Duetto tra Ceccarelli e de Martini: serve un Bearzot o serve una squadra capace di calciare? di G Ceccarelli con risposte di de Martini in blu.

 

Ognuno di noi, credo, si sentiva, all’epoca delle vittorie calcistiche di Bearzot, nel calcio si può lasciar fare al manovratore, che qualche volta ci azzecca e qualche volta no (Lippi ci azzeccò anche lui una volta, ma non la seconda; Sacchi fu burlato da un rigore sbagliato del nostro miglior calciatore).

Enzo Bearzot, recentemente scomparso, rappresenta la volontà caparbia di riuscire anche in situazioni difficili come quella che viviamo noi oggi

un poco commissario tecnico, specie quando le prime tre partite del mondiale spagnolo finirono in squallidi pareggi;

Nel “reggimento” di una Nazione le cose forse sono un poco più complicate

ministro di Francia con le idee chiare sugli obbiettivi da raggiungere. Creò la potenza anche economica francese

 ma anche qui tutti nel nostro intimo crediamo di avere le soluzioni ai massimi problemi e anche qui qualche volte il reggitore di turno ci azzecca (la terapia Einaudi nel 1947 non fu indolore, ma salvò e rilanciò la Nazione e anche la crisi del 1976 alla fine fu superata) e qualche volta no.

Ho letto con interesse i  tuoi vari “pezzi” su “cosa fare” ? Tu sei (credo) un economista ( Eh BUM), un capo azienda( fuochino), vedo una profonda competenza in aspetti internazionali sui quali io non solo non so nulla ma non sono capace di sapere nulla. Però leggendo le tue proposte mi sono venuti dei dubbi: eccoli. Prendili per quello che sono, non “correzioni” come le date, ma dubbi, e basta.

DM propone alcune (poche) misure che sarebbero alla base della salvezza del Paese. ( sono misure esemplificative e non esaustive, servono nelle mie intenzioni a creare un dibattito con l’apporto di singoli esperti di ogni settore, la provenienza ideologica non importa. Serve lucidità e chiarezza di intenti)

Una delle misure proposte é la riduzione del numero dei parlamentari (vedi “The singer not the song”) o almeno dei Senatori. Questa misura era prevista nella modifica della Costituzione approvata pochi anni fa dal Parlamento, ma che poi venne sonoramente bocciata dal popolo nel referendum confermativo; anche qui, a parole non c’è un cittadino che non sia d’accordo sul fatto che i Deputati e i Senatori da noi sono troppi, ma quando si è trattato di approvare il già fatto –dopo molte fatiche- non si sa perché molti di noi votarono per lasciare le cose come stavano. ( mi interesso, come vedi, di politica, ma non mi sono accorto del referendum…..)

Altra misura proposta: “se due coniugi operano nello stesso ministero, uno dei due deve lasciare; se non lo fa, i due coniugi decadono”. Pare giusto, ma a parte la domanda che colui che lascia il ministero o va in un altro ministero –e allora la misura non serve a moltissimo- o rimane a casa, allora aumenta il numero dei disoccupati (non è che la moglie del capo divisione del Ministero del Tesoro, che ora fa  la segretaria all’ufficio contenzioso,si mette a fare la maestra elementare o lo chef all’Hilton).( il criterio  che vorrei è una persona per famiglia al servizio dello stato. L’altro cerchi posto nel privato , si metta in proprio o stia a casa, come ritiene opportuno. Una osservazione antropologica fatta alle Poste da una società specializzata ha dimostrato che  le informazioni  circolano all’interno di nuclei familiari…)

 E poi, se –come di solito avviene- entrambi sono vincitori di un regolare (o magari irregolare) concorso, in base a che cosa se ne manda via uno e si tiene l’altro ?( si lascia la scelta alla famiglia. Hanno due anni di tempo per optare) Oppure,se il provvedimento diventa operativo, i due immediatamente si separano e divorziano per la legge, continuando a vivere però sotto lo stesso tetto e anche nello stesso letto: perché uno dei due deve dimettersi ?( il provvedimento sarebbe valido anche per i conviventi more uxorio o per i gay/ transgender)

