MELONI: LA LUNA DI MIELE INTERROTTA ?

HA PRONUNZIATO LA PAROLA PROIBITA: PRESIDENZIALISMO, MA OFFRE UN COMPROMESSO CON UNA BICAMERALE.

La prima volta che udii Giorgia Meloni fu nella sala delle riunioni di UNIONCAMERE in piazza Sallustio a Roma.

Chiesi al capo della segreteria del ministro Alemanno, Biava, che mi sedeva vicino, come mai una ragazza con tanta facilità di espressione e chiarezza espositiva non l’avessero candidata alla direzione del movimento giovanile. Mi rispose con aria rassegnata “ sta con Gasparri” facendo un tutt’uno tra il Talmud e la logica delle correnti.

Non mi piacque invece il fatto che fosse poi candidata da Ignazio Larussa alla guida del suo partito, per antipatia verso quest’ultimo: in odio all’allora presidente della Camera, Gianfranco Fini non inviò nessuno alla commemorazione di Randolfo Pacciardi che feci alla Camera dei Deputati, mentre l’ex Ministro della Difesa Parisi venne di persona, come Emilio Colombo.

Non mi aspettavo dunque che diventata primo ministro mettesse anzitempo i piedi nel piatto affrontando il tema della elezione diretta del capo dello Stato ( o comunque dell’esecutivo), interrompendo la tradizionale luna di miele dei cento giorni con l’opposizione e – presumo- con la presidenza della Repubblica che é stato il leit motiv di Pacciardi dell’ultimo quarto di secolo.

Mai dare per scontate le posizioni politiche immaginando collegamenti su basi tribali. La giovanotta con lo scilinguagnolo ha mostrato di avere contezza e rispetto di sé.

Cinquantotto anni dopo l’appello agli italiani di Maranini e Pacciardi, Cadorna, Tommaso Smith ( senatore della sinistra indipendente) Giuseppe Caronia, Ivan Matteo Lombardo, Mario Vinciguerra,Giano Accame, Rossi Longhi ( segretario Generale della Farnesina) e Mancinelli ( Capo di SM della Difesa), la parola magica riforma della Costituzione in senso presidenziale é stata pronunziata dal Presidente del Consiglio dei ministri in carica a nome della sua maggioranza.

Per molto meno, una parolina bofonchiata a mezza voce durante una intervista a un giornale, il Presidente della Corte Costituzionale Mauro Ferri, ex segretario del PSI, fu costretto a dimettersi due giorni dopo il misfatto.

Chi era favorevole alla riforma dovette interrarsi nelle catacombe per sfuggire al linciaggio: Paolo Ungari e numerosi studiosi crearono “l’Alleanza Costituzionale” che riunì una quarantina di intellettuali impossibilitati a fare outing alla luce del sole. Il preside della prestigiosa facoltà “Cesare Alfieri” di Firenze, lo storico Rosario Romeo , i costituzionalisti Crisafulli, Mazziotti, Caboara, e numerosi ex presidenti della Corte Cotituzionale, ( senza contare la conversione, dopo il settennato, di Giovanni Gronchi ) ammisero, che Pacciardi aveva ragione.

Giulio Caradonna, consapevole che sarebbe stato una presenza imbarazzante, presentò a Pacciardi un gruppo di Giovani tra cui Vittorio Sbardella e Enzo Dantini con un seguito di ragazzi entusiasti e desiderosi di uscire dall’isolamento politico. Furono ripagati con una coalizione di tutti i gruppi universitari ( incluso il MSI) che organizzarono – d’animo re e d’accordo- un broglio elettorale rimasto famoso anche se la magistratura, costretta a giudicare, li condannò a 15 giorni di galera e… 500 lire di multa.

IL CAMBIO DI PASSO

Fino a ieri sono stato scettico sulle possibilità di una riforma che assicurasse stabilità politica ai governi e l’elezione diretta di un personaggio capace di “ tagliare le unghie ai partiti e correnti”. Oggi sono costretto a tornare a sperare nella fine delle persecuzioni, anche cruente, cui fummo fatti segno.

Gli obbiettivi da raggiungere erano di far eleggere personaggi non selezionati da Tv o mass media e creare maggioranze stabili in cui il presidente non possa più sciogliere le Camere e queste licenziare il governo.

Oggi é perseguibile solo la stabilità governativa a tempo che é un valore in sé, mentre per selezionare un personaggio di valore etico-politico, bisognerà ricorrere a un processo di filtraggio preventivo, quale ad esempio un tempo minimo incomprimibile di preavviso di candidatura ( sei/otto mesi prima dell’elezione), l’indicazione di grandi elettori (cinque consigli regionali, tre provincie e cento comuni di cui almeno quattro con più di mezzo milione di elettori?).

