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LA CRISI LIBANESE SARA’ LA TOMBA DELLA DINASTIA SAUDITA? IN OGNI CASO E’ UN ALTRO SCHIAFFO AGLI USA. di Antonio de Martini

Immaginatevi che il Primo ministro Paolo Gentiloni vada in America,  all’arrivo invece del benvenuto di prammatica si veda sequestrato il telefonino, venga catapultato davanti a una telecamera a leggere una lettera di dimissioni e a chi lo contattasse per sapere quando torna in Italia, risponda ” a Dio piacendo” e avrete la fotografia di quel che è accaduto tra Libano e Arabia Saudita in questi giorni.

La motivazione del perché avviene è più complessa e andrebbe spiegata con la psicoanalisi prima che con l’analisi politica. Proviamo a dipanare questa intricata matassa di lana di cammello. Continua a leggere

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ARABIA SAUDITA: IL TRIUMVIRATO CALA DI UNO. L’ULTIMO DEI FIGLI DI SAUD ROTTAMATO COME UN BERSANI QUALSIASI. PETROLIO IN PROSPETTIVA DI RIALZO? Di Antonio de Martini

Muqrin ben Abdelaziz al Saud, perde il suo incarico Di principe ereditario e vice primo ministro e assieme a lui l’ultimo figlio di re Faisal ( Saud El Faisal) che lascia il ministero degli esteri de occupava dal 1975. Fortemente indebolito Mishal ben Abdallah figlio del re defunto che rimane, per ora a capo della guardia nazionale..

Restano in lizza rispettivamente nella posizione di principe ereditario e vice del principe ereditario Mohammed Ben Nayaf ( ministro dell’interno) e Mohammed ben Salman figlio del re e ministro della Difesa.

Nayaf al portafoglio dell’interno che mantiene, aggiunge la carica di vice primo ministro.  Per adesso è l’uomo forte, ma impossibilitato a sbarazzarsi dell’amico rivale che è il figlio del re.

Al ministero degli esteri viene nominato l’attuale ambasciatore a Washington . È la prima volta che il ministero non va a un membro della famiglia reale, segno che adesso i rapporti più stretti passeranno attraverso il Pentagono direttamente col figlio del re che sta alla Difesa e che ha usato la campagna yemenita per stringere i legami adatti.

Il risultato immediato è uno svecchiamento netto ed il taglio coi parenti degli ex re ( Abdelaziz , Faisal e Abdallah)

La nomina di nuovi ministri dell’economia e del lavoro fanno pensare che la situazione economica e sociale dia meno stabile di quel che sembra. Dopo le due avventure militari dirette ( Bahrein e Yemen) e l’impegno indiretto contro Siria e Iran, la situazione del regno, complice il dimezzamento degli introiti petroliferi, richiede interventi rapidi che il Crownprince defenestrato Muqrin ben Abdelaziz, mediatore per temperamento, non è stato giudicato adatto  a prendere.

Credo che sia giunto il momento in cui l’Arabia Saudita cesserà il dumping sul petrolio anche se gradatamente, visto che il decisore sarà Nayaf  che cura gli affari interni al regno e deve essersi stancato di perdere centinaia di miliardi all’anno mentre deve pagare due guerre dirette e due indirette e i sudditi non possono essere gratificati con la generosità solita. 

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