LA RASSEGNA STAMPA DI GiC. Del 30 MARZO 2013

NEW YORK, 29. Il Segretario generale delle Nazioni Unite si è detto profondamente deluso per il mancato raggiungimento di un accordo unanime sul Trattato per il commercio delle armi convenzionali (Att). L’adozione per consenso, cioè all’unanimità dell’Assemblea generale dell’Onu, è stata bloccata ieri da Corea del Nord, Iran e Siria al termine di due settimane dell’ultima sessione di negoziati.

Le Nazioni Unite erano sembrate vicine allo storico accordo sul primo Trattato internazionale globale e vincolante sulla compravendita delle armi dopo la svolta data dal Presidente Barack Obama alla posizione degli Stati Uniti, finora contrari a vincoli internazionali sul proprio commercio di armi. Per ottenere il consenso sull’Att — pur ritenendolo debole su aspetti come il controllo dei proiettili e l’esclusione di armi come i droni — si erano spesi in particolare la maggior parte dei Paesi dell’Africa e dell’America latina.

NEW YORK, 29. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato ieri all’unanimità una risoluzione che prevede la creazione di una forza di combattimento speciale nella Repubblica Democratica del Congo, per un periodo iniziale di un anno e con il mandato di passare all’offensiva contro i ribelli.

L’obiettivo è infatti quello di effettuare «operazioni offensive mirate» per neutralizzare le milizie presenti nella parte orientale del Paese. Secondo la risoluzione, la brigata opererà «in modo deciso, altamente mobile e versatile, da sola o accanto alle forze armate congolesi, per bloccare tutti i gruppi armati, neutralizzarli e disarmarli».

NICOSIA, 29. Cipro non ha nessuna intenzione di uscire dall’euro, e la situazione nell’isola nel secondo giorno di riapertura delle banche dopo l’approvazione del piano di salvataggio appare «contenuta». È questo il quadro tracciato oggi dal presidente cipriota Nicos Anastasiades durante una conferenza stampa. Ieri, prima giornata di attività dopo una chiusura continuata di dodici giorni, gli sportelli sono stati aperti alle undici e hanno chiuso alle 18.
Le procedure si sono svolte senza incidenti, tanto che il presidente Anastasiades ha ringraziato di persona, con un messaggio su twitter, i propri connazionali «per il grande senso di responsabilità dimostrato». Intanto, l’Europa s’interroga sulla gravità della situazione. «Cipro è un caso speciale, tutti lo sanno» ha detto il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, secondo il quale sarebbero state fraintese le parole del presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, per il quale la soluzione adottata per Cipro potrebbe diventare un modello europeo.

Sulla stessa linea di Schäuble, anche il Fondo monetario internazionale (Fmi). «Il piano di salvataggio adottato a Cipro è unico ed è difficile adottarlo altrove» ha detto il portavoce dell’Fmi, Gerry Rice.

Nel frattempo, a metà della prossima settimana, il 3 o il 4 aprile, la troika internazionale tornerà ad Atene in modo tale che i suoi rappresentanti — Paul Tomson (Fmi), Servaz Deruz (Ue) e Claus Masuch (Bce) — possano riprendere i controlli sullo stato dell’attuazione del programma di risanamento dell’economia greca, sospeso circa un mese fa per approfondire alcune questioni rimaste ancora aperte.

In ambienti governativi greci ià si teme che la drastica soluzione data alla crisi di Cipro possa indurre la troika ad adottare una linea più dura per l’assegnazione della nuova tranche di aiuti a marzo. Il Governo greco si prepara per il nuovo appuntamento con i creditori internazionali: l’obiettivo di Samaras è quello di chiudere tutte le questioni in sospeso e non perdere altro tempo prezioso in vista della riunione dell’Eurogruppo del prossimo 11- 12 aprile, che dovrebbe dare il via libera all’assegnazione della tranche di 2,8 miliardi di euro.

Fra le questioni sul tavolo, lo spinoso problema degli esuberi di cinquantamila dipendenti statali e la proroga della tassa sugli immobili riscossa per il tramite della bolletta dell’energia elettrica anche nel 2013.
Sugli esuberi, la troika chiede al ministero per la Riforma amministrativa un piano attendibile sulla messa in mobilità degli statali, parte dei quali avrebbero dovuto lasciare già l’anno scorso.

NEW YORK, 29. Wall Street recupera le perdite accumulate durante la crisi iniziata nel 2008. Il Dow Jones e lo S&P 500 hanno chiuso ieri ai loro massimi storici, nonostante le tensioni degli ultimi giorni su Cipro, e spinti dalle buone indicazioni giunte dall’economia americana. Il Dow Jones ha chiuso la seduta salendo di 52,53 punti, o lo 0,36 per cento, a 14.578,54 punti, aggiornando i suoi massimi di sempre e archiviando il suo miglior trimestre dal 2008.
Il Nasdaq è avanzato di 11,00 punti, o lo 0,34, a 3.267,52 punti. Lo S&P 500 ha messo a segno un progresso di 6,34 punti, il più 41 per cento, a 1.569,19 punti: si tratta della chiusura più alta della storia, superiore al record di chiusura precedente del 9 ottobre 2007 a 1.565,15 punti.

