Archivi delle etichette: Bandar bin Sultan

GLI USA CONTINUANO LA POLITICA DI “APEASEMENT” VERSO L’IRAN: LICENZIATO IL CAPO DEI SERVIZI SEGRETI SAUDITI CHE ORGANIZZAVA GLI ATTENTATI. intervista a Antonio de Martini

in questa intervista Antonio de Martini spiega la doppia valenza del licenziamento di Bandar Bin Sultan dalla direzione dei servizi segreti.

Sgradito agli USA per eccesso di zelo e ai cugini della casa reale per ragioni dinastiche legate alla imminente successione.in Arabia Saudita. Si schiarisce il cielo del Libano e del Levante. La guerra di Siria va verso la sordina. Per maggiori dettagli vedi http://corrieredellacollera.com   di tre giorni fa e altri articoli alla voce Bandar Ben Sultan.

Annunci

LA DINASTIA DEI SAUD RISCHIA DI NON SOPRAVVIVERE AL 2014 E CON ESSA CAMBIEREBBE TUTTO IL SISTEMA PETROLIFERO DELL’OCCIDENTE di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

Tre teocrazie classiche  si interessano degli avvenimenti del Levante e tra queste, la più debole è la casa reale saudita che dispone di immense ricchezze , è la custode dei luoghi santi della religione mussulmana ed esercita influenza  su un miliardo e trecento milioni di mussulmani sunniti.

Evidentemente non gode di divino afflato perché da un certo numero di anni a questa parte non ne sta azzeccando una e credo  che le fortune della giovane  ( dal 1927) dinastia siano ormai agli sgoccioli.

L’altra teocrazia è quella concorrente rappresentata dall’Iran Sciita e Persiano che è in sorprendente rimonta da quando pochi mesi fa ha mostrato solidità istituzionale cambiando, senza scosse, regime , dotandosi di un nuovo Presidente Hassan Rouhani appoggiato dall’Ayatollah Ali Khamenei che rappresenta la continuità religiosa e statuale con grande  compostezza ed è il leader di 200 milioni di sciiti nel mondo: il nuovo governo ha aperto all’occidente e ha intavolato trattative che possono allentare le tensioni internazionali in quasi tutte le aree a rischio del pianeta e sta dimostrando di non essere interessato alle armi nucleari.  Non così l’Arabia Saudita. Continua a leggere

ARABIA SAUDITA. PREPARA LA JIHAD NEL CAUCASO PER LE OLIMPIADI ? di Antonio de Martini

Il legame tra Arabia Saudita e Stati Uniti ha quasi la stessa età dello sfruttamento del petrolio.  E’ noto come  Roosevelt morente al ritorno dall’ultima conferenza che spartì il mondo tra i vincitori della seconda guerra mondiale, sostò al largo della costa saudita per ricevere il re Abd el Aziz – fondatore della dinastia – a bordo dell’incrociatore Quincy .

i due suggellarono il patto petrolio contro protezione.

Dal gennaio 1945 ad oggi, hanno filato il perfetto amore. Poi il capo dei servizi segreti sauditi ha dichiarato ufficialmente  ( usurpando il ruolo del ministro degli esteri Saud el Faisal) che l’Arabia Saudita ha deciso di prendere le distanze dagli Stati Uniti.

Dubito. Continua a leggere

L’ULTIMO DEI SAUD VUOLE ESSERE RE E FORSE HA UN VECCHIO PIANO: MUQRIN BEN ABDEL AZIZ AL SAUD 67 ANNI MIRA AL TRONO E A DARE SCACCO AI CLERICALI. CAMBIA LA CARTA DEL MONDO ARABO? di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
i media di tutto il mondo invitano a puntare lo sguardo verso Londra dove starebbe per nascere l’erede del principe William che è a sua volta l’erede del Principe di Galles Carlo, erede presuntivo al trono di Gran Bretagna e Irlanda.
l’Inghilterra continua a sedere nel G20 col contegno di una zia squattrinata che guata il buffet, mentre chi ha un forte potere contrattuale è l’Arabia Saudita, che dopo aver soppiantato l’Egitto nel consesso grazie al PNL, vi rappresenta i popoli arabi e i loro interessi.
Ossia, Islam, petrolio, grane, Israele

Il fondatore della dinastia regnante dei Saud, Abdel Aziz classe 1902, ha sparso i suoi quarantadue figli sul globo, come un patriarca biblico e fatto un patto di alleanza con gli Stati Uniti ( Roosevelt) nel 1945 che dura ancor oggi ed assicura agli uni il petrolio e all’altro la protezione militare.

Cinque dei figli di Abdel Aziz ( Saud, Faisal, Khaled, Fahd, Abdallah) hanno regnato dopo di lui sulla penisola araba meritando anche loro il titolo di custodi dei luoghi santi della Mecca e di Medina, tolto alla dinastia Haschemita ( la famiglia del profeta Maometto) che ora regna in Giordania con re Abdallah II figlio di Hussein bin Talal e di una inglese, allevato all’Accademia di Sandhurst e sposato con una americana di lontana origine palestinese.

Re Abdallah ben Abdel Aziz al Saud , è morto ufficialmente la notte del 30 maggio nella sua residenza preferita in Marocco e dopo cinquantadue giorni di sede vacante non ha ancora un successore.

La situazione è tanto più delicata, in quanto i tre grandi alleati degli USA nella regione ( Arabia Saudita Katar e Bahrein) sono – i primi due – in una fase di transizione del potere autocratico e il terzo – dove la sesta flotta USA ha la sua base – è in rivolta contro il re che si appoggia ai carri armati sauditi per resistere.

