Category Archives: Iran

ERDOGAN, IL SULTANO CATTIVO. SEI COSE IMPORTANTI DA SAPERE PER CAPIRE. di Antonio de Martini

Stamattina, inconsolabile vedovo dell’IPad che mi ha lasciato non prematuramente, mi sono rivolto al notiziario televisivo che mi ha travolto con una incredibile dovizia di commenti mondiali su Erdogan, le sue elezioni, le prospettive democratiche della Turchia e le interviste a turchi e turche risiedenti da anni in Occidente.E’ stato scomodato persino l’OSCE, un tenue ombreggiato parcheggio per diplomatici a fine carriera.

L’eretico Trump che telefona per complimentarsi col tiranno, è stata la ciliegina sulla torta. Continua a leggere

COSA FARA’ TRUMP NEL MONDO. RAZIONALIZZERA’ O RIVOLUZIONERA’? di Antonio de Martini

Il Presidente è ora nella pienezza dei suoi poteri, ha nominato il governo e i capi del Consiglio di sicurezza nazionale assieme alla nuova capa della delegazione all’ONU.                                                                                                         I primi atti , c’era da aspettarselo, sono stati il mantenimento delle promesse elettorali più eclatanti. Il motto AMERICA FIRST comincia a risuonare nelle orecchie di tutti.

Israele è il più preoccupato, dato che il motto di Trump presuppone che il miglior piazzamento accessibile agli estranei sia il secondo posto, ma anche questo è stato occupato dall’Inghilterra. Continua a leggere

ALEPPO E DINTORNI: FINE DELLA GUERRA O FINE DEL PRIMO TEMPO? di Antonio de Martini

Questa notte, per la prima volta in cinque anni, il Vescovo di Aleppo Jeanbart potrà celebrare la messa in pubblico senza temere di fare la fine dei suoi due colleghi ortodossi scomparsi nel nulla da due anni e mezzo. Aleppo è in festa e l’UNICEF continua a piangere senza mai dire cosa fa dei soldi che riceve.

Chi dormirà male sarà certamente John Kerry , il segretario di Stato che ha condotto negoziati e guerra nell’ultimo quadriennio riuscendo a inanellare la serie di fiaschi più  notevoli degli ultimi cento anni della politica americana nel mondo. Continua a leggere

SIRIA: GLI U.S.A. VINCONO LA GUERRA PERDENDO TUTTE LE BATTAGLIE. di Antonio de Martini

L O  S F O N D O

La guerra di Siria dura dal marzo 2011. A marzo prossimo saranno sei anni.                       Molti già dicono che Barak Obama lascerà come legato l’aver distrutto la Siria, ossia il        luogo che ha fatto da culla alla civiltà umana, senza aver nulla ottenuto.

Chi pensa questo, mostra di non aver studiato il modus operandi del soggetto che si è rivelato, sia all’interno che all’estero, l’uomo dei colpi mortali a sorpresa. Ne sanno qualcosa i repubblicani che, pur essendo in maggioranza, non riescono a governare . Continua a leggere

MAMMA LI TURCHI: CONTRORDINE FRATELLI, ASSAD E’ BUONO E ERDOGAN CATTIVO. di Antonio de Martini

Dopo un momento di stordimento dovuto al blitzkrieg di risposta di Tajip Erdogan che ha preso il mondo in contropiede, potete vedere la reazione dei differenti paesi NATO nei confronti del “fedele alleato” che fu strenuamente difeso quando , violando lo spazio aereo sovrano della Siria abbatté senza ragione  un aereo russo e che adesso viene svillaneggiato  per aver profferito ambigue minacce di morte  ( finora solo questo) nei confronti dei militari golpisti e dei loro complici. Continua a leggere

SIRIA: PERCHE’ I NEGOZIATI DI PACE SONO BLOCCATI E CHI POTREBBE SBLOCCARLI di Antonio de Martini

A parte periodici annunzi di incerte tregue, autorizzazioni all’ONU a  rifornire di carta igienica comunità assediate e l’inaugurazione di un certo pendolarismo diplomatico tra Austria e Svizzera, il negoziato per ottenere una soluzione politica in Siria è bloccato e non procede, con disperazione di tutte le parti in causa.

L’ostacolo principale sembra essere la sorte del presidente Bashar el Assad , ma ovviamente  si tratta della parte emergente dell’iceberg. La parte sommersa consiste nella mancanza di almeno un criterio comune ( ad esempio l’integrità territoriale della Siria su cui tutti tranne forse gli USA convergerebbero) e la scelta dei partecipanti direttamente interessati, nonché l’assenza di terzi capaci di mediare.

