Tag Archives: Mohammed EL BARADEI

MEGLIO POTENZA NUCLEARE O ELETTRONICA? BUONA LA SECONDA. L’ITALIA TRA LE PRIME VITTIME E STANNO TORNANDO. di Antonio de Martini

Militarmente parlando, le armi nucleari hanno un limite politico di impiego e un inconveniente “tecnico”.
Si possono usare solo in tempo di guerra dichiarata e le aree colpite restano inagibili per un periodo di tempo medio-lungo.
Le armi elettroniche invece, possono essere usate anche in caso di “guerra fredda” e addirittura in periodi di pace e persino contro paesi amici; consentono l’anonimita’ all’attaccante ; rendono difficilmente spiegabile al pubblico  la necessita’ di “rivincite” e quindi le proteste popolari nel paese bersaglio ; sono utilizzabili comunque : dai satelliti ai sottomarini o da una caverna. Continua a leggere

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IN EGITTO IL PREMIO È SUEZ, NEL LEVANTE IL NUOVO GIACIMENTO, IN MEDIO ORIENTE L’ACCESSO DIRETTO DELLA CINA AL PETROLIO IRANIANO, PERCHÈ LO SCOPO FINALE È SEMPRE LA CINA E IL CONTROLLO DI UN POSSIBILE “REGIME CHANGE” CHE FA PAURA. di Antonio de Martini

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Riassumo e commento una stagione intera nota come “Primavera araba” ( non è stata ne l’una ne l’altra), ma in realtà parlo della Cina.

l’analisi é ripartita in capitoletti per agevolare la lettura.

L’EGITTO E SUEZ

Per lo Yemen ( Salah), la Tunisia ( Ben Ali), la Libia ( Gheddafi) la Siria ( Assad) l’argomento instaurazione della Democrazia agli inizi era difendibile. Difendibilissimo.
Si trattava di regimi polizieschi duri e di durata.
Per il povero Mohammed Mursi, eletto democraticamente appena un anno fa, gli USA dovranno trovare un’altra motivazione, dato che quella di impopolarità tende a sgretolarsi dopo le reazioni di piazza – ad onta dello stillicidio di morti e di arresti – a favore del prigioniero che minacciano addirittura di provocarne il ritorno.

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MEDIO ORIENTE : LA POLIZIA PAKISTANA AVEVA MULTATO OSAMA BEN LADEN PER ECCESSO DI VELOCITÀ. RISCHIO CHE NON HA CORSO LA COMMISSIONE DI INCHIESTA SULL’INCURSIONE DI ABBOTTABAD. di Antonio de Martini

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Magniloquentemente chiamato Ben Laden’s file ecco nel link sottostante il testo originale della commissione di inchiesta nominata dal governo pakistano per capire come mai Osama Ben Laden abbia potuto vivere nove anni in Pakistan in sei diverse localita senza mai essere identificato e come mai un reparto armato, munito di ben tre di elicotteri, abbia violato lo spazio aereo pakistano per duecento chilometri e – a missione compiuta durata oltre due ore – se ne sia ritornato per la stessa strada indisturbato.

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LA MINACCIA USA DI BLOCCARE GLI AIUTI ALL’EGITTO È PIÙ PER AMORE DI EL BARADEI CHE DELLA DEMOCRAZIA. È RICOMPARE L’AUTORE DEL “PROGETTO POMED” MC INERNEY IN VESTE DI ESPERTO

Gli Stati Uniti sono angosciati per il loro fedele pupillo Mohammed el Baradei che nella sua ricerca di una sistemazione politica in seno al nuovo ordine egiziano, sembra la Sora Camilla ( Tutti la vogliono, nessuno la piglia).

Per parlare a suocera perché nuora intenda, hanno detto che potrebbero non pagare il loro consueto obolo ( che in gran parte torna a casa sotto forma di acquisti di armamenti per mantenere l’equilibrio bellico con Israele, paese che gli Egiziani si sono impegnati a non attaccare) a meno che non si dimostri la volontà di ripristino di un poco di democrazia.
Ad esempio prendendo el Baradei al governo.

