MEDITERRANEO, UN MARE DI NOSTALGIE: DA GHEDDAFI A MUBARAK A BERLUSCONI. ARRIVA IL SOGNO DI UNA EUROPA DALL’ATLANTICO AGLI URALI O L’INCUBO DELL’EUROPA COLONIZZATA ? di Antonio de Martini

Stiamo tornando all’epoca dei protettorati di ottocentesca memoria e c’è chi vuole applicare l’idea anche all’Europa.
La Libia a oltre un anno dalla conclusione ufficiale delle operazioni N.A.T.O. , non ha ancora trovato la pace e la via della concordia nazionale che adesso spera di trovare con la creazione di una società petrolifera nazionale con direzione a Tripoli e robusta sede decentrata a Benghazi .
La governance sarà a sorveglianza britannica.

L’Egitto, nei suoi millenari annali, non aveva mai

avuto una spaccatura interna profonda come la ” primavera bis” che sta vivendo con Mohammed el Baradei in veste di rivoluzionario.
Qui il protettorato è americano.
Dopo qualche mese soltanto, gli USA iniziano le prime pratiche di separazione coi Fratelli Mussulmani, i quali, nel tentativo di recuperare , hanno arrestato il capo del commando che ha assassinato l’ambasciatore Stevens a Benghazi: è un egiziano.
Rifiutano di consegnarlo agli americani e stanno interrogandolo. Nutro timori sulla sua tenuta cardiaca.
I militari, sornioni, non si schierano.
Stanno offrendosi nelle piazze come “usato garantito” certi che il pesce abboccherà tornando ad delegare loro il potere che esercitano da quarantadue secoli.

In Palestina, Il capo di Hamas, Khaled Meshaal, che aveva subito un tentativo di assassinio al veleno in Giordania ( di cui ricorderete la drammaticità) e che si era prima rifugiato a lungo in Siria, dopo l’accordo per il cessate il fuoco a Gaza e l’impegno israeliano a cessare anche le uccisioni mirate, è tornato in Patria non senza prima un bagno di democrazia in Katar, dove ha abiurato alla alleanza siriana e ricevuto mandato a governare il nuovo protettorato.

In Israele, gli USA contano fare il bis , ottenendo la sostituzione – o il ridimensionamento – di Netanyahu alle elezioni di gennaio.
Il Libano, ha il simbolo del dollaro negli occhi come i personaggi di Disney e da quando gli USA lo hanno appoggiato all’ONU nel rivendicare la zona di mare del giacimento Leviathan contesa dagli israeliani, è in entusiasta sintonia con l’idea del protettorato.
Il protettore Siriano ha troppi problemi a casa propria per opporsi efficacemente e , alla fine, pagherà il conto.

La Turchia, con l’accettazione dello schieramento dei missili Patriot ( missili obsoleti rifiutati dagli israeliani, ma ottimi per la bisogna) alla frontiera con la Siria, si sono affidati anch’essi a una forma di “protettorato leggero” tramite la Germania – che ha violato ancora una volta la sua Costituzione inviando truppe costì – nella speranza di una mediazione americana per porre fine alla guerra coi Kurdi magari a spese della Siria .

Libia, Egitto, Siria, Palestina . L’Italia perde i principali suoi mercati mediterranei per non aver saputo sfruttare la sua appartenenza alla UE per garantirsi il mercato, per aver perso la fiducia dell’alleato USA flirtando coi Russi, per non avere una Forza Militare capace di incutere rispetto, per aver svogliatamente fatto parte della Unione Europea senza sviluppare la collaborazione mediterranea lasciata gestire a Sarkozy.

Così inquadrata, la situazione attuale di crisi ministeriale italiana – rateale e svogliata anch’essa – si legge per quello che é : se vogliamo comparare Berlusconi a Napoleone, sta vivendo i suoi cento giorni, se pensiamo a Mussolini, siamo a Salò. Se lo compariamo a Gheddafi, si sta trincerando nel tombino dopo aver messo in salvo beni e famiglia.

Ha ceduto senza resistere, si è pentito, vuole tornare sfruttando la nostalgia di un tempo che non tornerà più , compromette le possibilità di adattamento soft alla nuova situazione e soprattutto non ha uno straccio di idea per uscire dal pantano.

Gliene forniamo una: un ” Piano Marshall dell’est” ossia chiedere a Putin un mega prestito per Italia, Francia e Spagna a buon mercato, offrendo a lui e satelliti un fitto piano di collaborazione industriale che lo integrerebbe a termine nella UE.

Proporre insomma, una ” sfera di coprosperità euroasiatica” che miri a realizzare l’Europa dall’Atlantico agli Urali vagheggiata da De Gaulle che entrerebbe in concorrenza con la visione neocolonialista USA che mira a sottomettere anche la riva nord del Mediterraneo e far crollare la moneta unica.

La Spagna ha intuito questa possibilità e sta già varando una collaborazione bilaterale in campo aeronautico militare coi russi.
La Francia tornerebbe alla tradizionale alleanza con la Russia in funzione anti tedesca e potrebbe riprendersi economicamente ( sta perdendo 50.000 posti di lavoro al mese) oltre che svuotare l’opposizione interna del riferimento a De Gaulle e Putin con una parolina alle orecchie italiane giuste gli farebbe anche vincere le elezioni.

