TUNISI BEL SUOL D’AMOR, LA NUOVA COSTITUZIONE TUNISINA È MOLTO PIÙ CIVILE E DEMOCRATICA DELLA NOSTRA. IL CONFRONTO FA ARROSSIRE. di Antonio de Martini

Nessun media, nessun commentatore, nessun programma televisivo hanno speso una parola di commento sulla Nuova Costituzione della vicina a Repubblica di Tunisia. Ricorderete che era vicina anche per Catone duemilacentotrenta anni fa. Ho pensato che gatta ci cova e sono andato a dare un’occhiata.                             Ci covano sei gatti:

PRIMO: la Nuova Costituzione è stata predisposta da una Assemblea Costituente. Questo è il sistema più democratico universalmente accettato dal Diritto Costituzionale. Il suo contrario è rappresentato da un dirigente politico che sceglie una “commissione di saggi” che presentano una bozza che il dirigente può mutare a suo piacimento prima di divulgarla.
Questa seconda opzione è il trattamento riservatoci dal Presidente della Repubblica.
SECONDO: La libertà di coscienza e di credo ed il libero esercizio del culto preferito viene sancito dall’art 6 della Costituzione tunisina che dichiara lo Stato ” guardiano della religione” , ma anche garante della neutralità delle moschee e dei luoghi di culto rispetto a ogni strumentalizzazione di parte”. Altro punto vitale: l‘accusa di apostasia non è più formulabile.
Da noi l’art 7 della Costituzione stabilisce che la Chiesa cattolica è indipendente e che i Patti Lateranensi sono inseriti nella Costituzione:  ne derivano una serie di vantaggi impropri ed una serie di limitazioni alle altre fedi, che sono libere di organizzarsi ” in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano“( art 8) del quale, come dice l’art 7,fanno parte i patti Lateranensi.
TERZO: un altro articolo – sempre della Costituzione tunisina – stabilisce che le libertà fondamentali NON possono essere regolate da alcuna legge in forma preventiva, sistema che i regimi autoritari usano per svuotare i principi. In particolare non sono regolabili preventivamente le libertà ” di pensiero, di opinione, di informazione, di espressione e di pubblicazione.”
Da noi la religione, il Presidente della Repubblica, gli spettacoli, sono sottoposti, come sappiamo, a censura preventiva da una miriade di disposizioni tipiche dei regimi autoritari.
QUARTO: lo sradicamento degli atti di violenza sulle donne è stato posto – sempre nella Costituzione tunisina – nel dettato dei costituenti. Da noi nel titolo primo della carta costituzionale ( diritti e doveri) articoli dal 13 al 28, non si nominano le donne. Nel titolo 2 ( rapporti etico-sociali) l’art 29 dice che ” la Repubblica riconosce i diritti della famiglia”. Punto.
All’art 48 e siamo al titolo 3  finalmente una citazione ” sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, ” ecc. E qui finisce .

QUINTO: dove invece si misura la vera democraticità di una Costituzione, è nei limiti che questa pone al potere del Capo dello Stato di imporre lo stato di emergenza, il coprifuoco ecc. La Costituzione tunisina è chiara: qualsiasi sia la ragione e il testo della legge che promulga lo stato d’eccezione, dopo trenta giorni,  i poteri passano alla Corte Costituzionale.

Da noi, la Costituzione è altrettanto chiara. In base all’art 89 gli atti del presidente della repubblica, per essere validi devono essere controfirmati dal “ministro proponente” ( che nomina lui) e in base all’art 90 della Costituzione, il Presidente della Repubblica non è imputabile di nulla, a meno che non venga accusato di Alto Tradimento, reato di difficile definizione.               Il movimento 5 stelle , un terzo del Parlamento, ha denunziato il Presidente della Repubblica per Alto Tradimento, ma il testo dell’accusa non è stato nemmeno letto in Aula.

 
SESTO :IL dogma della indipendenza della magistratura viene ripetuto fino alla nausea in Italia, ma il consiglio superiore della magistratura viene per un terzo scelto dal Presidente della Repubblica che lo presiede e sceglie anche il proprio vice. In Tunisia, l’art 109 della Nuova Costituzione stabilisce che il Consiglio Superiore della Magistratura elegge nel suo seno il Presidente.
Credo possa bastare.

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Commenti

  • luigiza  On febbraio 19, 2014 at 1:49 pm

    La Costituzione tunisina è chiara: qualsiasi sia la ragione e il testo della legge che promulga lo stato d’eccezione, dopo trenta giorni, i poteri passano alla Corte Costituzionale.

    Nella Roma antica repubblicana lo stato d’eccezione prendeva il mome di imperium ed era una carica a tempo.
    Bisogna ammettere che Scipione l’africano la lezione ai Cartaginesi gliela ha insegnata proprio bene se dopo oltre duemilaanni se la ricordano ancora.

    • antoniochedice  On febbraio 19, 2014 at 1:52 pm

      Già, hanno la memoria lunga e ricorderanno come li abbiamo trattati.

  • donato  On febbraio 19, 2014 at 11:47 pm

    Mi auguro siano più fortunati di noi la nostra costituzione è libro dei sogni
    che quando è stata applicata (Regioni) ha portato solo disastri.Al posto
    del governo tunisino tuttavia più che di astratte enunciazioni mi preoccuperei
    dello stato comatoso dell’economia.

    • antoniochedice  On febbraio 19, 2014 at 11:50 pm

      L’assemblea Costituente non si occupa di economia. Questo lo fa il governo che, come avrà letto un paio di giorni fa, ha ottenuto crediti per 2 miliardi di euro garantii da Giappone e Stati Uniti.

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