ARABIA SAUDITA. PREPARA LA JIHAD NEL CAUCASO PER LE OLIMPIADI ? di Antonio de Martini

Il legame tra Arabia Saudita e Stati Uniti ha quasi la stessa età dello sfruttamento del petrolio.  E’ noto come  Roosevelt morente al ritorno dall’ultima conferenza che spartì il mondo tra i vincitori della seconda guerra mondiale, sostò al largo della costa saudita per ricevere il re Abd el Aziz – fondatore della dinastia – a bordo dell’incrociatore Quincy .

i due suggellarono il patto petrolio contro protezione.

Dal gennaio 1945 ad oggi, hanno filato il perfetto amore. Poi il capo dei servizi segreti sauditi ha dichiarato ufficialmente  ( usurpando il ruolo del ministro degli esteri Saud el Faisal) che l’Arabia Saudita ha deciso di prendere le distanze dagli Stati Uniti.

Dubito.

Il capo del servizio segreto saudita Bandar Bin Sultan  va visto da vicino.  E’ soprannominato Bandar Bush per la sua intimità familiare con il clan dei Bush e per essere stato  ventitre anni ambasciatore negli Stati Uniti da dove ha gestito le forniture di armi al regno, incluse quelle provenienti dall’inghilterra che fruttarono una tangente di oltre due miliardi di dollari.

Incriminato, l’inchiesta è stata fermata ufficialmente dal governo. Una delle sua figlie è sposata con un pari d’Inghilterra e i suoi figli hanno studiato assieme ai figli del vice presidente USA Dick Cheney, che tutti conosciamo, in località McLean  che altro non è che la sede della CIA ( Langley è il nome della località più ampia, ma il posto esatto della sede CIA è McLean e alla sciola locale vanno molti figli d’arte).

E membro spurio della casa reale saudita, nel senso che è figlio bastardo del principe  Sultan bin Abd el Aziz ( che è stato Crownprince), ma concepito con una concubina analfabeta. La sua fanciullezza è avvenuta sotto la protezione della nonna Hassa, la madre dei Sudairi seven il gruppo egemone tra i  figli di Abd el Aziz.

Egli da sempre ha messo una carica di forte aggressività nella sua scalata al potere informale, dato che per nascita non può aspirare a quello formale.

Famose sono le sue  distruttive descrizioni di Gheddafi ( un Jerry Lewis che si crede Churchill) e degli analisti USA di cose arabe ( bofonchiano un po’ di arabo e credono di conoscere il mio paese) e non ha fatto mancare il suo commento su Osama Ben Laden ( l’ho conosciuto e non credo possa aiutare otto oche a traversar la strada).

conoscitore dell’animo umano usa la corruzione come strumento abituale per stabilire relazioni: gli è riuscito negli USA, in Inghilterra e in Cina con grandi commesse di armi.

E indicato da Seymour Hirsch –  informatissimo premio Pulitzer –  come l’architetto della guerra all’Irak di cui fu informato da Bush Jr prima che il segretario di Stato Colin Powell.

La dichiarazione ufficiale  di presa di distanza dagli USA è stata affidata a lui perché considerato il saudita più vicino agli USA e per questo visto con sospetto da molti membri della casa reale, specie da quelli a componente religiosa.

Ritengo che proprio per ingraziarsi questa parte della famiglia abbia calcato la mano sulla differenza tra sunniti e sciiti creando un solco mai visto in tredici secoli in seno al mondo mussulmano.

Ora, questo bastardo alla Cesare Borgia non può tornare indietro senza  autodistruggersi e si appresta al salto più pericoloso della sua carriera di intrigante , iniziata col sabotare – fino a sostituirlo – l’ambasciatore saudita negli USA che lo precedette e quello che gli è succeduto ( dopo 18 mesi se n’è andato) e proseguita con ripetuti tentativi di “accomodamenti a suon di dollari” fatti con Hezbollah, i Fratelli mussulmani, gli Ayatollah , Assad ecc.