Anche la sola ipotesi della comparsa di un nuovo soggetto internazionale come prestatore di fondi a tre paesi chiave della UE , produrrebbe nello scenario mondiale un effetto molto superiore a quello già importante causato dalla dichiarazione ( di concreto non ha fatto nulla) di Mario Draghi di difesa dell’Euro.

La Germania, dopo mezzo secolo di patto consultivo con la Francia, non potrebbe certo obiettare su un patto di reciproca consultazione dei tre paesi latini.

Putin ha bisogno di un passo ” storico” per legittimare il suo permanere al potere e per calendarizzare una credibile democratizzazione della Russia e la ” gang dei cravattari” internazionali che ci minaccia e ci spreme da cinque anni dovrà rivedere i suoi conti per un periodo sufficiente a farci riprendere fiato.

Il Presidente Giorgio Napoletano non potrebbe opporre che una resistenza simbolica per varie ragioni di cui cito solo la principale: l’articolo 11 della Costituzione prevede che l’Italia possa rinunziare a parti di sovranità ” IN CONDIZIONE DI PARITÀ CON ALTRI STATI”.
NON È PREVISTA LA CESSIONE UNILATERALE DI SOVRANITÀ A UNA ENTITÀ CHE NON FACCIA ALTRETTANTO COME L’UNIONE EUROPEA CUI ALCUNI PAESI NON CEDONO UN BEL NULLA.

Gli Stati Uniti non potrebbero che constatare il trionfo del loro principio di libera concorrenza anche a livello del mercato del credito a livello globale.
O no?

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Commenti

  • abrahammoriah  Il dicembre 9, 2012 alle 6:09 pm

    9 dicembre 2012

    L’ Art. 1 della costituzione materiale italiana dice che l’Italia è un paese a sovranità limitata. L’ Art. 2 che questa verità non deve essere nemmeno menzionata nel dibattito politico. E’ di tutta evidenza che l’unica possibilità di contrasto dalla condizione di minorità del nostro paese non possa che passare attraverso il “rovesciamento” politico ed economico di questi due articoli.

    Massimo Morigi

  • Roberto  Il dicembre 11, 2012 alle 1:15 am

    Ricordo all` articolista che l`Italia e` un paese occupato militarmente dalla fine dell` ultima guerra .Che ogni governo ha da essere “gradito” all` occupante e che nulla puo` essere fatto senza il loro assenso (caso Moro).
    E` illusorio parlare dell` italia come di un paese sovrano addirittura con una forza militare che incute rispetto. Rispetto a chi ? L` Italia partecipa alle guerre altrui solo ed esclusivamente su ordine USA . Da questa tragica situazione purtroppo non se ne uscira`presto

    • antoniochedice  Il dicembre 11, 2012 alle 6:19 am

      Ricordo al commentatore che la sovranita’ dello stato italiano e’ un fatto giuridicamente acquisito e che, come ogni diritto, va esercitato. Il fenomeno della “occupazione” riguarda l’intera Europa – senza eccezioni – e va affrontato al livello cui si pone. Il fenomeno della sudditanza a poteri stranieri per consolidare la tirannia domestica risale al XVI secolo e poggia sulla mentalita’ da schiavi di molti, compreso chi alimenta il malcontento, non fa proposte e cerca, creando un partitino cercando di partecipare alla spartizione della torta partitocratica. La via del riscatto e’ la educazione popolare anche se quando leggo interventi del genere del tuo mi cascano le braccia.

      • Roberto  Il dicembre 11, 2012 alle 7:31 am

        Ricordo solo che ci sono clausole segrete ad un trattato di pace ancora non rese pubbliche. Lo sapevi ?
        La sovranita` che dici acquisita e` puro frutto di propaganda alimentata con elezioni di facciata che a nulla servono se non a mettere i servi a guardia delle loro catene. Gli altri stati europei hanno storie e situazioni diverse non paragonabili alla nostra . La via del riscatto passa per ben altre strade ,e qui ci sarebbe da dilungarsi tenendo presente quanto sia lo spazio di manovra concesso ( rivedi caso Moro). Se aspettiamo che sia questa scuola o la stampa, o la politica a formare una coscienza diversa , vuol dire che non sia ha ben presente la realta` che ci circonda. e qui cadono anche a me le braccia …siamo in due

      • antoniochedice  Il dicembre 11, 2012 alle 8:16 am

        Siamo in due, ma su posizioni diverse. Tu ricordi – con lamento inutile – gli effetti della scorsa guerra. Io mi preparo – con effetti irrilevanti – alla prossima.

  • Monica  Il dicembre 11, 2012 alle 10:26 am

    Buongiorno Antonio, a proposito di quest’ultimo argomento, potresti dire come ti prepari? Cioè come ti prepari alla prossima guerra? Perchè sto cercando di farlo anch’io, e riterrei molto utile trarre spunti da te. Mille grazie. Monica

    • antoniochedice  Il dicembre 11, 2012 alle 10:32 am

      In due parole: cercherò di spiegare come e perché ci minaccia una guerra ( tra l’altro, l’Europa è in pace da 67 anni e non è mai successo) e quali siano le poste in gioco.
      Poi cercherò di promuovere la neutralizzazione dell’Italia. Questo è il solo modo di cavarsela. Cercare sistemi personali è , credo, illusorio.

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