Altra misura proposta, la messa in rete delle dichiarazioni dei redditi  (del certificato penale si può capire) di tutti i candidati, che sono, nel caso di elezioni politiche e magari contemporaneamente amministrative qualche migliaio; che facciamo, scegliamo in base al censo o al non-censo ?( non si sceglie in base al censo, si può scegliere anche un disoccupato senza reddito, ma lo si deve sapere. E’ poi interessante studiare l’evoluzione del reddito dopo una legislatura – mettiamo – nella commissione trasporti della camera).

 e siamo sicuri o almeno abbiamo qualche probabilità che qualcuno legga correttamente e non a fini di parte quelle dichiarazioni ?  ( I malintenzionati trovano comunque le dichiarazioni dei redditi altrui anche ora che sarebbero segrete)e in un Paese dove mettere i voti presi da un ragazzo all’esame di liceo o di Università in una bacheca è considerato violazione della privacy,  non costituirebbe questo atto motivo per  ricorsi al TAR e magari alla Corte dell’Aja ?( la legge sulla privacy è una idiozia e va abolita, la mia privacy non è mai stata violata tanto come da quando vige questa legge illegibile di 193 pagine)

“I rimborsi elettorali vadano a chi ha sborsato i denari per le elezioni”; chi ammette di aver dato denaro di suo per l’elezione di Tizio o Caio ? e se lo facesse, non si potrebbe imputarlo per voto di scambio (denaro contro elezione )?.( io ho personalmente elargito tre o quattro volte dei fondi e ne ho ottenuto regolare ricevuta. perché poi il beneficiario ha poi avuto lui il rimborso per una somma ricevuta? E’ un doppio rimborso.)

“Il ruolo di potere un tempo tenuto dal clero è oggi trasferito in gran parte alle multinazionali”, ma in un’altra nota si afferma che “le ultime quattro generazioni di nostri governanti sono state formate dal clero”; forse bisogna mettersi d’accordo. ( Non vedo contraddizione: le multinazionali dominano la scena mondiale facendo e disfacendo governi  ed economie. Il clero italiano ha indubitabilmente educato gran parte della classe dirigente italiana  che ha mantenuto in vita la DC ed il regime chiamato “prima ” e ” seconda Repubblica. Uno è un fenomeno di sviluppo dell’economia mondiale e l’altro una arretratezza culturale  italiana)

Alcune multinazionali hanno margini superiori al 3000% (verissimo, e non solo da oggi: io ricordo che nel 1964 avevo calcolato –lavorando come medico in una multinazionale del farmaco- che il costo di una scatoletta di un antibiotico di cui era anche valido il brevetto era di una lira, più una lira di confezionamento, e il prezzo al pubblico, allora determinato dallo Stato come per tutti i farmaci, era di 400 lire);

 ma allora prima di “tassare” il Vaticano –che costituisce comunque una certa fonte di reddito turistico; se non ci fossero chiese e cattedrali  e musei connessi al cattolicesimo forse a Roma e in Italia non ci verrebbe tutta la gente che ci viene)- si potrebbe pensare a tassare quelle multinazionali (ma come reagirebbero ?