Al tempo del negoziato di Ginevra I ( e poi II) scrissi che senza una presenza attiva del convitato di pietra iraniano, non si sarebbe potuto procedere. Adesso che dopo due anni e altre migliaia di morti e sfollati, gli iraniani sono stati finalmente ammessi, ci si accorge che le difficoltà restano intatte. Continua a leggere

GUERRA DI SIRIA: ERRORI ED OMISSIONI. GLI ULTIMI FUOCHI PRIMA DEL GRANDE BUSINESS. di Antonio de Martini

All’indomani della prima Guerra Mondiale, anche un bambino di dieci anni avrebbe capito che imporre condizioni di pace troppo onerose alla Germania avrebbe provocato a breve una nuova guerra.

Il solo che sembrò capirlo veramente fu John Maynard Keynes ( l’inventore della macroeconomia) che si dimise dalla delegazione inglese in polemica con le decisioni draconiane prese contro i tedeschi e consegnò i suoi pensieri, nel dicembre 1919, ad un pamphlet dal titolo provocatorio ” Le conseguenze economiche della pace” tradotto e pubblicato in Italia da Adelphi.( reperibile).

Egli illustrò la concatenazione di scelte suicide e ipocrite che portarono, appena venti anni dopo, al bagno di sangue più copioso della storia dell’uomo.
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IRAN: RIPRESA DEI RAPPORTI COMMERCIALI CON L’ITALIA

Federica Mogherini ha fatto ieri una dichiarazione importante anche ai fini della ripresa economica italiana.

La normalizzazione ( e quindi lo scongelamento dei beni) con l’Iran è ormai questione di poco.Noi italiani stati il primo fornitore di beni e servizi dell’Iran per lunghi anni e abbiamo tutte  le carte in regola per tornare al nostro posto. Continua a leggere

STANNO DECIDENDO ANCHE DOVE VERRA’ COMBATTUTA LA PROSSIMA GUERRA di Antonio de Martini

In questi giorni sono in corso negoziati molto differenti tra loro ( Svizzera, Vienna, New York, Parigi, Marocco) con un fil rouge in comune: i rapporti tra Stati Uniti e Russia. Tutti gli altri sono comparse di scena. E’ già successo nel corso degli anni 70 e ottanta.

In ambito NATO si dibatté un argomento principe articolato in più capitoli vertenti tutti attorno allo stesso timore. Se gli USA avrebbero rischiato di incassare dei missili nucleari  sul loro territorio pur di difendere l’Europa o se il vecchio continente sarebbe stato ancora una volta il campo di battaglia in cui gli eserciti si sarebbero scontrati come nelle due precedenti tornate del conflitto con distruzioni che avrebbero risparmiato il territorio USA. I protagonisti erano USA e Russia e lo sono tutt’ora.

Il crollo del muro di Berlino ci ha fornito una serie di risposte sul passato e la crisi attuale dell’area MENA cerca di darci risposte sul futuro.

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COSA SERVE PER BATTERE L’ISIS- DAESCH di Antonio de Martini 

Un convegno della Fondazione Ducci – un ex diplomatico-  tenutosi venerdì  al centro culturale della Moschea di Roma, ha visto confrontarsi due politici arabi e due inglesi , uno dei quali vestiva l’abito talare e parlava a nome del Vaticano.

Gli arabi, Mohammed Alaikah, già vice primo ministro Giordano e Mohammed Benaissa , ex ministro degli esteri marocchino, hanno presentato le loro tesi in maniera piana e chiara spiegando  che lo Stato del Califfato  islamico ” non è religioso, non è un Califfato e non è uno stato”. Tutto vero. Sono, come ho sempre detto io, una banda di assassini.

Benaissa in un eccellente italiano – ma più politico- ha parlato di responsabilità europee, di mancate promesse e di responsabili della guerra di Siria pur senza fare nomi.

Il prete, Richard Gallagher, sembra  essere segretario per i rapporti con gli stati ( dal 2014) del Vaticano, ha esordito sostenendo che l’accordo Sykes-Picot  non era stato concluso in segreto (!) per poi spezzare una lancia in favore dei cristiani come se si trattasse della persecuzione di Nerone. Poi considerazioni di carattere religioso inutili in quella sede. Non ho capito la rilevanza della segretezza o meno dell’acc0rdo Sykes-Picot ( che pronunziava in modo errato).

Uno dei responsabili arabi gli ha fatto notare che i cristiani avevano pagato un prezzo in quanto arabi, non in quanto cristiani ne più ne meno degli altri conterranei, il che è corretto. Il contrario è la versione del daesch. Continua a leggere

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