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RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE  DEL 25 APRILE 2015 A CURA di Gianni Ceccarelli

Alla conferenza Afroasiatica di Giacarta il 22 aprile, i leaderspresenti ha auspicato un “ordine nuovo” globale, aperto ai poteri economici emergenti e che abbandoni le “idee obsolete” delle istituzioni del tempo di Bretton Woods. L’ospite della conferenza, l’indonesiano Joko Widodo ha sostenuto che coloro che ancora insistono sulla soluzione dei problemi economici globali sulla base della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Asiatica per lo sviluppo pensano in termini superati: “E’ tempo ormai di pensare a costruire un nuovo ordine economico internazionale,  aperto alle nuove necessità emergenti”. Da parte sua, il Presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe ha sostenuto che i Paesi asiatici e africani non devono più essere pensati come esportatori di beni primari e importatori di beni finiti: “Questo ruolo ci è stato storicamente assegnato –ha detto- da poteri coloniali e risale all’idea del colonialismo”. Al tempo della prima Conferenza di Bandung, nel 1955 (sessanta anni fa), i Paesi afroasiatici costituivano meno di un quarto della produzione di beni economici globali; questa percentuale è ora di oltre il 50%. Due dei partecipanti a Bandung, la Cina e l’India, fanno parte del G20 e rappresentano un considerevole potere economico.

http://www.reuters.com/ 22 apr

 

Due notizie di medicina ma con un impatto potenzialmente globale.

• In Sierra Leone è stata lanciato uno studio clinico su uno dei possibili vaccini contro il temibile virus Ebola. La indagine arriverà a includere 6000 transfrontalieri in cinque province del Paese e ha lo scopo di saggiare l’efficacia e la sicurezza di un vaccino sperimentale indicato come rVSV-ZEBOV. Il vaccino veicola un virus innocuo che però veicola a sua volta un gene non infettante dell’Ebola. Come ogni vaccino, anche questo non provoca ovviamente la malattia ma induce una reazione immunitaria nei confronti dell’infezione. Il vaccino è stato sviluppato da scienziati della Public Health Agency canadese ed è affidato a un industria, laNewLink Genetics, che ha in corso trattative di licenza con la multinazionale Merck Co. In un’altra notizia che proviene da ricercatori statunitensi, un altro vaccino che si è dimostrato attivo rapidamente in un’unica dose nei primati non umani potrebbe essere la base per un prodotto attivo anche nell’uomo.  Questo vaccino si è dimostrato capace di indurre una risposta immunitaria verso un ceppo di Ebola che ha infettato finora più di 25.000 soggetti, provocando la morte in circa 16.000. 
• Ricerche preliminari ad opera dell’U.S. National Instituteof Diabetes and Digestive and Kidney Diseases indicano che un antiistaminico a bassissimo costo, la clorciclizina, può avere un valore nel trattamento dell’epatite C, una affezione in cui i farmaci finora disponibili hanno un sosto enorme. L’autore dell’indagine ha affermato che “è troppo presto per sapere se il farmaco è attivo nei malati, ma esso blocca il virus dell’epatite C agendo in un modo diverso dai farmaci finora noti”. L’idea è di usarle la clorciclizinainsieme ai normali farmaci.

http://www.drugs.com/news visitato 18 apr

Liang TJ. et al., Sci Transl Med. 2015 Apr 8

Chamoun-Emanuelli AM, et al. : Antiviral Res. 2014 Sep;109:141-8

 

Qualche settimana fa avevo segnalato che una nuova specie di rana (il cui nome scientifico è Hyalinobatrachium dianae)  è stata scoperta in Costa Rica. Si tratta di una specie che appare simile a una rana di vetro, con una pelle translucida nella zona inferiore (che rende visibili gli organi interni) e occhi che la rendono molto simile a Kermit, la rana personaggio della serie dei Muppet ben nota ai bambini. La nuova specie è stata fotografata dal dottor Brian Kubicki che l’ha studiata (con altri scienziati del Costa Rican Amphibian Research Center) e che le ha dato il nome (Janet Diana Kubicki) di sua madre; sembra più un insetto che una rana. Non si sa come abbia reagito la signora Kubicki.

http://www.wdrm.com/ visitato 21 apr. 15

 

 

 

