OBIEZIONI AL PROGETTO ” POLITEISTICO” SULLA IMMIGRAZIONE  di Gianni Ceccarelli e MIA RISPOSTA A FONDO PAGINA

Il nostro amico Gianni Ceccarelli ha mosso alcune obiezioni alle idee espresse nello scorso video e riferentesi al fenomeno immigrazione.

Lo ringrazio per avermi offerto l’opportunità di ritornare sull’argomento al quale rispondo in calce al suo.

Caro Antonio, invidio la tua capacità di lavoro e di ideazione, per nulla scalfite dal caldo. Mi sono sentito le tue proposte “politeistiche” o poliedriche sugli immigrati.  E’ vero quello che dici sulle due battaglie del 1942 (operazione Harpoon e operazione Pedestal per gli Inglesi); ma a parte i piroscafi affondati, alla fine (che è quello che conta) Malta è caduta o no ? Un commento italiano sulla battaglia di mezzo agosto così si esprime:

In realtà l’operazione Pedestal, pur pagata a caro prezzo, fu invece un

indubbio successo strategico britannico, poiché l’arrivo a Malta di 32.000

tonnellate di rifornimenti vari e di 17.000 tonnellate di combustibili, permise

all’isola di incrementare le scorte fino all’inverno del 1942; e soprattutto

Malta poté disporre della benzina necessaria per riprendere le micidiali

azioni aeree offensive contro il traffico dell’Asse diretto in Libia,

proprio nel momento in cui si decideva la battaglia di El Alamein

Questo per dire che bisogna porsi nel valutare i risultati di una azione anche da un punto di vista generale e non prendere in esame solo aspetti tattici. Per tornare agli immigrati o immigranti:

Io mi sono sempre domandato chi dà a quei poveretti i 3000 o 4000 dollari o euro per affrontare il viaggio. Mi si racconta che con un dollaro una persona ci campa un giorno, e quindi 4000 dollari potrebbero servire a far campare una famigliola di 4 persone per tre anni circa; perché vengono via egualmente, sobbarcandosi fatica, dubbi, lontananza e miseria ?

Tu dici: facciamogli fare i rappresentanti di condizionatori. Ma possibile che in Etiopia o in Senegal nessuno venda ancora condizionatori, visto che –come dici- lì vanno come il pane ? ( a parte il fatto che da noi il pane non lo mangia più nessuno, meglio la pizza). Credo che ci siano alcune difficoltà, anche ammesso che ci siano etiopici e senegalesi volenterosi venditori in nuce di condizionatori, che si oppongono a tale possibilità. Non so: forse una mafietta nera (costituita da chi ha i 4000 dollari di cui sopra) o un governicchio che abbonda in necessari permessi non facilmente concessi.

Secondo Dio: i lavori sul posto. Impregilo ha chiuso cantieri in Kenia dopo l’arrivo del Presidente musulmano. Ci sono i Boko Haram che sparacchiano qua e là; anche nell’Egitto militarizzato non è che un cantiere sia molto sicuro; un lago nel Sahara mi fa ricordare il ponte sullo Stretto di berluschina memoria e non sono sicuro che i Governi di Tunisia, di Libia (quale?) e tanto meno di Etiopia o Eritrea (di quali tribù?) siano disposti a investire in progetti per lo meno un poco avveniristici.

Terza divinità: i biglietti AR. Se un indigeno ha 2000 dollari (mille per il biglietto e 1000 per la garanzia in Italia, se ho inteso bene) e se è vero che si vive (male, malissimo, ma si vive) con un dollaro al giorno, egli ha davanti a se, a casa sua, tre o addirittura sei anni di vita; e li lascia per tre mesi di soggiorno dubbio ? Se poi torna, non ha più i 2000 dollari e si trova come all’inizio.

Quarto Dio. Non ha soldi, arriva, si prostituisce o vende droga. Credo che gran parte dei disperati appartenga a questa categoria. Il perché secondo me è che chi ha i 4000 dollari da parte per darli ai trafficanti non è tanto uno schiavo potenziale, ma –nella zona in cui vive- un benestante.

