuto i fondi scomparsi. Il metodo investigativo del ” follow the money” evidentemente non viene applicato ai fondi distratti dalle banche, eppure seguire le tracce di quattro miliardi ( se sono solo quattro) non dovrebbe essere difficile. Continua a leggere

GRECIA: DUE AUTO DI PROPRIETÀ DELL’EX MINISTRO DELLA DIFESA PAPANTONIOU SALTANO IN ARIA DOPO LA RIVELAZIONE CHE LA BOEING HA SOVRAFFATTURATO 12 ELICOTTERI APACHE. MA C’È DI PEGGIO… di Antonio de Martini

Due automobili di proprietà di Yiannos Papantoniou – sotto inchiesta per una tangente di settanta milioni di dollari su una fornitura di 12 elicotteri militari – sono stati oggetto di un attentato secondo quanto riferito dalla polizia.
La transazione , avvenuta nel 2003 , fu conclusa con la Boeing e trattata per la parte finanziaria dalla Deutsche Bank. L’importo di 593 milioni di dollari fu portato a 663 milioni al momento del pagamento.

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MERKEL, IL NOSTRO REFERENTE AL FONDO MONETARIO E IL RAPPRESENTANTE DI MOODYS HANNO UNA COSA IN COMUNE : IL PASSAPORTO TEDESCO!

L’articolo de ” Il foglio” si intitola ” contro l’economia italiana e l’incapacità di vendersi bene a Bruxelles”.
Non fa nomi, ma dice che “nell’estate 2011 il rappresentante tedesco {nelFMI] ha impedito la diffusione delle analisi che mostrano quanto fosse non giustificato un rischio elevato di insolvenza dell’Italia. Continua a leggere

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