Scegliere un ultracinquantenne senza limitazioni non basta più. Questo é certo e elezioni primarie si sono rivelate grottesche parodie democratiche.

La scelta di offrire alle opposizioni una commissione bicamerale e la disponibilità a forme di semi presidenzialismo sono una saggia manovra per attrarre una maggioranza molto ampia attorno al progetto.

L’aver scelto di attaccare immediatamente il nodo politico centrale, aiuta a eliminare il fattore tempo come elemento di rallentamento a disposizione degli avversari. Resta l’elemento resilienza del Quirinale che potrebbe voler resistere per non perdere l’eccessivo potere cumulato negli anni di surroga dei partiti in crisi, ma l’esempio della capacità di rinunzia al potere esaltato dalla morte di Benedetto XVI giunge a proposito per invitare Mattarella ad accettare il cambio di passo.

Lei potrebbe essere ricordata come chi il cambio l’ha realizzato e lui come chi l’ha favorito accettando le regole della Democrazia autentica sull’esempio del Pontefice morto oggi e non quelle della “ banda di briganti” di Ratzingeriana memoria.

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NETANYAHU TORNA AL POTERE PER LA SESTA VOLTA CON UN TRUCCO. SE NE SENTIVA IL BISOGNO?

VA AD AGGIUNGERSI AL NOVERO DEI CAPI DI STATO E DI GOVERNO MENTALMENTE INSTABILI CHE STANNO PRENDENDO POSIZIONE PER ASSICURARCI UN NUOVO ORDINE MONDIALE.

Abbiamo un altro governo propenso a mettere mano alla pistola e fregarsene delle delibere delle Nazioni Unite e delle usanze diplomatiche internazionali si é costituito.

Arrogante come Boris Johnson, vanitoso come Emmanuel Macron, traffichino come Tajip Erdogan, tenebroso come Putin, teatrante più di Zelenski e disposto a tutto come Biden, ha messo in piedi un governo di 31 ministri ( quanti l’Italia del pentapartito) in un Parlamento che richiede una maggioranza di 61 parlamentari. Gli altri trenta li farà sottosegretari?

Ha promesso all’estremista Ben Gvir di fargli gestire tutte le forze di polizia ( inclusa quella di frontiera) e lasciato capire a tutti che si annetterà tutti i territori occupati illegalmente – in spregio ad almeno tre deliberazioni dell’ONU- dove si sono insediati i coloni israeliani e israelo-americani.

L’unico limitatore di corsa che riesco a intravvedere é rappresentato dalla minaccia di impiego dei missili Shahid modificati da Hezbollah secondo i criteri sperimentati in ucraina: attacco per saturazione del sistema contraereo “ Iron Dome” che lascia all’attaccato la scelta di quale obbiettivo sacrificare alla quota di missili che inevitabilmente giungerà al bersaglio.

Il suo obbiettivo prioritario é ottenere una legge che faccia cadere le accuse di corruzione ( su forniture militari tedesche) per le quali é sotto processo. La chiama “Riforma della Giustizia”…. Vedremo.

Per sfuggire alla duplice minaccia della galera per corruzione e degli attacchi missilistici di massa dell’Hezbollah in risposta alle repressioni di Ben Gvir, temo una qualche forma di confronto militare col Libano o un blitz sull’Iran, per assicurarsi la compattezza del paese in suo favore.

Mentre persiste la guerra di Siria, di Yemen, Libia e in Ucraina e mentre i Balcani occidentali sono ipnotizzati dalla mobilitazione serba, non si sentiva il bisogno di un nuovo focolaio di infezione.

K CONTRO K : UNA MINI POLEMICA CHIARIFICATRICE CHE MOSTRA L’IRRITAZIONE USA PER DUE COLPI DI KISSINGER ANDATI A SEGNO.

UN FORSE AMERICANO CON NOME FORSE RUSSO INTERVIENE INVITANDO A NON CREDERE A KISSINGER E ALLA SUA IDEA METTERNICHIANA DI NEGOZIATO BASATO SULLA REALTA,’ CONTRO LE OPZIONI POLITICHE DETTATE DA COMPUTER GESTITI DA STAGISTI

L’attacco frontale di Kissinger all’amministrazione Biden aveva due cariche esplosive: una di critica alla mancanza di idee dell’amministrazione democratica della crisi ucraina e l’altra diretta al Pentagono e alla sua mania di rivolgersi a società di consulenza che a loro volta si affidano al software dei computers per compiere scelte che richiedono esperienza e cultura politica, economica e geografica che manca ai giovanotti impiegati dalle varie fondazioni e Think tank, con la conseguenza che le scelte governative sono scelte senza memoria e senza cultura.