 Molti anni fa Alberto Aleotti, allora Presidente della Farmindustria e capo della Menarini, fece balenare –molti anni prima di Marchionne- la delocalizzazione –allora si pensava alla Romania – delle sue Industrie di medicinali, che erano ben poca cosa rispetto che so a una Pfizer o a una Aventis). Ritorna il punto della disoccupazione. ( ti sei risposto da solo: mentre le multinazionali possono scappare, i monumenti no. Questo è il motivo per cui si possono diminuire i fondi erogati al Vaticano (dal 1928….) e non si possono toccare le multinazionali del farmaco)

Una idea cardine, che ritorna più volte è quella di una patrimoniale; io ricordo che era uno dei cavalli di battaglia di Bertinotti; vuoi vedere che aveva ragione l’uomo del cachemire ? ( Bertinotti chiedeva la patrimoniale per compiacere i suoi elettori. Una patrimoniale fatta da destra avrebbe un impatto differente, specie se preceduta da un richiamo ai valori unitari e borghesi di necessità nazionale,  risparmio, sacrificio, equità. La sinistra  francese voleva la pace in Algeria, ma in maniera velleitaria ed eversiva. De Gaulle la realizzò da destra con ben altre motivazioni e senso dello Stato.)

Sul rientro  ( non  si tratta di rientro, ma di far tornare pubblici dei beni che lo sono sempre stati ed ora lo sono solo di nome grazie ad una capriola giuridica fatta mentre la politica era in galera. In realtà  questi beni sono amministrati da una serie di singole persone che si sono insediate alla testa di fondazioni autocefale che si perpetuano per cooptazione)

dei patrimoni delle Fondazioni ex Bancarie non so molto, anzi non so nulla; ma se si tratta di 90 miliardi di euro –come viene detto ( lo ha detto alla stampa  Guzzetti ( ex presidente della regione lombardia per conto di Marcora sinistra DC di base) presidente della lobby delle fondazioni) non si nascondono sotto il materasso: dove stanno ?( Roma Milano Verona, Napoli, Palermo ecc)

 Chi li ha in gestione ?( Consigli nominati la prima volta dai partiti ante 92 e che ora si riproducano per cooptazione. Alcuni sono nominati dalle camere di commercio o da enti locali) 

E come ? Se le Fondazioni ex bancarie sono “nel silenzio” chi ce le ha messe e perché ? Non lo so.; c’è qualcuno che lo sa ? Tremonti non è uno stupido: che pensa al riguardo ?(Se vuoi più notizie guarda su google alla voce fondazioni bancarie o nomi come Guzzetti, Blasi, Emanuele Emanuele ecc. Tremonti sta infiltrando pazientemente i vari consigli per impadronirsi delle leve di potere, non credo la faccia per dare un patrimonio alla nazione).

Infine, trovo una certa contraddizione tra il punto in  cui si afferma che “per il nostro progresso tecnologico possiamo”  fare  molte cose” e l’altro punto in cui  si legge “Avevamo una serie di aziende multinazionali, un sistema pubblico/privato in essere con IRI , ENI , EFIM e TELECOMUNICAZIONI . Certo molte realtà andavano risanate e messe in mano a persone capaci, ma avevamo gli strumenti per la nuova era di  competizione che si stava aprendo. ( Confermo, oggi le nazioni vincono se c’è collaborazione – forzata o meno non ha importanza- tra pubblico e privato. Sull’Herald Tribune datato 3 gennaio 2011 in prima pagina  il titolo è” FOR BOEING , US MIXES BUSINESS AND DIPLOMACY”il sottotitolo ” Foreign leaders offered deals to secure selection over Airbus, cables show”. Tradotto  in tre parole ” Mazzette e favori per contratti alla Boeing a scapito di Airbus fatti dalla diplomazia USA”.)

Nel giro di pochissimi anni, tutto è stato distrutto. ….Ma acciaio, alimentari, industria delle armi,  telecomunicazioni, tutto è stato smembrato, “privatizzato” per gli amici  e  il sistema Italia messo in condizione di non costituire un pericolo per gli alleati più  intelligenti.

Adesso siamo ai piedi della croce e ci lamentiamo che l’Italia non cresce. Ma chi le ha tagliato le gambe? Chi ancora blatera di riduzione di stipendi? Chi propone di “fare sistema”? Con cosa? Con chi? Non c’è più nulla”.

