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VINCENZO GIOBERTI E L’IDENTITÀ NAZIONALE. di PIERO LAPORTA

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Prosegue, a rilento, il dibattito sulla identità italiana che ho lanciato tre mesi fa.  Questo è l’intervento di Piero Laporta.

”    Il 5 aprile ricorre il 213esimo della nascita di Vincenzo Gioberti, nella sabauda Torino del 1801.
Per una curiosa coincidenza questo anniversario si colloca nell’intervallo fatale che va dal 16 marzo, anniversario del rapimento di Aldo Moro, al 13 maggio, anniversario dell’attentato a Giovanni Paolo II. La presenza in questo segmento temporale di Vincenzo Gioberti, altro illustre cattolico – detestato e tradito dalla Curia vaticana del suo tempo – è quanto mai significativo e coerente con la presenza delle altre due grandi personalità, Aldo Moro e Giovanni Paolo II, altrettanto detestati in talune stanze del potere, quanto amati dal popolo.

http://www.pierolaporta.it/vincenzo-gioberti-e-lidentita-nazionale/

IL PAPATO E LA COMUNICAZIONE DI MASSA. Di GiC.

I mezzi di informazione di massa creano i personaggi e questa non e una novita. Giovanni XXIII che riesumò dopo secoli il tradizionale camauro divenne il Papa buono e innovatore.
Pio XII che tutti quelli della mia eta e altri ringraziarono con adunate oceaniche per il gesto a S. Lorenzo e forse anche a s. Giovanni divenne a poco a poco il Papa amico dei nazisti.
Paolo VI fu l intellettuale colto e pensoso che si inginocchio davanti ai brigatisti, dimenticandosi della Humane Vitae e della chiusura ravvvicinata del Concilio .
Giovanni Paolo I fu un gigante della Storia e non ci si ricordo piu che aveva scomunicato Lefebvre e i suoi accoliti. Giovanni Paolo I il buon parroco e basta.
Benedetto XVI il Papa teologo intransigente e restauratore e non colui che aveva tolto la scomunica ai lefevriani. E cosi via. Continua a leggere

GEOPOLITICA DELLO STATO CITTÀ DEL VATICANO, AD USO DELLO SPIRITO SANTO . di Antonio de Martini

Non ho il dono della fede, ma da quando fu eletto un cardinale proveniente da oltrecortina mettendo in crisi, prima psicologica poi politica ed infine istituzionale, l’impero sovietico, tendo a rispettare le scelte di uno dei pochi consessi capaci di operare con spirito ” in consulendo liber” scelte non condizionate dal circo mediatico che tutto condiziona ed inquina.

L’attuale Papa – oltre che cedere a un legittimo desiderio di riposo e meditazione – si è certo accorto, ” ingravescentem aetatem ” , che questa non è epoca per un Papa teologo, ignaro di attività diplomatiche, di nuove tecnologie, di finanza, di media e ne ha tratto le conseguenze. Continua a leggere

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