L’indice nei primi tre mesi del 2013, che si sono chiusi ieri, è salito del dieci per cento, anche se resta ancora al di sotto del suo livello storico, raggiunto intraday l’11 ottobre 2007 a 1.576,09 punti.

BERLINO, 29. La Germania frena sul meccanismo unico di vigilanza bancaria e il via libera dei ventisette, previsto per ieri, slitta a dopo Pasqua.
La presidenza irlandese di turno dell’Unione europea rimane fiduciosa sulla possibilità di rispettare i tempi previsti, secondo i quali già nel 2014 la Bce gestirà la vigilanza sugli istituti dell’eurozona. Ciò nonostante, l’inatteso stop tedesco di ieri ritarda l’approvazione definitiva del testo legislativo.

Ora tutti gli occhi sono puntati all’11 aprile, quando ci sarà la riunione dell’Ecofin.
Dopo l’accordo raggiunto lo scorso 19 marzo, la Germania ha inaspettatamente chiesto ieri di cambiare alcuni punti, in particolare aspetti riguardanti i rapporti fra parlamenti nazionali e Bce.
A influenzare la decisione tedesca potrebbero essere state — dicono gli analisti — anche le difficoltà recenti sul piano economico.
A influenzare la decisione tedesca potrebbero essere state — dicono gli analisti — anche le difficoltà recenti sul piano economico. In Germania, il numero dei disoccupati è aumentato a sorpresa a marzo di 13.000 unità, mentre il tasso è rimasto fermo al 6,9 per cento. Il dato è peggiore delle stime degli economisti, che si attendevano un calo di duemila unità.

TOKYO, 29. I prezzi al consumo hanno segnato a febbraio una nuova contrazione in Giappone (meno 0,3 per cento annuo), a conferma delle difficoltà per superare quindici anni di deflazione.

Il dato diffuso dal ministero degli Affari interni, rilevato al netto degli alimenti freschi e migliore delle stime degli analisti (che prevedevano un meno 0,4 per cento), è poco in linea con i piani del nuovo governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, che in due anni ha puntato al target di inflazione del 2 per cento. A marzo, invece, i prezzi nell’area di Tokyo hanno avuto un calo dello 0,5 per cento. A conferma delle difficoltà, a febbraio il tasso di disoccupazione è cresciuto di 0,1 punti percentuali toccando il 4,3 per cento, ma con una riduzione su base annua del numero di disoccupati di 120.000 unità. I senza lavoro sono ora 2,77 milioni. I dati diffusi dal ministero degli Affari interni mostrano il terzo calo di fila su base annua del numero di disoccupati.

PARIGI, 29. La recessione non accenna a dare tregua all’Italia e all’Europa. La conferma arriva dall’Ocse che prevede un pil italiano negativo dell’1,6 per cento nel primo trimestre dell’anno, record negativo del G7. Secondo Banca d’Italia, inoltre, aumentano i debiti dello Stato verso le imprese.

PECHINO, 29. Aumenta del 9 per cento, nel 2013, il budget destinato alle spese per la sicurezza interna della Cina. Secondo un comunicato diffuso ieri dal ministero delle Finanze di Pechino, il Governo spenderà quest’anno 128,9 miliardi di yuan (circa 16,1 miliardi di euro) per il rafforzamento delle forze di polizia, per il funzionamento dei tribunali e per la gestione delle carceri.

DAMASCO, 29. Fa discutere la recente decisione della Lega araba di fornire armi ai ribelli siriani. L’Eliseo ha dichiarato che la situazione in Siria è ancora troppo incerta per cominciare ad inviare forniture ai ribelli che combattono contro le forze di Assad. Il presidente francese François Hollande ha invece sottolineato la necessità di rispettare l’embargo deciso da Bruxelles e di trovare una soluzione politica alla crisi. Non saranno fornite armi «finché non saremo certi che l’opposizione controlli totalmente la situazione» ha spiegato Hollande. Per il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, il fatto che all’opposizione siriana sia stato dato un seggio al vertice della Lega araba di Doha mette in discussione il mandato del mediatore di pace Onu in Siria, Lakhdar Brahimi. A Doha la Coalizione dell’opposizione siriana ha occupato i posti riservati al Governo siriano e il suo presidente, Moaz Al Khatib, ha tenuto un intervento.

TEL AVIV, 29. Per la prima volta nella sua storia Israele raccoglie la più grande comunità ebraica al mondo, strappando il primato agli Stati Uniti. Le cifre fornite alla stampa internazionale dal demografo israeliano di origini italiane Sergio Della Pergola, dell’Università di Gerusalemme, mostrano che Israele, con sei milioni di ebrei su otto milioni di cittadini complessivi, ha superato la comunità ebraica americana ferma a cinque milioni e mezzo.

Annunci
I trackback sono chiusi, ma puoi postare un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...