Archivi delle etichette: Silvio Berlusconi

LA POLITICA E’ UN’ALTRA COSA

La profilantesi rielezione di Sergio Mattarella e la conseguente conferma di Mario Draghi producono due effetti: mostrano al di là di ogni dubbio, che viviamo in un regime ( ossia un tipo di governo a cui l’alternativa democratica é resa impossibile).

Il secondo effetto é di gran lunga più importante: la realtà si é incaricata di demolire il mito del ” centro destra” governato da personaggi autocertificatisi ” carismatici” e in realtà scherzi della natura favoriti nell’ascesa daigli stessi partiti avversari cui non pareva vero d’essere contrastati da avatar pieni del loro ego.

Le dirette Tv nate per celebrare il ” rito democratico” hanno mostrato in tutto il suo squallore la pochezza degli dei e degli stessi officianti.

Ora sarà chiaro a tutti gli italiani in buona fede he chi difende questo sistema marcio dei partiti, o ne trae benefici oppure é un povero deficiente.

Da anni ci sono sollecitazioni a creare un nuovo partito, movimento o iniziativa politica di reazione a questa repubblica dei compari.

Adesso il momento é arrivato.

I guru – mi tornano in mente le parole di Diaz- risalgono in disordine e senza speranza le valli varesine da cui erano discesi con orgogliosa sicurezza.

A Silvio Berlusconi si rimbocchi la lapide e la Giorgia Meloni torni zucca, il sogno é finito.

Come Mazzini insegna, la politica é un’altra cosa.

La nuova edizione di questa antologia di scritti su Giuseppe Mazzini é in stampa. Chi la volesse ( prezzo di rimborso 16 euro) é pregato di farne richiesta a antoniodemartini@gmail.com

L’ITALIA E LE MONARCHIE SONO I SOLI PAESI AL MONDO IN CUI I CITTADINI NON ELEGGONO CHI DIRIGE LO STATO.

CON LA BEFANA ARRIVA LA MADRE DI TUTTE LE ELEZIONI PRESIDENZIALI

Il 16 gennaio inizierà la madre di tutte le sceneggiate che in Italia si chiama “l’elezione del presidente della Repubblica” affidata a un migliaio di persone ( in parte delegittimate dalla Corte Costituzionale) a fronte di sessanta milioni di aventi diritto, in quanto cittadini della Repubblica.

Durante la trascorsa stagione abbiamo avuto il privilegio di assistere a una serie di anteprime, con funzionari del Quirinale all’opera per rafforzare l’immagine del presidente uscente con iniziative che i buonisti definirebbero “dal sapore risorgimentale” ( il San Carlo di Napoli e la Scala di Milano che hanno mobilitato le claque delle grandi prime per applaudire) e i cattivisti definirebbero invece ” di sapore monarchico,” come se degli applausi di un paio di teatri borghesi fossero sufficienti a superare le remore democratiche repubblicane che negano l’opportunità di un raddoppio a un mandato di sette anni.

Va apprezzato lo stratagemma di Napolitano che, dopo aver inventato il colpo di Stato a rate, ha introdotto le rate anche nel raddoppio del mandato presidenziale con l’interruzione dopo un biennio, ma anche nove anni non sono un mandato repubblicano: sono un regno.

Svelata la strategia dei funzionari della presidenza per allungarsi il periodo di pacchia personale, passiamo ad analizzare la situazione politica reale.

GLI ANTEFATTI

I trampolini da cui si accede più facilmente alla eleggibilità presidenziale ,si sono – nella storia repubblicana- rivelati la presidenza di una delle camere ( De Nicola, Gronchi, Leone, Pertini) e l’aver occupato la posizione di ministro dell’interno ( Cossiga, Scalfaro, Napolitano), anche se la candidabilità dell’alto scranno non ha funzionato per i presidenti del Senato ( Merzagora, Fanfani).

Di capi partito eletti, ne ricordo due: Segni e Saragat.

Il settennato di Segni – garanzia moderata per affrontare il periodo della apertura a sinistra- fu interrotto dagli insulti veementi lanciati da un Saragat, probabilmente alticcio, contro Segni che sentendosi oltraggiato nella sua dignità presidenziale, fu colto da ictus e ” dimissionato” due mesi dopo con una perizia medica e una lettera di dimissioni entrambe di dubbio valore legale.

A questi, vanno aggiunti due outsider: Luigi Einaudi ( ormai mitico) e Carlo Azeglio Ciampi, provenienti dalla nidiata della Banca d’Italia come Dini e qualche altro immessi quando si credette che un commissariamento della Banca Centrale fosse sufficiente a farci accettare dal sistema internazionale.

Con Einaudi ( e Menichella) funzionò, mentre con Ciampi ne ricavammo una svalutazione al 27% e una sonora sconfitta che ci fece capire la necessità di evitare il provincialismo tipico del ” Guerrino sol contro Toscana tutta” che ci fece spendere 57.000 miliardi di valuta pregiata in cinque giorni per contrastare, da soli e invano, la finanza internazionale.

