COSA PENSANO GLI AMERICANI COINVOLTI NELLE OPERAZIONI IN IRAK?  ” To do nothing is not an option” di Antonio de Martini

Il generale di Brigata Kurt Crytzer è il vice comandante del comando delle operazioni speciali presso il Central Command USA.

Martedì scorso ha tenuto una conferenza a Tampa , in Florida alla ” Special Operation Forces Industry Conference” un appuntamento annuale tra i leaders delle Special Operations e i rappresentanti delle industrie americane interessate a questo settore.

La domanda che il generale si è posto ad alta voce ed ha posto all’uditorio è “come mai il paese che ha creato l’internet, che ospita Hollywood e Madison Avenue ( la strada di NEW York che ha il maggior numero di Agenzie di comunicazione ndr)  venga regolarmente uccellato da un branco di beduini dell’ISIS  che ha come riferimento culturale il VII secolo , sul piano della comunicazione globale, riuscendo a raccogliere fondi e reclutare volontari.”?

“Nel Medio Oriente – ha detto il generale – gli USA subiscono l’iniziativa avversaria e il messaggio politico usa non passa, il mondo militare americano viene rifiutato ed il suo messaggio deve sempre cedere di fronte a quello avversario che viene accettato e propalato anche quando è  poco credibile” e , ha soggiunto, questo avviene non solo tra le classi povere e analfabete.

Come esempio classico di migliore penetrazione della narrativa indigena  rispetto a quella USA, Crytzer ha citato il diffuso convincimento che l’ISIS venga rifornito dagli americani.

I fautori delle teorie cospirazioniste sostengono che ciò avvenga per permettere alle truppe USA di tornare a stazionare in territorio iracheno, i ” geopolitici” ( tra cui il sottoscritto) sostengono che stia avvenendo una cessione concordata di spazio che dovrebbe dar vita ad un nuovo stato che dimezzi la superficie siriana  o a farlo assorbire dalla Turchia, se non la Turchia di Erdoghan, quella del successore.

Del boschetto narrativo USA del sostegno al governo democratico che gli iracheni si sono liberamente scelti, il generale non trova traccia.

Negli ultimi 18 mesi questo ISIS avrebbe conquistato la provincia di Ambar in Irak.  ( capitale Ramadi) , già disponeva della provincia di Rakka ( in Siria) ed ora sembra avere preso il controllo della provincia di Tadmor ( PALMYRA) che si interpone tra le due. In tal modo da continuità territoriale ai possedimenti , disporrebbe di Mossul come capitale e potrebbe essere uno stato vitale, vista la rendita petrolifera inerente.

Cosa abbia fatto in tre mesi questa  numerosa, famosa e fumosa coalizione anti ISIS , non è dato di sapere e non lo sa nemmeno il vice comandante operazioni …..

Commentando coi reporters dopo la conferenza il generale ha fatto dichiarazioni rafforzative del suo “briefing”:  intanto ha ammesso l’inazione dicendo che “non è una opzione” ossia che bisognerebbe fare qualcosa perché non si sta facendo nulla. La seconda è una rivelazione imbarazzante Crytzer ha rivelato che il generale iraniano Kassem Suleimani , comandante della Kuds Force   ( Forza Santa) che sta aiutando gli irakeni  e che è dominus dell’intelligence di Teheran oltre che di numerose milizie sciite sul territorio iracheno, è fermamente convinto – e non lo nasconde – che gli aiuti e i rifornimenti all’ISIS sono di provenienza americana.

Il generale si chiede come mai una persona tanto influente e ben informata creda alla narrativa orientale e non a quella americana. E vorrebbe risposta.

Egli ha inoltre confermato che truppe irachene hanno tentato di abbattere un elicottero USA con la motivazione che stava rifornendo gli avversari. Oggettivamente un generale di brigata che non voglia deliberatamente distruggere la propria carriera non poteva dire di più.

L’ispettorato dell’esercito degli Stati Uniti ha constatato la mancanza di mezzo miliardo di dollari di materiale militare inviato in Irak e Yemen. Qualcuno se ne è impossessato di certo. 

Che si tratti della malavita o della CIA, quel che è certo è che il materiale di armamento in mano all’ISIS proviene dagli arsenali americani e che il governo USA che prima combatteva a colpi di comunicati stampa, adesso non fa più nemmeno quelli. Il sospetto che quella zona sia stata promessa a qualcuno è legittimo e in tal caso combattere e perdere uomini sarebbe insensato.

