CRISI FINANZIARIA: IL FRONTE DEI PAESI CREDITORI DA SEGNI DI CEDIMENTO. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
qualcosa sta cambiando e i paesi creditori stanno dando segnali di piccoli cedimenti.
il tempo ci dirà se sono segnali dovuti alla paura o se stanno allentando il cappio per far respirare i debitori per poi tornare a spremere senza pietà.
I segnali percepiti sono:

a) Argentina: l’avevamo lasciata , dopo che il FMI aveva mostrato ” il cartellino rosso” ed era iniziata la guerra delle due Cristine ( Lagarde e Kirchner) . Tra l’Argentina e un nuovo default stava solo la pronunzia di un tribunale americano cui la Kirchner aveva fatto ricorso e la sentenza era attesa per settembre.

Poi , il colpo di scena: la nemica Lagarde – capo del Fondo Monetario Internazionale – si presenta in tribunale sotto forma di una dichiarazione motivata, con uno studio che dimostra che l’Argentina ha bisogno e diritto a più tempo per risolvere i suoi problemi.

È la prima volta che il FMI si presenta in un tribunale e prende le parti del debitore moroso. Non escludo che questo passo inusitato verra un domani presentato come un miracolo di Papa Francesco.
Già il solo annunzio di questa notizia darà respiro all’economia Argentina.

b) Grecia il Premier Samaras – ex governatore centrale ecc – dopo aver ottenuto l’autorizzazione a licenziare 25.000 dipendenti pubblici ( insegnanti e vigili municipali) dando loro otto mesi di preavviso, ha annunziato la prima riduzione di tasse da quando è iniziata la crisi: l’IVA sui ristoranti passa – a far data dal 1 agosto – dal 23% al 13% .

L’Annunzio giunge tardi per beneficiare i consumatori, ma è un indubbio vantaggio per gli esercenti. Il motivo ufficiale per la decisione è offrire una riduzione fiscale in cambio di una maggiore fedeltà fiscale dei contribuenti, altrimenti si tornerà al 23%. La mossa non inganna nessuno: a fine stagione – a osterie chiuse – si tornerà al regime del 23% , ma il governo spera che il segnale rassereni gli animi.

Su you tube , la scena di Samaras che cincischia coi microfoni prima della trasmissione al popolo e impreca contro il mal di testa a fine discorso , mostra chiaramente la misura del suo nervosismo. Hanno paura.

c) Spagna: qui stanno cercando di prenderla alla lontana, dato che il paese gode si ancora dell’abitudine alla disciplina delle generazioni cresciute dalla dittatura franchista, ma ha mostrato di essere capace di affrontare situazioni emergenziali con ammirevole forza e compattezza sociale.

Hanno dato vita a una fondazione di studi finanziari che in un baleno ha censito un milione di posti di lavoro nero , stimato nel 20% del PIL il reddito prodotto dall’economia sommersa ( l’Italia è al 21% , qualche primato ancora lo abbiamo) e calcolato in 28 miliardi di euro il gettito fiscale sottratto all’Erario.

Poiché gli spagnoli sono un popolo fiero, la storiella propinata è che questo introito migliorerebbe l’immagine e la credibilità del paese e della sua capacità di ripagare i debiti.

d) ITALIA qui non abbiamo gli indignados, in gran numero, ma in cambio di gran qualità. Il Presidente Napolitano ha lasciato filtrare la sua indignazione per un paio di sciocchezze dette dal deputato Calderoli assieme al quale ha elaborato la legge elettorale su cui adesso tutti sputano, mentre il resto d’Italia è piuttosto indignato per il comportamento assurdo dei suoi pubblici dipendenti che hanno maltrattato una bambina di sei anni e sua madre, in ottemperanza alla legge Turco-Napolitano.

Credo che si indigneranno ancora di più quando scopriranno che i crediti ” non performing” delle aziende in difficoltà , gli istituti finanziari se li vendono tra loro al 3,5% del valore. ( lo chiamano factoring)

Le aziende chiudono e licenziano le persone mentre se le banche avessero fatto uno sconto del 30% avrebbero incassato il 70% ( invece, ripeto, del 3,5%) e salvato centinaia di migliaia di posti di lavoro.
Alla domanda circa il perché di questa follia, la risposta è stata: ” la banca d’Italia non vuole”.

Conclusione: cominciano ad avere paura e reagiscono a seconda dei paesi: con l’Argentina, si tratta. Gli spagnoli si cerca di prenderli con le buone perché sono iracondi, ai greci si offre uno sconto estivo e poi si vedrà. Agli italiani li si distrae con sceneggiate napoletane di indignazione.
Bisogna aumentare la pressione. Molto.

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Commenti

  • Monica  Il luglio 18, 2013 alle 8:32 am

    Va finire che quello argentino è davvero un miracolo di papa Francesco….
    Come si fa ad aumentare la pressione? Senza pensare a mitiche manifestazioni di piazza, che non è nostro potere materializzare, e secondo me quelle della cgil fanno paura fino ad un certo punto, non è che dobbiamo votare m5s un’altra volta?

    • antoniochedice  Il luglio 18, 2013 alle 8:42 am

      Mettere pressione inizia col guardare con disprezzo il sindaco se lo incontri al bar , a scrivere al deputato del Oleggio, al rifiutar si di salutare il direttore della banca quando lo si incrocia.
      Manda gli articoli che ti sembrano più azzeccati al giornale della tua città chiedendo perché loro non trattano quel problema.
      In forma associata, puoi chiedere alla tua associazione di discutere sulla riduzione del debito pubblico e sulle misure di assistenza al territorio che la Fondazione bancaria del tuo paese è tenuta a fare.
      È poi, su, su, senza porre limiti alla ispirazione.

      • Monica  Il luglio 18, 2013 alle 8:54 am

        ok, mi sa che per quanto mi riguarda mi ci metto davvero. sulla parte dal mandare articoli ecc,, perchè su quella del togliere il saluto già ci sono, ma non mi pare di preoccupare qualcuno. grazie mille per le indicazioni.

      • antoniochedice  Il luglio 18, 2013 alle 9:12 am

        Si preoccupano, si preoccupano……

  • Giuseppe Germinario  Il luglio 19, 2013 alle 3:58 pm

    quantomeno, la mancanza di seguito (e di saluto) li riduce a fazioni oligarchiche tanto bellicose quanto poco potenti e pervasive. E’ un segno di debolezza di un paese, ma anche di cecità dei belligeranti (una delle modalità di conduzione di formazione sociale analizzate da Hutington). Reduci piuttosto recenti dal 80% di consenso elettorale, devono ancora raggiungere la completa insensibilità. Si preoccupano, si preoccupano….

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