MEGLIO POTENZA NUCLEARE O ELETTRONICA? BUONA LA SECONDA. L’ITALIA TRA LE PRIME VITTIME E STANNO TORNANDO. di Antonio de Martini

Militarmente parlando, le armi nucleari hanno un limite politico di impiego e un inconveniente “tecnico”.
Si possono usare solo in tempo di guerra dichiarata e le aree colpite restano inagibili per un periodo di tempo medio-lungo.
Le armi elettroniche invece, possono essere usate anche in caso di “guerra fredda” e addirittura in periodi di pace e persino contro paesi amici; consentono l’anonimita’ all’attaccante ; rendono difficilmente spiegabile al pubblico  la necessita’ di “rivincite” e quindi le proteste popolari nel paese bersaglio ; sono utilizzabili comunque : dai satelliti ai sottomarini o da una caverna.
L’ ELETTRONICA PRIVILEGIA I PAESI AD ALTO TASSO DI ISTRUZIONE TECNOLOGICA ED A FORTE COESIONE NAZIONALE,
in quanto il personale, se non motivato, non serve a nulla o – wikileaks e Snowden  insegnano – può rivelarsi dannoso.
Paradossalmente, mentre il nucleare impedisce il conflitto perché scatenerebbe ” l’isterismo atomico” delle popolazioni coinvolte, l’elettronica lo favorisce ( lo stiamo vedendo) perché e’ entrata in tutte le case, sotto il nome di Internet, che era applicazione militare segreta fino quasi alla caduta del muro di Berlino, e ha sulla coscienza, per non ricordare che i più recenti,  i morti di Libia, Tunisia, Egitto, Siria, Serbia, Ucraina.
Per capire le potenzialità applicative in campo strategico, servono alcuni esempi e un minimo di storia a Volo d’uccello.
Intanto un po’ di anagrafe: l’elettronica e’ figlia della elettricità e del telegrafo. Ha raggiunto la maggiore età solo col telegrafo senza fili. In guerra aveva fatto le sue prove anche durante l’adolescenza: bastava tagliare i fili del telegrafo, per impedire ai nemici di comunicare. Se poi ci si appostava a uno dei capi tagliati,si poteva , senza troppo rischio, fare prigioniero il soldato che percorreva la linea alla ricerca della interruzione. Era un buon bottino per l’intelligence, perché veniva da un comando, dove si e’ meglio informati, ed era più un tecnico che un militare portato al sacrificio.
Durante la guerra di Crimea ( 1852) gli inglesi posero un cavo telegrafico tra Balaclava e i dintorni di Varna , odierna Bulgaria, che permise il collegamento con Londra nel giro di minuti, rispetto alle 40 ore prima necessarie.
Fu il primo caso in cui gli inglesi fornirono la tecnologia e noi la carne da cannone ( in realtà la maggior parte dei nostri bersaglieri mori’ di colera e sono in un cimitero a parte…).                                                                                              Il taglio dei fili telegrafici era talmente fastidioso che gli inglesi , durante la guerra Boera,( 1901) in risposta a questi gesti, incendiavano le fattorie dei coloni.
La prima battaglia vinta dall’elettronica fu quella di Tsushima  ( guerra Russo-Giapponese) che inauguro’ – militarmente parlando – il passaggio dall’era del telegrafo a quella della radio.
Il traffico tra le navi russe, rivelo’ ai giapponesi verso quale canale dello stretto di Corea, ( il canale orientale) si dirigeva la flotta russa comandata dall’ammiraglio Rozhestvenskij e ne consenti’ la sorpresa e la distruzione.(1905). Col senno di poi, nacque la tattica del “silenzio radio”. Meglio tardi che mai.

La prima guerra mondiale, apporto’ moltissimi perfezionamenti tecnici, ma nessuna importante innovazione strategica, consacrando pero’ i duellanti principali: Germania e Inghilterra.
Verso la fine degli anni trenta, entro’ in scena il radar, e l’elettronica entro’ nella maturità.
Interessante il dettaglio che sia gli inglesi che i tedeschi giunsero alla scoperta indipendentemente e non condivisero questa tecnologia con i rispettivi alleati.
Gli inglesi erano tanto convinti di essere gli unici detentori del segreto, che impiegarono due anni e molte perdite per accettare il fatto che anche i tedeschi erano arrivati al radar.  Attribuirono a colpi della contraerea notturna tedesca ( FLACK) le ingenti perdite causate ai propri bombardieri invece dalla caccia notturna tedesca radioguidata.