Una ultima notazione di carattere tecnico: Palmyra è un’oasi ai margini del deserto e per cinque ore di auto in ogni direzione non ci sono punti di appoggio, rifornimento, acqua ecc.

Le truppe siriane hanno dimostrato di saper respingere l’attacco e i ribelli non avrebbero potuto tornare tanto rapidamente all’assalto  senza adeguati rifornimenti e viveri. Le notizie sono incerte e contraddittorie. Chi ha dato l’ordine di ritirata alle truppe siriane e perché?  Era previsto un appoggio aereo , poi mancato, in odio al regime di Assad? Qualcuno lo ha fermato? Quel che è certo è che i militari USA sono frustrati dall’ambiguità decisionale del loro governo e avviliti dalla cortina di incomprensione che li circonda

. L’ex comandante della piazza di Ramadi, generale a quattro stelle John Kelly ha dichiarato di sentirsi ” Heartbroken” all’idea degli sforzi profusi per stabilizzare la situazione che ora vede svanire. Kelly , attualmente comandante dell’area Sud America e Caraibi, è in predicato per diventare comandante dei Marines in sostituzione di Joseph Dunford che diventa capo degli Stati Maggiori riuniti in sostituzione di Martin Dempsey che in autunno va in pensione.

“Ho perso centinaia di giovani americani, tra morti e feriti,  sotto il mio comando e quando sono andato via da Ramadi, circolavo disarmato in città accompagnati da due soli soldati iracheni con pistola. All’idea che ora Ramadi è in mano all’ISIS mi sento il cuore a pezzi.”.

L’inerzia americana di fronte alla tracotante avanzata di questa armata Brancaleone mi ricorda il “faites vite” di Napoleone III agli italiani quando questi attaccarono lo Stato Pontificio per occuparlo e far scattare il New World Order dell’epoca.

Il generale Josep Votel , comandante delle operazioni in Irak, quando i giornalisti hanno chiesto di visionare qualche filmato dei combattimenti, ha iniziato una manovra in ritirata, finendo per dire che aveva un filmato ( solo) che poteva quindi mostrare una sola azione tattica.
I

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Commenti

  • gicecca  On maggio 22, 2015 at 3:01 pm

    Anceh da quando Obama non ha più “preoccupazioni” elettorali non mi pare che abbia inanellato molti successi. a Roma si direbbe che “è ‘na frana”. GiC

    • antoniochedice  On maggio 22, 2015 at 8:12 pm

      Credo che ci siano accordi di spartizione del territorio siriano e iracheno a favore della Turchia e/o del futuro Kurdistan, ma non osano ammetterlo, di qui l’incomprensibilità di alcuni atteggiamenti . A questi vanno aggiunti ripensamenti USA dovuti alla discontinuità relazionale tra turchi e israeliani che compromettono l’utilità degli assetti prefigurati. Il Kurdistan deve ampliarsi a spese dell’Irak o della Siria? Comprendere una parte della Turchia che incassa in cambio Mossul?
      I nazisti trattarono gli ebrei come animali, gli americani trattano le minoranze cristiane e yazide come vegetali: li trapiantano qua e là.

  • Anafesto  On maggio 23, 2015 at 10:09 am

    Credo che la domanda da porsi sia chi ha finanziato un esercito di oltre 50000 elementi perfettamente equipaggiati sia in armi che in comunicazione.
    Se poi si ricorda che Seymour Hersh già nel 2007 aveva denunciato la formazione di questa entità nel suo saggio “Cambio di rotta”, si può facilmente capire quanto denunciato in questo post.

    • antoniochedice  On maggio 23, 2015 at 11:50 am

      Seymour Hirsh, per chi non lo sapesse è il giornalista USA che ebbe il premio Pulitzer per aver svelato la strage di My Lay in Vietnam: un villaggio massacrato da un subalterno impaurito.
      Negli anni questo giornalista si è specializzato in di svelamento di altarini della Casa Bianca e del Pentagono. Di recente ha aspramente criticato i giornalisti americani che, comparati coi nostri, a noi sembrano più che accettabili.

      • antoniochedice  On maggio 23, 2015 at 11:43 pm

        Fonte per favore

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