LA REPUBBLICA MUORE NELLA GENERALE INDIFFERENZA. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
Lo scorso 31 marzo postavo un titolo che diceva ” La sorpresa pasquale di Napolitano è un colpo di stato preparato a colpi di rinvii?”.( vedere)
Oggi 20 Aprile, vediamo che è successo esattamente quel che avevo paventato. Mi autocito:
” Accontenta Giuliano Amato che si vede mantenuto en Reserve de la Republique in vista delle elezioni presidenziali ( se mai ci dovessero essere…).
Accontenta il suo staff, che vede in dirittura di arrivo una bella prorogatio di un anno abbondante e fidelizza nuovamente Mario Monti: poverino dal momento che si è messo in proprio non ne ha azzeccata una.”

La sceneggiata era iniziata con la visita a Washington e Berlino con la preoccupazione – espressa da Obama e dalla Merkel – circa la successione. Una intromissione bella e buona, mai successa prima.

La commedia è proseguita con la proroga biennale al comandante generale dei carabinieri ( mai vista nella storia d’Italia) raggiungendo l’apoteosi con la mancata messa in funzione del nuovo Parlamento e l’omessa nomina di un Presidente del Consiglio e di un nuovo esecutivo : non c’è nulla di più docile di un premier in regime di prorogatio. Anche questa è una “prima visione assoluta” per dirla come rete quattro.

È seguita la necessaria esecuzione dei candidati concorrenti ( tutti ex DC ora PD) e la trepidante complicità di un PDL in cerca, se non di una assoluzione, di una grazia.
Poi – come tutti i grandi attori – il Presidente si vede costretto a concedere il bis “a generale richiesta”.

Due settennati, sono un regno, non una Repubblica e anche questo, non si era mai visto nella storia dal1946 in poi.
De Nicola, disse a tutti che non voleva essere rinnovato, ma quando fu esaudito, ci rimase malissimo e non gli giovò alla salute mentale.
Einaudi, brigò un secondo mandato fino a che Pacciardi non lo bloccò con un , forse crudele, accenno a ” questa Repubblica zoppa” alludendo alla menomazione del Presidente.
Segni ebbe interrotto il settennato mediante esibizione di un certificato medico, altro precedente pericolosissimo….
Leone, si dimise per far cessare gli attacchi alla sua famiglia.
Pertini si limitò a far circolare i bollettini medici che lo davano in ottima salute ad onta dell’età avanzata.

Delle due, l’una: o tutti i Presidenti della Repubblica hanno interpretato la Costituzione a modo loro, oppure l’ha fatto, anche se costretto dagli eventi , Giorgio Napolitano.
Nel quadro istituzionale, cambierebbe solo che il Presidente della Repubblica Napolitano a partire dal prossimo 15 maggio potrebbe tornare a sciogliere le camere e – ove lo ritenesse opportuno – anche una sola.
L’ultimo baluardo della Repubblica è il voto dei grandi elettori: se eleggono Napolitano si condannano a morte. Se lo bocciano, condannano una Repubblica decomposta e insepolta da venti anni.

Sotto il profilo politico, resta un sistema di oligarchi incapaci che ci porta via il 52% dei nostri guadagni in cambio di niente.
Quousque tandem?

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