Per consentire al lettore di ricostruire i termini della questione, ecco qui sotto il link dei primi due tempi della divergenza tra la tesi di Kissinger e le critiche di un certo Anrew Kobriko, contributo di L’Italia e il mondo, blog cui contribuisco anch’io. Su questo terreno d’incontro misto, ci siamo scontrati.

http://italiaeilmondo.com/2022/12/20/non-e-possibile-che-kissinger-si-aspetti-che-qualcuno-prenda-sul-serio-la-sua-ultima-proposta-di-pace-di-andrew-korybko/

Ecco una delle solite conseguenze delle sanzioni: in Russia, é nata una concorrente della Coca Cola. Si chiama Cola e costa 82,3 rubli ( pari a un dollaro e diciannove cento ovvero un euro) nella confezione da un litro e mezzo.

Meno della quasi omonima bevanda americana qui in Italia.

Nella foto: due confezioni in offerta speciale in un supermercato moscovita.

Andrew Koribko, ha come tanti, troppi, russi, il complesso del «cornuto amareggiato »nei confronti del rapporto Ucraina-USA e – non potendo vendicarsi sul troppo robusto marito – si accanisce sulla ormai ex moglie cercando di portarle via i gioielli, i figli, i ritratti di famiglia.  


Litiga anche con i parenti di lei ( noi europei) sottolineando il fatto che é alla Russia che dobbiamo la nostra prosperità basata sull’energia a ( relativamente) basso costo. Fa un ricatto economico, incapace di ricorrere alla mozione degli affetti che gli avrebbe procurato almeno un pò di comprensione.
Le accuse? Sono tutte vere, da entrambe le parti, ma tutto inutile. La realtà non cambia.


La Merkel ha dichiarato in una recente intervista che la sua politica, con gli accordi di Minsk ha fatto guadagnare tempo prezioso all’Ucraina  e agli USA che ne hanno approfittato per addestrare ed equipaggiare gli ucraini e realizzare una sorpresa in campo tattico ai danni dei russi.
Il ricorso dei russi all’utilizzo dello strumento militare, per dirla con Talleyrand, «  é stato peggio di un crimine: é stato un errore. »


Dal dopo Khrushev in poi, la Russia ha collezionato una serie impressionante di successi diplomatici, dall’ Asia all’ America Latina, e rovesci militari ovunque abbia cercato di usare lo strumento militare :  da Cuba, alla Cecoslovacchia, all’Afganistan, al patto di Varsavia, all’Ucraina.
D’altra parte, gli USA hanno caldamente sfruttato i punti deboli della mentalità russa per procurare loro la pessima fama di macellai, smerdare la classe militare impreparata e negligente, creare fratture in seno alla dirigenza del Cremlino e recuperare credibilità nei confronti degli alleati europei, anche se hanno dimostrato che gli USA sono pronti a tutto tranne che a intervenire in difesa degli amici, altro che con crediti e prestiti.


Per venire all’articolo su Kissinger, Kobriko ha commentato in maniera maldestra e inadeguata per «  analista di politica internazionale ».
La politica, la geopolitica se preferite,  si fa con quel che c’é  e concludere una tregua/ pace/ negoziato, usate i termini che preferite, restituirebbe a chi la promuove la capacità di iniziativa politica oggi carente e autolesionista.

Per non avere la NATO a 450 km da Mosca, adesso i russi hanno la NATO, con la Finlandia, a venticinque km da San Pietroburgo. Gli USA, invece, hanno “difeso” l’Ucraina dimostrando l’inutilità della NATO stessa: per inviare armi e fare prestiti basta una buona intendenza e magazzini non c’é bisogno di truppe che non si vogliono usare per paura di veder colpito il territorio statunitense.


Sono entrambi indifendibili. Entrambi stanno radunando i propri satelliti agitando spauracchi e aumentando le vendite di armi.

Entrambi sono stati disturbati dagli interventi del Papa, di Kissinger e – perché no- di Erdogan a gamba tesa che dimostrano la possibilità di una tregua e il desiderio di tutti di vivere in pace.

Che per gli americani ci sia stata premeditazione, é dimostrato dai due link sottostanti di studi della RAND Corporation datati gennaio e febbraio 2020 che illustrano una serie di opzioni identificate dai computer e commentate da ragazzini inesperti. E’ così che scoppiano le guerre, dalla mancanza di memoria e di cultura. E’ per questi commenti di Kissinger ricchi di memorie e di cronologie che si vogliono dimenticare che c’é stata la prima convergenza tra russi e americani a sbarazzarsi dei vecchietti con la memoria infallibile.

https://www.rand.org/pubs/perspectives/PE331.html

https://www.rand.org/pubs/perspectives/PE338.html

DUE VIDEOINTERVISTE SULL’INTERVENTO DI H. KISSINGER SU “THE SPECTATOR” DEL 17 u.s.

