Archivi Categorie: Israele

PERCHE’ ERDOGAN ADESSO FA PARTE DEI CATTIVI di Antonio de martini

 

La risposta del governo turco alle minacciose dichiarazioni americane ( che ieri descrivevo come rivolte principalmente alla Turchia), non si è fatta attendere.

Il ministro turco dell’economia NYHAT ZEYBECKCI, ha convocato una conferenza stampa e rilasciato una pacata e ferma descrizione della situazione.

” La decisione del Governo americano non ci obbliga in nessun senso”.
“Una sanzione del genere sarebbe vincolante per i turchi, se adottata dalle Nazioni Unite, mentre noi non riconosciamo altro interesse nazionale che il nostro” .

Pur non rinmnegando la tradizionale politica estera favorevole all’Occidente, la Turchia sta energicamente difendendo l’interesse nazionale a disporre di fonti energetiche a buon prezzo e possibilmente , controllate direttamente.

Essa mira contemporaneamente ai pozzi di Mossul ( di cui gli inglesi si impossessarono illegalmente a guerra finita nel 1918); a partecipare ai benefici della zona economica preferenziale di Cipro ( la cui sovranità formale sull’isola fu riconosciuta dagli inglesi nel 1878); e nel frattempo si approvvigionano dall’Iran ( per quasi metà del fabbisogno nel corso del primo trimestre di quest’anno).

Il contenzioso con gli USA , iniziato coi – fondati- sospetti di connivenza nel golpe di luglio 2016, continuati col rifiuto turco a continuare la guerra non dichiarata contro la Siria e proseguiti col rifiuto USA a consentire all’estradizione di Fetullah Gulen, il Licio Gelli del Bosforo, aumenta.

Anche i tedeschi , inizialmente incaricati dagli USA di chaperonare il MIT ( servisio segreto turco) si è concluso con lo stillicidio di una trentina di convocazioni formali dell’ambasciatore tedesco da parte del Ministero degli Esteri turco e irrigidimenti sistematici.

Rafforzati invece i rapporti con l’Iran ( il plateau turco iranico è per i turchi la grande realtà geopolitica alternativa alla UE) e migliorati oltre ogni speranza i rapporti con La Russia e i paesi turcofoni dell’Asia.

Il pipe line dal kazakistan è una realtà in divenire e alcuni paesi, tra cui Israele, già premono per evitare che giunga in Italia e , quindi , sui mercati europei.

Impariamo la lezione e in fretta: a) le sanzioni possono applicarle solo le nazioni Unite , previa deliberazione formale; b) gli interessi nazionali vanno salvaguardati contro venti e maree;c) i prepotenti che vogliono portarci via i nostri migliori clienti, non sono nostri amici.

Quanto a Trump, egli ha adottato il punto di vista , molto british, di chi diceva quano c’era tempesta che ” il continente è isolato”.
In realtà, l’isolato è proprio lui.

L’Iran ha dalla sua Cina, India, Indonesia, Malesia, Russia, Pakistan e i paesi vicini.( più di tre miliardi di abitanti).
L’Italia è il primo paese fornitore dell’Iran e deve restarlo, costi quel che costi.
Gli USA e i loro import di mozzarelle, si fottano

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TRUMP BOMBARDA LA SIRIA E L’ONU LE FA PRESIEDERE LA CONFERENZA SUL DISARMO A GINEVRA. di Antonio de Martini

Inghilterra Francia e Stati Uniti, si spingono, sempre più isolati e illegalmente, verso episodi di provocazione double face.

Iniziarono con la Libia, coprendosi con una delibera dell’ONU dai toni ambigui, ma si trattò comunque di una cauzione del massimo consesso mondiale , di un avversario privo di reale consistenza militare, alleati e posizionamento strategico.

