Archivi delle etichette: Guerra di Siria

GUERRA DI SIRIA : OBAMA APPOGGIA IL PRESIDENTE SUD COREANO E RISPONDE PICCHE A CHI VUOLE COINVOLGERLO IN SIRIA

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PUBBLICO INTEGRALMENTE LA DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE OBAMA SULLA SIRIA CONCERNENTE L’USO DEL GAS AL FRONTE. DICE TRE COSE IMPORTANTI:
a) non prendo decisioni in base a convincimenti e percezioni.. ( sottinteso che non ci sono prove o se preferite, non ancora).
b) in base a percezioni non posso mettere in piedi una coalizione e quando ci abbiamo provato, non ha funzionato. ( riferimento a G.W. Bush jr).
c) con ben Laden e Gheddafi ho dimostrato che mantengo quel che prometto.
( la parola del Presidente non è lecito metterla in dubbio).

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LA RASSEGNA STAMPA DI GiC. DEL 2 APRILE 2013

DAMASCO, 1. E’ veramente difficile stabilire come si svolgano le cose sul piano militare in Siria; ci sono notizie di un missile lanciato non si sa da chi (le due parti si rimpallano la responsabilità) caduto in un sobborgo di Aleppo facendo numerose vittime e di bombardamenti nella Base 17 nel nord del Paese e di una seppur lenta avanzata dei ribelli nel sud. Ma sono notizie di difficile riscontro. Sul piano diplomatico, intanto, il vice ministro degli Esteri iraniano per gli affari arabi e africani, Husein Amir Abdolahian, è partito oggi per Il Cairo Continua a leggere

RASSEGNA STAMPA DI GiC. DEL 29 MARZO 2013

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PE C H I N O, 28. Hanno suscitato emozione in Cina e in tutto il mondo le immagini di un aborto, al settimo mese di gravidanza, imposto a una donna la quale aveva violato la legge che impone alle coppie di avere un solo figlio. Il fatto è avvenuto venerdì scorso nella provincia orientale dell’Anhui. Le immagini del bimbo soppresso nel grembo della madre con un’iniezione letale e poi gettato via sono state diffuse su internet dal padre.

DAMASCO, 28. L’Onu ha inviato rinforzi (uomini e mezzi) al contingente dispiegato sulle alture del Golan, nella fascia di territorio compresa tra Israele e Siria. Lo ha annunciato ieri un portavoce del Palazzo di Vetro.

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CIPRO, ALEPPO, BEIRUT. STANNO STRINGENDO IL CAPPIO ATTORNO AL LEVIATHAN IL PIÙ GRANDE GIACIMENTO DI GAS DEL MONDO. di Antonio de Martini

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Dimensioniamo il problema: i dieci miliardi di cui Cipro ha bisogno, sono la cresta fatta da qualcuno sull’acquisto della Banca Ambroveneta oppure il 70% dell’importo del crack Parmalat.
Il sistema bancario italiano è esposto nei confronti di Telecom per una buona quarantina di miliardi.
Berlusconi, Caltagirone, Del Vecchio o lo stesso ENI potrebbero salvare il Paese individualmente. Niente di apocalittico.

Quanto alle garanzie ( fa più fino chiamarle” collaterals”) , quali migliori prospettive di ricchezza che essere al centro del più grande giacimento di gas del mondo?
Lo stato cipriota si è tutelato militarmente dagli appetiti della Turchia con una convenzione militare con Israele, ma temo abbia avuto l’ingenuità di considerare sufficiente affidarsi politicamente alla UE che adesso non vuole, o non sa, difendere l’autonomia della piccola repubblica da più sofisticate ingordigie.

Leviathan è destinato a rifornire la più grande economia del mondo che è l’Unione Europea e non lo lasceranno in mano a quattro venditori di olive.

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LO SCEICCO DEL QUATAR, REGNA DOPO UN GOLPE CONTRO IL PADRE E RIFILA 15 ANNI DI CARCERE A UN POETA CHE HA DECLAMATO UNA POESIA IN PRIVATO AL CAIRO ! QUESTO È IL CAMPIONE DEMOCRATICO DEL GOVERNO U.S.A. di Antonio de Martini

Hamad ben khalifa al thani, è lo sceicco regnante del Quatar ( indipendente dal 1971, 300.000 abitanti ) che è salito al potere nel 1995 con un colpo di stato ordito contro il proprio padre, accusato di essere un dissipatore antidemocratico.
la moglie, molto piu bella e intrigante di Hilary Clinton in America la chiamerebbero ” presidential partner affascina per la presenza, la disinvoltura con cui non porta il velo ed il sorriso del suo libretto di assegni.

