EGITTO E ITALIA. COLPI DI STATO A COLPI DI COMUNICATI STAMPA. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
Un milione di persone in piazza sono l’1,5% della popolazione egiziana. Come dire un comizio di seicentomila persone in Italia. Non bastano.
A riprova dell’ovvietà che il governo del “corrotto Mubarak” era la loro situazione ideale, gli Yankees tornano sui loro passi e decidono che tutto sommato è meglio lasciare i religiosi islamici dove stavano e trattare coi militari come avevano sempre fatto. Il progetto POMED ( Project on Middle East Democracy) ha fatto un altro buco nella sabbia.( Stephen McInerney, se non ricordate il mio post, vedete wikipedia).

I militari vedono premiata la politica attendista che ha fatto loro sopportare due anni di “passaggi democratici elettorali”, una autentica pagliacciata in un paese in cui l’analfabetismo è la regola e l’istruzione un optional.

In fondo i militari egiziani sono stati i soli ad accettare l’avvicendamento da Mubarak a Soleiman a Tantawi, a Abd el Fattah el Sisi, senza fare resistenze o spargere sangue.
Da quaranta secoli l’Egitto si appoggia sul Nilo e sulla casta militare. Continuerà così. Continueranno gli aiuti militari e con in più un sostanzioso aiuto civile supplementare per fare ingoiare agli egiziani el Baradei come Presidente.

Anche gli israeliani devono essersi rassegnati a non far pesare il loro ” noi l’avevamo detto”, monetizzandolo con qualche aiuto supplementare e mantenendo un opportuno silenzio. Si attendono la conferma della smilitarizzazione del Sinai e mano libera su Gaza, due mosse evitate da Morsi che ha “tollerato” un paio di attentati ai rifornimenti di gas, i “dispetti” dei doganieri egiziani al corriere diplomatico e la politica di protettorato verso Hamas.

Felice anche El Baradei, già candidato trombato alla presidenza che ora rischia di passare da portavoce della opposizione a Presidente della Repubblica con un paio di comunicati stampa in sostituzione dei voti che non ha avuto.

Felici anche gli americani che rinnovano – rassicurandosi – la sperimentazione sociale di mobilitazione popolare via Internet, con una variante dal sapore cileno: l’invito dei militari ai vertici dei fratelli mussulmani a non espatriare, mentre in Cile l’ordine era di recarsi allo stadio e di restarci fino a nuovo ordine. Si vede che nessuno di loro è mai andato a vedere i poveri fellahin del delta: non hanno niente da perdere e i bassi gradi dell’esercito non spareranno mai loro addosso. Agli amici degli USA, si.

La parte piu interessante di questi avvenimenti scontati, almeno per i nostri lettori, consiste nella nuova tecnica del colpo di stato che mostra grotteschi aggiornamenti di tipo orwelliano: non deve chiamarsi ” colpo di stato“; il Presidente viene ” chiuso dall’esterno” a cura dei manifestanti e non arrestato; chissà chi gli ha tagliato le telecomunicazioni e non gli manda un elicottero;l’arresto dei capi del partito avviene ” in vicinanza della frontiera libica” per tentativo di espatrio in un momento in cui non era ancora vietato; il dispiegamento dei mezzi blindati in città avviene ” per difendere i manifestanti pro-Morsi”.

Il corrispondente RAI , Marc Innaro, al TG1 ha chiosato il tutto innovando la giurisprudenza con una tesi ardita ma suggestiva: “non si tratta di un colpo di stato, perché appoggiato da milioni di persone.”

Prendiamo per buona la dichiarazione sia per ” la marcia su Roma” di Mussolini, che per quella che speriamo qualcuno si decida a fare.

L’Esercito egiziano ha fatto tutto: diffuso e smentito dopo mezz’ora un incontro tra el Baradei ( premio Nobel per la pace) e il capo di Stato Maggiore, un ultimatum al Presidente e ai fratelli mussulmani invitandoli a sistemare la crisi entro 48 ore; nessun ultimatum ai manifestanti;

Tutto è accaduto il 3 luglio in sette ore. Ecco la cadenza,le fonti e gli orari:

a) Reuters definisce el Baradei ” Egyptian Opposition Leader” è dice che ha incontrato il capo di SM.( 13,30)

b) al Ahram on line: le FFAA convocano a riunione tutte le forze politiche per presentare ” road map” di uscita dalla crisi.

c)FFAA assumono controllo della TV ( al Arabya , TV del Katar) ore 14,44 con l’occasione viene smentito l’incontro tra Baradei e il capo di SM.

f) Nile news TV annunzia che la corte suprema ha reinsediato il procuratore generale Abdel Majid Mahmud , licenziato da Morsi. Sono le 15,00

g) ore 17 unico comunicato della Presidenza: alla scadenza dell’ultimatum dell’esercito, Morsi offre governo di coalizione e impegno a emendare la Costituzione.

h) ore 18,30 i fratelli mussulmani annunziano ufficialmente che è in corso un colpo di stato

i) 18,33 l’Agenzia France Presse, comunica che al capo e al vice dei fratelli mussulmani è vietato espatriare ( Mohammed Badie e Khairat al Shater) .

l) Al Ahram on line: esercito interviene per separare i dimostranti di segno opposto, . Sono le 18,49.

m) Al Arabya annunzia che Morsi ( ore 18,48) è stato spostato al ministero della Difesa. La notizia viene smentita da Ahram on line ( ore 19) che annunzia che i militare prorogano la scadenza dell’ultimatum e che presto faranno una comunicazione ufficiale.

n) i militari annunziano stato d’emergenza a partire dalle ore 20,00 e viene comunicata poi la road map: sospensione della costituzione, sostituzione Morsi col presidente della corte suprema, scioglimento del Parlamento e nuova costituzione.