DIFFERENTI I PUBBLICI, DIFFERENTI LE ARGOMENTAZIONI E I LINGUAGGI: UNICO LO SCOPO DI METTERE CIASCUNO DI FRONTE ALLE PROPRIE RESPONSABILITÀ’ E ALLA PROPRIA CAPACITÀ’ DI CAPIRE.

Credo tanto importante e qualificato l’intervento di HENRY KISSINGER pubblicato su THE SPECTATOR da essermi sobbarcato l’onore di una doppia intervista su due differenti canali TV e riportarli entrambi su corrieredellacollera.com per consentire la più ampia diffusione possibile all’intervista in se, ma anche alle argomentazioni addotte dagli uni e dagli altri.

http://italiaeilmondo.com/2022/12/21/kissinger-e-lucraina-la-tragica-inerzia-della-guerra_con-antonio-de-martini

Identiche le reazioni – entrambe puerili dei duellanti immediati che si dicono scettici circa le intenzioni dell’avversario e sostengono che “non si parla con un lupo travestito da agnello”. Argomento che si commenta da solo. Esistono ancora politici con psiche infantile che giocano alla scomunica.

Nessuno che spieghi loro quel che l’Europa avrebbe dovuto spiegare chiaramente invece di « fare il tifo » per il proprio bambino: un gruppo di stati seri che si é autocostituito – dopo infinite devastazioni- con l’intento di por fine alle guerre nel Continente europeo, non può tollerare che scoppi una guerra nella propria area di influenza senza sconfessare, per sopravvivere, ciò che aveva affermato per nascere e vivere.

Benché l’analisi offerta da Kissinger nel suo articolo ( trovate qui il link https://www.spectator.co.uk/article/the-push-for-peace/ ) sia dotta ed esauriente, circolano ancora cretini che dichiarano “ di non fidarsi” dell’autore. In realtà non si fidano della propria capacità di giudizio. Altri affermano perentori che non conta nulla perché non occupa cariche o per via dell’età. Si tratta in genere di commentatori italiani incapaci di distinguere una analisi politica da un comizio di un assessore di Nardò.

Nessuno capace di confutare o arricchire gli argomenti addotti da un centenario. Preferiscono soffocare la voce della razionalità col silenzio, sperando che il calendario li liberi dell’ incomodo.

Nessuno – politico, studioso o giornalista – che sembri rendersi conto che il prossimo passo verso un conflitto mondiale conclamato, sarà l’allargamento di questo scontro a due, verso i più immediati vicini. Noi europei.

Questa é una guerra tra gli USA e l’Asia. Se la vedano tra loro

Il nostro compito di europei, é di liberarci – ormai non importa più come- di una dirigenza vile, ambigua e ignorante che ci vuole coinvolgere per cupidigia di servilismo., inerzia e timore di confrontarsi con le opzioni offerte dai computers che ci governano e che Kissinger ha additato come sorgente di molti degli errori che ci spingono agli stessi tragici eventi che hanno caratterizzato le due guerre mondiali da cui l’Europa é uscita in rovine per scongiurare le quali abbiamo voluto « L’Europa Unita ».

HENRY KISSINGER SCONFESSA L’ESTABLISHMENT USA SULLA CRISI UCRAINA CON UN ARTICOLO CHE PUBBLICA IN INGHILTERRA.

FA ESEMPI STORICI CHE I MIEI LETTORI CONOSCONO BENE E INVITA A CERCARE LA PACE PRIMA CHE GLI EVENTI PRECIPITINO “PERCHE’ SERVONO LEADERS CHE PADRONEGGINO SIA LA TECNOLOGIA CHE LA STORIA”

ECCO IL LINK COMPLETO.

https://www.spectator.co.uk/article/the-push-for-peace/

Mi spiace non aver voglia di tradurre il testo dell’articolo, scritto per lo SPECTATOR, rivista fondata nel 1828.

In accompagnamento al suo ultimo libro, ” LEADERSHIP” in cui presenta sei profili di leaders ( uno solo americano, Nixon, per dovere d’ufficio) l’articolo é l’attacco più veemente portato da un membro dell’establishment alla classe dirigente USA in materia di politica estera, campo in cui la compattezza é sempre stata di rigore quale che fosse l’amministrazione al comando.

Nella precedente sortita a commento della politica estera di Biden, l’ex segretario di stato e Nobel per la pace, si era limitato a far notare che era ” unisce” attaccare in contemporanea Russia e Cina, il paese della cui ammissione nel concerto delle nazioni egli era stato l’artefice.