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GEOPOLITICA DELLO STATO CITTÀ DEL VATICANO, AD USO DELLO SPIRITO SANTO . di Antonio de Martini

Non ho il dono della fede, ma da quando fu eletto un cardinale proveniente da oltrecortina mettendo in crisi, prima psicologica poi politica ed infine istituzionale, l’impero sovietico, tendo a rispettare le scelte di uno dei pochi consessi capaci di operare con spirito ” in consulendo liber” scelte non condizionate dal circo mediatico che tutto condiziona ed inquina.

L’attuale Papa – oltre che cedere a un legittimo desiderio di riposo e meditazione – si è certo accorto, ” ingravescentem aetatem ” , che questa non è epoca per un Papa teologo, ignaro di attività diplomatiche, di nuove tecnologie, di finanza, di media e ne ha tratto le conseguenze. Continua a leggere

GUERRA DI SIRIA:WALID JOUMBLATT CAMBIA POSIZIONE SULLA QUESTIONE SIRIANA. E’ L’INIZIO DELLO SGANCIAMENTO DRUSO DAL CARRO QUATARO-TURCO-AMERICANO O SONO I SAUDITI CHE COMINCIANO A RITIRARSI ? di Antonio de Martini

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Pubblico integralmente,  nella versione originale,  il POST di Lylia Ben Ahmed apparso sul blog pubblicato in Francia  http://tunisia-secret.com  riguardante la clamorosa intervista pubblicata da Russia Today ( agenzia russa di notizie)  in cui il capo politico e spirituale dei Drusi  compie uno spettacolare  cambio di fronte. Continua a leggere

IN SIRIA A COMBATTERE ADESSO CI SONO ANCHE I RUSSI. di Antonio de Martini

La guerra civile in Siria sta assumendo sempre di più i contorni foschi della guerra civile spagnola del 1936.
Avevamo a suo tempo segnalato l’afflusso dei seicento ” volontari ” libici e Jihadisti, resisi poi autori dei principali crimini di guerra perpetrati in Siria.
Avevamo anche segnalato la dichiarazione di uno del fondatori di ” medecins sans frontières” che ritornato da un turno di volontariato ad Aleppo ha rilasciato la dichiarazione che metà dei feriti da lui curati in ospedale era di nazionalità inglese o francese.
Fonti solitamente degne di fede ci informano adesso della discesa in campo di volontari russi.

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PUTANT QUOD CUPIUNT O SEMPLICEMENTE BISCHERI ? di Antonio de Martini

Libia: la città di Beni Walid è data per conquistata – prima dai ribelli e poi dai nuovi governativi – per la terza volta. Ieri sono ripresi i combattimenti in zona, subito dopo una incursione di una banda proveniente da Misurata.
Restando in Libia, Khamis Gheddadi, il militare di famiglia, lo hanno dato per morto ben quattro volte. In una altra occasione , un portavoce più sobrio, comunicò che aveva perso una gamba in combattimento, senza specificare se la destra o la sinistra. Politically correct. Continua a leggere

INIZIA L’ATTACCO ALLA SIRIA. 600 “VOLONTARI” LIBICI TRASPORTATI VERSO LE FRONTIERE SIRIANE. MA SE LA SIRIA TRA I DUE FRONTI SCEGLIESSE IL TERZO?