Il Libano ha ricevuto la prima tranche, pari a 3 miliardi di dollari, di armi francesi pagate dall’Arabia Saudita. La cerimonia di consegna è avvenuta in settimana all’aeroporto internazionale di Beirut, presenti i ministri della difesa libanese e francese e alti ufficiali delle due Nazioni. L’accordo che era stato annunciato per la prima volta nel 2013, ha lo scopo di rinforzare l’armamento libanese al fine di opporsi alla marea crescente della guerra civile in Siria. Il Ministro francese Jean-Yves Le Drian ha dichiarato che l’accordo comprende tra l’altro veicoli armati e sei elicotteri da trasporto e include programmi di addestramento per le truppe libanesi condotti da personale francese. Il ministro libanese SamirMoqbel ha a sua volta dichiarato che “la vittoria del Libano contro il terrorismo è la vittoria di tutte le Nazioni minacciate da esso”.

http://www.foxnews.com/world visitato 21 apr. 15

 

 

La decisione unilaterale della Svezia di cancellare l’accordo di difesa con l’Arabia Saudita ha suscitato notevole impressione negli ambienti internazionali. I motivi che vengono adotti sono di carattere morale, e rifiutano la cooperazione militare con “una delle dittature più marcate”, che viola i diritti umani. L’accordo a carattere difensivo era stato confermato nel 2005 dal Governo socialdemocratico e aveva suscitato un notevole dibattito in Svezia. Il partito socialdemocratico era tornato al potere nel 2014 dopo otto anni all’opposizione e si era subito trovato sotto attacco, dal momento che una clausola dell’accordo prevedeva una sua cancellazione solo entro il 15 di maggio di quest’anno. Il Governo Saudita ha reagito con molto vigore, ritirando il suo ambasciatore in Svezia e cancellando il ministro degli esteri svedese, la signora Margot Wallström, dalla lista degli oratori alla Lega Araba del Cairo, dove in precedenza la signora era stata indicata come ospite d’onore. In un articolo apparso in Perù, Ulf Bjereld, un commentatore politico di primo piano, sottolinea che la motivazione di un tale atto non è solo morale, ma anche politica, favorendo la sicurezza del Paese. Bjerfeld commenta che in questo caso la politica svedese non ha seguito automaticamente quella degli Paesi dell’UE, mostrando una indipendenza e integrità che alla fine ne rafforza la posizione internazionale. Passando dalle parole ai fatti, la Svezia ha mostrato di intendere seriamente il fattore morale, anche se ciò avrà conseguenza importanti sulle sue esportazioni. Una politica indipendente o più indipendente avrà il suo valore in vista della campagna svedese per essere eletta al Consiglio di Sicurezza ONU per il 2017-2018.

http://www.peruviantimes.com/ visitato 21 apr

 

Il Ministro dell’agricoltura del Perù ha recentemente approvato la continuazione dell’uso di due tipi di pesticidi chimici che la WHO –l’Organizzazione Mondiale della sanità- ha classificato come “tossici” o molto tossici”. Piuttosto stranamente, i decreti in oggetto non prevedono alcuna esenzione ai tassi doganali di esportazione dei pesticidi e ne proibiscono l’importazione e la distribuzione per l’uso nei programmi sotto l’egida dello stesso Ministero dell’agricoltura, mentre non ne proibiscono l’uso ad opera di privati. Ciò ha portato il DAR, un istituto per l’ambiente e le risorse naturalia rimarcare che la disposizione in oggetto contraddice il fine della legislazione nazionale in merito, che ha lo scopo di prevenire e proteggere la salute dell’uomo e dell’ambiente. Un altro pericolo connesso a queste sostanze è relativo alla scarsa informazione circa il loro uso, il che porta a non infrequenti casi di avvelenamento nelle zone rurali dove i pesticidi sono conservati in vicinanza di alimenti.

http://www.peruviantimes.com/ vistato 21 apr. 15

 

 

 

Anche dopo il recente acquisto dei 36 cacciabombardieri francesi Dassault Rafale la situazione in India in materia di acquisti di armamenti appare molto frammentaria e confusa. La problematica principale riguarderebbe un enorme scollamento tra i tre principali attori della scena decisionale indiana: il Ministero della Difesa, l’Indian Air Force e la classe politica del paese. Questi tre elementi devono fare i conti con le grandi questioni politiche, diplomatiche e industriali a cui andrebbero incontro con le loro decisioni. Al centro di questo specifico conflitto due sono invece le parti avverse: una a favore del caccia francese, l’altra a favore dello sviluppo in patria del caccia di quinta generazione FGFA. Impiegare le risorse sul FGFA (un Sukhoi T-50 biposto, per semplificare le cose) significa che la Indian Air Force diventerà a tutti gli effetti una flotta aerea per molti versi simile a quella russa, senza contare che il futuro della Forza aerea indiana si baserà essenzialmente su un aereo che a tutt’oggi esiste solo sulla carta.