In questa nuova esternazione, il professore riprende la sua posizione Metternichiana , rievoca le circostanze in cui scoppiò il primo conflitto mondiale, i tentativi di mediazione falliti di Wilson perché volle attendere le elezioni USA ” che ” con la battaglia della somme e l’offensiva tedesca su Verdun aggiunsero altri due milioni di perdite umane” e continua implacabile dicendo che ” La punitiva pace di Versailles che concluse la guerra, si dimostrò molto più fragile della struttura che sostituì”.

E’ la prima volta che qualcuno – oltre a me – collega in forma diretta gli avvenimenti della prima e seconda guerra mondiale agli avvenimenti odierni e definisce gli scontri europei come una nuova ” guerra dei cento anni”.

Ed é la prima volta che la solidarietà formale tra repubblicani e democratici in politica estera viene rotta. Se sia un segnale di implosione degli USA, come indicato da LIMES o di gravità del pericolo per la pace mondiale, lo scopriremo anche troppo presto.

Leggete l’articolo con l’attenzione che merita e supplite al silenzio dei media, diffondendolo.

LA NUOVA TATTICA E STRATEGIA DI BOMBARDAMENTO E’ LA SATURAZIONE DELLA DIFESA? OGNI LANCIO DI MISSILI IN UCRAINA RIMBOMBA NEL LEVANTE E DICE DI SI

L’APPROCCIO PRAGMATICO LEVANTINO METTE IN CRISI L’ELETTRONICA MILITARE AMERICANA E FARA’ PROSELITI IN ALTRI SETTORI ?

Il bombardamento russo utilizzando  missili rudimentali in grande quantità contro obbiettivi ucraini apre una prospettiva innovatrice e temibile  per le tecniche di combattimento giudicata di grande efficacia  a giudicare dalle reazioni ed i  commenti isterici dei dirigenti e dei media occidentali. Cosa succederebbe se trecento barchini esplosivi andassero incontro alla portaerei Vinson nel golfo persico con sei o sette che colpiscono il bersaglio?

Questa é la domanda cui ogni Stato Maggiore occidentale vorrebbe saper rispondere oggi.

Ecco gli elementi da cui partire.

Il missile usato é un ferrovecchio del tipo in uso nell’esercito italiano nei primi anni 50: l’honest John, o ancor prima, un razzo nazista V2.

SHAEED 138 (nella foto)) Scoperto e adattato dai “tecnici” libanesi di Hezbollah per utilizzare i missili di scarto ricevuti dai pasdaran, é diventato un ordigno letale per il tipo di utilizzo a massa che se ne può fare: dato che il sistema contraereo israeliano – il più sofisticato al mondo- era in grado di intercettare fino a 200/250 missili contemporaneamente, i libanesi, spiriti eminentemente pratici, ipotizzarono di lanciarne il doppio in contemporanea. Dato che non difetta loro nemmeno il senso politico, si limitarono all’effetto annunzio. Da quel momento, il governo USA ha messo in opera ogni sua capacità di persuasione, minaccia e ricatto, ma senza riuscire a convincere il governo libanese a disarmare l’Hezbollah. Da allora, le incursioni israeliane sul territorio libanese sono cessate e l’accordo per spartirsi l’area marina petrolifera di frontiera, approvato.

Impossibile anche individuare le basi di lancio data l’estrema semplicità del dispositivo mimetizzatile a piacere. Le modifiche apportate hanno un costo di circa 10.000 dollari usa, mentre il sistema di difesa costa decine di milioni.

E’ la guerra dei poveri. creativa e pratica, non elettronica e costosa.

Ha la velocità di un vecchio V2 tedesco della seconda guerra mondiale (800km/h) e un’ogiva con esplosivo tradizionale ( tra i 600 e i 900 kg).

Le varianti apportate, sono due per un importo approssimativo di 10.000 dollari montaggio incluso: il sistema di guida é cinese e quello di localizzazione evita il GPS americano e utilizza quello russo, GLONASS mettendosi così al riparo da dirottamenti operati elettronicamente. Abbatterli é facile, per non dire infantile.

Ogni sistema di difesa contraerea elettronica ( ad esempio l'”Iron Dome” israeliano) può abbatterne uno pochi secondi dopo averlo acquisito sul radar e può abbatterne fino a duecento/duecentocinquanta in contemporanea.