Opportuno quindi il dirottare l’attenzione verso l’innocuo infante britannico e opportunissima la discrezione con cui il principe Muqrin ( lo chiameremo così abbreviando il nome) sta puntando ad impossessarsi del potere reale.

I suoi dati biografici e le sue ambizioni le abbiamo descritte nel post del 1 febbraio scorso segnalando l’irritualità della sua nomina a vice crownprince., ossia principe ereditario del principe ereditario che all’epoca era già in avanzato stato di demenza senile.

Muqrin è stato per lunghi anni inviato personale di re AbdAllah di cui godeva la piu completa fiducia e capo del servizio segreto interno – il puntello del trono – fino a che non fu scalzato da Bandar Bush , il principe Sultan col soprannome americano , vittima, pare, di un attentato un paio di giorni dopo l’insediamento.

Scomparve per quattro e più mesi, per poi ricomparire un paio di setimane fa a Parigi in un negoziato riservato con il presidente transalpino Hollande in veste di ” tecnico”.

Muqrin anni 67 è l’ultimo dei figli del fondatore della dinastia che si è trasmessa da un fratello all’altro ignorando – fino a che ha potuto – i discendenti delle generazioni successive.
Da poco, ma i due figli di Nayaf ( ex ministro dell’interno,morto) governano rispettivamente la Difesa e la provincia orientale e il figlio di re Abdallah comanda la guardia nazionale. Tre voti e centri di potere decisivi.

In base alla consuetudine il Consiglio di famiglia , presieduto dal principe Mishaal, 86 anni figlio del fondatore – ma di una madre diversa, una Armena dunque cristiana in origine a nome Shadida , dovrebbe scegliere tra tre designati dal re, ma questa prassi darebbe troppo peso alla componente clericale del Consiglio ( semplificando, la famiglia Saud è composta da due tronconi uno di guerrieri-principi e una di dotti in diritto coranico hanbalita-Wahabita) e fino a che i clericali avranno un peso decisivo, i salafiti otterranno tutti i fondi che vorranno.

La manovra di Muqrin è consistita finora nel tessere una serie di alleanze con la giovane generazione già citata, promettere posizioni e alleanze ai rami ” trascurati” della famiglia e soddisfare altre ambizioni e ambiziosi, su, su, verso la maggioranza, ma preferirebbe saltare il passaggio ” democratico”.

Per farlo, tende a valorizzare i suoi buoni rapporti con la Siria ( e le numerose missioni riservate presso Assad svolte fino al 2009) ma con alcune importanti novità:

a) l’Egitto del generale Al Sisi , per distinguersi da Morsi, ha deciso di riprendere le relazioni diplomatiche con la Siria rotte clamorosamente poche settimane fa.

b) la Giordania ( con un sospiro di sollievo) ha annunziato di approvare la svolta egiziana in toto, quindi anche quella verso Assad.

c) In Bahrein la polizia ha sciolto alle spicce una manifestazione di solidarietà verso il deposto presidente egiziano, che marciava verso ( contro) l’Ambasciata Americana.

d) la lega araba ha chiosato che la sospensione della Siria dalla Lega non significa automaticamente l’assegnazione del seggio ai ribelli siriani e quindi la sedia deve essere intesa come vuota, non come occupata da altri…

e) il governo libanese ha chiesto ufficialmente alle Nazioni Unite di non considerare Hezbollah ” una organizzazione terrorista” atteso che rappresenta ” larga parte del popolo libanese”

f) l’Unione Europea ha comunicato ufficialmente al governo israeliano che non prenderà in considerazione alcun programma che coinvolga territori che prima del 1967 appartenevano a paesi arabi ( Golan, Cisgiordania, Gerusalemme).

g) le Nazioni Unite hanno informato Israele che dovrà pagare i danni ( 1,1 milione di dollari) per aver bombardato una casermetta delle Nazioni Unite, distruggendola.

h) John Kerry annunzia che Israele e Palestinesi sederanno per l’ennesima volta al tavolo dei negoziati dopo un intervallo di un quarto di secolo.

Insomma pare che la ” primavera” si stia calmando e che il vecchio motto di Isaac Rabin “in fondo la pace si fa coi nemici” abbia trovato ascoltatori.
Netanyahu è ridotto al silenzio, i leader arabi sono impossibilitati a presentare un fronte di opposizione dal disordine imperante.

Bene, se la politica di recupero dei rapporti nel Levante e in particolare con la Siria portata avanti nel silenzio da Muqrin vince in tutto il Levante che conta, “il secondo vice primo ministro” Muqrin ben AbdelAziz non può essere messo in ballottaggio proprio quando la sua iniziativa politica vede la luce e non sarebbe opportuno mostrare la spaccatura in seno al Consiglio di famiglia con una votazione. Scacco al clero.

L’eccesso di liquidità mondiale consentirebbe un nuovo piano Marshall per lo sviluppo delle aree numerose aree depresse e se Assad volesse far partecipare la Siria, non ha che da andarsene spontaneamente.

In pratica Muqrin tenta di scalare il trono con una proposta di accomodamento generale appoggiata dai principali protagonisti, banchieri inclusi.
Si avvera – se riescono – la profezia di Gamal Abdel Nasser che negò validità alla politica dei piccoli passi chiedendo un accordo globale che non ebbe mai.

Dei famosi ” amici della Siria” che pretendevano la resa incondizionata dei siriani filo governativi e volevano armare al Kaida, Al Nusra e aspiranti martiri vari, restano silenziosi Netanyahu, Erdoghan e la Emma Bonino che potrà però consolarsi coi successi che otterrà in Kazakistan e in India .

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: