MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA: PIOVE SUL BAGNATO. LA SICCITÀ IN U.S.A. PROVOCA AUMENTI ABNORMI DEI PREZZI DEI CEREALI . LIBIA, EGITTO, SIRIA, SENEGAL, MINACCIATI DI PENURIA GRAVE. di Antonio de Martini

Il neo presidente della Banca Mondiale Jim Yong Kim – che ad onta del nome è un medico americano – ha rilasciato un preoccupante comunicato circa l’impennata dei prezzi dei cereali nel mondo.
La crisi è imputata ad una severa penuria di acqua nel middle west degli Stati Uniti e minaccia di ripercuotersi nel mondo ” sui paesi più vulnerabili ” e riaccendere le ” rivolte della fame” che si ebbero in numerose città dell’Africa occidentale e del Nord Africa ( Cairo inclusa) nel 2008.

I mercati africani sono infatti stati ” conquistati” negli anni passati dai cereali americani prodotti in grandi quantità con metodi industriali e ingenti finanziamenti statali che hanno eliminato la concorrenza locale rendendola antieconomica e provocando l’inurbamento dei contadini in città come Cairo o Addis Abeba, rendendole megalopoli ingovernabili.
Nell’ultimo trimestre, alla borsa merci di Chicago, il prezzo del grano è cresciuto del 50%. i semi di soia da gennaio ad oggi sono cresciuti del 60% . Il granturco è salito del 50%.
in India le pioggie monsoniche sono del 20% inferiori a quelle dello scorso anno e analoghe difficoltà idriche sono segnalate da altri grandi produttori quali Kazakistan e Ucraina, mentre i raccolti di grano duro siriani, tra i più pregiati del mondo, hanno subito la sorte di tutti i raccolti in tempo di guerra.
La crescita del prezzo dei semi di soia è destinato a farsi sentire anche sul prezzo delle carni, in quanto destinato anche all’alimentazione animale.
La Banca Mondiale ritiene che le difficoltà dureranno fino al 2015.
Sarebbe interessante sapere perché la World Bank prevede, per un anno di siccità, tre anni di fame in buona parte del mondo e cosa voglia fare per reagire alla prospettiva.
La buona notizia è invece che il raccolto del riso ( Vietnam, Cina ) sarebbe regolare.
Ormai, il nesso tra agricoltura e crisi politica mondiale viene notato anche dagli orbi.
Rimane da chiarire il mistero del perché nessuno intervenga per mitigare il fenomeno e del perché Stati Uniti e Canada fin dal 2006 iniziarono una campagna di pressioni nei confronti dell’allora Direttore Generale della FAO Djouf accusandolo di travalicare il proprio mandato con interventi operativi in contrasto coi compiti istituzionali di ricerca e promuovendo una verifica contabile, sistema infallibile per paralizzare chiunque.
Il successore, José Graziano da Silva è adesso fortemente impegnato in un piano di risparmi interni e il governo americano ha annunziato alla Associated Press la completa eliminazione della povertà entro il 2030.
Della povertà o dei poveri?

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