ECCO, PUBBLICATE DAL WASHINGTON POST LE MAIL DI HILLARY CLINTON SULLA VICENDA LIBICA E LA MORTE DELL’ AMBASCIATORE STEVENS A BENGHAZI.

http://www.washingtonpost.com/graphics/politics/read-hillary-clinton-email/#email/2086127-c05739594

Clikkando sul link soprastante troverete le prime trecento mail pubblicate dalla commissione di inchiesta sui fatti di Benghazi che portarono alla morte dell’Ambasciatore USA  Stevens.

Due sole considerazioni:

A) dopo la ” direttiva Renzi” che ordinava di togliere il segreto di Stato su lontani eventi risalenti agli anni ottanta ed oltre, stiamo ancora elaborando le procedure di accesso ai documenti…..

Negli Stati Uniti dove il Parlamento conta, la decisione di rendere pubblici i documenti privati di un ministro, è stata presa da una commissione parlamentare. Da noi è stato un,inascoltato, gesto del Principe perché il vero principe è la burocrazia che ci costa il 60% del prodotto nazionale e in cambio ci da i peggiori servizi del mondo civile.

B) Dalle mail  finora pubblicate risultano chiaramente sia il fatto che gli USA erano pienamente informati ( fin dal 3 marzo 2011)  che in Libia sarebbe scoppiato un conflitto di fazioni di lunga durata, sia che la Clinton riteneva probabilmente di essere intercettata, perché da questi documenti non appare presa nessuna decisione di rilievo, nemmeno quelle che sappiamo furono prese. Cercavano il caos, non la democrazia e queste mail non sono l’unico veicolo di comunicazione da indagare per capire cosa è successo e perchè.

Se gli Stati Uniti vorranno scegliere questa anziana a guidare le sorti del loro paese è – in buona parte – affar loro. Diventano affari di tutti se invece alla pubblicazione del resto delle mail dovesse risultare che ha fatto scoppiare e seguito una guerra  con la stessa attenzione che a dedicato a un barbecue o un week end per piazzare la figlia.

Longanesi diceva ” ci salveranno le vecchie zie“. ( leggetelo) , ma costei non è una zia: è una ex moglie che vorrebbe dirigere il mondo per supplire alla mancanza di una vita affettiva.

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Commenti

  • gicecca  On maggio 23, 2015 at 7:50 am

    Le “vecchie zie” di Longanesi ( “fusti di quercia, dalle radici ben solide”, “custodi dell’ordine classico”, “fedeli gendarmi dello stato”, “più fedeli all’avarizia come segno di decoro… atto di fede… principio morale… norma pedagogica”) ci salvavano persino loro col punto interrogativo (il titolo longanesiano era “Ci salveranno le vecchie zie?”). Mi auguro proprio che almeno la prossima volta gli Americani non facciano l’errore di affidarsi e affidarci a una vecchia e basta. GiC

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