Il problema é che, date le dimensioni e l’estrema maneggevolezza, questo razzo può essere nascosto  nell’orto di una casa contadina; data la facilità d’uso può essere manovrato da un semianalfabeta  e dato il suo  basso costo e l’alto costo dei sofisticati  mezzi elettronici  usati per abbatterlo rischia di aprire nelle finanze dei difensori voragini più ampie di quelle provocate dall’esplosivo. 
E per l’insieme di queste caratteristiche, può essere lanciato contemporaneamente in quantità tali che, mentre il sistema contraereo ne abbatte o devia duecento, altri trecento colpiscono il bersaglio. E’ l’equivalente missilistico del mitra Kalashnikov facile da usare, poco costoso, niente manutenzioni.

Il dramma:  gli obbiettivi da distruggere sono quindi paradossalmente affidati al sistema di difesa che, calcolate le traiettorie, capisce dove un razzo sta andando e sceglie quale abbattere e quale accettare che giunga sul bersaglio.

Questa modalità di impiego, e  le modifiche tecniche sono frutto della ingegnosità povera dell’Hezbollah libanese  che da anni minaccia di utilizzarle contro Israele e la sola minaccia ha paralizzato l’avversario.

Il governo USA ha utilizzato ogni mezzo di coercizione – lecito e no- per spingere il governo libanese a disarmare Hezbollah senza riuscirci.

Ai russi é parsa evidentemente una buona idea  e l’hanno sperimentata sul campo offrendo ai combattenti ucraini il tragico dilemma se far colpire i posti di comando e le infrastrutture militari o quelle civili. Per poter continuare a combattere la scelta é stata dolorosa, ma ovvia.

La reazione occidentale che aveva finora ( da almeno un triennio) nascosto il problema sotto il tappeto, ha consacrato l’ingresso della nuova tattica nell’arsenale di Marte, mentre tutti si interrogano se questa manovra “ per saturazione” della difesa sia estendibile ad altri settori o declinabile in altre modalità e quali siano i suoi limiti di impiego.

In effetti, un sistema di trasferimento e attacco di pari efficacia potrebbe essere realizzato con barchini esplosivi in ambiti di mare ristretti come il golfo persico o a scopo logistico-operativo anche in aria grazie al Girocottero, un altro ferrovecchio centenario  che é, come si suol dire, “il segreto meglio custodito dell’aeronautica”.

COS’E’ E COME È’ NATO

Nel 1919 un progettista spagnolo di un trimotore vide l’aereo da lui progettato andare in stallo ed uccidere tutto l’equipaggio composto di suoi cari amici. 

Da allora si dedicò unicamente a studiare un aeromobile che non potesse andare in stallo e così nacque il girocottero.

Si presenta come un elicottero ma col rotore che gira a vento – salvo brevi momenti al decollo: Dato che gira a vento, non può bloccarsi  e quindi il mezzo non va in stallo. L’uovo di Colombo, ma inutile dal punto di vista bellico data la fragilità, la bassa velocità, la rudimentale strumentazione.

E’ dotato di radio e interfono,può andare a una velocità minima di 25km/h e di crociera di 160km/h, vola da dieci metri a quota  duemila ( il record mondiale é di una ingegnera italiana con quota ottomila), porta due passeggeri più ottanta kg di bagaglio, decolla da campi erbosi con cento metri di“pista”, atterra anche planando in cinque metri a motore spento da quota centocinquanta.

E’ spinto dal motore di una motoslitta ( oggi tutti i motori montati in Italia sono austriaci) con elica retrostante che imprime la velocità; con un pieno fa 400/450 chilometri ed é di manovrabilità elementare al punto che non é richiesto un brevetto, ma, dopo un oltre un secolo di utilizzo sportivo, si comincia a chiedere qualche ora di istruzione con un pilota già pratico.

L’ora di volo ha un costo, irrisorio rispetto ad altri aeromobili, di 18 dollari.

Negli USA il concetto é stato sviluppato ad uso sportivo e di trasferimento interno e ne esistono esemplari a sette posti, carenati ecc.

L’aeromobile, oggi prodotto in modalità non industriale, ha un costo medio di circa settantamila euro  ed é intuibile che se venisse prodotto su larga scala, sia pure con modifiche atte all’uso militare, il costo sarebbe competitivo con quello di un’auto del tipo Jeep/campagnola.

In Italia esistono due costruttori, uno dei quali ha chiuso per via della recente epidemia, ma quasi in ogni paese ne esiste almeno uno. Le aviosuperfici sono numerose nel nostro paese dove gli adepti di questo sport si radunano. Io l’ho provato sulla aviosuperficie di Nettuno che l’ha portato in pista tirandolo con una sola mano, come un tempo si faceva con un somarello.

CHE GENERE DI UTILIZZO BELLICO?

Il girocottero durante la guerra mondiale fu usato pochissimo e solo per missioni di osservazione.

