LA SPAGNA ESCE DAL VORTICE DELLA DISOCCUPAZIONE. FRANCIA E ITALIA NO. LE NOSTRE STATISTICHE MIGLIORERANNO L’ANNO PROSSIMO PERCHE’ LETTA HA MESSO UN BUON AMICO ALLA PRESIDENZA DELL’ISTAT. di Antonio de Martini

Sappiamo tutti fin dalle scuole medie che Massimo D’Azeglio dichiarò che  soleva abbracciare ogni spagnolo che riusciva ad incontrare perché ci permetteva di non essere gli ultimi in Europa.

Oggi, dovrebbe accontentarsi di un greco, ai tempi non in classifica.

Dal 2006 il numero dei disoccupati in Spagna non ha fatto che crescere fino a stabilizzarsi attorno ad un incremento di 455.000 nuovi disoccupati all’anno a partire dal 2008 sotto la  duplice  pressione della bolla immobiliare spagnola e della crisi finanziaria internazionale.

Il governo Rajoy ha varato e realizzato un piano di risparmi di spesa di ben  140 miliardi di euro e lo ha realizzato con fermezza. Conseguenza, il numero dei disoccupati nel 2013 è diminuito di 145.000 unità e per la prima volta dal 2006 presenta un saldo positivo.

centoquarantacinquemila persone hanno trovato una nuova occupazione quest’anno e il PIL è cresciuto dello 0,7% . Non è una previsione: è già accaduto.

In Francia , paese in cui impera un presidente parolaio – in grande sintonia con il nostro Premier Enrico Letta –  i risultati restano negativi ad onta della formale pubblica promessa di Francois Hollande di eliminare la disoccupazione entro il 2013.

Ad agosto, in Francia c’era stato un miglioramento di, mi pare,  circa 45.000 unità, ma poi risultò trattarsi di un errore di computo dovuto a un ritardo nella immissione dei dati di disoccupazione nei computer.

Nessuno colpevolizzò il presidente dell’ente statistico francese, anche perché fu lui che rettificò i dati  agostani  subito dopo.

Non così da noi.

Per essersi permesso di rettificare alcuni dati statistici inventati dal ministero dell’economia, il Presidente dell’ISTAT , istituto di statistica italiano e pubblico, è stato ” avvicendato” dato che il suo mandato era in scadenza.

Il Presidente dell’ISTAT è tradizionalmente stato un cattedratico di statistica ed era gestito da Antonio Golini in attesa che il governo nominasse il successore di Giovannini diventato ministro del lavoro otto mesi fa.

Viene sostituito da un amico di D’Alema e Letta Ecco perché quest’ultimo ha potuto permettersi di dichiarare che avrebbe diminuito le tasse nel 2014 come aveva fatto nel 2013 senza che nessuno lo spernacchiasse.

Il fortunato si chiama Carlo Padoan ed ha il curriculum giusto: è stato direttore della Fondazione Italiani Europei , creata grazie ai risparmi di Massimo D’Alema ed è stato anche consulente  del Fondo Monetario Internazionale ( FMI) dove il grado di apprezzamento è testimoniato dai paesi posti sotto il suo controllo:  Grecia, Portogallo, Albania e Timor est. Per la verità ha anche insegnato economia  a Roma alla facoltà di economia.

Economia, appunto, non statistica. A quelle ci pensa il governo.

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Commenti

  • nicola  Il gennaio 8, 2014 alle 2:39 pm

    mi pare che la Spagna resti messa peggio dell’Italia

  • antoniochedice  Il gennaio 9, 2014 alle 1:21 pm

    verissimo. La Spagna , indebolita da mezzo secolo di economia chiusa è sempre stata meno forte di noi sotto ogni aspetto. Ma sta recuperando posti di lavoro e noi no. Questo va a nostro disdoro.

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