Ultimo exploit, la visita a Putin e l’offerta di un acquisto da 15 miliardi di dollari di armi in cambio dell’abandono di Assad.

In quella sede ha lasciato planare , secondo alcuni organi di politica estera, un accenno al pericolo costituito dalla organizzazione dei giochi olimpici a Sochi nell’area mussulmana della Russia ed alla capacità di tenere i guerriglieri lontani dall’evento.

Fallito l’incontro, la scorsa settimana è scoppiata la prima bomba a Volgograd in un autobus a cura – sembra-  di una vedova suicida di un guerrigliero islamista.

Putin al Valdai Club oltre alla battuta su Berlusconi Gay – presente Prodi –  che tutti  i nostri giornali hanno riportato, ha fatto ( ripetendo l’errore di indicare il punto di rottura fatto da Obama per i gas)  una dichiarazione importante:  ha indicato come linea rossa per la Russia eventuali tentativi di destabilizzazione interna. Questo non l’ha riportato quasi nessuno in occidente.

Con la dichiarazione ufficiale del capo dei servizi segreti sauditi, Gli Stati Uniti si sono chiamati fuori da ogni possibile chiamata di correo in caso di attacchi terroristici nell’area caucasica, Bandar bin Sultan acquisirà nuovi meriti agli occhi dell’ala  tenebrosa religiosa e fondamentalista della famiglia regnante ed avrà la sua rivincita per lo smacco siriano ( primo della carriera)  e i guerriglieri ceceni impiegati in Siria si sono salvati dalla cassa integrazione.

Le Olimpiadi sono a febbraio. Andrebbe fermato.

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Commenti

  • gicecca  On ottobre 25, 2013 at 9:23 am

    Però le definizioni che questo signore ha dato e che tu riporti sono degne di nota. Intrigante certo, ma anche sveglio. Putin però mi apparesempre più sveglissimo. GiC

    • antoniochedice  On ottobre 25, 2013 at 9:32 am

      Infatti, come tutti gli incroci è molto intelligente.
      Se Putin lo è altrettanto, lo vedremo dalle sue reazioni. Mi pare che entrambi abbiano un problema di ” positionning” uno a livello personale e l’altro a livello statuale.

  • fausto  On ottobre 25, 2013 at 10:18 pm

    Mah. Bisognerebbe capire anche quanto è condivisa in seno all’Arabia questa idea di andare a pestare i piedi ai russi, idea peraltro già fin troppo sperimentata nella stessa Siria.

    Tra parentesi, fare attentati alle olimpiadi è un gioco più rischioso del solito a livello mediatico: chi garantisce che i russi non siano capaci di incassare un dividendo da un eventuale macello? La bomba è facile da mettere, ma poi vince chi riesce ad attuare la migliore propaganda. E’ una strategia che non mi lascia granché convinto.

    • antoniochedice  On ottobre 25, 2013 at 10:55 pm

      La strategia che ho illustrato consiste nel separare le responsabilità saudite da quelle americane, non necessariamente nel mettere bombe alle Olimpiadi.
      La minaccia riguarda i giochi olimpici, ma gli attentati possono farli in tutta l’area.
      Finora il maggior numero di attentati è stato fatto nel Daghestan che si affaccia sul mar Caspio.
      La attentatrice suicida della settimana scorsa proveniva dal Daghestan ed ha colpito a Volgograd ( già Stalingrado).
      Gli attentatori di Boston provenivano dal Daghestan.
      La strategia usa consiste nel sabotare le Olimpiadi rendendole pericolose da frequentarsi.
      È già successo col sabotaggio alle Olimpiadi di Mosca che furono disertate dalla maggior parte degli atleti occidentali, ricorda?
      Il 99% degli abitanti del pianeta non è in grado di distinguere dove sia il Daghestan. È in zona e tanto basta.
      Inoltre il dividendo per gli attentatori sarebbe dare alle fiamme il Caucaso tagliando i russi fuori dai loro preziosi giacimenti petroliferi,
      Interrompendo i gasodotto verso l’Europa e indicando i russi e non gli americani come i nemici dell’Islam.
      Ricorda che la spia USA catturata a Mosca stava offrendo un milione di dollari a un funzionario russo per avere un rapporto sulle complicatissime etnie del Caucaso, la cui massima concentrazione la troviamo in Daghestan?