Un commento non ufficiale di parte USA ( Stratfor) ci informa che si tratta di un colpo di stato atipico, in quanto i militari non assumeranno il potere in forma diretta.

A questo punto vi chiederete PERCHÈ io abbia inserito nel titolo del post il colpo di Stato in Italia.

Semplice: la RAI TV ha annunziato che il Presidente della Repubblica Napolitano avrebbe dichiarato sulla vicenda degli acquisti degli aerei F 35 dopo una riunione del Consiglio Supremo di Difesa, che ” il Parlamento non ha il diritto di veto” sulle decisioni del Consiglio Supremo di Difesa. Secondo tutti i costituzionalisti del mondo SI.

IL PARLAMENTO È SOVRANO PER DEFINIZIONE e ritenere che un quartetto di generali ( a proposito cosa ci fa costì il gen. Rolando Mosca Moschini 74 anni suonati che è in pensione da dieci anni? Surroga il Presidente ormai debilitato? ) siano un livello decisionale superiore al Parlamento, non hanno osato dirlo nemmeno gli egiziani.
Lo ha capito persino Pier Luigi Bersani che ha ribadito la centralità del Parlamento.

Di parere opposto è forse la società Lockeed che sembra aver trovato un Antelope Cobbler nuovo di zecca e l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro che la stessa RAI annunzia verrà eletto Presidente di FINMECCANICA. A scanso di ripensamenti.
Questi episodi, voi come li chiamate?
Manca solo che la Delta Force sbarchi in Vaticano e rimetta il Vescovo Ratzinger sul Trono e poi potranno dire che l’ordine è ristabilito.

In Egitto, l’ansia di catturare i capi della fratellanza denunzia la paura di una rivolta islamica-contadina nel Delta e a Fayoum e Luxor.
In Italia, l’ansia di prendere la mazzetta dalla Lockeed ( i concorrenti Eurofighter e SU 35 costano entrambi meno della metà dei 150 milioni a pezzo dell’F 35 e hanno migliori prestazioni) denunzia che la legislatura è cotta e che le elezioni sono vicine.

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Commenti

  • donato  On luglio 3, 2013 at 11:20 pm

    Qualunque cosa accada De Gennaro (sotto tutti i governi) fa carriera

    • antoniochedice  On luglio 3, 2013 at 11:22 pm

      Evidentemente ha doti.

  • emme  On luglio 3, 2013 at 11:24 pm

    ANTONIO, OTTIMO ARTICOLO.

  • emme  On luglio 3, 2013 at 11:29 pm

    commissariata l’ilva, persa la parmalat, “commissariata” finmeccanica, commissariata telecom (in mano alle banche, intesa in primis), le banche sono tutte nelle mani dei potenti, manca solo che commissariano eni (ammesso che non sia nelle mani di qualcuno) e enel e poi tutti i settori strategici sono soggiogati.

  • gicecca  On luglio 4, 2013 at 6:21 am

    Ma l’inno non era: “Liberalizziamo, liberalizziamo !!!” ? Resiste persino la provincia di Isernia !!! GiC

  • SC  On luglio 4, 2013 at 8:13 am

    Obama ha parecchi problemi di memoria, e le sue dichiarazioni che ha fatto lo dimostrano. Chissa’ se ogni tanto si guardi allo specchio e pensi al suo premio nobel: chissa’ se non riconoscera’ un Henry Kissinger in erba (anche lui premio nobel per la pace…). Kissinger per lo meno e’ stato piu’ coerente con se stesso

  • Alberto Zignani  On luglio 4, 2013 at 11:58 am

    Caro Antonio, mi limito a fare un breve commento relativo agli F35.
    Io sono stato contrario a quel programma fin dall’inizio, ma chi avrebbe dovuto non mi ha voluto ascoltare. Ora però è troppo tardi per uscirne. Perderemmo troppi soldi già spesi,vanificheremmo investimenti già fatti, annulleremmo posti di lavoro creati, rinunceremmo a programmi di ricerca già avviati. Senza alcuna contropartita. I programmi relativi agli armamenti più complessi hanno una durata di 15-20 anni, dal loro avvio all’entrata in attività del sistema d’arma. Bisogna avere la capacità di saper valutare in prospettiva la “convenienza” (militare, economica, industriale) di una cooperazione internazionale prima di entrarvi. Pentirsi e uscirne a oltre la metà del suo percorso, secondo me, è – dal punto di vista economico – a dir poco, sconsiderato. Specialmente, in tempi di crisi economica come quelli che stiamo vivendo.

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