In realtà, usandolo a massa come fatto in Ucraina con gli Shaeed, potrebbe trovare impiego efficacissimo in campo logistico e anche tattico.

500 girocotteri possono trasferire mille uomini equipaggiati da Roma a Firenze in un’ora e mezza, evitando ostacoli attivi e passivi, campi minati, interruzioni di ponti ecc. Potrebbero rifornirsi in normali stazioni di servizio, portare con loro cinque giorni di razioni K, munizioni di riserva, avvicinarsi all’obbiettivo in gruppi a 25km/h e a dieci metri di quota ed essere scambiati dai radar per uno stormo di uccelli migratori, possono acquattarsi in val di Chiana, mimetizzandosi per sfuggire alla caccia avversaria per ripartire verso l’obbiettivo una volta passato il pericolo. Potrebbero installare attrezzature per il pilotaggio da remoto per evacuare i feriti dal campo di battaglia o essere recuperati ove necessario. Possono realizzare un formidabile volume di fuoco col fucile mitragliatore di dotazione ( a uno dei due bersaglieri) installato su una forcella a prora, mettendosi in formazione “a scalare” o “a cuneo”  come fanno i mezzi corazzati. Sarebbero ” la cavalleria del cielo”.

I campi minati o gli IED perderebbero gran parte della loro importanza  e lo sganciamento da un imprevisto schieramento controcarro sarebbe realizzabile con immediatezza.

L’UTILIZZO TATTICO.

A parte l’utilità logistica e la rapidità di schieramento in un punto desiderato o la fulmineità di aggiramento di un ostacolo troppo ben sistemato a difesa, un attacco “ per saturazione” delle difese avversarie consentirebbe, da soli o in cooperazione con mezzi corazzati, di raggiungere l’obbiettivo previsto, sia pure a prezzo di un’aliquota di inevitabili perdite in caso di adeguata reazione dei difensori.

Nel caso di un attacco combinato terra-cielo, per il quale l’avere la superiorità aerea é un préalable, il fuoco della difesa sarebbe inevitabilmente disperso.

Un attacco di questo genere sarebbe una novità per i militari di ultima generazione, ma era normale amministrazione nella generazione del secondo conflitto mondiale, Corea, Vietnam ecc e la campagna ucraina sta dimostrando che l’idea di combattere , grazie all’elettronica, a “perdite zero” é un espediente da consolle da realizzare solo se gli avversari appartengono allo stesso tipo di cultura.

L’ARMAMENTO NUCLEARE COME GARANZIA DI INDIPENDENZA DEI SINGOLI PAESI E EQUILIBRIO IN UNA COMUNITÀ’ INTERNAZIONALE TURBOLENTA

CHI HA L’ATOMICA È’ SICURO DI NON ESSERE AGGREDITO, MA SE L’HANNO IN TROPPI, IL MONDO DIVENTA INCONTROLLABILE IN NEGOZIATI PERMANENTI. SI CHIAMA L’ALTERNATIVA DEL DIAVOLO.

L’intervista cerca di scoprire le eventuali conseguenze dello scoppio di una atomica tattica sui campi di battaglia ucraina e scopre che distruggerebbe ….il trattato di non proliferazione nucleare con conseguenze rovinose per i gli attuali membri del club atomico.

UN REGALO ( riciclato)AGLI AMICI TUTTI

SONO GIUNTO ALLA CONCLUSIONE CHE QUESTA NUOVA SOCIETÀ SI ACCETTA O SI RIFIUTA IN BLOCCO, MA NON POSSO LASCIARVI SENZA COMMENTI E SENZA UN REGALO DI ADDIO.

Continuare a scrivere per gente disinteressata a quel che gli accade, é esercizio vano e smetto.

Farò un notiziario – forse- periodico su ” IL CORRIERE DELLA COLLERA” e così eviterò di farmi riprendere da ” esperti” di fessbuk che mi invitano a cancellare una scritta di MARK TWAIN , che ho pescato su Facebook, accusandomi, come se l’avessi scritta io e definendola una “fake news”, propalata da me. Vatti a fidare….

Come regalo d’addio, vi posto una proposta che ho presentato sette anni fa al sindaco di Ravenna che, come molti romagnoli, ha finto amicizia in privato e indifferenza in pubblico, che mi promise una risposta ufficiale “entro un mese” e non si é più visto ne sentito.

Poi, un anno fa l’ho proposta alla onlus “capitano Ultimo” che si é detto entusiasta dell’idea.

Si tratta di costruire un VERO monumento ai caduti delle guerre europee, senza vittorie alate con le tette di fuori, che stia a testimoniare la necessità di solidarietà umana tra europei con un sacrario in cui siano tumulati MILITI IGNOTI appartenenti a tutte le nazioni d’Europa.