I FATTI REALI

Mettiamoci per un momento il passato alle spalle e guardiamo al futuro senza tener conto delle candidature lanciate basandosi sulle preferenze sessuali o di partito che sono state lanciate da giornalisti e minipolitici in cerca di protezione.

In Parlamento esistono due blocchi politici grosso modo rappresentanti gli schieramenti che per comodità chiameremo di destra e di sinistra, più un – per la prima volta alla tornata presidenziale- un gruppo misto di centoundici parlamentari in buona parte eletti tra i 5 stelle, ma dissenzienti e politicamente in balia degli eventi salvo, beninteso eccezioni che segnalerei con piacere se le conoscessi.

A parte il duo Mattarella Franceschini – coordinati da un Castagnetti molto attivo e ascoltato- che stanno cercando di raccordarsi con Matteo Renzi per evitare il frazionamento dei voti della sinistra, non esistono altri Stati Maggiori capaci di progetto.

A Destra, esiste solo una folcloristica armata Brancaleone che punta ad usare Berlusconi come candidato di bandiera spacciato per candidato eleggibile e Mario Draghi come tentativo di togliergli dalle mani i fondi del PNRR e ibernarlo alla presidenza. Nell’ombra Letta il vecchio – ormai detto “il conte zio” che spera in un colpo di fortuna in una vita che gliene ha dati fin troppi.

Tralascio le entità trascurabili che si attivano agitando qualche avanzo nel tentativo di influire alla elezione finale o almeno di farlo credere all’elettore sprovveduto che segue giornali e giornalisti minori di regime.

Tentativi di far eleggere personaggi di preferenze sessuali particolari o una donna si infrangeranno sulla scogliera del ministero dell’interno saldamente presidiato dalla ministra in carica, Luciana Lamorgese che sta gestendo i due più importanti dossier governativi: la migrazione e la tematica No-vax-salute- ordine pubblico. Se vogliono, essa ha il sesso, le competenze e gli antenati giusti, oltre ai voti di quanti devono il seggio al suo ministero.

La sinistra si troverà a designare uno del duo Dario Franceschini Sergio Mattarella ( escludendo ogni post comunista e l’avatar femminile Marta Cartabia), mentre la destra sarà ipnotizzata dalla candidatura di Silvio Berlusconi che non otterrà mai i voti della sinistra anche se riuscisse a “conquistare” tutti i centoundici del gruppo misto.

Se invece la destra moderata riuscisse a fare un salto di qualità e riprendere il cammino interrotto nel 1964 e candidasse Mario Segni – un sardo, un gentiluomo , un estraneo al regime , una vera riserva della Repubblica – le cose cambierebbero anche per la sinistra, dato che é inattaccabile.

Berlusconi quando creò Forza Italia, gli offrì la leadership e lui declinò. Questo dovrebbe dargli il placet della destra. Il professor Segni, rifiutò l’offerta e questo dovrebbe dargli il placet della sinistra. Ogni altro candidato di compromesso, non offrirebbe l’auspicata novità, sarebbe frutto di ambiguità e foriero di scontro civile troppo a lungo evitato senza badare ai costi.

GRECIA E MEDIO ORIENTE . DEDICO A MATTEO RENZI UN PROVERBIO ARABO CHE SONO IN MOLTI A MERITARE.

” IL VILE, PIÙ TEMPO PASSA E PIÙ SI PENTE”.

Il “DAY AFTER”  DI UN SISTEMA CHE MUORE. di Antonio de Martini

Il mio motto ” Chi va a votare avvelena anche te. Digli di smettere” ha trovato un altro 10% di cittadini  stanchi di sedersi al tavolo assieme ai bari.

Questa inesorabile costante  avanzata verso la contestazione globale del sistema di rappresentanza fasulla  che ci opprime da quaranta anni ( iniziò nel ’76 col 14% di astenuti dal voto) questa volta  ha fatto presa in particolare nelle cosiddette regioni rosse dopo aver trionfato nelle scorse elezioni  nelle zone  in cui l’elettorato è  stato tradizionalmente ostile al centro-sinistra.  

Anche il cemento armato della gestione clientelare dei governi a guida PCI-PDS-DS-PD ha mostrato di non reggere alla infiltrazione dell’acqua cheta dei cittadini che, sempre più numerosi ripudiano i vecchi idoli e fanno crollare gli altari.

Il paese sente di non essere governato e si ribella astenendosi dal partecipare ai ludi elettorali in maniera sempre più massiccia e sprezzante. La disaffezione porta l’anarchia in ogni aspetto della vita associata.

 La mini astuzia ministeriale di far votare i cittadini a cavallo della festa della Repubblica e i soldi spesi per la campagna pubblicitaria di partecipazione, non hanno funzionato. È un dialogo tra sordi.

Il sistema sanitario Veneto era già in pareggio prima della elezione dell’enologo Zaia  ( è l’eredità  amministrativa austroungarica) e nessuno crede veramente che l’ennesimo cappone del pollaio di Berlusconi farà miracoli in Liguria. I successi dei provocatori Salvini e Grillo sono il sintomo di una malattia, non la cura.