L’ultima fase della seconda guerra mondiale e la prima fase della guerra fredda furono caratterizzate dal cambio dei duellanti  principali – che divennero USA e Russia – e dallo sviluppo della radioguida in tutte le sue forme, fino ad ottenere la possibilità’ di spedire aerei bomba senza pilota prima su rotte prestabilite, poi su rotte addirittura modificabili, ma la crescente potenza distruttiva delle armi nucleari fece si che si effettuassero massicci investimenti sui sistemi di monitoraggio e difesa, dando così un ruolo preminente alla elettronica che pote’ essere usata anche indipendentemente, assumendo un più strategico ruolo di intelligence ( early warning).

Sono gli anni che all’elettronica si aggiunge il computer che nel frattempo ha raggiunto livelli di velocità di calcolo e miniaturizzazione fantascientifici ed ecco giungere i droni ( UAW) Aerei senza pilota usati per la ricognizione ( o colpire singoli obbiettivi).   Francia e Stati Uniti hanno già effettuato i primi esperimenti di aerei da caccia senza pilota.
Questa fase segno’ l’inizio della ” segretazione” dei progressi dell’elettronica e del vuoto informativo della pubblica opinione mondiale , che ancora permane, sul tema.
A questa ignoranza contribuì potentemente l’Unione Sovietica, con la sua campagna di disinformazione sullo SDI , meglio noto in Italia come Scudo Stellare, bollato come la trovata pubblicitaria di ” un attore di film di secondo ordine” ( Reagan) .

Dalla sorveglianza dei missili nemici a ottomila Km di distanza, era nata l’idea di colpirli al decollo facendo esplodere testate difensive con effetti unidirezionali ( come – per rendere l’idea-  le esplosioni a carica cava realizzate con esplosivi tradizionali).
Per colpire, bisognava avere energia diretta ( raggi X o laser) su un punto e farla partire dallo spazio alla velocità della luce: potevano farlo solo con onde elettromagnetiche, che , grazie alla particolare conformazione della testata ” difensiva” ed una serie di ” specchi” avrebbero indirizzato l’energia verso un punto preciso sulla terra o sott’acqua.
I’ipotesi, non ancora messa a punto, , ma oggetto di enormi investimenti fu di tale impatto da indurre l’Unione Sovietica a cedere, a creare un sistema politico a maggiore e crescente tasso di consenso popolare ed a riconoscere e smantellare l’ obsoleto l’arsenale nucleare che aveva assorbito buona parte di mezzo secolo di PIL russo.
La spesa ebbe un effetto talmente dirompente anche sul bilancio degli USA che ancora si avverte e che spinse a commercializzare alcune scoperte rimaste segrete per anni e che oggi compriamo sulle bancarelle.

L’UTILIZZO IN GEOPOLITICA

Eliminata l’opzione direttamente militare per forfait dell’avversario principale, si e ‘ passati ad un utilizzo geopolitico dell’elettronica con la pubblicizzazione di Internet , diventato uno strumento di intelligence globale (basta  pensare che il generale de Lorenzo a metà anni sessanta fu dimissionato per aver  profilato 136000 cittadini italiani su pochi elementi, mentre con Facebook si sono autoschedati a milioni e con molti più dettagli…).
Una seconda applicazione geopolitica, l’abbiamo vista all’opera con le varie rivoluzioni arancioni in Ucraina, in Serbia, in Egitto, in Siria: i social network.
Grazie ad un sapiente utilizzo del sistema moltiplicatore degli inviti ad iscriversi, che tutti conosciamo, alla citazione di numerosissimi nomi come referenza, agli inviti ripetuti a manifestazioni a nome di amici più o meno noti, alla sottoscrizione di appelli che risultano firmati da milioni di persone, si crea una impressione di consenso popolare, si incoraggiano i pavidi e i dubbiosi, si diffondono informazioni atte a pilotare migliaia di persone verso luoghi di “manifestazione del pensiero democratico”, dove poche decine di attivisti sperimentati riescono a far esplodere manifestazioni in forme anche violente, come e’ avvenuto in Egitto con alcune giornaliste europee e USA violentate da questi ” scugnizzi” guidati da borsisti -militanti con in tasca anche un passaporto USA che in quei paesi equivale ad un lasciapassare diplomatico.
Il caso del candidato alla presidenza, Mohammed  el Baradei , in Egitto, ha dimostrato che i seguaci virtuali non sono poi massa democratica reale.