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EGITTO E ITALIA. COLPI DI STATO A COLPI DI COMUNICATI STAMPA. di Antonio de Martini

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Un milione di persone in piazza sono l’1,5% della popolazione egiziana. Come dire un comizio di seicentomila persone in Italia. Non bastano.
A riprova dell’ovvietà che il governo del “corrotto Mubarak” era la loro situazione ideale, gli Yankees tornano sui loro passi e decidono che tutto sommato è meglio lasciare i religiosi islamici dove stavano e trattare coi militari come avevano sempre fatto. Il progetto POMED ( Project on Middle East Democracy) ha fatto un altro buco nella sabbia.( Stephen McInerney, se non ricordate il mio post, vedete wikipedia).

I militari vedono premiata la politica attendista che ha fatto loro sopportare due anni di “passaggi democratici elettorali”, una autentica pagliacciata in un paese in cui l’analfabetismo è la regola e l’istruzione un optional.

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DEMOCRAZIA IN KATAR E IN EGITTO. ALTOLÀ USA A SALAFITI E ZELOTI IN TUTTO IL LEVANTE. LA POSTA IN GIOCO È ECONOMICA. di Antonio de Martini

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La decisione americana di temporeggiare invece di consegnare ai ribelli siriani le nuovissime armi ” game changer” ( ovvero capaci di rovesciare la situazione tattica in Siria) piuttosto che l’annunzio del repentino cambio della guardia alla guida dello sceiccato del Katar e la ripresa del ribellismo in Egitto, hanno tutte un fil rouge ( o noir….) che le collega ad un cambio di atteggiamento della Casa Bianca nei confronti dei fratelli mussulmani che – a giudizio di molti in USA – non stanno mantenendo gli impegni presi con gli USA, di democratizzazione e liberalizzazioni economiche.

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( replica dal 6 gennaio 2012) L’ELETTRONICA È L’ARMA ASSOLUTA. di Antonio de Martini

Militarmente parlando, le armi nucleari hanno un limite politico di impiego e un inconveniente “tecnico”.
Si possono usare solo in tempo di guerra dichiarata e le aree colpite restano inagibili per un periodo di tempo medio-lungo.
Le armi elettroniche invece, possono essere usate

anche in caso di “guerra fredda” e addirittura in periodi di pace e persino contro paesi amici; consentono l’anonimita’ ; rendono difficilmente spiegabile la necessita’ di “rivincite” e le proteste delle pubbliche opinioni del paese bersaglio ; sono utilizzabili comunque : dai satelliti ai sottomarini.

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MEDITERRANEO, UN MARE DI NOSTALGIE: DA GHEDDAFI A MUBARAK A BERLUSCONI. ARRIVA IL SOGNO DI UNA EUROPA DALL’ATLANTICO AGLI URALI O L’INCUBO DELL’EUROPA COLONIZZATA ? di Antonio de Martini

Stiamo tornando all’epoca dei protettorati di ottocentesca memoria e c’è chi vuole applicare l’idea anche all’Europa.
La Libia a oltre un anno dalla conclusione ufficiale delle operazioni N.A.T.O. , non ha ancora trovato la pace e la via della concordia nazionale che adesso spera di trovare con la creazione di una società petrolifera nazionale con direzione a Tripoli e robusta sede decentrata a Benghazi .
La governance sarà a sorveglianza britannica.

L’Egitto, nei suoi millenari annali, non aveva mai

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ELEZIONI IN EGITTO: I FRATELLI MUSSULMANI GIUDICANO “OFFENSIVA” LA CANDIDATURA DEL GENERALE SOLEIMAN ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA di Antonio de Martini

Mentre i fratelli mussulmani avevano considerato con democratica sufficienza l’annunzio di candidature da salotto come quella di El Baradei – più conosciuto e apprezzato negli USA che in Patria – l’annunzio della candidatura del settantaquattrenne generale già capo della intelligence e primo successore – pro tempore – di Hosni Mubarak, ha gettato lo scompiglio tra le file degli islamici in politica , Continua a leggere

EGITTO. IL GENERALE SOLEIMAN È CANDIDATO ALLA PRESIDENZA: LA RICREAZIONE È FINITA. di Antonio de Martini

In un periodo in cui le soddisfazioni anche personali non sono all’ordine del giorno, mi consentirete la civetteria di continuare a far notare le mie previsioni politiche azzeccate.
È appena arrivata un lancio di agenzia dall’Egitto, in vista della elezione presidenziali del prossimo maggio.

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