Archivi delle etichette: Istat

EMBARGO ALLA RUSSIA. A CHI NUOCE DI PIÙ? SI SALVA CHI AFFRONTA I NUOVI MERCATI ASIATICI.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Istat sul commercio con paesi extra-Ue, ad aprile 2015 le vendite di prodotti italiani verso la Russia hanno registrato una flessione del 29,5%. Sul crollo dell’export del Made in Italy pesa soprattutto l’embargo imposto da Mosca ad agosto 2014 su alcune categorie di prodotti provenienti dall’Ue. Continua a leggere

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LA RASSEGNA STAMPA DEL SABATO ( ultima settimana di gennaio 2015). di Gianni Ceccarelli

Fa molta sensazione in Oceania il caso di due australiani accusati dieci anni fa in Indonesia di traffico di droga e condannati a morte, dopo che ora anche una richiesta di grazia è stata rifiutata dal Presidente Indonesiano Joko Widodo. Continua a leggere

LA SPAGNA ESCE DAL VORTICE DELLA DISOCCUPAZIONE. FRANCIA E ITALIA NO. LE NOSTRE STATISTICHE MIGLIORERANNO L’ANNO PROSSIMO PERCHE’ LETTA HA MESSO UN BUON AMICO ALLA PRESIDENZA DELL’ISTAT. di Antonio de Martini

Sappiamo tutti fin dalle scuole medie che Massimo D’Azeglio dichiarò che  soleva abbracciare ogni spagnolo che riusciva ad incontrare perché ci permetteva di non essere gli ultimi in Europa.

Oggi, dovrebbe accontentarsi Continua a leggere

SE HAI IL COLESTEROLO, LA CURA È IL COTECHINO. PAROLA DI BERLUSCONI, MONTI, BERSANI & COMPAGNI. di Mauro Bonaretti

http://corrieredellacollera.com
Non si è mai visto curare la colesterolemia col cotechino.
E invece la ricetta italiana per la nostra pubblica amministrazione è esattamente questa: un conclamato eccesso di lipidi (burocratici) che intasano le vie di scorrimento dei processi amministrativi viene affrontato attraverso la messa in circolo di ulteriori lipidi (burocratici).
Così, la nostra amministrazione bulimica, mentre prende in erboristeria una pastiglia per la semplificazione, contemporaneamente si spara in vena compulsivamente siringhe di adempimenti sulla trasparenza, sull’anti corruzione, sulla pianificazione e controllo, aggravando ulteriormente la sua precaria salute.
Mentre, fuori dai palazzi, il Paese brucia, dentro i palazzi ci si occupa del nulla.
Si perde tempo con centinaia di adempimenti confusi, rituali, ossessivi, tesi a rendere conto di un numero imprecisato di richieste del legislatore, definite in modo frammentario e destinate a una pluralità di organi di controllo che saranno a loro volta sommersi da una marea di adempimenti e che inevitabilmente produrranno sanzioni e contenzioso con un ulteriore aggravio dell’attività amministrativa non destinata a creare valore pubblico.

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SENTENZA FULMINANTE DEL GIUDICE CIVILE A NAPOLI: IL REDDITOMETRO NON E’ SOLO ILLEGALE, MA NULLO. CONTRASTA CON LA COSTITUZIONE ITALIANA E CON L’ORDINAMENTO EUROPEO. di Antonio de Martini

In assenza di un giudice a Berlino, ci accontentiamo di un magistrato napoletano.

Il giudice Antonio Lepre di Pozzuoli, sollecitato da un ricorso dell’avvocato Roberto Buonanno contro il redditometro, ha ingiunto all’Agenzia delle Entrate ” di non intraprendere alcuna ricognizione, archiviazione o comunque attività di conoscenza o utilizzo dei dati, di cessarla se iniziata e di distruggere i relativi archivi, se già formati”. Il decreto ” è radicalmente nullo e fuori dalla legalità costituzionale e comunitaria”.

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RISPETTO AL 1991, COME LAVORO E OCCUPAZIONE STIAMO TRE VOLTE PEGGIO.

Il bollettino ISTAT ” Le Regioni in cifre” edito nel 1993 ci fornisce un dato che non può essere considerato dopato: il numero delle ore autorizzate della Cassa Integrazione Guadagni riferita al 1991. L’anno prima della prima crisi finanziaria che costò all’Italia circa sessantamila miliardi in sette giorni spesi da Ciampi nella vana attesa che giungesse il promesso aiuto tedesco per sostenere la lira.
Il totale ore di cassa integrazione in Italia è stato 387.536 ore di cui 131.285 per il settore
” Meccaniche e mezzi di trasporto”
La parte del leone la faceva il centro nord con 238.008 ore totali di cui 88.574 per il citato comparto.
Sui giornali leggo che le ore erogate quest’anno sono un miliardo. Non è un dato ISTAT, ma anche se fossero mezzo miliardo, sarebbero cifre traumatiche.

C’è altro da aggiungere?

Altre statistiche di Gic. PRODOTTO INTERNO LORDO, OCCUPAZIONE E DISOCCUPAZIONE GIOVANILE

Nei paesi europei le statistiche ci dicono che abbiamo un PIL a -0,8%. Interessante andare  a vedere quali percentuali avevano previsto la Banca d’Italia, l’OSCE, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario internazionale e il governo italiano.  Wall Street divulga i numeri quando servono alla strategia ribassista dell’euro e questo è un obiettivo comune ai USA ( che difende il ruolo internazionale del dollaro) e Germania ( più l’euro scende, più esporta). Il prezzo che paghiamo è segnato nelle altre due tabelle sulla occupazione e sulla disoccupazione giovanile.

i numeri si aggiustano anche calcolando il numero dei giorni lavorativi. Noi e la Spagna ne abbiamo meno.

STATISTICHE ALLA TRILUSSA PER LA CRISI ITALIANA E COMUNICAZIONE DA SCUOLE ELEMENTARI DEL PREMIER. di Antonio de Martini

Una statistica che viene nascosta volentieri è quella della disoccupazione giovanile. Pare sia il 31 virgola qualcosa per cento. Naturalmente è falsa. Se così fosse e si trattasse di una realtà, ci sarebbero già le barricate. Continua a leggere

I SOLI MONOPOLI INTACCATI DAL GOVERNO MONTI SONO QUELLO SINDACALE DELLA PROTESTA E QUELLO DELLA CREDIBILITÀ DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. di Antonio de Martini

Dopo aver contribuito a restaurare lo scosso prestigio del nostro paese, Pensavo che il governo del professor Monti, dopo tanto travaglio ed attesa, avrebbe , alla peggio, partorito il solito topolino e invece gli e’ uscito un un peto dal quale emana puzza di gas.
Infatti, con l’aumento del costo del petrolio che la crisi iraniana provocherà inevitabilmente, il consumo e la distribuzione del gas rischia di diventare il business del secolo e mi meraviglio molto che si parli, proprio in questo momento, di cedere la rete SNAM che distribuisce il gas all’Europa.
Equivale a cedere un chiosco di bibite fredde nel deserto, mentre stanno arrivando carovane di turisti.

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DETTAGLI STATISTICI sull’Italia di oggi. Nulla che disturbi i manovratori.

L’Istat  ha fatto la foto degli italiani: c’è qualche dato che fa meditare: 18% degli italiani è laureato contro il doppio di laureati nei paesi UE., il 5% fa sport con regolarità, facciamo l’amore 110 volte l’anno ( considerando la legge statistica di Trilussa o fanno sesso neonati e moribondi, oppure Continua a leggere

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