Tag Archives: Hassan Rouhani

COSA SUCCEDERA’ COL NUOVO ASSETTO SAUDITA? DIPENDERA’ DALLA SOLUZIONE DEL PROBLEMA PALESTINESE. di Antonio de Martini

Tre teocrazie classiche  si interessano degli avvenimenti del Levante e tra queste, la più debole è la casa reale saudita che dispone di immense ricchezze , è la custode dei luoghi santi della religione mussulmana che esercita influenza  su un miliardo e trecento milioni di mussulmani.

Evidentemente non gode di divino afflato perché da un certo numero di anni a questa parte non ne sta azzeccando una e credo  che le fortune della giovane  ( dal 1927) dinastia siano ormai agli sgoccioli.

L’altra teocrazia è quella concorrente rappresentata dall’Iran Sciita e Persiano che è in sorprendente rimonta da quando pochi mesi fa ha mostrato solidità istituzionale cambiando, senza scosse, regime , dotandosi di un nuovo Presidente Hassan Rouhani appoggiato dall’Ayatollah Ali Khamenei che rappresenta la continuità religiosa e statuale con grande  compostezza ed è il leader morale  di 200 milioni di sciiti nel mondo: il nuovo governo ha aperto all’Occidente e ha intavolato trattative che possono allentare le tensioni internazionali in quasi tutte le aree a rischio del pianeta e sta dimostrando di non essere interessato alle armi nucleari.

Non così l’Arabia Saudita. Continua a leggere

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IRAN-5+1 : I PERCHÉ DI UN RINVIO. di Antonio de Martini.

Come per la mentalità criminale di un serial killer, questo rinvio era iscritto nel DNA del negoziato.
L’Iran nel suo comunicato iniziale aveva annunziato che avrebbe dimostrato che il suo sviluppo nucleare era rivolto unicamente a fini civili, mentre lo “strepitus fori” americano annunziava l’inizio dello smantellamento del nucleare iraniano.

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IRAN CINQUE + UNO. NEGOZIATO AL CAPOLINEA. LUNEDì. ( testo completo se wordpress acconsente)

Per rispondere a un lettore che si interroga circa la data limite del negoziato nucleare con l’ Iran, ho scoperto che il mio “reblog” non reblogga più su http://www.corrieredellacollera.com , ma su Bankiller un blog che volevo lanciare ma cui ho dovuto rinunziare per mancanza di tempo.
Mi vedo quindi costretto a riepilogare la situazione. Il contenzioso ultradecennale ( 12 per l’esattezza) tra gli USA e l’Iran sul tema del nucleare ha radici lontane e una storia più breve.

Radici lontane da conoscere: al tempo dello Scià Reza Palhavi, fu firmata una convenzione  franco -iraniana ( la moglie dell’allora premier Eghbal era francese) per sviluppare ricerche nucleari finalizzate a trasformare l’Iran in una potenza atomica che avrebbe rievocato i fasti dell’impero persiano.

I dettagli di questo accordo e delle sua conseguenze potete trovarli sul libro in francese edito da La Decouverte  ” Histoire politique des services secrets francais”  scritto a sei mani da Roger Faligot, Jean Guisnel e Remy Kauffer.

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AUTORITÀ PALESTINESE: UN NUOVO ASSE CON LA TURCHIA? di Antonio de Martini

Mahmoud Abbas, alias Abu Mazen, il giorno 26 settembre alle Nazioni Unite ha fatto un discorso lungo e ” duro.”
Ha iniziato dicendo che nel suo intervento dalla tribuna dell’ONU del 2012 aveva preannunziato ” una nuova nabka” contro i palestinesi e che questo evento si è adesso verificato nella indifferenza generale.
Un attacco nemmeno troppo velato alle Nazioni Unite, agli USA e a Israele.

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IRAN: IL DESTINO DI ROUHANI APPESO ALLA RIUSCITA DEL NEGOZIATO NUCLEARE. di Antonio de Martini

Il Gruppo ” Ansar I Hezbollah” (I guerrieri del partito di Dio), dopo un periodo di sordina seguito alla sconfitta del candidato di Ahmadinejad del giugno 2013, stanno riprendendo piede, segno evidente che i risultati politici del presidente Hassan Rouhani tardano a venire e il fronte dei conservatori ha ripreso speranze e si riorganizza per dare battaglia.

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ORIENTE-OCCIDENTE. INCONTRI E SCONTRI. ANDARE IN IRAN E SVILUPPARSI ASSIEME. CI CONOSCIAMO DA DUEMILA ANNI. di Antonio de Martini

Credo che dai tempi della battaglia di Salamina in poi scontri e incontri tra Oriente e Occidente si siano verificati sull altopiano irano  anatolico e i suoi dintorni immediati a seconda della alterna capricciosità della sorte.

Più a nord, il confine fu tracciato dalla perfetta descrizione di Caio Giulio Cesare : Germani e Sarmati ” Mutuo metu separantur”; ci furono, e ci sono, più scontri che scambi.

La storia di questi scontri e incontri è troppo vasta per riassumerla in poche righe, ma ai fini del nostro post mi limiterò a dire che esisterono tre imperi secolari:  quello cinese, quello persiano e quello romano. E su queste direttrici si svilupparono le guerre E i traffici commerciali.

Romani ( d’oriente) e Persiani  si svenarono combattendosi per secoli fino a che esausti finirono quasi contemporaneamente in braccio all’Islam trionfante nell’ unico decennio di ebrezza guerriera che i popoli arabi ebbero nella loro esistenza, dal 622 al 632.

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LA DINASTIA DEI SAUD RISCHIA DI NON SOPRAVVIVERE AL 2014 E CON ESSA CAMBIEREBBE TUTTO IL SISTEMA PETROLIFERO DELL’OCCIDENTE di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

Tre teocrazie classiche  si interessano degli avvenimenti del Levante e tra queste, la più debole è la casa reale saudita che dispone di immense ricchezze , è la custode dei luoghi santi della religione mussulmana ed esercita influenza  su un miliardo e trecento milioni di mussulmani sunniti.

Evidentemente non gode di divino afflato perché da un certo numero di anni a questa parte non ne sta azzeccando una e credo  che le fortune della giovane  ( dal 1927) dinastia siano ormai agli sgoccioli.

L’altra teocrazia è quella concorrente rappresentata dall’Iran Sciita e Persiano che è in sorprendente rimonta da quando pochi mesi fa ha mostrato solidità istituzionale cambiando, senza scosse, regime , dotandosi di un nuovo Presidente Hassan Rouhani appoggiato dall’Ayatollah Ali Khamenei che rappresenta la continuità religiosa e statuale con grande  compostezza ed è il leader di 200 milioni di sciiti nel mondo: il nuovo governo ha aperto all’occidente e ha intavolato trattative che possono allentare le tensioni internazionali in quasi tutte le aree a rischio del pianeta e sta dimostrando di non essere interessato alle armi nucleari.  Non così l’Arabia Saudita. Continua a leggere

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