Proseguono ora con la Siria senza copertura ONU ( e nemmeno NATO) contro un avversario che ha una alleanza formale con la Russia e l’Iran e una informale con la Cina, e che si trova al crocevia del mondo. Continua a leggere

LA SIRIA, LA TURCHIA, I CURDI, ISRAELE, IL LIBANO, L’IRAN. TANTE VITTIME CON UN PASSATO COMUNE E UN FUTURO INCERTO. di Antonio de Martini

Stiamo veleggiando verso il settimo anno di guerra in Siria e verso il settimo anno in cui avevo avvertito che attaccare la Siria voleva dire aprire il vaso di Pandora e affrontare una delle più tenaci fanterie del mondo. Adesso va detto – lo davo per scontato – che il vaso di Pandora non ha fondo e gli USA, più ci entrano, più affondano.

Metà della popolazione Siriana ha dovuto emigrare e,  per il momento, solo centomila sono rientrati in Patria, ma il paese ha retto all’impatto della coalizione più ricca e potente del mondo, e da un mosaico di comunità, è nata una Nazione coesa che vuole sopravvivere. Continua a leggere

ARABIA SAUDITA , LA GUERRA E LA CATASTROFE UMANITARIA IN YEMEN, L’HEZBOLLAH, L’IRAN E GLI ALTRI DOLORI DEL GIOVANE MOHAMMED E DEL VECCHIO DONALD di Antonio de Martini

La situazione si è ingarbuliata e la vecchia ” Questione d’Oriente” sembra ormai un esercizio per bambini.  In questo video , a seguito di una intervista de ” La Finanza sul web” ho cercato di presentare le interconnessioni fra i problemi dell’area.

Per risolverli, bisogna partire dal conflitto israelo-palestinese da cui scaturiscono tutti gli altri.  Dura 17 minuti. Buona visione.

 

Questo video è uno dei tre rilasciati in questi giorni e va visto assieme agli altri ( vedi ITALIA e il MONDO di Giuseppe Germinario)  per avere un panorama integrale della situazione nel Levante.

LA CRISI LIBANESE SARA’ LA TOMBA DELLA DINASTIA SAUDITA? IN OGNI CASO E’ UN ALTRO SCHIAFFO AGLI USA. di Antonio de Martini

Immaginatevi che il Primo ministro Paolo Gentiloni vada in America,  all’arrivo invece del benvenuto di prammatica si veda sequestrato il telefonino, venga catapultato davanti a una telecamera a leggere una lettera di dimissioni e a chi lo contattasse per sapere quando torna in Italia, risponda ” a Dio piacendo” e avrete la fotografia di quel che è accaduto tra Libano e Arabia Saudita in questi giorni.

La motivazione del perché avviene è più complessa e andrebbe spiegata con la psicoanalisi prima che con l’analisi politica. Proviamo a dipanare questa intricata matassa di lana di cammello. Continua a leggere

LA TURCHIA AMMASSA TRUPPE ALLA FRONTIERA SIRIANA e IRACHENA IN FUNZIONE ANTI CURDA. TUTTI CONNESSI APPASSIONATAMENTE. di Antonio de Martini

Sembrerà strano, ma tutto ha inizio in Turchia un secolo fa.

Mustafa Bey, detto Kemal ( il perfetto, così nominato dal suo maestro di scuola) iniziò l’attività che lo ha condotto al potere col nome di Ataturk ( padre dei turchi) , sconfiggendo il corpo di spedizione britannico voluto da Winston Churchill per sbloccare i Dardanelli e rifornire la Russia dopo aver sbriciolato il Sultano decadente. Nonostante che anche il colonnello Halil bey ( nipote di Enver Pascià, ministro della Guerra) avesse sconfitto a KUT EL AMARA, in Mesopotamia  il più agguerrito  Corpo di spedizione britannico spedito dall’India, le sorti della guerra non mutarono per via del blocco navale che affamò l’impero. Continua a leggere