Il primo a dare questo segnale e’ stato il blog di un ex diplomatico indiano che e’ stato in posto anche a Mosca.
Il ministro degli esteri turco Davitoglu, ha annunziato di essere pronto ad attaccare la Siria.
Il vice presidente Joe Biden sarebbe atteso a Ankara per il week end per dare le ultime assicurazioni ai Turchi circa l’appoggio americano e britannico. Seicento volontari libici sono stati portati verso le frontiere con Irak, Giordania, Turchia , per essere infiltrati.
Segno evidente che siriani ” resistenti” non ce ne sono o non ce ne sono più.
Il ministro degli esteri russo Lavrov, ha già’ annunziato che rifornirà’ la Siria di armi per la ua difesa ed ha qualificato l’iniziativa americana come “unfair”.
Una squadra navale russa e’ in rotta verso il porto siriano di Tartous. Appena entrerà’ il bombardamento di Tartous sarà’ fuori questione.
Ogni dottrina militare spiega che il fuoco dalla periferia verso il centro e’ letale e dal centro verso la periferia e’ dispersivo.
Re Abdallah di Giordania si e’ recato oggi in Israele, si spera per una estrema mediazione, ben consapevole che tra i vasi di ferro, lui e’ quello di coccio.
Il “build up” e’ talmente trasparente e l’arrivo del vice presidente USA invece che del nuovo capo degli SM riuniti, fa sperare che si tratti di un bluff di ” Brinkmanship ” ( arrivare all’orlo della guerra per ottenere il massimo”) oppure di un tentativo di far saltare i nervi allo SM siriano per indurlo ad un attacco preventivo per evitare di trovarsi a combattere su tre fronti e quindi giustificare gli Usa con una guerra “di difesa.”
I siriani sono – come dice un mio amico- come “quel portiere che para i rigori perché’ non capisce le finte.” non perderanno la calma e non attaccheranno DIRETTAMENTE per primi.
Le opzioni militari sono numerose e tutte letali, al punto che viene da pensare che il rischio di scontro possa diventare concreto e imminente anche per un errore minimo.
La Turchia sembra inconsapevole che la zona di frontiera con la Siria e’ abitata da turcomanni e da popolazione di lingua e cultura araba, così come gli abitanti del sangiaccato di Alessandretta ( Iskenderun) e che la Siria ha avuto tutto il tempo di predisporre opportune iniziative di sabotaggio e contrasto, contando sulla solidarietà’ delle popolazioni locali.
L’alleato iraniano può aver finanziato i curdi anti turchi , gli Hezbollah hanno già’ tirato nei giorni scorsi un missile, di tipo mai utilizzato prima, sulla Galilea.
Non hanno prodotto che danni materiali, evidentemente per limitarsi a segnalare la presenza della nuova arma, senza provocare rappresaglie.
Altro alleato e’ Hamas nella striscia di Gaza. L’ Egitto dei fratelli mussulmani non e’ scontato che non potenzi l’azione dei palestinesi della striscia almeno chiudendo gli occhi all’afflusso di armi ed esplosivi.
La Siria non fara’ l’errore di scegliere l’opzione militare diretta. Essa potra’ contare sull’appoggio politico attivo della Russia e della Cina e forse anche del Brasile, quindi non ci sara’ una risoluzione ONU a copertura.
Agli USA mancherà’, oltre al pretesto della difesa, l’alibi della lotta al terrorismo di Al Kaida, ( cosi come non c’era nemmeno in Libia e in Yemen).
Ci sara’ invece il terrorismo diffuso sul territorio nemico, ma mirato negli obiettivi, anche di persone, che potrebbe colpire perfino l’occidente americano.
In caso di attacco alla Siria ci saranno attentati all’interno dello Stato di Israele, re Abdallah potrebbe subire un attentato come quello che uccise il bisnonno Di cui porta il nome, mentre si recava a pregare in Moschea.
I servizi segreti siriani hanno gia’ ucciso a Parigi, anni fa, Salah Bitar – ex primo ministro siriano senza che il colpevole venisse individuato.
Il Libano potrebbe essere preso in ostaggio: se l’esercito siriano si rifugiasse in Libano, bombardarlo sarebbe impensabile e per l’esercito libanese, resistere, impossibile.
Le contraddizioni sarebbero numerose: i turchi litigherebbero con Hamas che fino a ieri erano stati i protetti contro Israele . Gli angloamericani ( e i francesi) che lanciarono Lawrence di’ Arabia ( un giorno ne parleremo) e dieci milioni di sterline oro per cacciare i turchi, adesso spenderanno cifre iperboliche per “restituire”i territori alla Turchia. I libici si sono trasformati in esportatori di democrazia. La Francia, ex potenza mandataria, verrebbe vissuta con odio e grazie ad altre spese senza copertura, metterebbe a rischio la sua tripla AAA per deficit del bilancio.
La Grecia, si schiererebbe contro i turchi, pur essendo membro della NATO.
Ma se la Siria, incurante della minaccia militare diretta , attaccasse Israele sguarnendo le frontiere, come si schiererebbe la lega araba? Come si sentirebbe la monarchia saudita?
Ormai gli americani si giocano la faccia: se la manovra politica fallisce ( sempre che manovra sia) gli USA perdono il residuo prestigio. Se la manovra evolve in un conflitto aperto, torneranno di moda gli assassini( leggere ne ” il milione”di Marco Polo la narrazione del ” vecchio della montagna”) che ubriachi di hascisc venivano lanciati contro obiettivi singoli . Di qui il nome di assassini , mangiatori di hascisc.

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