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ESCE DI SCENA IL CROMWELL DELLA REPUBBLICA . STA PER TORNARE LA MONARCHIA DC? di Antonio de Martini

” Giorgio il freddo” uno dei pochi napoletani che , come me, non gesticola parlando, ha rivestito un ruolo di ” Lord Protettore” del regime nella vana attesa che il Parlamento riuscisse a produrre qualcosa di simile a una legge elettorale ( l’attuale è stata dichiarata incostituzionale dall’Alta Corte) e un governo stabile che legiferasse e sfangasse il semestre di presidenza della UE.
Il semestre è passato e questo è tutto quanto è Napolitano riuscito ad ottenere a prezzo di un grave sacrificio di salute e familiare. Continua a leggere

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SPAGNA: IL RE ABDICA E VIENE OSANNATO MA A COMBATTERE PER LA REPUBBLICA FURONO ALTRI TRA CUI PIETRO NENNI E RANDOLFO PACCIARDI. CHI COMBATTE NON HA TEMPO PER IL BOTTINO. di Antonio de Martini

lettera autografa di Ernest Hemingway  ( clikka il sottolineato rosso)

In questi giorni l’abdicazione del re di Spagna Juan Carlos assieme alla celebrazione della battaglia di Montecassino ( !) e dello sbarco di Normandia, hanno riportato al ricordo dei più anziani gli avvenimenti che modellarono la nuova Italia del dopoguerra. Più che il principe Harry avrebbe dovuto presenziare il re del Marocco. Continua a leggere

LA REPUBBLICA MUORE NELLA GENERALE INDIFFERENZA. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
Lo scorso 31 marzo postavo un titolo che diceva ” La sorpresa pasquale di Napolitano è un colpo di stato preparato a colpi di rinvii?”.( vedere)
Oggi 20 Aprile, vediamo che è successo esattamente quel che avevo paventato. Mi autocito:
” Accontenta Giuliano Amato che si vede mantenuto en Reserve de la Republique in vista delle elezioni presidenziali ( se mai ci dovessero essere…).
Accontenta il suo staff, che vede in dirittura di arrivo una bella prorogatio di un anno abbondante e fidelizza nuovamente Mario Monti: poverino dal momento che si è messo in proprio non ne ha azzeccata una.”

La sceneggiata era iniziata con la visita a Washington e Berlino con la preoccupazione – espressa da Obama e dalla Merkel – circa la successione. Una intromissione bella e buona, mai successa prima.

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GIULIANO È CANDIDATO. SI CREDE AMATO. di Antonio de Martini

Ernesto Rossi , il creatore della locuzione ” i padroni del vapore” , nel 1948 disse una frase passata alla storia costituzionale italiana: ” mille volte meglio un mediocre Presidente della Repubblica che un geniale dittatore”.
Se vogliamo la democrazia, dobbiamo essere d’accordo con questa dichiarazione che col tempo si è rivelata saggia.
Giovanni Gronchi, Giuseppe Saragat e Sandro Pertini, Francesco Cossiga, uomini brillanti, sono stati più un problema che una risorsa per la fragile Democrazia italiana.
Luigi Einaudi, Giovanni Leone, Oscar Luigi Scalfaro, persone “tranquille”, hanno assolto al loro compito con ” dignità ed onore”.

La Democrazia è in realtà, cultura dei controlli. Controlli di legalità, di merito, di procedure.
Sotto questa luce, l’Italia è certamente una democrazia zoppa. C’è la libertà, ma non basta per farne una Democrazia, così come in Cina c’è il Capitalismo, ma non è un paese democratico.
Napolitano, dopo un periodo di ” tranquillità ” – in questo simile a Cossiga – ha preso in mano una situazione altrimenti ingestibile e sta facendo del suo meglio, considerando che ha 87 anni, non è in salute, ha problemi di vista ed è mal circondato.

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Duetto tra Ceccarelli e de Martini: serve un Bearzot o serve una squadra capace di calciare? di G Ceccarelli con risposte di de Martini in blu.

 

Ognuno di noi, credo, si sentiva, all’epoca delle vittorie calcistiche di Bearzot, nel calcio si può lasciar fare al manovratore, che qualche volta Continua a leggere

Il Piano solo e le favole dei golpe del ’60; del ’64 del ’70 e del ’74 . Sesta ed ultima parte

Sistemato un pò il  fritto misto, passiamo ai vari “boatos” di Golpe su cui si basano  tuttora molte carriere e alcune fortune politiche e editoriali.

Il primo “golpe” fu creato dal segretario di Pacciardi, figlio dell’ammiraglio Girosi, che, invaghitosi di una signora, se ne andò in Costa Azzurra in luna di miele, col ricavato della vendita   di un motoscafo non suo.

Per riparare, pensò bene di andare a raccontare al SIFAR una serie di balle che de Lorenzo meticolosamente registrò  Aveva un apparato inserito in una 1100 /103 Fiat, bianca , a targa civile,  che l’autista innescava  quando il capo gli ordinava di scendere dall’auto per fingere di assicurare la privacy dell’incastrato di turno. Il segnale di accensione era una botta sulla spalla destra .

Il primo da destra è Tambroni, sinistra Dc, paranoico. Il secondo è Andreotti, scettico

Il “Girosino” ricevette una cifra apprezzabile per l’epoca e un’assunzione  in Tunisia ” per sottrarlo a vendette”, ma più verosimilmente per fare un favore al padre dello scapestrato.

La confessione, registrata su dischi a 33 giri ( si usava all’epoca) fu fatta sentire a chi di dovere. L’idea consisteva nel rapimento del presidente Gronchi se fosse andato a S Rossore nella tenuta presidenziale. Il presidente del Consiglio Fernando  Tambroni ( detto “il peggio Fernando”)  ordinò di mettere a riposo un  ufficiale dell’ufficio “R”( estero) decorato di medaglia d’oro al V.M.  considerato capace dell’impresa ( e possibile concorrente del duo Allavena Viggiani alla direzione del servizio).   Pochi giorni dopo,   Tambroni cadde e nessun altro bevve la panzana. Mancavano  imputati, mancavano piani di governo, mancavano testimoni credibili.

Quando la cosa si riseppe   Gronchi aveva dato segno di apprezzare l’idea di una riforma in senso presidenziale e Pacciardi, con arguzia toscana citò S. Agostino dicendo che era meglio convertire il peccatore  piuttosto che ucciderlo.

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