I GRECI DI CIPRO NON CEDONO E MOSTRANO CHE LA REGINA È IN MUTANDE. PER NON SUBIRE BASTA DIRE DI NO. di Antonio de Martini

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La ormai famigerata Troika composta dal Fondo monetario internazionale, Banca Centrale Europea e Unione Europea, mentre nel negoziato con la Grecia si è guadagnata la fama di sadica, ma onnipotente organizzazione, nella vicenda Cipriota ha mostrato tutti i suoi limiti, incassando una prima cocente sconfitta, imbellettata da accordo.
La disfatta principale la incassa l’immagine dell’Euro.
Fino a ieri nei paesi mediterranei ci si domandava se uscire o no dalla moneta unica, adesso il dubbio è su chi sarà il primo a farlo.

Un agglomerato economico-finanziario da dieci trilioni di euro annui ( la UE), per prestare 10 miliardi a un piccolo paese ha designato a negoziare una trimurti di enti che ha lasciato languire la pratica per oltre sei mesi chiedendo poi garanzie collaterali in contanti per 5,8 miliardi ( il 58% della cifra richiesta! ) sotto forma di una grassazione illegale in contrasto col trattato di Roma che – articoli 105 e 106 – garantisce la libera circolazione delle persone e dei capitali.
La UE e la sua Alta Corte avevano finora sempre statuito in ogni sentenza, la non tassabilità dei capitali.
La Troika, dopo aver piegato la Grecia, pensava di aver ormai gioco facile e voleva anche punire quei capitali russi che avevano imparato troppo bene la lezione del capitalismo.

La grassazione sarebbe dovuta avvenire sotto forma di un prelievo forzoso e improvviso a carico di tutti i clienti di tutte le banche dell’isola, dove oltre 40 miliardi di depositi sono russi, ma ci sono anche quelli di chi ha venduto le lasagne al cavallo nei nostri supermercati, dato che gli ordini di carne passavano da li.

Il Parlamento cipriota ha bocciato l’accordo sconfessando il ministro MichalisSarris latore del diktat.
Dopo una settimana di tamburreggiamenti dei media, minacce, e un ultimatum con scadenza lunedì mattina, viene annunziato un nuovo accordo: niente prelievo generalizzato, ma messa in liquidazione di una sola banca ( LAIKI) destinata a diventare la bad Bank del sistema.

Gli assets verranno convogliati verso la Banca di Cipro e i correntisti con meno di centomila euro verranno garantiti come da disposizioni UE ( che non si volevano applicare) .
Gli altri subiranno perdite per ora non quantificabili vedendosi trasformati i depositi in titoli di Stato. Dubito che la prenderanno bene e alla fine ci sarà un altro compromesso o disordini.
A Polemidhia , un borgo dell’isola, un ordigno artigianale è esploso nella notte accanto a un Bancomat.
La storia non finisce qui anche dalla parte opposta; l’accordo dovrà essere ratificato da alcuni parlamenti nazionali tra cui quello tedesco e la procedura sarà operativa verso metà aprile.

In questa vicenda ci sono aspetti da approfondire. Il nuovo Presidente dell’Eurogruppo, l’olandese
Jeroen Dijsselbloem classe 1954, nominato a novembre, forse perché i suoi riccioli sono piaciuti al Ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle – notoriamente sensibile al fascino maschile – è risultato essere a digiuno di qualsivoglia nozione economica, privo di esperienza politica e pure un po’ centrato su se stesso.

Il bel giovane, che prima di assumere un incarico tanto delicato, faceva il portavoce del partito laburista olandese ( dossier lavoro), aveva dichiarato: ” è giunto il momento di aiutarci a vicenda”.
Dopo la nomina, ha dichiarato al corrispondente de ” La Stampa” Marco Zatterin: ” sono stato scelto perché sono io”. Poi ci si meraviglia della corsa agli sportelli.

Nessuna critica dal FMI dato che la direttrice Christine Lagarde – domicilio perquisito dalla polizia giudiziaria francese la scorsa settimana- ha visto con soddisfazione nominare un suo stretto collaboratore, tale Alexandrede Juniac alla Presidenza di Air France, la cui competenza in materia di traffico aereo è comparabile a quella della onorevole Nicole Minetti. Tutta Europa è paese.

Per uno dei soliti scatti di umorismo della storia, oggi, lunedì 25 marzo, è in contemporanea l’anniversario della firma dei trattati istitutivi del Mercato Comune Europeo ( 1956) e dell’indipendenza Greca ( 1821). Cipro sarà comunque imbandierata.

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