Io ho un quinto deus ex machina. In Eritrea, in Somalia, nel nord Nigeria, nel sud Sudan e in qualche altro posto del continente africano si ragiona molto in termini di tribù: A contro B, B contro C e contro A etc. Nessuno di quei Paesi ha una fiorente industria di armi, ma in tutti il commercio delle armi è più fiorente che negli USA. La conclusione la lascio a te; utopia per utopia ..

Con caldo affetto. giC, 3 lug 2015

RISPOSTA

Caro Gic,

partiamo dalla storia di Malta: L’Inghilterra ha in verità il vizio di perdere le battaglie e di vincere le guerre.

a) Ho fatto l’esempio dell’attacco ai convogli per illustrare una tattica vincente ( poi ( o prima?) applicata in atlantico dai sottomarini  tedeschi e ribattezzata ” a branchi di lupi”.  Ho ritenuto di illustrare questo esempio per far meglio comprendere la necessità di sfilacciare il flusso migratorio, ma non intendevo vincere la guerra sessanta anni dopo.

b) Chi da a quei poveretti i soldi: la necessità aguzza l’ingegno. Spesso si tratta di gente che viene aiutata dalla famiglia o da tutto il villaggio. Altre volte vendono la casa o il terreno che ormai non rende più ( la concorrenza USA dell’agricoltura assistita). Altre volte rubano bestiame per rivenderlo o peggio. Per fuggire da un inferno non si guarda per il sottile.

Qualcuno viene pagato per addossarsi colpe non sue e col ricavato vola verso la vita. Molti tunisini – li ho visti –  si sono prostituti con attempate tedesche e adesso sognano di andar loro incontro.

c) Impregilo avrà anche chiuso i suoi cantieri nigeriani, ma non quello etiopico dove sta costruendo dighe gigantesche. fa parte dei rischi del mestiere. dipende daalla professionalità del site engeneer r della capacità di dialogo con i locali. In Libia abbiamo lavorato sempre. In Etiopia, persino quando furono liberati dagli inglesi, gli etiopici si schierarono dalla parte dei colonizzatori italiani e li nascosero. Mio padre fu decorato di medaglia d’oro al V.M. per azioni di resistenza agli inglesi tutte portate a termine con la collaborazione di etiopici, mentre gran parte degli italiani facevano i delatori per pochi soldi.Non sarei così disperato circa la possibilità di aprire cantieri che diano lavoro ( a bassa intensità tecnologica, ai locali).

d) terza divinità: il biglietto aereo. Verissimo che se l’impresa fallisce il migrante torna a casa senza risultati. Fa parte della vita. Un’aliquota di migranti tornò anche dall’emigrazione in America e molti dall’Argentina più di recente. Ma la maggioranza riesce a sistemarsi in qualche modo e non dimentichiamo che il nostro – egoistico quanto vuoi, ma legittimo – scopo è di identificare e segmentare l’immigrazione possibilmente senza spese per l’erario. In tal caso lo scopo è comunque raggiunto..

Ultimo Deo: la tribù. Non sono abbastanza pratico dell’Africa occidentale. In quella orientale ci sono etnie diverse per lingua e religione e persino per caratteristiche somatiche ( non a caso Abbissinia viene dall’arabo Habasch= miscuglio) ma non ci sono tribù se non nella zona dell’OMO .

Altrove ci sono i tigrini, gli amhara, gli Oromo ecc.ma non sono tribu o , se preferisci, sono tribù di qualche milione di individui. In Eritrea poi, sono tutti tigrini tranne gli ISSA alla frontiera dancala e transfrontalieri con la repubblica di Gibuti.

Alcune etnie sono industriose ( es gli Oromo) altre furono guerriere ( Amhara) altri agricoltori. Gli attriti – potrebbero scoppiare nuovamente a breve – sono ormai per ragioni di politica interna e costituiscono un incentivo a emigrare. Chi resta prima o poi partecipa a una guerra. Per avere qualche soldo per la famiglia.

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