AFRICA: DAL DESERTO DEL MALI A QUELLO LIBICO PIOVE SUL BAGNATO. ARRIVANO LE LOCUSTE. A MILIARDI. di Antonio de Martini

Keith Cressman, responsabile FAO per la lotta alle locuste ( senior locust forecasting officer) ha lanciato l’allarme attraverso una intervista telefonica al New York Times: nel Sahel , il deserto di pietrisco dell’Africa Occidentale, si sono formati stormi di locuste di dimensioni quadruple rispetto alla grande devastazione del 2003/2005 che crearono un ‘emergenza umanitaria che l’allora Direttore Generale FAO Jacques Djouf – proveniente da quelle zone ( Senegal) – combatté con allarmi accorati e aiutato dal fratello Presidente del Senegal.
La ragione per cui c’é tanta abbondanza di locuste, è dovuta
a ragioni climatiche che ne hanno favorito la crescita ed al fatto che la situazione di semi guerra in cui versano quelle aree ha impedito l’attività di disinfestazione da ormai due anni.
Quando non disturbate, le locuste riescono, in una stagione, a far crescere una nuova generazione e il colpo gli è riuscito per due anni di fila.

Le locuste mangiano ogni giorno l’equivalente del proprio peso e migrano di continuo lasciando il deserto dietro i loro siamo.
La direzione in cui vanno facendo danni dipende dai venti e non è prevedibile. Possono essere uccise con nuvole di antiparassitari, solo al mattino, quando sono ancora paralizzate dal gelo notturno e il loro sangue non circola ancora. Poi, nulla è più possibile contro autentiche nuvole di milioni di esemplari.

Questa maledizione biblica , che va ad aggiungersi a quelle già presenti nell’area – la dipendenza dai mercati internazionali, la crescita della popolazione, la fragilità del tessuto economico, la guerra per bande, la drammatica scarsità di acqua e di terra, l’accelerazione dei cambiamenti climatici, la fragilità del mondo rurale – creerà una situazione agricola drammatica partendo dal Mali, prima verso il Chad e il Niger, poi anche nei paesi più a Nord quali Libia, Algeria, Marocco, Tunisia, già provate da una situazione economica ai bordi del collasso.
Questo creerà una pressione migratoria verso l’Europa insostenibile e un ulteriore aumento ( oltre i già verificatisi aumenti speculativi) dei costi dei cereali.

Non ci vuole molto per una nuvola di miliardi di locuste a raggiungere la Libia dal Mali.
Gli esperti calcolano dieci giorni.
Il problema grosso come un grattacielo è che sia il Mali che la Libia sono praticamente in stato di guerra e lo spargimento di pesticidi è ostacolato in mille modi, non ultima la paura degli operatori.
Adesso si che il mondo si troverà di fronte a una emergenza umanitaria e sono curioso di vedere come reagirà. Il nuovo DG della FAO, sig Da Silva, sud americano per ora lascia la castagna bollente in mano al suo collaboratore.

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