Category Archives: agricoltura

BREAKING THE VICIOUS CIRCLE OF HUNGER AND VIOLENCE. by NADINE KAYAL

For the first time in ten years, world hunger is again on the rise.

815 million people, 11% of the global population is hungry. 38 million more than in 2015. (SOFI 2017).

What is alarming is that this increase is not driven by the lack of food, but by the large number of man-made violent conflicts that have tripled in recent years. Continua a leggere

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NASCE IL SITO INTERNAZIONALE DE ” IL MARE NEL DESERTO” DA OGGI TUTTI POSSONO COLLABORARE. di Antonio de Martini

I miei lettori di lungo corso ricordano di certo l’idea che ho espresso più volte, su questo blog di inondare con le acque del Mediterraneo la depressione dello CHOTT EL JERID (che in questi giorni viene visitata dagli amici della Società Geografica Italiana che saluto). Ne verrebbe un mare salato interno al deserto grande dodici volte il lago di Ginevra, o , se preferite, grande come l’Umbria.

Oggi mettiamo “on line” il link dell’idea progettuale declinata in cinque lingue tra cui il cinese, Continua a leggere

TURCHIA E AFFARI: COSÌ FAN TUTTI . di Antonio de Martini

Il presidente Mattarella sbarcando a New York, assieme alle parole di circostanza sul multilateralismo, ha pronunziato a formula magica che io pronunzio da venticinque anni inascoltato: INTERESSE NAZIONALE. Il discorso di Trump è stato il funerale del multilateralismo buonista.

Mattarella – e non solo lui- ha capito che,nell’era Trump, se al nostro interesse nazionale non ci pensiamo noi, non ci pensa nessuno.

Bene, azzardiamo qualche numero e un ragionamento semplici.

1) La Turchia ha pubblicato i dati del suo PIL semestrale, registrando un incremento del 5,1% nel primo semestre del 2017.
A fare ragionamenti tipo RAI TV avremmo un 10,2% su base annua. Nessuno in Europa fa più questi numeri dal secolo scorso.

2) la Germania, finora partner privilegiato di Ankara, si trova in gravissima difficoltà politica coi Turchi che hanno capito il loro doppio gioco a favore degli USA. L’amore è finito. Nell’ultimo biennio l’ambasciatore tedesco è stato convocato formalmente per proteste contro la politica tedesca, ben diciassette volte.

3) l’Italia è in pole position per diventare il partner industriale e commerciale privilegiato della Turchia e dell’hinterland turcofono del Caucaso a meno che gli inglesi ci tirino tra i piedi un altro Regeni.

4) La nostra industria è sufficientemente avanzata da costituire un appetibile compagno di imprese
sia per le forniture militari (Leonardo) che per la moda, per l’industria meccanica che per l’agroindustria e le costruzioni importanti , le attività calzaturiere, di pelletteria e quella delle comunicazioni, i cantieri navali oltre alle energie alternative, le banche e il turismo.

5) gli italiani sono più che benvisti, Erdogan valuta molto i rapporti personali e lavorandoci, potrebbe arrivare anche a rinominare Istanbul Costantinopoli, come ha lasciato immaginare in un recente discorso chiamandola più di una volta “Kostantinye” come faceva il profeta Maometto.

I rapporti per negoziare forme di collaborazione coi turchi possono svilupparsi e darci tre punti di PIL in due anni.
Altri due punti di PIL verrebbero dai paesi turcofoni del Caucaso e dell’Asia ( Turkmenistan, Kirghisistan, Belucistan ecc) dove l’influenza turca è determinante ma i prodotti inadeguati.

Se non lo si vuol ( o può) fare in nome dell’Europa, lo si faccia in nome della tradizione Mediterranea dell’Italia e delle Repubbliche marinare e si interceda con la UE come facemmo con l’OLP a suo tempo.

Anche mediare politicamente tra Turchia e USA e tra Turchia e Germania, in questo periodo storico, possiamo farlo solo noi anche per i legami sviluppati con la Palestina nell’ultimo trentennio e che ci accomunano.

