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TURCHIA: L’ATMOSFERA DELLE PRESIDENZIALI SI RISCALDA CON HDP CHE ROMPE LA SOLIDARIETÀ DEI SEI PARTITI D’OPPOSIZIONE.

IL PARTITO FILO CURDO PRESENTERÀ A METÀ’ GIUGNO UN SUO CANDIDATO INDIPENDENTE E PUNTA AD ESSERE DECISIVO AL BALLOTTAGGIO.

La corte costituzionale turca ha deciso: niente contributo statale all’HDP , il partito col 10% dei voti, accusato di essere la propaggine politica del PKK ( partito curdo dei lavoratori, classificato come terrorista dai governi turchi succedutisi dal 1987) e dall’UE, nonché dagli USA).

Un procuratore della Corte ha colto la palla al balzo chiedendo la messa fuori legge del partito che si vede negare il finanziamento statale di 29 milioni di dollari, un terzo dei quali avrebbe dovuto incassare il 10 gennaio. L’HDP ha trenta giorni di tempo per proporre appello.

Per completare l’accerchiamento, il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, già incriminato per insulti alla Commissione Elettorale , si é visto recapitare un’inchiesta per corruzione per aver dato un incarico di lavori, senza gara, a una ditta quando era a capo di una circoscrizione della città. L’obbiettivo é interdirlo dai pubblici uffici dato che é considerato il candidato più papabile alla successione presidenziale.

La reazione politica dell’HDP non si é fatta attendere: ha annunziato di riprendere la sua libertà d’azione e rompere l’intesa con gli altri cinque partiti dell’opposizione “ parlamentarista” anche in risposta alla mancata solidarietà nella vicenda.

La ripresa della libertà di manovra apre nuovi scenari ai fini dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica che si terrà a metà giugno.

Finora, l’alleanza “a sei”- ma in particolare col partito kemalista ( CHP) che ha il 25% dei suffragi- aveva permesso alla opposizione di strappare all’AKP ( il partito di Erdogan) l’amministrazione delle principali città del paese ( Istanbul, Ankara, Smirne) , ma l’atteggiamento persecutorio del governo nei confronti del partito curdo e la mancata solidarietà dei partner dell’opposizione al commissariamento di una cinquantina di sindaci HDP ( accusati di filo terrorismo) ha spinto Hisyar Ozsoy, vice presidente del partito filo curdo a commentare la rottura che “non si può negare la solidarietà al partito e contemporaneamente aspirare ad assorbirne i voti.”

la nuova analisi politico-elettorale é che né il governo né l’opposizione raggiungeranno il quorum richiesto per l’elezione presidenziale e il 10% dei votanti dell’HDP saranno a quel punto decisivi per il ballottaggio.

Un’occhiata al profilo degli elettori del partito filo curdo mostra somiglianze con l’elettore tipo dell’AKP sia per fascia d’età che per tendenze conservatrici e nazionaliste, al punto che – in oriente tutto é possibile- si apre una prospettiva duplice di alleanza: i cinque dell’opposizione hanno già ripreso il corteggiamento interrotto, ma non é escluso che Erdogan promulghi una indulgenza plenaria nell’intento di assicurarsi il rinnovo, ma potrà farlo più facilmente se otterrà l’estradizione dalla Svezia della trentina di “terroristi” richiesti per dare via libera all’adesione svedese alla NATO che usufruirebbero anch’essi di provvedimenti di clemenza.

Le vie della Democrazia sono come quelle della Provvidenza: imperscrutabili.

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TURCHIA: PAESE CHE VAI MAGISTRATO POLITICIZZATO CHE TROVI

IN VISTA DELLE DECISIVE ELEZIONI POLITICHE DI GIUGNO, CERCA DI METTERE FUORI LEGGE IL PARTITO KURDO HDP (10% DEGLI ELETTORI). MOSSA SUICIDARIA.

La catena televisiva AL JAZEERA ha informato gli ascoltatori giovedì scorso che , a seguito di una denunzia del partito AKP,( partito del presidente Erdogan che si ricandiderà alle presidenziali di giugno) presentata nel marzo 2021, la Corte Costituzionale turca ha disposto il blocco temporaneo dei finanziamenti pubblici del partito HDP – partito legale filo curdo- riservandosi una decisione definitiva entro il 10 gennaio p.v.

L’iniziativa del procuratore generale Bekir Sahin, mira a rendere illegale il partito, o almeno a privarlo dei circa 28 milioni di dollari annui di pubblico finanziamento, dopo che numerose cittadine dell’est del paese sono state commissariate e private dei sindaci HDP con l’accusa d’essere collusi con il PKK ( partito curdo dei lavoratori) che conduce la guerriglia antinazionale fin dal 1987 in chiave filo sovietica e anti NATO e che sopravvive ad onta della detenzione del suo capo ABDULLAH OCALAN arrestato in Italia e consegnato ai turchi dal governo D’ALEMA nel 1989.

Oltre alle ovvie implicazioni politiche e democratiche, l’eventuale conferma del sequestro ( e messa fuori legge) del partito curdo, ha un aspetto suicidario evidente al punto di sembrare una mossa degli avversari, ma come sappiamo, nessuno é al riparo dallo zelo dei cretini.

L’iniziativa del magistrato turco, fa seguito ad un’altra più grave decisione presa a carico del più qualificato avversario di Erdogan: Ekrem Imamoglu , sindaco di Istanbul ,membro del CHP ( partito kemalista), condannato, lo scorso dicembre, a due anni e sette mesi per “ offese a pubblici ufficiali” per aver criticato la decisione del Consiglio elettorale di Turchia ( YSK) che aveva invalidato la sua vittoriosa elezione a sindaco per pochi voti, sull’ex primo ministro Yildrim.

Replicate le elezioni, vinse con uno scatto di oltre mezzo milione di suffragi, ma rebus sic stantibus, non potrà candidarsi dato che come pena accessoria ha avuto l’interdizione dai pubblici uffici.

I cinque partiti principali del paese si sono coalizzati impegnandosi a concordare un candidato e a una riforma costituzionale in senso parlamentare.

Tra due giorni scopriremo la decisione della Corte Costituzionale e lo stato di salute della democrazia in Turchia.

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