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BELGRADO-SARAJEVO-PRISTINA: STA DIVENTANDO IL TRIANGOLO DELLA MORTE PER GLI EUROPEI DELLA NATO

GIA’, LE TRUPPE USA SONO SOLO IN KOSOVO E HANNO UN CONTRATTO DI AFFITTO.

Poche settimane fa, ( il 21 aprile scorso) ammonivo che la nuova tappa della guerra poteva – ancora una volta- essere Sarajevo.

La regione é quella, ma la responsabilità viene palleggiata tra Belgrado e Pristina, le capitali rispettivamente della Serbia e del Kosovo che ha con l’Ucraina la sventura di essere la culla della nazione serba, come l’Ucraina della Russia.

Prima la crisi era tra Serbia e la Bosnia, ma l’intervento turco ha calmato le acque.

La Serbia ha il non invidiabile primato di essere stata la prima vittima della megera Madeleine Allbright che ebbe il “toupet” di ammettere il televisione che ammazzare mezzo milione di bambini iracheni valeva la pena, visti i vantaggi che ne erano derivati agli Stati Uniti.

I nomi dei protagonisti in loco sono cambiati ( Albin Kurti per il Kosovo e Alessander Vucic per la Serbia) , e la posta in gioco strategica si é meglio delineata: se la Serbia smantellasse le difese del Kosovo, occuperebbe il territorio che la storia e la geografia indicano come suo e si creerebbero difficolta logistiche insormontabili alla più grande base logistica USA in Europa, dalla quale viene alimentata la guerra ucraina, dato che la base USA di Ramstein in Germania non sarebbe politicamente agibile, così come la base aerea di Aviano che non é attrezzata per le necessità logistiche di una guerra ( e il suo uso equivarrebbe per l’Italia, a un coinvolgimento diretto).

Tanto basta agli USA per definire i serbi “ minaccia strategica”.

Il pretesto, questa volta, é il cambio dei passaporti e delle targhe delle auto della minoranza serba in Kosovo che ancora circola con gli emblemi serbi. Dato il tempo passato, lo scontro fratricida risale a oltre un quarto di secolo fa, si tratta di una provocazione Kosovara e data la futilità dell’argomento ( per ora rinviato di un mese) ; si tratta anche di una provocazione del leader della minoranza serba che sta mobilitandosi in crescendo ( vedere il link soprastante “ prossima fermata Sarajevo”) perché sente odor di polvere e quindi di rivincita.

E l’assoluzione post morte data dal Tribunale penale Internazionale a Milosevic, ha galvanizzato i serbi. E’ il fallimento degli accordi di Dayton ( e di Bill Clinton) le due comunità, per lunghi anni tenute a bada da Tito, adesso puntano alla riseparazione.

La UE, registra il suo secondo fallimento politico sul territorio europeo anche se, in estremis, il suo portavoce ha invitato ieri i due contendenti a venire a Bruxelles per confrontarsi.

E la conseguenza di aver tirato la volata alla NATO invece che all’idea d’Europa e la responsabilità porta il nome di Mattarella che ha svolto un ruolo di banditore NATO dalla Slovenia al Montenegro e all’Albania e non mi risulta che abbia speso parole a favore della Unione Europea.

La Serbia negli ultimi anni ha riarmato e non si farà più prendere di sorpresa come negli anni 90, dato che i suoi aerei sono ormai qualitativamente all’altezza di quelli NATO e gli USA, sono già impegnati sul fronte ucraino.

Noi abbiamo sul posto duemilacinquecento militari che ora sono in situazione di pericolo a causa degli errori di politica estera della nostra dirigenza politica di vertice.

E’ l’ennesima opportunità di mediazione della Turchia e del suo ruolo crescente e il ministro degli esteri Cavusoglu ( reduce dalla triangolare con Azerbaijan e Uzbekistan) l’ha già colta telefonando personalmente a tutti i contendenti augurandosi “ che il buon senso prevalga”. Difficile.

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CREDEVAMO FOSSE AMORE E INVECE ERA UN CARRO ARMATO

LO SCONTRO DI OGGI AVEVA AVUTO UN INIZIO D’AMORE A PARIGI NEL 1997

La cronaca dell’amore é documentata dalla firma ” atto fondatore” a Parigi di un accordo che stabiliva che USA e Russia non erano avversari ed elencava minuziosamente i protocolli cui attenersi in caso di crisi.

Ecco il testo https://www.nato.int/cps/en/natohq/official_texts_25468.htm

Due anni dopo iniziava la marcia verso est che gli USA avevano negato di voler fare.

Il testo a disposizione invece mostra che erano stati previsti tutti i possibili casi di cooperazione e collaborazione specificando che in ogni caso si sarebbero consultati. Invece non si parlano. Nel preambolo é specificato che ” LA NATO E LA RUSSIA NON SI CONSIDERANO AVVERSARI”.

Il capoverso dedicato all’Europa é addirittura commovente: ” Il presente atto riafferma la determinazione della NATO e della Russia di dar corpo al loro impegno di costruire un’Europa stabile, pacifica e senza divisioni, un’Europa intera e libera, a vantaggio di tutti i popoli”

Attaccando l’Ucraina, la Russia ha offerto alla NATO una occasione d’oro per riprendersi dal coma denunziato da Macron nel 2019.

Creata nel 1949, la NATO stava morendo di vecchiaia e gli USA avevano raggiunto il loro punto più basso con l’abbandono dell’Afganistan eseguito senza nemmeno informare gli alleati che avevano coinvolto nel conflitto.

L’attacco russo riceve alle prime una accoglienza tiepida e si prende la decisione ( USA) di fornire unicamente armi difensive.

A metà aprile, sull’onda delle notizie di una controffensiva ucraina vittoriosa, Biden monta sul cavallo di Orlando e scatena crediti e carri armati.

E’ stato ingannato dagli ucraini o dagli inglesi? temo che non lo sapremo mai.

Resta senza risposta la domanda di quale sia il limite oltre il quale cessa l’aiuto e inizia la combelligeranza che da diritto a ritorsioni o addirittura allo stato di guerra.

Certo gli USA incassano con questa iniziativa una serie di cambiamenti: anzitutto l’aumento – invocato per decenni inutilmente- degli stanziamenti per load Difesa, L’entrata ufficiale ( ufficiosamente era cosa fatta da decenni) della Svezia e della Finlandia nell’orbita dell’influenza statunitense, assieme a Giappone, Corea del Sud, Georgia e Australia.

Pochi giorni dopo la riunione di NATO e associati ( Il Giappone é ” osservatore” da 36 anni), un’aggiunta evidentemente imbarazzante per qualcuno a Ramstein: Katar, Israele Marocco paesi notoriamente difensori dei diritti umani…in Ucraina.

La risposta la trovate nel documento NATO 2030 in cui viene recepita la dottrina Bush jr: chi non é con noi é contro di noi.

La versione NATO é chiarissima ma più delicata: ” i dissensi politici in sede NATO sono da considerarsi strategici e non tattici o di prospettiva”

Di tutti questi cambiamenti, non ce n’é uno che sia a favore degli alleati. Chi non ha più niente da perdere sta già rumoreggiando. Gli altri osservano le reazioni e i risultati delle elezioni negli stati dell’Unione. Nostalgia delle rodomontate di Trump? ù

Intanto il centenario Henry Kissinger ( li compie domani) ammonisce a non prendere di petto due nemici contemporaneamente e definisce la scelta ” unwise”.

Più lucido di un paio di settantenni che conosciamo.

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