L’interesse nazionale,  la nostra posizione geografica e una tradizione secolare, chiedono a noi di agire per primi e i legami tra Francia e Arabia Saudita potrebbero essere il nostro vantaggio politico da giocare.

Possiamo monetizzare anche il fatto che gli abbiamo consegnato Abdullah Ocalan senza formalità giuridiche e “contra legem”.( non potevamo consegnarlo perché rischiava la pena di morte…) e questa è, al momento, la sola carta vincente che hanno nel dossier curdo.

Possiamo sviluppare assieme la Crimea, la Georgia e l’Azerbaijan, mandando avanti loro. Assieme potremmo mirare alla gestione della ricostruzione della Siria per cui gli USA e la Francia sono improponibili.

Un accordo di consultazione periodica Italo-Turco, in seno alla NATO, oltre a tranquillizzare gli alleati, detterebbe l’Agenda mediterranea e ci aiuterebbe con la Libia e con il Katar, dove la Turchia ha installato una guarnigione, ma può sfruttare economicamente il successo solo parzialmente.

Abbiamo sei mesi prima di essere battuti sul tempo.

OBBIETTIVI U.S.A. NEL MEDITERRANEO : SONO AGRICOLI E COMMERCIALI. APPOGGIATI DALLA VIOLENZA. di Antonio de Martini

 

Il titolo di questo post posso riassumerlo così: gli Stati Uniti hanno destabilizzato il Mediterraneo per difendere il loro tenore di vita perseguendo una serie di obiettivi, tutti economici e quasi tutti raggiunti. La Unione Europea ha collaborato perché la sua classe dominante ha gli stessi, anche se minori,  interessi. Questi interessi non coincidono con quelli italiani e dei paesi mediterranei che hanno economie differenti. Continua a leggere

OBIEZIONI AL PROGETTO ” POLITEISTICO” SULLA IMMIGRAZIONE  di Gianni Ceccarelli e MIA RISPOSTA A FONDO PAGINA

Il nostro amico Gianni Ceccarelli ha mosso alcune obiezioni alle idee espresse nello scorso video e riferentesi al fenomeno immigrazione.

Lo ringrazio per avermi offerto l’opportunità di ritornare sull’argomento al quale rispondo in calce al suo.

Caro Antonio, invidio la tua capacità di lavoro e di ideazione, per nulla scalfite dal caldo. Mi sono sentito le tue proposte “politeistiche” o poliedriche sugli immigrati.  E’ vero quello che dici sulle due battaglie del 1942 (operazione Harpoon e operazione Pedestal per gli Inglesi); ma a parte i piroscafi affondati, alla fine (che è quello che conta) Malta è caduta o no ? Un commento italiano sulla battaglia di mezzo agosto così si esprime:

In realtà l’operazione Pedestal, pur pagata a caro prezzo, fu invece un Continua a leggere

COME RISOLVERE IL PROBLEMA DELL’INVASIONE DAL SUD DEL MONDO. ( video di 16 minuti) OVVERO COME CREARE 40.000 POSTI DI LAVORO PER MIGRANTI E MILLE PER ITALIANI CHE LI INQUADRINO. GUADAGNANDOCI.

Come bloccare o ridurre sostanzialmente il flusso di questa invasione di popoli disarmati che qualcuno teme che cambino la composizione del nostro paese?  Con un approccio organico e radicalmente nuovo in tema di trasporti, lavoro e politica dei visti. Continua a leggere

EMBARGO ALLA RUSSIA. A CHI NUOCE DI PIÙ? SI SALVA CHI AFFRONTA I NUOVI MERCATI ASIATICI.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Istat sul commercio con paesi extra-Ue, ad aprile 2015 le vendite di prodotti italiani verso la Russia hanno registrato una flessione del 29,5%. Sul crollo dell’export del Made in Italy pesa soprattutto l’embargo imposto da Mosca ad agosto 2014 su alcune categorie di prodotti provenienti dall’Ue. Continua a leggere

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