Abbiamo letto tutti dell’attacco virtuale israeliano ( o partito da Israele) che ha creato miliardi di danni all’Iran scompaginando il suo programma nucleare a rischio anche di provocare una catastrofe. Gli USA lamentano vari attacchi informatici provenienti dalla Cina….
Wikileaks e’ figlia di nessuno, ma e’ una realtà accaduta sotto i nostri occhi. E’ degli scorsi giorni un allarme globale creato a bella posta e coinvolgente oltre cento paesi.

 

L’UTILIZZO IN CAMPO FINANZIARIO

La prima applicazione dell’elettronica al sistema finanziario mondiale consentì di lanciare una campagna nei confronti dell’ euro in maniera da fargli perdere oltre tredici centesimi sul dollaro USA ( con la condiscendenza tedesca che vide migliorare le sue esportazioni che iniziavano a languire) per salvare il ruolo della valuta USA come mezzo di pagamento nelle transazioni internazionali che rischiava di essere detronizzato e provocare un collasso globale.

COME HANNO MESSO IN GINOCCHIO L’ITALIA?

Con un sistema software finanziariamente ingegnoso , chiamato IOC ( immediate or cancel order) che chiede a chi lo riceve – milioni di investitori nel mondo segnati nel database delle cinque istituzioni finanziarie globali  tra cui il famigerato Soros– di acquistare ( mettiamo dei BPT italiani) o di cancellare immediatamente l’ordine fatto. Pochi secondi per decidere.
La maggior parte, ovviamente, preme il tasto ” cancella” .

Il sistema registra così milioni di rifiuti in pochi minuti, che indeboliscono il nostro BTP e IN CONTEMPORANEA CANCELLA LA TRACCIA CHE DIMOSTRA L’IMBROGLIETTO.
UNO SCIAME DI IOC su un titolo modifica il suo apprezzamento e il ” parco buoi” del mondo segue.
L’operazione sfugge alla Consob , posto che stia attenta. E non serve alcun capitale iniziale se non i contratti con gli operatori di computer che vengono – pagatissimi- sottratti alle famiglie e ospitati in bunker isolati dal mondo per tutta la durata della operazione.

Se volete saperne di più ecco wikipedia. Http://it.wikipedia.org/wiki/high_frequency_trading

Accanto a queste istituzioni paludate che – per colpire – accolgono i bersagli indicati da prestigiose lobbies, esistono una serie di hackers – alcuni autentici Robin Hood, altri briganti di passo – che possono operare solo grazie a protezioni statali interessate ad avere a disposizione entità’ capaci di colpire e sparire, come esistevano- negli anni settanta – bande terroristiche a disposizione per atti di cui non sarebbe stato opportuno riconoscere la paternità’.

L’inconveniente più grave provocato dalla elettronica, specie militare, e’ il suo distacco da qualsiasi forma etica ( la convenzione di Ginevra non prevede nulla del genere), oltre alla impossibilita’ di distinguere tra guerra e pace esiste la possibilità di far fallire una banca con dieci milioni di clienti nel giro di una notte.
Il vantaggio più prossimo e’ in campo medico: si può ricostruire il mio corpo in ogni dettaglio e ” provare” una delicata operazione di trapianto prevedendo il risultato con esattezza matematica. Oppure, poiché hanno trovato  particelle che vanno a velocità’ superiore a quella della luce, adesso il traguardo è cercare di precedere il tempo, per prevedere il futuro. Insomma, tutto pur di non studiare la geopolitica….

 

 

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Commenti

  • NoName.  On maggio 17, 2017 at 7:55 am

    Le guerre nella Storia non si sono mai assomigliate, anche se gli scopi da raggiungere erano gli stessi. La Prima Guerra Mondiale non assomigliò per nulla alle guerre combattute nell’800′ ed il modo di combattere la Seconda Guerra Mondiale è stato ancora completamente differente dalla Prima. Ora siamo in piena guerra dal 2008 e le vittime sono state tantissime, ma non se ne è accorto nessuno. Cosa dire? Visto che sono ancora vivo, egoisticamente, preferisco questo modo di combattere. (finche dura va bene). Poi sarà quel che sarà.

  • SC  On maggio 17, 2017 at 9:28 am

    Quando si gioca attorno ad un tavolo ed i giocatori sono attenti, i bluff funzionano solo una volta…, gli Usa sono stati bravi ad usarlo in un momento topico. Poi serve avere le carte giuste al momento giusto.

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