Ho predisposto una presentazione in power Point che é stata offerta sia a ” ONORCADUTI” , che all’epoca era comandata da un coglione, sia al sindaco di Ravenna, perché c’é la tomba di Dante e di Teodorico, sia – buono ultimo- alla ONLUS Capitano Ultimo.

A volte, un regalo riciclato torna utile a persone di buona volontà. E’ un buon memento per evitare le guerre – almeno quelle tra europei- vederne il vero volto, creare un sacrario comune per gli europei, e, non ultimo, un flusso turistico .

I FRANCESI MANDANO TRUPPE DI GENDARMERIA IN UCRAINA

Videointervista a Antonio de Martini. MACRON IMITA L’AVVENTURA LIBICA DI SARKOZY

BELGRADO-SARAJEVO-PRISTINA: STA DIVENTANDO IL TRIANGOLO DELLA MORTE PER GLI EUROPEI DELLA NATO

GIA’, LE TRUPPE USA SONO SOLO IN KOSOVO E HANNO UN CONTRATTO DI AFFITTO.

Poche settimane fa, ( il 21 aprile scorso) ammonivo che la nuova tappa della guerra poteva – ancora una volta- essere Sarajevo.

La regione é quella, ma la responsabilità viene palleggiata tra Belgrado e Pristina, le capitali rispettivamente della Serbia e del Kosovo che ha con l’Ucraina la sventura di essere la culla della nazione serba, come l’Ucraina della Russia.

Prima la crisi era tra Serbia e la Bosnia, ma l’intervento turco ha calmato le acque.

La Serbia ha il non invidiabile primato di essere stata la prima vittima della megera Madeleine Allbright che ebbe il “toupet” di ammettere il televisione che ammazzare mezzo milione di bambini iracheni valeva la pena, visti i vantaggi che ne erano derivati agli Stati Uniti.

I nomi dei protagonisti in loco sono cambiati ( Albin Kurti per il Kosovo e Alessander Vucic per la Serbia) , e la posta in gioco strategica si é meglio delineata: se la Serbia smantellasse le difese del Kosovo, occuperebbe il territorio che la storia e la geografia indicano come suo e si creerebbero difficolta logistiche insormontabili alla più grande base logistica USA in Europa, dalla quale viene alimentata la guerra ucraina, dato che la base USA di Ramstein in Germania non sarebbe politicamente agibile, così come la base aerea di Aviano che non é attrezzata per le necessità logistiche di una guerra ( e il suo uso equivarrebbe per l’Italia, a un coinvolgimento diretto).

Tanto basta agli USA per definire i serbi “ minaccia strategica”.

Il pretesto, questa volta, é il cambio dei passaporti e delle targhe delle auto della minoranza serba in Kosovo che ancora circola con gli emblemi serbi. Dato il tempo passato, lo scontro fratricida risale a oltre un quarto di secolo fa, si tratta di una provocazione Kosovara e data la futilità dell’argomento ( per ora rinviato di un mese) ; si tratta anche di una provocazione del leader della minoranza serba che sta mobilitandosi in crescendo ( vedere il link soprastante “ prossima fermata Sarajevo”) perché sente odor di polvere e quindi di rivincita.

E l’assoluzione post morte data dal Tribunale penale Internazionale a Milosevic, ha galvanizzato i serbi. E’ il fallimento degli accordi di Dayton ( e di Bill Clinton) le due comunità, per lunghi anni tenute a bada da Tito, adesso puntano alla riseparazione.

La UE, registra il suo secondo fallimento politico sul territorio europeo anche se, in estremis, il suo portavoce ha invitato ieri i due contendenti a venire a Bruxelles per confrontarsi.

E la conseguenza di aver tirato la volata alla NATO invece che all’idea d’Europa e la responsabilità porta il nome di Mattarella che ha svolto un ruolo di banditore NATO dalla Slovenia al Montenegro e all’Albania e non mi risulta che abbia speso parole a favore della Unione Europea.

La Serbia negli ultimi anni ha riarmato e non si farà più prendere di sorpresa come negli anni 90, dato che i suoi aerei sono ormai qualitativamente all’altezza di quelli NATO e gli USA, sono già impegnati sul fronte ucraino.

Noi abbiamo sul posto duemilacinquecento militari che ora sono in situazione di pericolo a causa degli errori di politica estera della nostra dirigenza politica di vertice.

E’ l’ennesima opportunità di mediazione della Turchia e del suo ruolo crescente e il ministro degli esteri Cavusoglu ( reduce dalla triangolare con Azerbaijan e Uzbekistan) l’ha già colta telefonando personalmente a tutti i contendenti augurandosi “ che il buon senso prevalga”. Difficile.

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