  • dimshaj  On ottobre 26, 2013 at 10:59 am

    Le blandizie a personaggi delle retrovie dei gruppi di potere interni ai paesi satellite è una tipica modalità “british” (dove “british” indica non l’attuale Regno Unito ma l’eredità lasciata dall’impero britannico individuabile “grosso modo” nell’asse finanziario che unisce New York a Londra). Generalmente i figli frutto di unioni morganatiche o i brocchi delle dinastie che guardano con astio ai purosangue designati alla successione vengono incoraggiati a tentare la scalata al potere in quanto più ambiziosi. L’affermazione della loro ambizione e il loro spirito di rivincita li rende più facilmente manipolabili da parte di chi li incoraggia. La storia del Medio Oriente è piena di questi personaggi, anche la Libia pre-rivoluzionaria. L’Itaglia, poi, pullula di questi mediocri personaggi installati nelle posizioni chiave della gestione del potere e dell’amministrazione, una feccia putrida che ammorba l’aria di questo paese e che ne corrompe la fibra, purtroppo con l’ignava complicità di noi tutti itaglioti.
    Comunque, signor Antonio, ancora complimenti per la sua lucidissima lettura dei fatti che ci circondano. La sua comprensione di quanto accade in Nord Africa e Medio Oriente è incomparabilmente superiore a quanto balbettato da tanti cosiddetti “esperti”, per non parlare dei beneficiari del “programma di sostegno alla prostituzione” (detto anche “legge di finanziamento all’editoria”).

    • antoniochedice  On ottobre 26, 2013 at 11:31 am

      “Ovunque il guardo io giri, ” non vedo mediocri personaggi. Vedo nullità assolute.
      Il problema che non mi spiego che con l’omogeneità è il perché non c’è ne liberiamo.
      Possibilmente con le cattive.

  • Giorgio Vitangeli  On ottobre 28, 2013 at 10:59 am

    Se restiamo nell’euro, siamo fritti (dalla rigidità della Germania, dei Trattati di Maastricht, della Commissione UE e della BCE), se usciamo dall’euro, cadiamo sulla brage del dollaro, e siamo arrostiti. Diventeremmo sempre più una lontana provincia dell’impero a stelle e strisce.
    Per uno come me che da decenni sognava la moneta unica europea quale strumento d’indipendenza dell’Europa dal dollaro,questa constatazione è amarissima.
    Che fare? Uscire dall’Europa ci condurebbe indietro di più di mezzo secolo. Uscire dall’euro, mi ha confidato una delle maggiori autoritàmonetarie europee (che pure era assai freddo davanti alla nostra adesione alla moneta unica) in prima battuta comporterebbe per l’Italia lacrime e sangue. Non mi ha voluto dire di più.
    La sola via ragionevole sarebbe quella di ripensare su altre basi l’Unione Europea, e soprattutto quella monetaria. Ma sembra che nessuno ci pensi: o si resta, o si esce e si sfascia. Tertium non datur?

    • antoniochedice  On ottobre 28, 2013 at 11:02 am

      Una possibilità sarebbe far uscire la Germania, la Finlandia e l’Olanda visto che sono tanto distonici dagli altri partners. O no?

    • Flavio Bosio  On gennaio 20, 2014 at 3:31 am

      Lacrime e sangue… di certo chi ha contratto un mutuo trentennale in Euro per acquistare un immobile a prezzi da bolla immobiliare non avrà di che ridere.
      Sarebbe molto più saggio introdurre una seconda valuta emessa direttamente dal Tesoro (Zero Deficit, che di deficienti ne abbiamo già troppi in Italia) con la quale pagare i dipendenti pubblici, magari con una formula ibrida, oltre i mille euro, valuta del Tesoro, lasciando al mercato l’onere di definirne il valore.
      Certo farebbe storcere il anso ai Bankster nostrani, ma o così o l’obblio…
      In pratica avremmo il vantaggio di rimanere nell’euro ed al contempo una forte riduzione del della spesa corrente e relativo debito pubblico, nonchè un aumento della spesa interna dato che molto verosimilmente la valuta del Tesoro non sarebbe accettata all’estero.
      Se poi i parassiti pubblici non sono daccordo.. sempre liberi di dimettersi nessuno li obbliga a rimanere fingendo di lavorare per lo Stato.