Non pretendo certo “spiegazioni”, ma forse fare il Bearzot vincente non è facilissimo; e non vedo Bearzot in giro. ( non serve Bearzot – sia pace a lui – serve una squadra capace di dare calci ai… palloni gonfiati).  Ispiriamoci a Colbert che seppe coordinare  – con vigore e lucidità – pubblico e privato e forse usciamo dal brago.

Non metto i dubbi sul sito; se hai tempo e voglia, e se facciamo Yalta, magari me li spieghi. Ciao. I  tuoi dubbi sono riuscito a metterli sul sito grazie a un caritatevole amico di passaggio che mi ha fatto il miracolo.  I dubbi sono il sale della ricerca politica, hanno un valore  didattico, Stimolano al miglioramento delle soluzioni intraviste, al loro arricchimento, alla declinazione in altri ambiti delle soluzioni identificate. In altre parole i dubbi ( e chi li produce) hanno un nome: Bearzot. La squadra siamo noi. Se non scendiamo in campo compatti e affiatati, come speriamo di almeno giocare? E giocando si vince.

 

GiC 4 gen 2011

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Commenti

  • Renato Traquandi  Il gennaio 4, 2011 alle 7:07 PM

    Sono più di quattro decenni che abbiamo la ricetta; ed è del 1849 il punto di partenza ( Costituzione della Repubblica Romana). Dunque, ricapitolando…. Potere legislativo eletto con metodo proporzionale, giacchè le buone idee possono essere patrimonio anche di piccolo gruppi, in modo tale da poter dibattere e promulgare le leggi democraticamente.
    Potere esecutivo funzionale alla elezione del capo dello Stato
    con sistema maggioritario ( presidenzialismo)….
    Magistratura suddivisa in inquirente e giudicante, con carriere separate. La parte inquirente formata con concorsi pubblici; quella giudicante con elezioni democratiche tramite distretti.
    Sopressione degli Enti Provincia e Comunità montana. Regolamentazione, in osservanza alle direttive europee, degli Ordini Professionali; Eliminazione dello Stellone statale dalle lauree universitarie e Agevolazioni in economia per la formula capitale e lavoro nelle stesse mani.
    Regolamentazione delle Norme costituzionali sugli argomenti relativi ai partiti Politici e i Sindacati.
    Eccetera, eccetera,. eccetera.

    Renato Traquandi

    • antoniochedice  Il gennaio 5, 2011 alle 2:24 PM

      Giustissimo, Anche negli USA il presidente non può sciogliere il parlamento e questo non può mandare a casa il governo. Sono costretti a negoziare.

  • Roberto  Il gennaio 5, 2011 alle 11:19 am

    Premetto che, a mio parere non servono allenatori o squadre se prima non si riparte dai fondamentali. In questo caso lo stop di petto si chiama dovere. Se un cittadino non ha coscienza che il diritto è una conseguenza di questo, siamo destinati alla fine.Ma questi fondamentali non si imparano nelle scuole di calcio. Si imparano nei cortili, nelle piazze, ai giardini pubblici. Nelle scuole di calcio si affinano. Ecco: alla nostra società mancano gli spazi per imparare i fondamentali del convivere.La scuola pubblica è farcita da intellettualoidi falliti nella vita e nella professione, che allevano squadre di pulcini destinate a non vincere neppure la coppa del nonno.Visto che avete impostato l’allegoria berlusconiana della discesa in campo, li restiamo: non vi siete accorti che i migliori calciatori del campionato italiano sono stranieri?Neppure in quel settore, riusciamo ad esprimere eccellenze.Conclusione:non ci sono tiranni da eleggere o squadre capaci di vincere. Tocca ripartire da zero. A quando le ghigliottine nelle piazze?

    • antoniochedice  Il gennaio 5, 2011 alle 2:29 PM

      Non è mai troppo tardi, come diceva il maestro in TV

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