GEOPOLITICA DELLO STUPRO NELLA STORIA. EVOLVE DA STRUMENTO MILITARE A ARMA POLITICA. di Antonio de Martini

Che lo stupro sia un’arma geopolitica militare mirante ad affermare supremazia e fiaccare la resistenza, lo abbiamo appreso fin dalla seconda media leggendo l’Iliade: Achille che si appropria di Criseide, e Andromaca – la sfortunata moglie di Ettore –  e la figlia di Priamo Cassandra, che vengono schiavizzate dai vincitori.                                                          

Per non farla troppo lunga, la seconda guerra mondiale ha visto gli alleati far stuprare le donne italiane della zona dei monti Ernici – Cassino dove più accentuata fu la resistenza militare – Moravia ce ne ha dato un ritratto emozionante.  A Napoli esorcizzarono il tutto con una canzone e a Livorno ,a CAMP DARBY, se lo fecero piacere e lo misero a frutto.

I russi che occupando finalmente Berlino stuprarono chiunque respirasse, non usarono  violenza. Bastava ordinare ” Davai suda” ( spicciati donna) che esse obbedivano col terrore negli occhi. Era ancora valida la frase latina “Germani a Sarmati mutuo metu separantur”. Continua a leggere

COSA SUCCEDERA’ COL NUOVO ASSETTO SAUDITA? DIPENDERA’ DALLA SOLUZIONE DEL PROBLEMA PALESTINESE. di Antonio de Martini

Tre teocrazie classiche  si interessano degli avvenimenti del Levante e tra queste, la più debole è la casa reale saudita che dispone di immense ricchezze , è la custode dei luoghi santi della religione mussulmana che esercita influenza  su un miliardo e trecento milioni di mussulmani.

Evidentemente non gode di divino afflato perché da un certo numero di anni a questa parte non ne sta azzeccando una e credo  che le fortune della giovane  ( dal 1927) dinastia siano ormai agli sgoccioli.

L’altra teocrazia è quella concorrente rappresentata dall’Iran Sciita e Persiano che è in sorprendente rimonta da quando pochi mesi fa ha mostrato solidità istituzionale cambiando, senza scosse, regime , dotandosi di un nuovo Presidente Hassan Rouhani appoggiato dall’Ayatollah Ali Khamenei che rappresenta la continuità religiosa e statuale con grande  compostezza ed è il leader morale  di 200 milioni di sciiti nel mondo: il nuovo governo ha aperto all’Occidente e ha intavolato trattative che possono allentare le tensioni internazionali in quasi tutte le aree a rischio del pianeta e sta dimostrando di non essere interessato alle armi nucleari.

Non così l’Arabia Saudita. Continua a leggere

L’ARABIA SAUDITA ( leggi Trump) PARLA ALLA NUORA ( Katar) PERCHE’ SUOCERA( Turchia) INTENDA. di Antonio de Martini

Intanto, chiariamo:  nella penisola arabica  i confini non esistono. Sono tutte zone desertiche permeabili a volontà da chiunque – e laggiù sono la totalità- possieda un fuori strada per aggirare,  a duecento metri dalla strada,  il posto di blocco posto sulla via di accesso ufficiale.

 

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TERRORISMO INTERNAZIONALE: SIAMO IMMUNI MA CERCHIAMO ROGNA. di Antonio de Martini

 

Evocare fantasmi è uno sport molto  pericoloso e i magistrati di Milano incriminando un povero squilibrato senzatetto per ” Terrorismo internazionale” stanno evocando le forze degli inferi.   Presunzione e ignoranza sono una coppia che provoca quel che si teme.

Un quesito già questo pericoloso,  è il tema  riaffiorante  che riguarda la possibilità che qualche terrorista si sia infiltrato tra i migranti clandestini o meno non importa. Molti nostri cittadini che in buonafede pongono questa domanda fanno in realtà il gioco di chi auspica distrarre l’attenzione dei terroristi dal proprio territorio indirizzandoli da noi. Questa malevola disinformazione viene regolarmente da Londra che teme – a giusto titolo – attentati storicamente meritati. Da noi  non vengono. Non verranno. Continua a leggere

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