      • antoniochedice  On gennaio 20, 2014 at 7:39 am

        Se mi spiega cosa c’entra col tema del post, le faccio avere il nobel per la logica.

  • antoniochedice  On gennaio 16, 2014 at 4:57 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Previsto a ottobre. Le olimpiadi invernali sono il 7 febbraio. Poi ci aspetta una lunga primavera politica che si concluderà con le elezioni europee. Voteremo ? E poi, per chi?

  • blackeagle  On gennaio 17, 2014 at 12:27 am

    Questo ennesimo “ribloggamento” conferma la serietà e la lucidità dell’autore di questo blog, che ho avuto modo di scoprire al tempo dell’attacco (per noi idiota e servile) alla Libia grazie a un link in un post nel blog di Marcello Foa. Complimenti veramente. La sua, dr. De Martini, è una voce determinante per capire ciò che veramente succede da noi e nel mondo. E lo dice chi pure è stato in precedenza da lei “rimproverato” per un apprezzamento (che permane, non me ne voglia..), in termini di sovranità nazionale, del “famigerato” ventennio e del suo capo, che pure di errori ne ha commessi (ma non in materia di Bankitalia, mi pare…). Ma – come diceva Mao – anch’io oggi penso che “L’importante non è da dove provieni, ma dove sei diretto”. E quindi avanti così: sovranità nazionale, autonomia (per quanta ce ne può essere concessa facendo parte dell’impero americano) e un nuovo e serio assetto istituzionale dovrebbero essere obiettivi trasversali per tutti coloro che vogliano ancora definirsi Italiani, con la maiuscola.

    • antoniochedice  On gennaio 17, 2014 at 6:42 am

      Figlio bello, l’importante è cosa ti porti appresso dove sei diretto. Se ci muoviamo da un posto all’altro è perchè non stiamo bene dove siamo. PERCHÈ portarti appresso delle vecchie ciabatte ? La politica della Banca d’Italia durante il ventennio fu fatta da una classe dirigente sabauda e te lo dico io che monarchico non sono.
      Non ce l’ho con Mussolini, che tra l’altro ha pagato duramente i suoi errori, ma con queste nostalgie, incongrue in un giovane, che consentono a parecchi straccioni di sfruttarle per andare in Parlamento a fare danni che, come si è visto, fanno più danni di una guerra perduta.
      La sovranità , intesa come la intendono loro, equivale a voler vivere in un condominio senza pagare le quote comuni. Siamo i reietti dell’Europa perché non sappiamo interagire con gli altri. Guardo con invidia agli inglesi che dall’Europa – dopo esserci entrati tardi – traggono tutto quel che possono e ancora di più .
      Il patriottismo oggi consiste nel posizionare il nostro paese intelligentemente e dignitosamente nel consesso delle nazioni, nell’eliminare quanti parassiti vegetano nella nostra casa. Se facciamo pulizia in casa nostra torneremo a contare nel mondo.

      • blackeagle  On gennaio 17, 2014 at 11:32 pm

        Grazie del giovane, qualche anno fa sarei già stato un pensionato. Sono del ’57, con 36 anni e 5 mesi di anzianità…:-). Comunque, almeno nell’aver lasciato dirigere Bankitalia da chi lo sapeva fare e nel non averci messo d’autorità qualche suo camerata ambizioso e incapace (e, conoscendo un po’ l’ambiente, sono convinto che, allora come oggi, non sarebbero mancati) – e questo, almeno nel ’36, al tempo della legge bancaria ma anche della guerra etiopica, lo avrebbe potuto fare, con un potere contrattuale verso la corona molto più forte che agli inizi – Mussolini avrà pure avuto un poco di merito.