Gli italiani aspettano una NUOVA REPUBBLICA che stronchi la selezione a rovescio della classe dirigente che viene attuata a partire dal 1958 con la riforma Fanfani che apri la porta delle candidature agli impiegati di partito.

La disaffezione verso il sistema ha investito anche l’Europa che era la sola idea nuova scaturita dalle rovine della guerra mondiale. Ora è rappresentata da un vecchietto di modesta statura fisica e intellettuale incapace di assorbire la crisi greca ( tutta la Grecia rappresenta meno del 2% del prodotto lordo europeo. Chi non può assorbire una perdita del 2% ?) .

L’Europa non fa più figli e non vuole adottare quelli provenienti da altri continenti vicini. Li lasciamo annegare mentre noi anneghiamo in solitudine nei nostri eccessi di liquidità che non sappiamo più impiegare che per comprare obbligazioni di banche sclerotizzate.

Le Regioni italiane non servono ad altro che ad arricchire alcune centinaia di impiegati delle segreterie di finti partiti che cercheranno di riempirsi le tasche prima del naufragio che sanno inevitabile. Saranno anche più avidi dei predecessori.

Giolitti rimproverò Mussolini alla Camera dicendo ” questo governo mangia troppo” e Mussolini di rimando ” anche ai suoi tempi si mangiava” . Risposta di Giolitti: ” s,i ma si sapeva stare a tavola”.

Bei tempi.

BRUNO VESPA , IL COMANDANTE MARINI, I “MIGRANTI NAVIGATI” E BERLUSCONI.

Questa famosa e fumosa guardia costiera – la stessa che fece lezione di etica marinara al comandante Schettino – ci ha dato una lezione di fellonia da far rivoltare nelle loro bare d’acciaio in fondo al mare i caduti di tutte le nostre guerre. Continua a leggere

ROMA CORROTTA: L’ONOREVOLE ANGELINO, IL PREFETTO DI ROMA E IL PRESIDENTE DEL SENATO SPEDITI IN AVANSCOPERTA PER EVITARE LO SCIOGLIMENTO. MA CHI NON INTERVIENE È COMPLICE.

Il ministro dell’interno Angelino Alfano deve avere un gran debito di riconoscenza verso il presidente del Senato Pietro Grasso da Licata, perché la sua presenza ci impedisce di considerarlo l’uomo più vuoto del mondo politico italiano.

Continua a leggere

USA E RUSSIA: I DUE CORTEGGIATORI DELLA CINA SI PREPARANO AL DUELLO DECISIVO MENTRE I CINESI FANNO GLI INDIANI. .di Antonio de Martini

Mentre l’Ucraina si incammina tristemente verso il default, pur avendo un 40% di rapporto debito PIL (lo scorso aprile), il FMI ( Fondo Monetario Internazionale) è orientato a non chiedere la ristrutturazione del paese con cui ha massacrato la Grecia alla quale negò a lungo i 17 miliardi che ha invece rapidamente concesso agli Ucraini.

Senza ristrutturazione, la restituzione del debito è impossibile e si impone il default.
Con il fallimento del regime di Kiev inseguito dai creditori – tra cui la Russia- l’immagine dell’America ( che non ha prestato quasi nulla di suo) nei paesi slavi scivolerebbe allo stesso livello cui si trova oggi nel Vicino e Medio Oriente: zero.

Continua a leggere

MINACCE TERRORISTICHE SI, MA DA PARTE DI CHI? SI RIPETE LA FARSA DEI SERVIZI SEGRETI. di Antonio de Martini

Per portare a termine con successo e senza arresti un attentato come, ad esempio quello di Madrid, servono tra le cinquanta e le sessanta persone ben addestrate o una grande fortuna.
Con un sistema di parcellizzazione delle funzioni è possibile colpire e scomparire.
Le minacce segnalate ” da un servizio segreto straniero” circa un attentato in vaticano o addirittura al Papa sono ovviamente una scemenza, ma fanno parte di una strategia, vecchia e male attuata.

Continua a leggere

SESSO E DROGA, CONTRAFFAZIONE E CASALEGGIO. GLI INNOVATORI SONO SU OPPOSTE BARRICATE, MA HANNO A CUORE LE SORTI DELL’ECONOMIA. di Antonio de Martini

La prima scoperta credo di averla fatta io oggi.  La spiccio in due righe: il sig Fabio Conditi che ha continuato nei giorni scorsi a interferire con deliranti dichiarazioni , ossessivamente ripetute, che prevedevano l’immancabile vittoria finale dei 5 stelle, credo proprio che non esista.   Continua a leggere

IL CAVALIER BERLUSCONI, IL PROCESSO RUBY E L’ ETICA . di Carlo Cadorna

La notizia che gli avvocati di Silvio Berlusconi hanno chiesto le attenuanti, nell’appello al processo Ruby, motivandole con gli importanti incarichi di governo ricoperti riporta in primo piano il problema dell’etica del potere.
A me sembra infatti che l’aver ricoperto ruoli istituzionali sia piuttosto un’aggravante. Continua a leggere

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: