Tornano le rivolte della fame. Mediterraneo in fiamme di Antonio de Martini

gli scontri in Algeria. In Francia nel 2010 le auto incendiate sono state 42.000. E noi ci lamentiamo della FIOM

 L’intero bacino mediterraneo è in stato di crisi : In Spagna c’è l’Eta basca. I balcani sono presidiati dalle truppe europee dopo che gli USA hanno scatenato una guerra che non hanno potuto chiudere.  La Grecia ,  ha gli attentati anarcononsocosa. La Turchia ha i suoi guerriglieri curdi. Il Libano si lecca ancora le ferite di una guerra durata 17 anni con oltre 120.000 morti su tre milioni di abitanti.  Israele ha i Palestinesi ( o se preferite, viceversa).

Il Nord Africa, da Suez a Casablanca hanno sangue, incluso quella dei saharaoui. La fascia immediatamente successiva, dal Sudan alla Costa d’Avorio vivono vigilie di scontro.

 Algeria e Tunisia hanno affrontato in questi giorni  rivolte popolari che i nostri  giornali pudicamente le chiamano “rivolte del pane” dimentichi che due anni fa  – al primo manifestarsi del problema –  le chiamarono col loro nome: RIVOLTE DELLA FAME. 

Si tratta di persone costrette a lasciare le loro case e i campi per inurbarsi e crepare di stenti grazie ad una politica economica nazionale  succuba della politica  agricola  euro americana  ( e della FAO, FMI, Banca Mondiale ) di sovvenzioni che ha messo in ginocchio i piccoli agricoltori in tutta l’area MENA ( Middle East and North Africa).

Spiego con un esempio  facile e semplificato, ma non per questo men vero.  Immaginiamo che Alì sia un contadino con quattro figli e una moglie. Vive   nel delta del Nilo, coltiva Mais e fave. Ha del pollame. Vita grama da generazioni, ma la famiglia è unita e il lavoro permette di sopravvivere.

Da quando si è fatta la pace con Israele e gli aiuti americani hanno cominciato ad affluire, i mercati si sono aperti alle importazioni anche agricole. Gli USA esportano in Egitto, l’Egitto in Europa e questa negli USA.

Il mais arriva dagli States  e Alì ha la sorpresa di scoprire che costa la metà di quel che costa a lui produrlo.

La ragione è semplice: l’agricoltura USA è sovvenzionata ( quasi il doppio di quel che lo è quella europea…). L’industrializzazione e i grandi spazi del Mid West fanno il resto. In Egitto, chi può si diversifica: l’Europa accetta  primizie in controstagione, basterà riconvertirsi pensa Alì. L’Egitto ha bisogno di valuta pregiata e l’Europa paga bene le primizie.

Il governo, infatti con questa valuta pregiata ha iniziato a comprare carne congelata ( Polli principalemente dati che l’islam proibisce il maiale) ed offre grandi quantità proteine invece delle solite fave che da generazioni nutrono i fellah. Se si vede il sito del dipartimento USA dell’agricoltura, si nota che il primo produttore di ricchezza per il PIL  americano è l’agribusiness e il primo cliente degli USA nel settore è l’area MENA. Altro che l’elettronica.

Dopo due, tre, quattro, cinque anni di difficoltà, Alì chiude la casa in cui sperava di morire attorniato dai nipoti e va coi suoi in città, sperando che i figli trovino un impiego. Ecco perché  Nel cimitero del Cairo vivono – tra e nelle – tombe oltre quattro milioni di persone. Ecco perché  Addis Abeba ha raggiunto i sette milioni di abitanti. Ecco perché in Tunisia gli uomini fanno i poliziotti e le donne si prostituiscono. Ecco perchè uno dei figli di Ali, sterminerà i tuoi cari in un attacco suicida.

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Commenti

  • Fed  Il gennaio 11, 2011 alle 5:12 am

    Finalmente qualcuno la dice palese, palese…

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  • Roberto  Il gennaio 11, 2011 alle 4:35 PM

    Se continua così presto uno dei figli di Mario Rossi andrà a farsi saltare a Pechino

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  • raymond issa  Il gennaio 17, 2011 alle 10:32 am

    Caro Tonino, Quello che mi stupisce è che tutti noi sappiamo di queste cose ma non facciamo niente. Tutti gli impiegati di questi organismi hanno delle mensilità da capogiro e vivono per mantenere la fame nel mondo, ne dipende la loro sopravvivenza. Il signor SAUMA è rimasto per 20 anni presidente della FAO. L’hanno sollecitato per diventare presidente del Libano ma lui ha rifiutato. Il suo posto è molto più redditizio.

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    • antoniochedice  Il gennaio 17, 2011 alle 12:57 PM

      Non era presidente, ma DIRETTORE GENERALE ( è il DG che ha tutti i poteri) ciao

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  • antoniochedice  Il gennaio 23, 2016 alle 12:25 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Dieci gennaio 2011. La spiegazione del perché si sarebbero trasformati in kamikaze. Non possono dire che non furono avvertiti

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