        P.S. Concordo in buona parte sugli “straccioni” (ne ho conosciuti alcuni…), ma intanto sarebbe prioritario arrivare. Poi, al momento di sistemarsi in camera, ognuno potrà valutare se quelle che lei chiama “vecchie ciabatte” che si è ostinatamente portato dietro potranno essere ancora utili, se non altro come riferimento per comprarne delle nuove e certamente più funzionali.

      • antoniochedice  On gennaio 18, 2014 at 7:47 am

        I meriti di Mussolini sono altri: essere stato tra i pochi socialisti ionterventisti nella prima guerra mondiale, essere stato un grande giornalista,( l’espressione “vecchia ciabatta” la usò lui per Angelika Balabanoff, una pasionaria socialista dell’epoca.
        I demeriti sono quelli tipici dell’italiano medio: familismo, approssimazione, abbandonare tutto appena vede una gonnella.
        Le colpe: l’entrata in guerra e l’aver accettato di rompere l’Unità dell’Italia.

  • donato  On gennaio 17, 2014 at 1:21 am

    Temo che uno o più attentati siano inevitabili il groviglio di etnie caucasiche e l’immensa
    massa di denaro investita dai petromonarchi per destabilizzare sono miscela esplosiva,
    la coincidenza (a questo punto pare) con la Conferenza sulla Siria è ulteriore fonte di rischio.

  • oraetsemper  On gennaio 17, 2014 at 9:52 am

    Bandar Bin Sultan…. è tutto un programma già il nome!

    • antoniochedice  On gennaio 17, 2014 at 11:41 am

      E vedessi la faccia

    • Luigi za  On gennaio 17, 2014 at 2:01 pm

      @oraetsemper

      ma ti sei dimenticato il nunc prima del semper 😉

  • donato  On gennaio 17, 2014 at 11:48 pm

    Attentato a Makchalkala (è solo l’inizio?) segnalo
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/17/la-pistola-fumante-2-e-la-balla-sul-raid-di-assad/847678/

    • antoniochedice  On gennaio 18, 2014 at 7:51 am

      In Daghestan la percentuale di russi tra il 1992 e oggi è passata dal 27% al 3% ed esiste una forte emigrazione anche di autoctoni verso il centro: significa probabilmente che esiste una corrente di pensiero che ritiene quel territorio non indispensabile geopoliticamente, ma la notizia dell’attentato mi è sfuggita. Dove l’ha letta?

  • donato  On gennaio 18, 2014 at 6:05 pm

    Qui:
    http://www.lapresse.it/mondo/europa/russia-due-esplosioni-a-makhachkala-9-feriti-1.446839
    mi scuso per l’errore di scrittura ma anche i russi hanno difficoltà con i termini caucasici.Adesso dicono che stata la malavita,però si sa che i guerriglieri scacciati dai kadirovsky in Cecenia si sono rifugiati nel contiguo Daghestan.

  • donato  On gennaio 19, 2014 at 11:26 pm

    Anche la ripresa delle proteste “europeiste” a Kiev IMHO non è affatto casuale!

  • donato  On gennaio 20, 2014 at 11:47 pm

    La conferenza di Ginevra IMHO (senza chirografia) si avvia al flop.Ne elenco i motivi:
    1) Assad non ha una reale controparte nell’opposizione siriana .Il c.d. CNS non ne controlla i combattenti e non può condizionarli.
    2) Iran non partecipando alla medesima non se ne sentirà vincolato cosi Hezbollah
    3)L’atteggiamento pseudo-messianico della Presidenza Obama (che in questo ricorda
    il Kennedy più deteriore quello della Baia dei Porci e del Vietnam) sembra non ammettere alternative che non appaiano una vittoria assoluta anche con conseguenze
    disastrose in stile libico.

    • antoniochedice  On gennaio 20, 2014 at 11:59 pm

      Conservati questo commento per il post di domani

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