Scegliere il Rafale significa invece puntare su un aereo certamente esistente ma di una (o mezza) generazione inferiore al FGFA/T-50. L’India poi continua certamente ad esprimere apprezzamento per gli aerei americani ma non è particolarmente incline ad acquistare un aereo da combattimento per la prima linea dagli Stati Uniti.Certamente per i francesi della Dassault questo primo contratto annunciato dal primo ministro Narendra Modi potrebbe essere un discreto inizio in attesa che venga confermato il corposo contratto a suo tempo vincente relativo a ben 126 esemplari; ma è chiaro a tutti che i numeri vincenti sono ben altri considerato che l’Indiacontinua nel tempo ad avere una flotta numerosa di aerei da rimpiazzare: ben 150 MiG-21 e almeno 85 MiG-27.

M. Sparacino in http://www.analisidifesa.it/2015/04 visitato 22 apr

 

Il Primo Ministro canadese Stephen Harper ha annunciato l’invio a breve di consiglieri militari in Ucraina per il sostegno nella lotta contro i separatisti. Com’è poi stato precisato in conferenza-stampa dal Ministro della Difesa Jason Kenney e dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Thomas Lawson, si tratta di un contingente di 200 militari che verranno impiegati, per una durata prevista di 2 anni, nei centri addestrativi dell’Ucraina occidentale di Yavoriv e di Kamyanets-Podilsky. F. Ragno in http://www.analisidifesa.it/2015/04 visitato 22 apr

Il termine “editing” è di solito impiegato in editoria a indicare la sistemazione redazionale di un testo consegnato da un autore. Ora viene impiegato per un lavoro di autori cinesi che hanno ottenuto per la prima volta “l’editing” del genoma di un embrione umano. Lo studio è stato pubblicato su una rivista minore (“Protein & cell”) dal momento che alcune tra le maggiori, tra cui “Nature” e “Science” si erano rifiutate di farlo–secondo gli autori- adducendo motivi etici (il che non aveva impedito a “Nature news alert” la sezione più giornalistica della rivista, del tutto indipendente dalla parte più scientifica, di darne notizia). Gli autori, tra cui JunjiuHuang Sun della Yat-sen University in Guangzhou, hanno tentato di evitare i problemi etici impiegando “embrioni non vitali” (tali che non possono svilupparsi fino allo stadio finale) ottenuti in cliniche della fertilità. Essi hanno usato una tecnica già nota, denominata Crispr/cas9, applicandola però per la prima volta e embrioni umani preimpianto, il che –secondo ricercatori della Harvard Medical School in Boston- ne fa una sorta di pietra miliare in questo genere di indagine; al MIT la ricerca è stata definita “la più grande scoperta in biotecnologia”. La tecnica (che aveva già ricevuto un importate premio in denaro per l’innovazione scientifica) in sostanza permette di eliminare dal genoma alcune porzioni di DNA e di sostituirle con altre, ma sempre poche settimane fa e sempre su riviste importanti parecchi scienziati avevano messo in guardia (Nature (London, U. K.) (2015), 519(7544), 410-411; Science. 2015 Apr 3;348(6230):36-8.) sui notevoli rischi e sui “tenui” vantaggi terapeutici che una tale tecnica di editing applicata a “linee genetiche umane” può provocare. I cinesi non hanno tenuto conto di tali avvertimenti. In effetti le implicazioni etiche del caso sono sconvolgenti.

Liang, P. et al. Protein Cell http://dx.doi.org/10.1007/s13238-015-0153-5 (2015).

http://www.nature.com/news/ Visitato 23 apr

 

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IL QATAR RAGGIUNGE ITALIA+SPAGNA NEL CAMPO DELLE POLITICHE SOCIALI.

hptt://corrieredellacollera.com
Secondo statistiche Eurostat (aggiornate a dicembre 2012) considerando le attività del Nace-R2 (una sorta di ‘paniere’ delle 13 attività economiche comuni ai paesi della Ue) l’Italia tra il 2008 e il 2010 è stato per valori assoluti il Paese con più morti sul lavoro (718 vittime nell’ultimo anno considerato, contro le 567 della Germania, le 550 della Francia, le 338 della Spagna e le 172 della Gran Bretagna).
Italia e Spagna assieme hanno totalizzato mille morti sul lavoro ( su 13 attività ) con 90milioni di abitanti in totale.

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L’ARPÌA BIRMANA: IL CLUB DEI PAESI CREDITORI ABBUONA IL DEBITO DEL MYANMAR DI OLTRE 13 MILIARDI DI DOLLARI. PERCHE LA GRECIA NO? di Antonio de Martini

Il Club di Parigi, costituito dai principali paesi creditori di debiti contratti da paesi , in genere appartenenti alla parte del mondo definita “in via di sviluppo”, ha annunziato di aver ristrutturato il debito della Birmania.

L’ accordo con i creditori internazionali per ridurre il debito estero ammonta a circa 6 miliardi di dollari. Un ulteriore mezzo miliardo abbondante è stato abbuonato dalla Norvegia. Il Giappone che non fa parte del “Club di Parigi” ha assecondato la manovra impegnandosi ad azzerare tre miliardi di dollari di debiti contratti dal regime Birmano.

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IL TERMOMETRO DELLA NOSTRA CREDIBILITÀ INTERNAZIONALE SONO GLI INVESTIMENTI ESTERI. SECONDO LA BANCA MONDIALE, SIAMO DIETRO LO ZAMBIA. di Antonio de Martini

Nel triennio 2010-2012, di investimenti stranieri in Inghilterra ce ne sono stati per 208 miliardi di euro in Francia per 132 e in Germania 90.
Nello stesso periodo in Italia ci sono stati investitimenti esteri per 18 miliardi. Continua a leggere

MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA: PIOVE SUL BAGNATO. LA SICCITÀ IN U.S.A. PROVOCA AUMENTI ABNORMI DEI PREZZI DEI CEREALI . LIBIA, EGITTO, SIRIA, SENEGAL, MINACCIATI DI PENURIA GRAVE. di Antonio de Martini

Il neo presidente della Banca Mondiale Jim Yong Kim – che ad onta del nome è un medico americano – ha rilasciato un preoccupante comunicato circa l’impennata dei prezzi dei cereali nel mondo.
La crisi è imputata ad una severa penuria di acqua nel middle west degli Stati Uniti e minaccia di ripercuotersi nel mondo ” sui paesi più vulnerabili ” e riaccendere le ” rivolte della fame” che si ebbero in numerose città dell’Africa occidentale e del Nord Africa ( Cairo inclusa) nel 2008. Continua a leggere

ASIA: DA DAMASCO A ISLAMABAD A SHANGHAI GLI STATI UNITI IN AFFANNO. LE AMBIZIONI NON SONO ALL’ALTEZZA DELLE CAPACITA’.di Antonio de Martini

I giornali di oggi fanno del loro meglio per attenuare lo scacco tedesco a Bruxelles e quello americano a Ginevra, quest’ultimo avvenuto nel negoziato USA- Russia sulla Siria.
Il succo della vicenda è che Bashar el Assad non dovrà essere costretto da stranieri a lasciare l’incarico. Dunque, sarà lui a assicurare la transizione. Vittoria netta delle tesi russe.
Non è detto che i contraenti mantengano l’impegno, ma certo avrebbero fatto volentieri a meno di prenderlo..

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Un’altra delusione USA : La Tunisia difende la propria sovranità nazionale e rifiuta le condizioni poste dalla Banca Mondiale per dare assistenza economica. di Antonio de Martini

Tunisi ha respinto le condizioni dettate dalla Banca Mondiale e dalla UE per la concessione di aiuti  economici alla Tunisia. Un portavoce del governo ha dichiarato oggi che quest’ultimo reputa inaccettabile  qualunque ingerenza straniera nella politica interna tunisina, giudicando ” fuori luogo” la richiesta di una stampa libera da parte della comunità internazionale. Continua a leggere

LA CLINTON SE NE VA. NON VERRA’ RIMPIANTA DA NESSUNO di Antonio de Martini

L’11 febbraio alle 15 e qualcosa, nel post ” La Cina in soccorso dell’Iran” concludevo, dopo aver analizzato gli errori che aveva commesso , ” forse e’ tempo per la Clinton di passare la mano”.
E’ di oggi la notizia che il vice presidente della Banca Mondiale Zoelneck ha annunziato che si ritirerà a giugno e che la candidata alla successione e’ Hilary Clinton. Continua a leggere

Tornano le rivolte della fame. Mediterraneo in fiamme di Antonio de Martini

gli scontri in Algeria. In Francia nel 2010 le auto incendiate sono state 42.000. E noi ci lamentiamo della FIOM

 L’intero bacino mediterraneo è in stato di crisi : In Spagna c’è l’Eta basca. I balcani sono presidiati dalle truppe europee dopo che gli USA hanno scatenato una guerra che non hanno potuto chiudere.  La Grecia ,  ha gli attentati anarcononsocosa. La Turchia ha i suoi guerriglieri curdi. Il Libano si lecca ancora le ferite di una guerra durata 17 anni con oltre 120.000 morti su tre milioni di abitanti.  Israele ha i Palestinesi ( o se preferite, viceversa). Continua a leggere

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